Il bonus facciate diventa sempre meno conveniente. Lo si può sintetizzare in questo modo il cambio di rotta del governo guidato da Mario Draghi su uno dei bonus casa più apprezzati, insieme al superbonus 110%.

Perchè meno conveniente? Per due motivi in particolare.

Il primo è legato al fatto che la percentuale di detrazione fiscale passa dal 90 al 60%. Ma niente paura! Il passaggio avverrà il 1 gennaio 2022, e riguarderà solo i lavori iniziati nel 2022

L'altra motivazione è invece connessa alla burocratizzazione richiesta per poter ottenere la cessione del credito o lo sconto in fattura. Il decreto legge Antifrode, inasprisce la procedura per consentire di avere subito in tasca il credito realizzato. Si dovrà ricevere l'asseverazione dai tecnici, che quindi dovranno in "certificare" che i costi dei lavori connessi al bonus facciate è congruo rispetto al prezzario che ha introdotto il Ministero per lo Sviluppo Economico.

Tutto ciò per evitare frodi allo Stato, e quindi fare in modo che l'onere sulle casse pubbliche sia sostenibile. 

Ma se da un lato sembra comprensibile adottare misure di controllo rigide, dopo che si sono verificati casi di uso fraudolento del bonus facciate, ma anche del superbonus 110%, dall'altro lato si sta generando un sostanziale blocco alle attività edilizie con la conseguenza negativa di uno stop al settore. Infatti, se prima le imprese erano propense a poter effettuare i lavori contando sulla velocità con cui si poteva ottenere il credito, ora un'impresa a corto di liquidità, farà più fatica a concedere la cessione del credito, e quindi il committente potrebbe decidere di non avviare i lavori.

Nel frattempo l'aumento delle materie prime anche nel settore edile rende ancora più critico il quadro.

Bonus facciate: dal 90 al 60% nel 2022

La prima grande novità che investirà l'intero settore edile, è l'abbassamento dell'aliquota del credito d'imposta sul bonus facciate dal 90% al 60%. Mentre resta salvo il superbonus al 110%, il bonus facciate subisce una bella sforbiciata di 30 punti. In base alle disposizioni presenti nella bozza della legge di bilancio 2022, il rinnovo del bonus facciate è solo per un anno. Ma non è ancora ufficiale. Si dovrà attendere la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale. 

Non è detto che gli ultimi emendamenti possano ancora riservare sorprese almeno sulla parte della validità del bonus facciate anche dopo il 2022.

Per chi comunque ha iniziato i lavori nel 2021, potrà godere della detrazione al 90%. Lo conferma l'Agenzia delle Entrate in risposta ad un quesito

viste le ultime novità in tema di bonus facciate che per il 2022 vede un'aliquota di detrazione scenderà al 60% quale è lo sconto che spetta ai contribuenti che hanno cominciato i lavori nel 2021, con una normativa che prevedeva uno sconto del 90% per le spese sostenute per i lavori e li terminerà nel 2022?

Quindi chi intende avviare i lavori di rifacimento o conservazione delle facciate di un edificio di proprietà, ma anche eventualmente la pavimentazione del balcone, parapetti e grondaie, ma affida i lavori nel 2021, anche se questi si completeranno nel 2022, potrà beneficiare del 90%.

Bonus facciate: a rischio la cessione del credito

Il decreto Antifrode ha reso più complesso l'iter per poter presentare la richiesta di utilizzo della cessione del credito o dello sconto in fattura. Prima di inoltrare l'istanza, il richiedente dovrà ricevere il visto di conformità da un tecnico abilitato. L'Agenzia delle Entrate chiarisce che i tecnici che possono asseverare i costi sono gli stessi autorizzati all'asseverazione sulle spese del superbonus 110%.

Ma chi deve richiedere la certificazione dei costi, prima di poter comunicare la richiesta di utilizzo della cessione del credito?

Su questo tema, l'Agenzia delle Entrate pone una data spartiacque, che è il 12 novembre, data di pubblicazione del Decrto Antifrode (decreto-legge 11 novembre 2021, n. 157). Per chi ha ricevuto la fattura prima di questa data ed ha effettuato i pagamenti ed ha inoltrato già le comunicazioni di voler usare la cessione del credito, o lo sconto in fattura potrà procedere senza la necessaria asseverazione. Così scrive l'Agenzia delle Entrate sul proprio sito

le comunicazioni delle opzioni inviate entro l’11 novembre 2021, relative alle detrazioni diverse dal Superbonus, per le quali l’Agenzia delle entrate ha rilasciato regolare ricevuta di accoglimento, non sono soggette alla nuova disciplina

Per queste comunicazioni quindi non è richiesto il visto di conformità nè l'asseverazione della congruità dei costi. 

