La nuova guida dell’Agenzia delle Entrate in tema di bonus facciate è stata pubblicata un paio di giorni fa.

La misura agevolativa introdotta dalla Legge Bilancio per restaurare e riqualificare la parte esterna degli edifici, forse vedrà un seguito anche il prossimo anno, portandosi appresso importanti novità.

La detrazione fiscale continuerà ad essere riconosciuta fino al 90%, anche per i contribuenti titolari di reddito d’impresa.

In questo articolo andremo a vedere l’argomento nel dettaglio e capire quanto può essere utile per ristrutturare  casa!

Bonus facciate 2022: a quali edifici si applica?

Sin dalla sua erogazione, il bonus facciate è stata una delle misure agevolative più apprezzate dai cittadini italiani seconda solo al Superbonus 110% che, inglobandolo, ha preso la scena sotto i riflettori.

Dopo la proroga prevista dalla legge n° 178 del 30 dicembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha disposto una nuova guida operativa, una specie di riedizione del bonus facciate che non tralascia nemmeno uno dei punti stilati in precedenza.

La natura e l’obiettivo dell’agevolazione rimangono le stesse, ovvero riqualificare la facciata degli edifici situati nelle zone A e B o in quelle previste dalla norma regionale e dai regolamenti comunali edilizi.

Queste due zone vengono stabilite nelle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti di competenza e includono porzioni di città o paese a carattere storico/artistico, di notevole pregio ambientale e con una determinata percentuale di superficie coperta da edifici.

A tal proposito, vi lascio il video-podcast di Carlo Pagliai che parla della relazione fra bonus facciate e conformità urbanistica:

Bonus facciate 2022: chi sono i beneficiari?

Istituito con la legge n°160 del 27 dicembre 2020, il bonus facciate prevede una detrazione fiscale del 90% per le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, ripetibile in 10 quote annuali di pari importo nell’anno in cui si sostengono tali spese e in quelli successivi.

Non vi è un limite massimo di spesa, come non vi è un massimo di detrazione e per queste ragioni è un bonus molto “ampio”.

Possono goderne:

  • le persone fisiche ( esercenti arti e professionisti compresi)
  • gli enti pubblici o privati ( che svolgono attività commerciale)
  • le società semplici
  • le associazioni tra professionisti
  • le società di persone
  • le società di capitali

mentre rimangono esclusi coloro che possiedono, spiega agenziaentrate.gov.it:

esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva [..] contribuenti che non potrebbero usufruirne in quanto l’imposta  lorda è assorbita da altre detrazioni, o non è dovuta

Ciò non toglie che non possano optare per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Tutti i soggetti che abbiamo visto finora devono soddisfare determinati requisiti per beneficiare del bonus facciate, ovvero:

  • possedere o detenere l’immobile sul quale si andrà ad effettuare l’intervento in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento
  • detenere l’immobile sul quale si andrà ad effettuare l’intervento in base ad un contratto di locazione o di comodato e avere il consenso dei lavori da parte del proprietario.

Inoltre, sono ammessi anche i soggetti che provvedono ad eseguire in proprio i lavori sull’immobile, purché rientrino nei limiti delle spese di acquisto dei materiali che andranno ad utilizzare.

Bonus facciate 2022: quali interventi sono ammessi?

Come sicuramente ricorderete, il bonus facciate comprende un gran numero di interventi volti a riqualificare l’aspetto della facciata degli edifici esistenti, qualsiasi sia il tipo di categoria catastale alla quale appartengono.

Tali interventi possono essere effettuati anche solo su parte di essi ma in nessun modo possono essere effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o mentre di demolisce o si ricostruisce.

In poche parole vengono messi gli interventi in grado di migliorare la parte dell’edificio visibile dalla strada o dal suolo pubblico, escludendo, quindi, lavori sulle facciate interne.

La detrazione al 90% spetta per:

  • interventi di pittura/ tinteggiatura esterna
  • interventi su balconi, ornamenti o fregi
  • interventi su strutture opache verticali che influiscono dal punto di vista termico o che interessano il 10% dell’intonaco dell’edificio
  • le spese per l’acquisto dei materiali
  • la progettazione
  • le spese relative all’installazione di ponteggi
  • lo smaltimento dei materiali
  • l’iva, l’imposta di bollo, i diritti pagati per la richiesta dei titoli abitativi edilizi

Fra questi interventi rientrano anche i lavori di riqualificazione energetica che riguardano l’involucro dell’edificio, per i quali sono previsti adempimenti piuttosto particolari.

Poiché la riqualificazione o il restauro di un immobile comprende un numero di lavori differenti tra loro, è molto probabile che oltre a beneficiare del bonus facciate, il contribuente debba aver bisogno anche di un altro tipo di agevolazione.

Nel caso in cui l’intervento richieda sia il bonus facciate che altri bonus edilizi, il contribuente dovrà scegliere soltanto una delle agevolazioni previste.

