Nel biennio caratterizzato dal coronavirus, l'Italia così come il resto del mondo ha dovuto affrontare oltre che ad una pesante crisi sanitaria, anche disagi economici e sociali.

I governi che si sono susseguiti negli ultimi anni (ex governo Conte ed l'attuale governo Draghi) per far fronte a questa situazione si sono travati a mettere in campo provvedimenti straordinari come nuovi bonus, sostegni al reddito ed incentivi in aiuto di famiglie e lavoratori.

In questa direzione gli investimenti maggiori sono stati fatti verso i bonus che prevedono ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche ad abitazioni ed edifici.

Il governo si è quindi posto un doppio obiettivo, dare la possibilità ai cittadini la possibilità di poter usufruire di incentivi economici per ristrutturare le proprie abitazioni e di far ripartire l'economia attraverso uno dei settori più in crisi, ma allo stesso tempo trainante, l'edilizia, molti infatti saranno le aziende del settore che verranno chiamate ad aprire cantieri ed effettuare lavori.

Gli incentivi dei quali si parla di più sono sicuramente il superbonus110%, il bonus ristrutturazione edilizia ed il bonus facciate 90%.

La domanda che si fanno in molti è se l’esecutivo prorogherà la misura o meno. Ecco qual è la situazione attuale.

Il 29 settembre scorso il governo ha pubblicato la nota di aggiornamento del Def, documento di economia e finanza, molto importante poichè indica le coperture finanziarie e le eventuali riconferme di incentivi già in vigore e prossimi alla scadenza.

Ebbene in questa nota si fa chiaramente cenno ad una proroga del superbonus 110% fino a fine 2023, ma lascia molti dubbi rispetto a tutti gli altri bonus ristrutturazione in scadenza quest'anno.

Tra questi c'è il bonus facciate sul quale il governo ha puntato molto attraverso un incentivo del 90% rivolto ai proprietari di immobili, sulle spese sostenute per il rifacimento delle facciate esterne degli edifici o delle abitazioni compresi balconi, grondaie ed altri interventi specificati sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Non si conosce quindi il futuro del bonus facciate nel 2022, la non riconferma significherebbe dire addio alla detrazione del 90% prevista dalla misura.

L'attuale scadenza è pèfissata per il 31 dicembre 2021.

Ulteriori notizie su l bonus facciate certamente verranno date con la pubblicazione della legge di Bilancio prevista entro fine anno, 

Attualmente quindi la situazione vede un Superbonus 110% (fondamentale per la realizzazione degli obiettivi del PNRR), prorogato per il prossimo triennio che non comprende però i lavori previsti dal bonus facciate.

Ora nel momento in cui quest'ultimo non dovesse essere riconfermato, gli stessi lavori si potrebbero continuare a fare con il bonus ristrutturazione, ma con un incentivo più basso, in questo caso infatti la detrazione non sarà del 90%, ma del 50%.

In questo quadro di incertezza cerchiamo di capire perchè il governo Draghi ha ritenuto prioritario il superbonus110% rispetto al comunque importante bonus facciate, quali sono gli incentivi da chiedere per ristrutturare casa a costo zero o quasi e cosa potrebbe accadere al bonus facciate nel 2022.

Per chi fosse interessato al tema, di seguito una interessante video guida aggiornata ad Agosto 2021, tratta dal canale You tube del geometra Danilo Torresi in cui viene spiegato il bonus facciate in modo completo e dettagliato.

Bonus Facciate: perchè Draghi ha voluto dare priorità al superbonus110%

Con l'ultima nota di aggiornamento del Def il governo ha di certo dato priorità al superbonus110% rispetto al bonus facciate, il motivo è chiaro.

Per ricevere i soldi dall'Europa previsti dal Recovery Fund il governo ha dovuto scrivere il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, documento necessario in cui è presente la strategia adottata dall'Italia per il rilancio economico del paese.

Tra i vari punti il documento esprime chiaramente l'obiettivo di riqualificare entro il 2025 almeno il 50% del parco immobili italiano, una riqualificazione che prevede un miglioramento dell'efficientamento energetico e della sicurezza antisismica, interventi generalmente molto costosi, ma che grazie al superbonus110% potranno essere sostenuti dai cittadini a costo zero poichè coperti dagli incentivi stanziati dallo Stato.

Questo è quindi il principale motivo per il quale Draghi ha dato priorità al superbonus110% che senza l'immediata riconferma non avrebbe potuto garantire il raggiungimento di uno degli obiettivi chiave riportato sul PNRR sul quale l'Unione Europea vigila.

Per chi fosse interessato al tema può consultare un mio articolo scritto di recente in cui tratto le ultime novità introdotte nel superbonus110% oltre che i dettagli sulla proroga che renderà disponile la misura per i prossimi tre anni, cliccando qui.

