Sono in arrivo dei nuovi documenti per il bonus facciate 2022.

E sono tutti necessari ai fini del visto di conformità, oltre che dell'asseverazione tecnica. A causa del decreto anti-frode di novembre 2021, e anche delle ultime modifiche del Governo Draghi sulla cessione dei crediti e sull'accesso ai bonus Casa in generale, da ora in avanti non si potrà più sgarrare a livello burocratico.

Infatti, per rendere la situazione ancora più complicata non solo ai furbetti, ma anche agli effettivi beneficiari che ne hanno diritto, il Governo ha disposto ulteriori documenti per l'accesso a questa detrazione fiscale.

Tutto ciò potrebbe, nel lungo periodo, creare delle grosse difficoltà anche a chi provvede a tutti questi lavori. E non si parla solo dei contribuenti, ma anche delle aziende edili e degli istituti che si sono presi la responsabilità di finanziare tali interventi.

Per questo è necessario prendere nota delle ultime modifiche, o meglio delle nuove documentazioni previste per accedere a questo buono. 

In questo articolo vedremo anche le ultime novità disposte dall'Agenzia delle Entrate per l'accesso a eventuali benefici fiscali, anche in caso di accumulo con altri bonus Casa.

Bonus facciate 2022: ecco come richiederlo e quali documenti servono!

Il bonus facciate 2022 è un'agevolazione fiscale prevista per tutti coloro che vogliono intraprendere dei lavori o interventi sulla facciata esterna della propria abitazione, o del proprio immobile di cui sono proprietari o anche solo semplici (co)affittuari.

Per richiederlo sarà sufficiente fare domanda presso il sito adibito dell'Agenzia delle Entrate, alla stessa maniera con cui si richiedono anche altri bonus Casa, quali Superbonus 110% o bonus ristrutturazione.

Ma in questo caso, per diventarne beneficiario, occorrerà intanto avere in cantiere uno dei seguenti lavori relativi alla ristrutturazione e al rinnovo della facciata, quali:

  • pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache,
  • interventi su balconi, ornamenti o fregi,
  • interventi sulle strutture opache importanti dal punto di vista termico.

Inoltre l'immobile stesso dovrà avere la facciata esterna posta davanti ad una strada pubblica, e quindi visibile da essa. Uno degli obiettivi di questa detrazione è di migliorare il decoro urbano, oltre che impedire eventuali crolli o disfacimenti improvvisi.

Anche perché tutti questi immobili si devono trovare in queste due zone territoriali omogenee, ovvero la zona A e la zona B.

La Zona A riguarda l'area del centro storico, ove si trovano edifici o agglomerati di grande valore storico, artistico o di pregio ambientale.

La Zona B riguarda invece le zone di completamento, cioè zone totalmente o parzialmente edificate, che però non hanno edifici storici o di valore artistico. In pratica le aree abitative anche periferiche.

Se invece l'edificio interessato a questi interventi si dovesse trovare in tutte le altre zone, non potrà accedere alla detrazione fiscale del bonus facciate 2022.

E questo riguarda nel caso di zona di espansione, industriale, agricola o destinata ad attrezzature o impianti di servizi pubblici.

Fondamentalmente, per avere questo bonus, basterà presentare oltre alle dovute fatture e ai documenti inerenti le spese e la natura degli interventi, anche l'attestazione di congruità delle spese e il visto di conformità. Proprio quest'ultimo prevede dei nuovi documenti in merito.

Ti consiglio questo approfondiemnto video a cura del Geometra Danilo Torresi, così per avere un breve riassunto di quanto detto finora.

Bonus facciate 2022: che documenti ci vogliono per il visto di conformità?

Partiamo intanto dalla definizione di visto di conformità. Si tratta di uno strumento che attesta la corretta applicazione delle norme tributarie per tutti i cosiddetti "soggetti esterni all'amministrazione finanziaria".

Questo visto è necessario nel caso in cui si proceda a richiedere il bonus facciate 2022 con le due opzioni fiscali alternative, cioè lo sconto in fattura o la cessione del credito.

