Il bonus facciate 2022 è in fase di abolizione?

E' una domanda che sta preoccupando molti richiedenti, in particolare quelli che, non rientrando in quello relativo all'efficientamento energetico, volevano tentare la carta del bonus per le facciate esterne, appunto l'omonimo bonus. 

In realtà la situazione è più semplice del previsto, e anche Redazionefiscale nel suo video approfondimento potrà spiegartela.

La situazione è che la proroga è stata confermata per un altro anno, ma il bonus facciate così come lo conosciamo non esisterà più. Purtroppo, a causa degli alti costi ingenerati dal bonus principe, il Superbonus 110%, è stato preferito concentrare le risorse fiscali in quest'ultimo, e di mettere in secondo piano quelli che riguardavano pochi interventi, appunto il restauro o la ristrutturazione della sola facciata esterna.

A seguito delle ultime modifiche apportate in sede di Manovra di Bilancio, è stato preferito ridurre la detrazione fiscale del bonus garantendo invece un bonus al 60%, e non più al 90% come previsto originariamente.

Ma non solo. Lo stesso bonus ora ha delle restrizioni nella zona abitativa di riferimento. Ma questo lo vedremo meglio nell'articolo, assieme ad un riassunto su come funzioni questo bonus e cosa puoi e non puoi richiedere.

Bonus facciate 2022: ecco come funzionerà con la proroga!

Il bonus facciate lo conosciamo come incentivo alla ristrutturazione degli edifici, ma solo della faccia esterna.

E' uno dei tanti bonus edilizi, come il Superbonus 110% e l'Ecobonus, solo che quest'ultimo riguarda specificatamente il rinnovo della facciata.

Quindi niente interventi di tipo trainante o trainato, niente caldaie o sistemi di climatizzazione.

Purtroppo, per esigenze di bilancio e anche per il continuo cambio governativo, è stato deciso negli ultimi anni di modificare progressivamente l'incentivo, fino ad arrivare a ridurre la quota di detrazione fiscale prevista.

In poche parole, dal 2022 si passa da una detrazione al 90% sulle spese relative alla ristrutturazione, fino al 60%.

Addio quindi al 30%! Se non altro non farà la fine del bonus mobili, che, pur mantenendo il 50% della detrazione fiscale sulla spesa conseguita per l'acquisto di mobili o elettrodomestici a basso consumo, ha ora un nuovo tetto di spesa, purtroppo minore del precedente.

Se non altro il Governo Draghi sta già valutando di inserire per il prossimo anno una nuova proposta di incentivo all'edilizia, il bonus restauro.

Bonus facciate a rischio dal 2022? C'è il bonus restauro!

Per bonus restauro si intende un nuovo buono edilizio che riguarda il finanziamento tramite credito d'imposta, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Come incentivo, almeno da come sembra nel Decreto Sostegni bis, si preannuncia come una comoda alternativa al bonus facciate, visto che prevede fino a 100.000 euro di tetto di spesa massimo, e un credito di almeno il 50% sull'importo complessivo.

In pratica ben 50.000 euro sono gratis. E se fai due calcoli per generosità è secondo solo al Superbonus 110%, che garantisce una copertura fino a 96.000 euro su alcune tipologie di lavori, più il 10% come extra, che può andare a te come ad una banca o azienda edile che si prende in carico il credito.

La cosa interessante di questo buono è che si potrà richiedere assieme al bonus facciate, essendo cumulabile con i vari bonus Casa, anche se ciò potrebbe creare un pericoloso ingorgo amministrativo, nonché maggior interesse alle agenzie fiscali a sottoporre un accertamento.

A causa degli ultimi furbetti, e dei vari interventi risultati all'Agenzia delle Entrate "truffaldini", con l'introduzione del decreto anti-frode è stato necessario mettere più pressioni ai controlli edilizi e creditizi.

Bonus facciate abolito dopo il 2022? Facciamo chiarezza!

La questione invece del bonus facciate è abbastanza lampante: dal 2022 diventerà un bonus facciate 60%, cioè potrai ottenere solo un 60% di detrazione fiscale sulle spese relative agli interventi di ristrutturazione e rinnovo della facciata esterna.

Facciata esterna che però:

  • dovrà essere di una casa disposta nelle zone urbane centrali o residenziali (niente zone industriali o in espansione);
  • dovrà porsi su una strada pubblica (incentivo al decoro urbano).

Dopo il 2022, almeno stando alle ultime bozze, non è previsto un rinnovo al 2023, come invece accadrà per Superbonus 110%, Bonus mobili e altri Ecobonus.

Pertanto si perderà un 30% per tutti i lavori conseguiti entro il 31 dicembre 2022, e poi si perderà tutto l'ammontare dopo il 1 gennaio 2023.

Fortunatamente il Governo Draghi ha deciso di mantenere la modalità dello sconto in fattura e della cessione del credito, oltre alla detrazione decennale dell'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).

Inoltre, nel solo caso delle facciate, si può mantenere il 90% per gli interventi che in data di scadenza non sono ancora conclusi. Si dovrà concluderli, ma, a differenza del bonus 110%, si potrà continuare senza dover presentare la SAL (Stato avanzamento lavori).

