Il bonus facciate 2022 avrà ancora più tagli! Ecco le ultime novità da parte di Draghi: proroga mutilata dopo il 1 gennaio 2022, e riduzione per i bonus mobili, ristrutturazioni e Superbonus 110%.

Sono tutti bonus che rientrano nel grande progetto nazionale, se non europeo, di riconvertire tutte le infrastrutture pubbliche e private in favore di un maggior efficientamento energetico e ambientale.

Da qui la necessità di incentivare il processo con detrazioni, crediti, sconti e riduzioni del carico fiscale, ovvero bonus edilizi.

Il bonus facciate è uno di questi, così come i citati bonus mobili, bonus ristrutturazioni e il Superbonus 110%, tutti facenti parte del gruppo dei Bonus Casa.

L'idea è anche sostenuta dall'interesse del Governo Draghi (così come del precedente esecutivo, Governo Conte II) di rinnovare l'Italia a seguito della crisi economica e sanitaria scatenata dalla pandemia da Covid.

Il problema è che comunque costa, e non poco. E a fronte di un Documento programmatico di Bilancio in cui si conferma il bonus facciate per il 2022, ma con dei tagli, bisogna capire infatti se alla fine convenga continuare almeno con questo buono.

Se vuoi avere un riassunto della situazione, ti suggerisco il video a cura del Geometra Danilo Torresi.

In questo articolo procederemo a fare la panoramica della situazione, in particolare sulle ultime novità riguardante il bonus facciate 2022.

Bonus facciate 2022: ecco come funziona con Draghi

La questione del bonus facciate per il 2022 sembra ormai risolta. Dopo un periodo in cui sembrava ormai confermata la cancellazione della proroga, e quindi la sua interruzione entro il 31 dicembre 2021, in realtà ora la situazione s'è capovolta a favore dei richiedenti.

Il Governo Draghi sta valutando il reintegro della proroga al bonus facciate, ma con dei tagli.

Questo significa che potrai avere accesso alla detrazione fiscale sulle spese relative al rinnovo della facciata esterna dell'immobile, ma fino al 90%.

Questo bonus rientra tra le tante agevolazioni fiscali previste per il rinnovo del proprio immobile. Uno abbastanza simile sulla questione delle facciate è anche il Superbonus 110%, ma questo prevede:

  • il 110% di rimborso come detrazione fiscale o credito d'imposta;
  • il restauro o il rinnovo della facciata, ma solo per piccoli interventi.

Oltre a queste due particolarità, entrambi i bonus hanno la fama di essere due macchine burocratiche ingestibili, in particolare per quanto riguarda la lista di documenti da presentare.

Particolare che già ha comportato a rivedere alcune cose, specie per il bonus facciate 2022.

Bonus facciate 2022: ecco i tagli di Draghi! Nuove percentuali!

Per il bonus facciate 2022 si prospetta oltre al rinnovo del bonus dopo il 1 gennaio 2022, anche alcune modifiche in merito ad alcune percentuali.

Le percentuali in questione riguardano il famoso 90% di rimborso delle spese per il rinnovo della facciata come detrazione fiscale IRPEF.

Il 90% sarà permesso per tutte le attività condotte entro e non oltre il 31 dicembre 2021. Dopo il 1 gennaio 2022, il bonus facciate consisterà in una detrazione del 60%.

Quindi tutti i richiedenti, in due giorni, avranno un effetto scalone per quanto riguarda le detrazioni, e ciò potrebbe far venire a meno l'interesse a chi sta cercando di accedervi e a chi vorrebbe farci un pensierino per il 2022.

Anche perché questo lascerebbe campo aperto per il Superbonus 110%, che se non altro non taglia nulla, al massimo limita gli accessi usando come arma l'attestazione ISEE.

Se non altro non sembra ci siano grosse novità in fatto di limitazioni di tetto di spesa, l'importante è che gli interventi vengano fatti su facciate che siano visibili dalle strade pubbliche.

Bonus facciate 2022 o Superbonus 110%? Ecco la proroga di Draghi

In merito al Superbonus 110% anche in questo caso Draghi ha provveduto a fare delle modifiche, così come è successo per il bonus facciate 2022.

Nel suo caso, anche il bonus 110 ha rischiato di venire bloccato per il 2022 per alcuni immobili, in particolare le case che vanno da uno a quattro unità abitative (comunemente parlando, villette o case familiari).

Se avesse mantenuto tale proposta, per i proprietari di queste villette sarebbe stato possibile avere la detrazione del 110% solo se i lavori fossero stati richiesti entro e non oltre il 30 giugno 2022.

Va anche detto che, in caso del raggiungimento del 60% dei lavori, avrebbero potuto beneficiare di una proroga automatica fino al 31 dicembre 2022. Ma in quel caso i lavori avrebbero dovuto riguardare anche i mesi di luglio-dicembre 2022.

Comunque, con la proroga confermata per le villette, ora si potrà arrivare fino al 31 dicembre 2022, sempre però garantendo anche per gli interventi di luglio-dicembre 2022.

Si richiede però un reddito ISEE di non oltre 25.000 euro, da parte dell'intestatario del nucleo abitativo. E solo se sei proprietario o coaffittuario in un immobile relativo a villette o case indipendenti.

