Che ne sarà del bonus facciate nel 2022? Nessuno lo sa! L’unica cosa certa è che seguendo l’attuale normativa questa agevolazione ha bisogno di un rinnovo altrimenti scadrà il 31 dicembre 2021.

La situazione è complicata perché, da un lato priorità assoluta dell’esecutivo è il Superbonus 110%, poiché permette di realizzare gli interventi di riqualificazione energetica e nel PNRR l’Italia si è impegnata con la UE proprio a migliorare, non più tardi del 2025, il 50% degli edifici dal punto di vista energetico. Motivo per cui tanto Draghi quanto il MEF hanno confermato che la misura sarà prorogata con la Legge di Bilancio 2022 almeno fino al 2023.

Dall’altra parte se i fondi scarseggiano dopo la crisi pandemica, è anche vero che il bonus facciate dopo il Superbonus è l’altra agevolazione che ha avuto il merito di risollevare un settore, quello edilizio, in stallo da anni. Non mancano infatti i parlamentari che chiedono che la scadenza del bonus facciate sia adeguata a quella del Superbonus 110%, con una proroga almeno fino al 31 dicembre 2022.

Gli scenari possibili sono sostanzialmente tre, il peggiore è che il Governo non rinnovi affatto la misura, che avrebbe fine quest’anno. Si potrebbe poi pensare ad un rinnovo totale con proroga fino al 2023 e in ultimo la tanto chiacchierata ipotesi della creazione del bonus ristrutturazione 75%. Vediamo cosa potrebbe accadere l’anno prossimo!

Se il bonus facciate venisse cancellato nel 2022?

Come si è detto, il bonus facciate è in qualche modo tra quelle agevolazioni che, avendo il merito di fare da spinta propulsiva al settore dell’edilizia, gode di molti sostenitori tra l’esecutivo, i quali chiedono a gran voce un rinnovo per il 2022. Ma è anche un’agevolazione enormemente dispendiosa e sappiamo che se il governo fosse costretto a scegliere, priorità avrebbe sempre il Superbonus 110%.

Questo perché nel PNRR, ovvero il documento che spiega alla Commissione Europea, e che quest'ultima ha già approvato, come l’Italia gestirà i soldi del Recovery Fund si dice chiaramente che tra gli obiettivi vi è il miglioramento energetico dell’insieme degli edifici pubblici e privati entro il 2025.

A questo punto il Superbonus 100% è vitale! I lavori di miglioramento energetico sono interventi massicci sugli immobili e quindi costosi e realizzarli a costo zero è l’unico modo per molti contribuenti di poterselo permettere.

In ogni caso se il peggiore degli scenari dovesse realizzarsi, cioè se il bonus facciate fosse cancellato nel 2022, i lavori ammessi resterebbero comunque coperti dal bonus casa, con uno sconto del 50%. Un incentivo che ha una modalità di utilizzo identica al bonus facciate: detrazione Irpef in 10 anni, cessione del credito, sconto in fattura.

Tuttavia, come vedremo nei prossimi paragrafi, anche la detrazione del 50% offerta del bonus casa, necessita di una proroga per essere attiva nel 2022. Altrimenti l’anno prossimo il bonus casa non scomparirà, ma tornerà alla detrazione originale del 36%.

La migliore delle ipotesi, proroga del bonus facciate al 2023

La migliore delle ipotesi è che invece si scelga per un rinnovo della misura che scadrebbe a questo punto il 31 dicembre 2022. 

A chiedere il proroga dell’agevolazione sono in molti, nel mese di maggio c’è stato un incontro alla Camera con la Commissione Finanze, in occasione del quale il Italia Viva, nei panni dell’esponente Marco di Maio, ha chiesto che la scadenza del bonus facciate sia allineata a quella del Superbonus 110%, cioè fino al 2023 come ha promesso Draghi.

Comunque, se proroga dovesse esserci per questo incentivo, resta anche da capire se verrà applicata con la possibilità di usare sconto in fattura o cessione del credito. L’esecutivo potrebbe infatti anche scegliere di rinnovare la misura solo con la detrazione Irpef in 10 anni.

Ad ogni modo, una delle motivazioni per cui la discussione bonus facciate non entra ancora nel vivo in Parlamento è dovuta  al fatto che molto spesso queste misure vengono prorogate con le Leggi di Bilancio, e quella per il 2022 sarà emanata solo a dicembre.

Che fine ha fatto il bonus ristrutturazione al 75%?

E veniamo al terzo possibile scenario, ovvero che tutte le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie, con l’eccezione del Superbonus 110%, siano accorpate in un unico incentivo con sconto al 75%, ovvero il bonus ristrutturazione al 75%.

Se il centrosinistra sembra più propenso a chiedere una proroga totale del bonus facciate, diversamente il centrodestra preferirebbe la soluzione del bonus unico ristrutturazione al 75%.

Mediante un Atto di Sindacato Ispettivo presentato il 27 aprile 2021 dalla capogruppo in Senato, Anna Maria Bernini, Forza Italia ha chiesto proprio l’introduzione dell’agevolazione unica a cui accorpare bonus facciate, bonus casa etc. 

La richiesta è stata giustificata con la spiegazione che in questo modo aumenterebbero gli importi del bonus casa, che è l’agevolazione meno selettiva poiché include tutti i tipi di intervento edilizio, il quale dallo sconto del 50% salirebbe a quello del 75%.

In effetti che una soluzione simile possa verificarsi non è cosa poi così remota se guardiamo a quello che è stato fatto con i bonus famiglia INPS. 