Però, visto anche l'andamento attuale del Governo, sarà meglio cambiare bonus e concentrarsi su quelli che hanno una speranza di andare oltre al 2022.

Bonus facciate o bonus restauro? Ecco le novità dal 2022

La differenza sostanziale tra i due bonus è presto detta. Il primo riguarda esclusivamente le facciate esterne della casa, mentre l'altro è relativo alla ristrutturazione e alla manutenzione ordinaria e alla messa in sicurezza delle strutture.

Come vedete, uno è un lavoro abbastanza limitato, pertanto non prevede un limite di spesa fisso, ma solo una detrazione. L'altro invece, essendo un lavoro più ricco, si limita a garantire anche nel 2022 un massimo di spesa di 100.000 euro ad immobile.

Però c'è un problema. Non c'entrano i soldi o crediti vari, semmai il problema è di tipo catastale. Ci sono molti tipi di codici catastali, l'abbiamo visto nell'articoo riguardante l'IMU 2021.

Purtroppo nel caso del bonus restauro non si potrà avere diritto se si ha una casa con codice catastale A, quello per le abitazioni generiche, e nemmeno se fosse una villa (A1) o una casa economica (A3).

Servirà la A10. Quella prevista per gli immobili segnalati per interesse storico artistico, e solo se destinati al solo scopo abitativo (quindi niente negozi in edifici storici o artistici).

E' una limitazione che da un punto di vista tecnico ti taglia una decina di categorie catastali, anche perché in Italia ci sono all'incirca 50.000 sotto tutela artistico-storica (dati 2011)

Quindi la platea non manca. Non sarà come i milioni di potenziali edifici che possono aderire al Superbonus 110%, ma si parla comunque di una grossa platea.

Bonus facciate e bonus restauro: ecco come richiederli

Se vuoi richiedere entrambi i bonus, tanto dovrai fare richiesta sempre presso lo stesso ente: l'Agenzia delle Entrate. O almeno, per il bonus facciate è già previsto, mentre per quello restauro bisognerà aspettare il Decreto Ministeriale.

Semmai bisogna stare attenti a rientrare, se si vuole avere la fortuna di beneficiare di entrambi, nelle citate condizioni edilizie:

  • avere una facciata in un edificio urbano e posto davanti ad una strada pubblica;
  • avere un edificio segnalato come di interesse storico e artistico.

Se coincidono, potrai beneficiare di entrambi. L'importante è ricordarsi che il limite di spesa del restauro non deve andare oltre i 100.000 euro, e che per uno è previsto dal 2022 non più il 90% di detrazione IRPEF, bensì il 60%. Sempre comunque il 10% in più di quello previsto dal bonus restauro.

Si può eventualmente richiedere anche il credito di imposta, se vuoi compensare la spesa, anche in parte, dividendo così la parte con un semplice sconto sulle tasse una volta denunciate le spese (tutte tracciabili) nella Dichiarazione dei Redditi.

Bonus mobili per facciate e restauro? E' possibile dal 2022!

Altro punto a favore di questi bonus case è la loro compatibilità tra i vari buoni e sconti. In particolare con quelli sempre relativi al restauro o alla ristrutturazione dell'immobile.

E' il caso del bonus mobili, che dal prossimo anno garantirà non più 16.000 euro di tetto di spesa massimo, ma solo 10.000 euro, anche se prorogato fino al 2024 inoltrato.

Questo è stato deciso per impedire la sua soppressione assieme al bonus facciate, dato che, per concentrare le risorse sul Superbonus 110% e su altri Ecobonus, qualcuno di questi bonus doveva venire annullato.

Alla fine s'è deciso per mantenerli, ma di ridurne l'importo detraibile dalla spesa. Perché per il bonus mobili è valido comunque la detrazione IRPEF al 50%, quindi una copertura dal 1 gennaio 2022 di soli 5.000 euro.

Che non è poco, visto che puoi comprare mobili, apparecchiature ed elettrodomestici purché:

  • rientranti nella classe energetica a loro spettante,
  • relativi a interventi di ristrutturazione edilizia.

Per la cronaca, la classe energetica è una categoria che riguarda i valori di efficienza, per elettrodomestici a uso casalingo e non, in fasce tra loro contigue, che vanno da A a G.

Per saperne di più su quali classi si riferiscono ogni mobile o elettrodomestico, ti consiglio questo approfondimento.

Per il resto, se fa due calcoli, alla fine ci guadagni. Da una parte hai un bonus per rifarti la facciata esterna. Dall'altro un bonus per il restauro se la tua casa ha un valore artistico riconosciuti dalle Belle Arti o dagli Uffici addetti. E dall'altra puoi comprare dei mobili o elettrodomestici e rientrare della metà dei costi.

O hai la sfortuna che l'Agenzia delle Entrate ti metta sotto torchio perché sei uno che ha richiesto una pletora di bonus per la propria casa, o praticamente arriverà a spendere quasi nulla per rifarti la casa.

Cosa che, dal 2026, se la proposta europea dovesse approdare, sarà molto utile per chi vorrà vendere o affittare.