Non finiscono le novità sul bonus facciate, misura che dovrebbe volgere al termine il 31 dicembre 2021 salvo proroghe inserite nella legge di bilancio, oppure ad accorpamenti di più bonus portando le varie detrazioni sugli interventi edilizi ad un'unica aliquota del 75%, escludendo il superbonus 110% che dovrebbe proseguire fino al 2023. Ad agosto tuttavia, l'Agenzia delle Entrate oltre a rendere ufficiale le novità sulle modalità di detrazione, ha anche inserito nuovi lavori, ammessi al bonus facciate. Allora facciamo il punto a pochi mesi dalla conclusione, cercando anche di dare risposta a diversi nostri lettori che hanno chiesto delucidazioni su alcune spese. 

Bonus facciate: cosa cambia

Il 3 agosto 2021 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida sul bonus facciate, recependo le ultime novità che la stessa Agenzia aveva chiarito rispondendo a diversi interpelli. 

Già nel 2020 il Fisco aveva concesso l'applicazione del bonus facciate anche ai lavori di pavimentazione dei balconi, collegandoli ai lavori di rifacimento delle facciate e dei parapetti, ritenendo un tutt'uno. Ad inizio agosto con risposta all'interpello n.482/2021, l'Agenzia delle Entrate ha ammesso al bonus facciate anche i lavori per le ringhiere dei balconi e l'installazione di lampade.

La richiesta partiva da un'esigenza di lavori di restauro dei parapetti di un hotel, costituititi da ringhiere metalliche e parti in vetro. La stessa richiesta richiedeva se, in concomitanza di questi lavori, anche l'installazione di nuovi corpi illuminanti a parete avesse potuto fruire del bonus facciate. 

L' Agenzia delle Entrate richiamando il rispetto dei requisiti richiesti per l'applicazione del bonus facciate, oltre a soddisfare la condizione di recupero o restauro della facciata, su balconi, ornamenti e fregi, ritiene ammissibili i costi per il rifacimento delle ringhiere, nonchè di quelli sostenuti per l'acquisto e installazione di corpi illuminanti considerandoli accessori e tecnici. 

In risposta ad un nostro lettore che ci chiedeva se anche la sostituzione delle ringhiere rientra nel bonus facciate, non possiamo che allinearci alle indicazioni dell'Agenzia delle Entrate.

Bonus facciate: novità sulle modalità di detraibilità

Alcuni lettori avevano sollevato eccezioni, nei mesi precedenti, circa il fatto che l'Agenzia delle Entrate non recepisse nella guida sul bonus facciate, le alternative modalità di fruizione delle detrazioni delle spese sostenute. Il bonus facciate nacque come misura che consentiva di portare in detrazione dall'imposta lorda dei redditi i costi connessi ai lavori ammessi al bonus facciate. Quindi il 90% di qualsiasi importo speso per rifare una facciata di un edificio andava ad abbattere l'Irpef o Ires versata o ricalcolata nella dichiarazione dei redditi. Tuttavia questa modalità penalizzava chi non poteva contare su una base Irpef o Ires e quindi discriminava chi, pur volendo fare lavori di restauro e conservazione della facciata, non avrebbe goduto dell'agevolazione.

Nella guida aggiornata di agosto, l'Agenzia delle Entrate inserisce anche le altre due modalità per poter beneficiare del bonus facciate: lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Con lo sconto in fattura o la cessione del credito, il beneficiario può sfruttare il bonus facciate chiedendo una riduzione del corrispettivo dovuto oppure portando il credito maturato in banca per poterne ottenere immediatamente la monetizzazione.

Bonus facciate: come funzionano lo sconto in fattura o cessione credito

Il contribuente che decide di utilizzare lo sconto in fattura o la cessione del credito in alternativa alla detrazione del 90%, può farlo in autonomia ma non è esente da un'operazione obbligatoria, senza la quale potrebbe dover chiarire con l'Agenzia delle Entrate. Infatti, in entrambi i casi, il beneficiario deve comunicare anticipatamente all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto alla detrazione, la volontà di usare lo sconto in fattura o la cessione del credito, anche se questi sono utilizzati in modo parziale.

Lo sconto in fattura può essere richiesto al fornitore che realizza l'intervento, e l'importo sarà pari al valore della detrazione lorda: 90% della spesa sostenuta. In questi casi si può optare per una parte come sconto in fattura ed il residuo come detrazione fiscale.

La cessione del credito invece può essere fatta ancora una volta al fornitore che realizza il lavoro, oppure ai fornitori di beni, altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) e ad istituti di credito e intermediari finanziari.

Bonus facciate: cosa è

Il bonus facciate è stato introdotto con la legge di bilancio 2020, all'art. 1 commi da 219 a 224. Ed è stato rinnovato con la legge di bilancio 2021 come misura per ridare lo slancio all'economia ed in particolare al settore edilizio messo in ginocchio da un anno di blocco a causa della pandemia da Covid 19. Il bonus facciate è un'agevolazione fiscale, riconosciuta come, inizialmente detrazione Irpef, e successivamente anche come sconto in fattura o cessione del credito, per i lavori che si effettuano sulle parti esterne dell'edificio, che sono visibili dalla strada. I lavori devono riguardare la facciate, parapetti, ornamenti e fregi che siano però visibili dalla strada, realizzati da imprese, privati cittadini, condomini e sia che si è residenti in Italia che non. 