In questo quadro il bonus facciate risulta essere meno importante ai fini del raggiungimento dell'obiettivo riportato sul PNRR, ma ugualmente necessario ai fini di una ripresa economica trainata dal settore edilizio in grande ripresa grazie ai numerosi bonus casa.

Vedremo quindi nelle prossime settimane come il governo deciderà di distribuire le risorse economiche a disposizione e se avrà intenzione per il 2022 di prorogare, cancellare o modificare i maxi-sconti previsti per la ristrutturazione di edifici e abitazioni.

Bonus facciate 90%: come funziona e a cosa serve

Il bonus facciate nasce per riammodernare le facciate esterne di abitazioni ed edifici visibili dalla strada.

Si tratta di una misura che prevede una detrazione dall’imposta lorda pari al 90% sulle spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi (comprese pulitura e tinteggiatura esterna) atti a recuperare o restaurare la facciata degli edifici, la finalità del provvedimento è quindi solo di tipo estetico e non per migliorare la sicurezza.

Nei mesi il testo originale ha subito delle modifiche che hanno portato all'aumento del numero di interventi previsti, sono stati aggiunte infatti la possibilità di intervenire anche sulle facciate posteriori degli edifici a patto che siano parte perimetrale e comunque visibili dalla strada, su balconi o su ornamenti e fregi.

Gli interventi di edilizi dovranno essere eseguiti su edifici e abitazioni già accatastati, il bonus facciate non è ammesso su nuove costruzioni o su edifici demoliti ed in fase di ricostruzione.

Il bonus facciate 2021 prevede una detrazione in 10 anni, con opzione per lo sconto in fattura e la cessione del credito. Il bonus facciate può essere inoltre fruito in detrazione fiscale, in 10 quote annuali di pari importo, queste sono le tre modalità per poter beneficiare degli incentivi previsti dal provvedimento.

Bonus facciate 90%: le possibili alternative per il 2022

Allo stato attuale delle cose dalla nota di aggiornamento del Def emanata lo scorso 26 settembre appare chiaro che per il momento non sono previste proroghe per il bonus facciate nel 2022.

E quindi quale potrebbe essere la soluzione alternativa per tutti coloro che nel 2020 per le proprie abitazioni, ma anche per i proprietari di tutte quelle attività commerciali/ricettive come alberghi, hotel, villaggi turistici hanno intenzione di voler riammodernare le facciate esterne usufruendo degli incentivi messi in campo dallo Stato?

Nel caso in cui le risorse stanziate per il bonus facciate si esaurissero e la misura non venisse confermata per il 2022, l'alternativa per eseguire gli stessi lavori è rappresentata dal bonus ristrutturazione edilizia, misura attualmente in vigore, ma che prevede una detrazione minore pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 98mila euro.

Anche in questo caso però c'è da fare una precisazione, il bonus ristrutturazione scadrà il 31 dicembre, a partire dal 1 gennaio 2022 se non ci sarà una riconferma dell'attuale normativa che regola le condizioni del bonus, l'aliquota di detrazione ed il tetto massimo di spesa si abbasseranno ulteriormente scendendo al 36% per una spesa massima ammessa di 48.000 euro.

Per chi fosse interessato al tema può consultare un mio articolo scritto di recente in cui spiego come ristrutturare casa spendendo esattamente la metà grazie al bonus ristruttorazione, cliccando qui.

E chiaro che se dovesse essere confermato quest'ultimo scenario, coloro che avevano intenzione di intervenire sulle facciate esterne degli edifici sarebbero penalizzati poichè i costi previsti per questo genere di intervento, soprattutto se parliamo di condomini superano di gran lunga l'eventuale massimale di 48 mila euro previsto dal bonus.

Questi scenari dovranno comunque trovare conferma o negazione nella legge di bilancio 2022 prevista entro fine anno.

Bonus facciate: i lavori ammessi

Per tutti coloro che sono in procinto e faranno in tempo ad usufruire del bonus facciate in scadenza, salvo eventuali proroghe, il 31 dicembre 2021, di seguito andrò ad elencare gran parte dei lavori ammessi dalla normativa.

Sono agevolabili tutti i lavori realizzati per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, gli interventi sui balconi, ornamenti e fregi.

Saranno permessi anche quei lavori sulle strutture verticali opache della facciata che incidono dal punto di vista termico.

Si potranno portare in detrazione al 90% anche le spese sostenute per la progettazione e la consulenza, smaltimento del materiale una volta ultimato il lavoro, installazione dei ponteggi utili ad effettuare le ristrutturazioni, IVA, bollo e diritti.

Solo le facciate esterne visibili dalla strada o dal suolo pubblico potranno accedere al bonus. Niente incentivi dunque per le facciate interne.