Dopo l'11 novembre, tutte le richieste di cessione del credito dovranno essere asseverate con l'inevitabile blocco da parte dell'Agenzia delle entrate alla liquidazione delle somme.

Bonus facciate: check list per non perdere la cessione del credito

Il decreto antifrode ha gettato nello scompiglio il settore edile. Con l'introduzione dell'asseverazione, anche sui bonus edili diversi dal superbonus 110%, il settore ha dovuto fare i conti con il blocco repentino dei lavori, per l'incertezza sui tempi. Infatti l'introduzione dell'obbligo di conformità ed asseverazione sulle spese, è retroattiva, e come abbiamo chiarito nel precedente paragrafo, si applica a partire dal 12 novembre. 

Ma molti lavori sono già partiti e le imprese hanno già concordato con i committenti la cessione del credito. Ora si trovano di fronte al fatto che tra asseverazione e liquidazione del credito, possano passare diversi mesi. E questo avrebbe un impatto negativo sulla liquidità delle imprese edili. A tal proposito arriva in aiuto una check-list che la Fondazione nazionale dei Commercialisti sta predisponendo. 

La check-list è un elenco di documenti che devono essere prodotti per essere sicuri di vedersi accolta la domanda di cessione del credito. Il decreto ha esteso l’obbligo di visto di conformità sulla documentazione attestante tutti bonus edilizi, compreso il bonus facciate.

Ma quali sono i documenti da produrre e conservare per non perdere la cessione del credito?

Bonus facciate: l'elenco dei documenti per la cessione del credito

Il giro di vite che il governo ha introdotto, giustamente come ha ribadito Marco Razzetti, presidente del collegio edile Api Torino e del Collegio edile Piemonte, richiede ai cittadini e alle imprese edili di essere pronti e tempestivi nella produzione della corretta documentazione, necessaria per poter ricevere la cessione del credito. Ecco allora l lista dei documenti da produrre:

  • le abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (CILA, SCIA, ecc);
  • per gli immobili non ancora censiti, domanda di accatastamento;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili, se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • comunicazione preventiva indicante la data di inizio dei lavori all’Azienda sanitaria locale, qualora la stessa sia obbligatoria secondo le vigenti disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente sostenute;
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Sia se si opta per la detrazione in dichiarazione dei redditi che nel caso in cui si ottiene lo sconto in fattura/cessione del credito, il contribuente deve essere in possesso della suddetta documentazione. 

E' bene però ribadire che questa documentazione dovrà essere conservata anche in caso di utilizzo del bonus facciate come credito d'imposta da sfruttare nelle prossime cinque (5) dichiarazioni dei redditi. Mentre per la cessione del credito dovrà essere presente il visto di conformità del tecnico. 

Bonus Facciate 90%: quali sono i lavori ammessi

Il bonus facciate al 90% consente ai titolari di un diritto reale su un immobile, anche commerciale, di effettuare lavori di conservazione e manutenzione delle facciate visibili dalla strada. 

Dalla sua nascita, con il Decreto Rilancio, l'Agenzia delle Entrate è intervenuta più volte per chiarire l'ambito dei lavori ammessi al bonus facciate. Così nel tempo anche la guida prodotta dall'agenzia stessa è stata aggiornata in tal senso. 

I lavori devono essere eseguiti su edifici esistenti e sui quali il committente dei lavori abbia un titolo di diritto reale sull'immobile, in zona A o B. Le demolizioni con ricostruzione e le nuove costruzioni sono escluse dal bonus facciate. 

Tra i lavori consentiti ed ammessi al bonus facciate, ci sono quelli volti al rinnovamento ed al consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi.

La facciata deve essere visibile dall'esterno, e così anche una facciata laterale se visibile dalla strada è beneficiaria del bonus facciate. 

I lavori invece sulle pareti interne all'edificio, anche se visibili dalla strada non sono papabili al bonus facciate. Semmai rientreranno nei lavori di ristrutturazione al 36%.