In questa proroga di Draghi a guadagnarci sono stati i condomini e gli Istituti Autonomi Case Popolari, che potranno beneficiare di una proroga entro fine dicembre 2023.

Addirittura si parla di un'ulteriore proroga per il Superbonus 110%, ma con le stesse condizioni del bonus facciate 2022. E cioè di un taglio.

Bonus facciate 2022 o Superbonus 110%? Ecco cosa conviene dopo i tagli di Draghi

Come visto, col Bonus facciate 2022 si avrà la riconferma del bonus ma solo al 60% dal 1 gennaio 2022, e sempre per i lavori relativi alla facciata per gli immobili visibili dalle strade pubbliche.

E per gli immobili situati in zona A o zona B (rispettivamente centro città e zone residenziali), quindi niente per quelli in zona C.

Mentre per il Superbonus 110% si potrà avere accesso alla proroga delle villette se hai un reddito ISEE inferiore a 25.000 euro.

Altrimenti è tutta in discesa per il Superbonus 110%, specie per i condomini o gli Istituti Autonomi Case Popolari.

Anche perché si parla di una possibile superproroga fino al 2025, ma con un piccolo pegno da pagare.

Dopo il 2023, il Superbonus non sarà più al 110%, bensì al 70%. Sinceramente, suona male un Superbonus 70%, ma probabilmente suonerà ancora meglio quello del 2025, che si chiamerà Superbonus 65%.

Nei prossimi quattro anni vedrai la detrazione scendere dal 110% al 70%, fino al 65%.

E sempre se nel frattempo, nei prossimi anni, l'Agenzia delle Entrate non avrà scoperto qualche altarino nelle documentazioni presentate dalle aziende edili o dai richiedenti stessi. 

Basta un solo documento sbagliato per perdere il diritto al rimborso.

Potrebbe anzi accadere che il Governo (non più Draghi se si parla del 2023, anno della fine della XVIII Legislatura) possa impedire la riscossione dei crediti, magari con eventuali blocchi ai finanziamenti. Non sarebbe la prima volta.

Davanti a questa prospettiva, ti consiglio di valutare anche un eventuale bonus ristrutturazione tra le opzioni di scelta.

Bonus facciate 2022 o bonus ristrutturazione? Ecco cosa conviene con Draghi

A differenza dei precedenti, il bonus ristrutturazione non avrà grossi cambiamenti.

Non solo verrà prorogato al 2022 come il bonus facciate e il Superbonus 110%, ma avrà anche il piacere di non venire modificato con vari tetti di spesa o redditi ISEE da presentare.

Semmai dovrai accontentarti non del 65% di detrazioni fiscali per una facciata, non di un 110% per gli interventi di efficientamento energetico, bensì del 50% per la ristrutturazione del proprio immobile.

Se non altro, hai una spesa massima non da poco: considera che hai diritto al 50% di detrazione su una spesa massima di 96.000 euro.

Potresti valutarla, qualora tu non riesca a rientrare né nel bonus facciate 2022 né nel Superbonus 110%. Certo, dovrai spendere, in caso di tetto massimo raggiunto, comunque 48.000 euro per la ristrutturazione, ma non ti credere che per gli altri casi sia diversa la situazione.

Bonus facciate 2022 o bonus verde? Ecco cosa conviene: il bonus mobili ma coi tagli!

Una menzione speciale va fatta anche in merito al bonus verde, che riguarda un incentivo a tutti gli interventi che riguardino le aree verde dei propri immobili, come giardini o cortili interni. 

In questo caso nulla è stato modificato. Si parla sempre di una detrazione del 36% su una spesa massima di 1.800 euro.

Cifra un po' bassa? Vero, ma questo è solo per gli interventi nelle zone verdi. Sennò, se hai da spendere parecchio per prodotti o elettrodomestici a basso consumo energetico, rimane il bonus mobili.

Il bonus mobili è un incentivo all'acquisto di elettrodomestici (anche per la cucina) purché entro alcune precise classe energetiche. A causa dei vari tagli nelle ultime Leggi di Bilancio, la spesa massima è passata da 16.000 euro a 5.000 euro.

Su questi 5.000 euro sarà possibile detrarre solo il 50%.

Era l'unico modo per garantire la proroga fino al 2024, altrimenti sarebbe stato impossibile portarla anche per il 2023 stesso.

Purtroppo tutti questi supporti economici per l'edilizia stanno costando caro al Governo Draghi, in particolare davanti alla necessità di far quadrare il bilancio a seguito delle varie polemiche per i costi esorbitanti che lo Stato ha speso nel 2020.

E anche davanti al fatto che, seppur in fase di assorbimento, il deficit PIL-debito è intorno al 160%, con spese faraoniche in arrivo, quali la riconferma del Reddito di Cittadinanza per oltre 8 miliardi di euro e della proposta di finanziare l'Assegno Unico Universale con oltre 20 miliardi di euro.

Doveva succedere che dopo tanti bonus e supporti economici, alla fine dei conti il Governo Draghi dovesse provvedere a dei tagli anche vistosi, altrimenti nulla di tutto ciò era prorogabile.

Anche perché la proroga costa soldi, fondi, e anche controlli. E con tutti i controlli fiscali in arrivo c'è l'alto tasso di rischio che non pochi abbiano fatto i furbetti.