Ci sono casi in cui addirittura è necessario anche solo per la detrazione fiscale diretta, come nel caso del Superbonus 110%. Ma la situazione non cambia più di tanto.

L'essenziale è che per la richiesta siano presentati i seguenti documenti:

  • visura catastale,
  • domanda di accatastamento,
  • ricevute di pagamenti dei tributi,
  • stralcio del PRG,
  • documentazione idonea per la verifica della visibilità della facciata,
  • dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà,
  • atto di acquisto (o contratto di locazione/comodato, o sua cessione),
  • certificato catastale,
  • (auto)certificazione dello stato di famiglia,
  • consenso all'esecuzione dei lavori.

Ma questo vale solo nel caso in cui l'immobile rientri nella categoria delle unifamiliari.

Se la richiedi per il condominio, o meglio per le parti comuni interessate, bisognerà provvedere anche a questi documenti:

  • delibera assembleare per gli interventi,
  • delibera di approvazione degli interventi,
  • delibera assembleare sulle modalità di ripartizione spese,
  • autocertificazione sulla natura dei lavori eseguiti.

Più ovviamente tutte le varie abilitazioni e attestazioni richieste, come la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) o la SCIA (Segnalazione certificata di inizio attività). E tutto ciò vale anche per i condomini minori, cioè quelli da due a massimo otto unità abitative.

Da lì in poi, scatta un altro step, quello relativo alla fine dei lavori. In questo caso servirà l'asseverazione tecnica.

Bonus facciate 2022: quando serve l'asseverazione tecnica, e quali documenti ci vogliono?

Anche sull'asseverazione tecnica dobbiamo fare una precisazione. Questo è un documento che attesta, da parte di un tecnico professionista, il fatto che le spese sostenute siano congrue rispetto ai listini dei prezzi ufficiali.

Un esempio di listino è quello del prezzario MiTE, disposto per il Superbonus 110%. 

Per avere quest'asseverazione, servirà aver già provveduto, prima della fine dei lavori, alla presentazione dei seguenti lavori:

  • dichiarazione dell'amministratore (se condominio) o proprietario (se unifamiliare) che certifichi l'entità della domma,
  • il consenso alla cessione del credito da parte del cessionario,
  • il consenso allo sconto in fattura da parte del fornitore.

Altro particolare è il fatto che il tecnico professionista dovrà essere iscritto ad uno specifico ordine professionale, oltre ad avere una polizza Responsabilità Civile, utile in caso di irregolarità accertate.

Una volta finiti i lavori, bisognerà provvedere alla trasmissione della Comunicazione di opzione di cessione/sconto, che dovrà essere inviata all'Agenzia delle Entrate, specie in caso di SAL (Stato Avanzamento Lavori).

L'avevamo visto di recente sul Superbonus 110%, e ti consiglio di darci un'occhiata, dal momento che c'è in ballo la proroga fino al 2023.

Bonus facciate 2022: nuovi documenti per la detrazione fiscale! Ecco le ultime novità dall'Agenzia delle Entrate

Oltre alla questione burocratica, per il bonus facciate 2022 ci sono diverse novità anche sul piano fiscale, dal momento che l'Agenzia delle Entrate ha previsto dei nuovi documenti per ottenere questa detrazione.

Oltre ai citati visto di conformità e asseverazione tecnica, sarà necessario provvedere alla presentazione dei consensi sulla cessione del credito da parte di un massimo di due cessionari o fornitori di servizi.

Infatti, con le ultime modifiche da parte del Decreto Superbonus, non si potrà più fare richiesta oltre al terzo stadio, almeno per quanto riguarda la cessione del credito.

Inoltre ogni eventuale frammentazione sarà impossibile, dal momento che la cessione avrà un codice univoco di identificazione che ti impedirà di cederlo anche solo parzialmente. Tutto ciò è ravvisabile nei documenti relativi alla Comunicazione all'Agenzia delle Entrate.