Il riconoscimento di questo vantaggio fiscale si applica solo sulle spese sostenute nel 2020 e nel 2021, ed in caso di detrazione fiscale, possono essere fatte valere in dieci quote annuale. Non c'è alcune limite di spesa, ma alcuni vincoli che vedremo più avanti. Non possono essere invece incluse alcune spese seppur potrebbe in inganno considerarsi ammissibili al bonus facciate. Le esclusione sono riporte nella nuova guida bonus facciate dell'Agenzia delle Entrate e riguardano:

  • le parti inclinate delle facciate, come lastrici o tetti, anche se visibili dalla strada; ma i relativi cornicioni o grondaie invece sono parti dell'immobile che godono del bonus facciate;
  • la sostituzione di vetrate, infissi;
  • la riverniciatura di persiane o oscuranti.

Bonus facciate: quali sono i requisiti

Per poter fruire del bonus facciate, fermo restando che deve trattarsi di lavori di restauro o riqualificazione delle parti esterne di un immobili visibili dalla strada, si devono rispettare alcuni vincoli cogenti.

I lavori devono eseguirsi su immobili esistenti, dunque accatastati. Sono escluse le nuove costruzioni, oppure le demolizioni con ricostruzione. Inoltre chi effettua i lavori ammessi al bonus facciate, deve avere un idoneo titolo di possesso (proprietà, usufrutto, nuda proprietà, comodato sia a titolo oneroso che gratuito).

Inoltre gli immobili devono trovarsi in particolari zone geografiche identificate dalle lettere A e B. 

La zona A è costituita da parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale.

La zona B invece include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5%

Le aree classificate in zona C, D, E e F sono escluse.

L'orizzonte temporale in cui le spese devono essere sostenute è tra il 2020 ed il 2021.

Bonus facciate: i lavori ammessi

In quasi due anni di vita del bonus facciate, i vari interventi di chiarimento dell'Agenzia delle Entrate ha consentito di annoverare diversi lavori, che inizialmente potevano sembrare esclusi. Così ad esempio anche la facciata laterale può essere inserita tra le parti dell'immobile oggetto di recupero, se essa è visibile dalla strada pubblica o da suolo ad uso pubblico. Questo farebbe presupporre che la parete posteriore di un immobile sia esclusa. Ma nel caso in cui questa parte sia costituente lato del perimetro esterno dell’edificio, e visibile sempre dalla strada, ecco che anche la parete posteriore può essere inglobata tra le superfici su cui intervenire. 

Tra i lavori ammessi ci sono quelli volti al rinnovamento ed al consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi.

A questi lavori, ne conseguono delle spese, che sono quelle poi prese in considerazioni e sui cui scegliere se utilizzare la detrazione fiscale al 90%, lo sconto in fattura o la cessione del credito. I costi da considerare sono quelli di acquisto del materiale, le spese del professionista incaricato per la progettazione dell'intervento, tra cui anche gli onorari per il rilascio dell'attestazione della prestazione energetica. Si possono collegare anche le spese per l'installazione del ponteggio, l'IVA, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Bonus facciate: il meccanismo della detrazione al 90%

Per chi ha un'Irpef molto alta, potrebbe essere conveniente optare per la detrazione del 90%, da ripartire in dieci anni. Quindi ogni anno, il 9% della spesa sostenuta va inserita nella sezione della dichiarazione dei redditi dedicata alle agevolazioni fiscali sugli immobili. Per poter detrarre la spesa, questa deve essere stata completamente sostenuta, documentata e soprattutto saldata con mezzi di pagamento tracciati. A tal proposito, non rileva il bonifico per l'edilizia, ma anche il semplice bonifico può essere accettato. Fanno perdere invece il beneficio, i pagamenti fatti in contanti. La detrazione si può far valere nella dichiarazione dei redditi dell'anno successivo al sostenimento della spesa. Per le spese sostenute nel 2020, la prima dichiarazione in cui si è potuto inserire il bonus facciate è stata quella del 2021. Per le spese che si sosterranno quest'anno invece si dovrà aspettare la dichiarazione dei redditi 2022. 

La detrazione che non trova capienza nell'imposta lorda, non può essere portata in detrazione nelle dichiarazioni successive.

Nel caso in cui a sostenere le spese è il famigliare convivente titolare del diritto sull'immobile, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che possono ottenere il beneficio anche loro.

Bonus facciate in condominio: come funziona

Anche i condomini possono essere oggetto di intervento per il restauro della facciata. In questo caso i soggetti beneficiari sono tutti i condomìni che hanno il diritto di proprietà sulle parti comuni, in base ai propri millesimi. Il beneficio fiscale sarà commisurato quindi non solo sul 90% delle spese sostenute, ma anche sui millesimi di proprietà. Per l'utilizzo del bonus facciate, ogni condomino può decidere se scontare il bonus facciate in fattura, oppure cederlo a terzi oppure portarlo in detrazione fiscale. 

Un ultimo interpello di agosto, Risposta n. 499/2021, l'Agenzia delle Entrate concede la possibilità di fruire dell'intera detrazione delle spese sostenute, fermo restando il rispetto di tutti gli altri requisiti, al singolo condomino che ha sostenuto la spesa, in presenza di una delibera assembleare unanime.