La miriade di incentivi per le famiglie sparirà dal 1 gennaio 2022, per far posto a un solo mega bonus che si chiamerà Assegno Unico e che al momento è parzialmente attivo con il nome di Assegno Temporaneo o Assegno Ponte.

Questa semplificazione è stata chiesta da Draghi in persona allo scopo di facilitare le procedure burocratiche di richiesta e assegnazione degli incentivi e rendere la vita più semplice agli organi che le gestiscono. 

È molto probabile che in futuro la semplificazione, già applicata ai bonus famiglia gestiti dall’INPS, sia estesa anche alle agevolazioni ristrutturazione, di cui invece si occupa l’Agenzia delle Entrate. Sui tempi è difficile avere un opinione, probabilmente è più plausibile che una modifica così sostanziale sia rimandata al 2023, quando cioè anche il Superbonus 110% arriverà alla scadenza e potrà essere accorpato al bonus ristrutturazione 75%.

Bonus facciate, tre opzione per il 2022

Dunque schematizzando e stando alle informazioni in nostro possesso le sorti del bonus facciate nel 2022 sono avvolte nell’ombra. Secondo l’analisi fin qui traccia si può dire che potranno accadere tre cose:

  • proroga fino al 31 dicembre 2022, da stabilire se anche con sconto in fattura e cessione del credito;
  • creazione del bonus ristrutturazione 75%, con una riduzione del 15% della percentuale detraibile per i lavori ammessi dal bonus facciate;
  • eliminazione del bonus facciate, con possibilità di eseguire lo stesso i lavori ammessi con il bonus casa.

Quali lavori si possono realizzare con il bonus facciate e quali sono i requisiti 

Fino a scadenza il bonus facciate resta valido ed utilizzabile con uno sconto del 90% per gli interventi edilizi e le opere di manutenzione straordinaria, che si eseguono sulle pareti esterne di una struttura (balconi, grondaie, fregi, superfici opache).

Una cosa che non è invece coperta dal bonus facciate è la sostituzione degli infissi.

Il contributo è fruibile attraverso una detrazione Irpef in 10 anni. Cioè se anticipate i costi potrete avere un rimborso del 90% delle spese che si concretizza in una detrazione fiscale, cioè in uno sconto sulle tasse.

Lo sconto in fattura è molto più comodo, ma non tutte le ditte la ammettono come opzione, perché in questo caso i costi da anticipare sono a carico loro e vengono restituiti con un credito d’imposta.

La cessione del credito, che può essere usata sia dalla ditta che dal proprietario dell’immobile, presuppone che si ceda il credito che lo Stato ha verso di noi, per il bonus facciate, ad una banca o un istituto di credito.

Stefano Nardini nel suo video YouTube fornisce alcuni chiarimenti importanti riguardo la normativa del bonus facciate 2021, che vengono direttamente dalla Agenzia delle Entrate:

  

Bonus casa 2021: meno generoso, ma più accessibile!

Qualora il bonus facciate dovesse scomparire si potrebbero comunque effettuare i lavori sulle pareti esterne con un finanziamento statale, poiché c’è il bonus casa.

Più facile e meno selettivo copre l’insieme degli interventi di ristrutturazione con una detrazione per il 2021 del 50%, entro il limite di 96.000 euro.

Tuttavia di base il bonus casa eroga il 36% di sconto entro i limiti di 48.000 euro, ma la soglia di detrazione è stata innalzata dal Decreto Rilancio fino al 31 dicembre 2021.

Se non si interverrà con un rinnovo dello sconto al 50%, nel 2022 tornerà il bonus casa al 36%. Stessa cosa che vale per la possibilità di usare lo sconto in fattura e la cessione del credito, che se non prorogate lasceranno il bonus casa con la sola possibilità di una detrazione Irpef in 10 anni.

Diversi il caso in cui si scegliesse di optare per il bonus ristrutturazione 75%, perché allora gli importi di questo incentivo salirebbero del 25% e sarebbe forse uno dei pochi a beneficiarne.

Superbonus 110%: scadenze, requisiti e interventi ammessi

Quando si parla di agevolazioni ristrutturazione non si può non dedicare un po’ di tempo al Superbonus 110%, complicato e difficilmente accessibile, offre però un finanziamento statale pari al 110% dei costi. Perché l’agevolazione ammette una detrazione non solo pari al totale dei costi, ma anche con un 10% extra.

La misura come si è già osservato subirà una proroga generalizzata fino all’inizio del 2023 che modificherà le scadenze per gli edifici unifamiliari stabilite ora al 30 giugno 2022.

Già fissata al 31 dicembre 2022 la scadenza per gli edifici condominiali, mentre è più estesa, fino al 30 giugno 2023, quella per gli IACP con possibilità di far slittare i termini a fine 2023 se il 60% degli interventi pianificati è stato effettuato.

Il Superbonus 110%, funziona in modo diverso poiché divide i lavori ammessi in interventi trainanti e interventi trainati.

Ovvero interventi principali, che se realizzati anche nel numero di uno solo (adeguamento sismico, cappotto termico, sostituzione impianti termici), aprono la strada al finanziamento statale anche per alcuni interventi aggiuntivi, ad esempio: installare a costo zero pannelli solari e stazione dove ricaricare i veicoli elettrici, cambiare gli infissi, abbattere le barriere architettoniche, etc.

Il Superbonus 110% può essere usato con detrazione Irpef, che avverrà in soli 5 anni, o alternativamente con cessione del credito e sconto in fattura.