Nel caso in cui si effettuino più interventi riconducibili a diverse fattispecie, allora potrà usufruire di più agevolazioni.

In entrambe le situazioni prese in esempio, occorre che si contabilizzi in maniera distinta le spese per ogni intervento e rispettare gli adempimenti previsti per ogni detrazione.

In aggiunta, l’articolo 15, comma 1 alla lettera G del Tiur riportato da brocardi.it specifica che:

“la detrazione non spetta in caso di mutamento di destinazione dei beni senza la preventiva autorizzazione dell’Amministrazione per i beni culturali e ambientali, di mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire l’esercizio di diritto di prelazione dello Stato sui beni immobili e mobili vincolati”

Bonus facciate 2022: come ottenerlo 

Un altro punto preso in esame nella nuova guida disposta dall’Agenzia delle Entrare, riguarda i metodi di pagamento e gli ulteriori adempimenti da assolvere per ottenere il bonus facciate.

Per avere diritto alla detrazione al 90%, è di fondamentale importanza che ogni spesa venga pagata in maniera tacciabile, ossia con bonifico bancario/ postale in cui vengono riportati:

  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • la causale del versamento
  • il numero di p.iva o il codice fiscale del soggetto al quale si fa il bonifico

Inoltre, il regolamento del decreto n° 41/1998 del Ministero delle Finanze chiarisce che i contribuenti sono tenuti a:

  •  indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile
  • chi esegue i lavorin e gli estremi di registrazione dell’atto
  • conservare la documentazione relativa alla realizzazione degli interventi ( fatture, ricevute, abilitazioni amministrative)
  • conservare la copia della domanda di accatastamento, le ricevute di pagamento dei tributi locali, la copia di delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori ( per parti comuni di edifici)
  • conservare la dichiarazione di consenso all’esecuzione ai lavori

Presentando tutti questi documenti in fase di dichiarazione dei redditi presso un intermediario CAF o un professionista del settore, l’Agenzia delle Entrate  provvederà ad erogare il credito a favore del richiedente.

Oltre alla fruizione diretta della detrazione, come abbiamo già detto è possibile optare per  lo sconto in fattura o la cessione del credito, due alternative che devono essere comunicate all’Agenzia delle Entrate in via telematica.

Utilizzando il modello approvato dal provvedimento dell’8 agosto 2020c ed inviando tutto entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese, si potrà godere del bonus facciate senza problemi. 

Bonus facciate 2022: verso una nuova proroga

Sebbene il titolo di questo articolo possa trarvi in inganno, in realtà  anticipa una probabile proroga del bonus facciate per il 2022.

Si è discusso molto su questa possibilità, soprattutto guardando agli aspetti positivi di questa misura agevolativa che ha costituito per milioni di imprese edilizie un trampolino di lancio verso il futuro

Dimostrandosi vantaggioso sotto molti punti di vista, purtroppo presenta ancora costi piuttosto elevati per poterlo sostenere anche il prossimo anno, e in molti sono già certi che terminerà i suoi giorni di gloria il 31 dicembre 2021. 

Addirittura, secondo una recente diretta di Simone Paramatti e Carmen Padula il bonus facciate potrebbe subire una razionalizzazione insieme al bonus ristrutturazione al 50% in un'unica aliquota

Questa unione viene considerata in base ad un concetto di convenienza. 

Spiega edilportale.it

La scelta è determinata dalla liquidità, cioè dalla possibilità di sostenere subito le spese per i lavori, ma anche dalla capienza fiscale, cioè dall’imposta lorda effettivamente dovuta. In determinati casi, l’Irpef o l’Ires dovuta potrebbe essere inferiore alla detrazione [..] il bonus fiscale non verrebbe recuperato per intero, quindi sarebbe più conveniente, ove possibile, optare per la cessione o lo sconto immediato.

Difficile scegliere, soprattutto quando tutti i bonus inerenti alla ristrutturazione e al restauro degli edifici sono importanti in egual misura e offrono una detrazione davvero golosa. 

L'articolo di Alda Moleti per trend-online di qualche mese fa ci offre almeno 3 scenari possibili in cui il bonus facciate potrebbe realizzarsi o meno. 

Un ottimo modo di pensare al futuro di questa agevolazione, sebbene star qui a ipotizzare non farebbe altro che creare confusione e incertezza. 

Non ci resta altro da fare se non aspettare fino alla fine dell'anno e tirare le somme, sperando che non ci venga tolto nulla ma, piuttosto, aggiunto qualcosa in più.

Del resto, visto l'andamento complessivo della ripresa del nostro Paese dopo le conseguenze negative della crisi pandemica, i bonus e le agevolazioni emanati finora hanno permesso di risollevarci un po' alla volta. 

Per avere altri approfondimenti in merito al bonsu facciate per il 2022, vi consiglio di continuare a seguirci! 

Non ve ne pentirete!