Nelle ultime settimane il bonus facciate è stato al centro di un particolare interesse collettivo, visto il pasticcio delle aliquote fiscale. A dire il vero, le previsioni critiche vertevano sull’abolizione della misura

Fortunatamente la misura è stata prorogata nel 2022, ma con qualche piccolo accorgimento. Un particolare non di poco conto riguarderà la variazione delle aliquote, che inciderà in modo decisivo nelle tasche dei contribuenti.

D’altra parte, il Governo Draghi aveva accennato alla presenza della scarsità delle risorse necessarie a supportare il Bonus facciate. Un motivo che ha portato a ridurre la misura dell’agevolazione fiscale sulle opere di restauro o ristrutturazione. 

In linea generale, il bonus facciate è stato mantenuto anche per il 2022, ma con un cambio drastico nell’applicazione della misura delle detrazioni fiscali. Si passerà da un’agevolazione fiscale del 90% attiva sino al 31 dicembre 2021, per poi trovare l’applicazione del 60% da gennaio 2022. 

Oltre tutto va detto che, il Governo Draghi ha applicato degli aggiusti anche sul campo delle restrizioni della zona abitativa di riferimento. Un particolare meglio spiegato nei paragrafi successivi. 

Bonus facciate 2022: una proroga di facciata, ma non nel contenuto 

Il bonus facciate nasce come maggior incoraggiamento alle opere di ristrutturazione degli edifici. Un incentivo richiedibile per le opere eseguite sulla facciata esterna degli edifici. 

Rientra a pieno titolo nei bonus edilizi, affiancando il Superbonus 110%, nonché l’Ecobonus, con la sola differenza che il bonus facciata viene richiesto dai contribuenti per il ripristino della facciata dell’edificio.

Il Governo Draghi per esigenze di cassa ha applicato una sferzata decisiva sulle detrazioni fiscali. Con il risultato che i contribuenti dal 2022 perderanno il 30% dell’agevolazione fiscale. Questo, perché, non potranno più godere di una detrazione fiscale nella misura del 90%, ma bensì verrà applicata una agevolazione fiscale nella misura del 60%.  

Si consiglia la visione del video YouTube di Rinalda Borra sul bonus facciate decreto anti-frode. 

Bonus Facciate 2022: pasticcio nelle aliquote!

Un vero pasticcio per chi contava di poter sfruttare un’agevolazione fiscale del 90% anche nel 2022, invece perde il 30% del beneficio economico. In altre parole, con decorrenza dal 1° gennaio 2022 per il bonus facciate il massimo dell’agevolazione fiscale che il contribuente potrà ottenere sarà nella misura del 60%. Una detrazione applicata sulla spesa riferita alle opere di ristrutturazione e rinnovo della parte esterna degli edifici. 

Oltre tutto va detto che, il Governo Draghi ha applicato degli aggiusti anche sul campo delle restrizioni della zona abitativa di riferimento, ne consegue che il bonus facciate potrà essere richiesto su diversi interventi, tra cui: 

  • immobile o edificio presente nelle aree urbane e centrali o, quantomeno zone residenziali, nulla di accostabile alle zone industriali; 
  • immobile o edificio su cui avviene l’intervento di ristrutturazione deve trovarsi su una strada pubblica. 

Molto probabilmente, l’ultima proroga del bonus facciate è quella del 2022. Al momento, non vi sono aggiornamenti o indizi che portano alla presenza del beneficio fiscale anche per il 2023. Mentre, per il Superbonus 110%, Ecobonus e bonus mobili è stato pronosticato un differimento sino al 2023.  

In altre parole, dal 2022 i contribuenti che operano degli interventi sulla facciata esterna degli edifici e immobili perdono un’agevolazione fiscale nella misura del 30%, mentre dal 2023 perdono l’intero beneficio. 

Per il momento, restano attive le regole riferite allo sconto in fattura e cessione del credito, come anche la detrazione IRPEF decennale

È prevista la detrazione fiscale del 90% sulle opere di ristrutturazione delle facciate che entro il termine di scadenza non sono stati ultimati, si dovranno concludere senza necessariamente presentare lo Stato di avanzamento dei lavori (SAL), come avviene per il Superbonus 110%

Resta ancora da capire come il Governo Draghi intende procedere sull’avanzamento dei vari bonus ristrutturazione, sulle alternative attive anche per gli anni a seguire. In pratica, di andare a spulciare i bonus attivi anche dopo il 2022. 

Bonus facciate: spunta il bonus restauro

Si tratta di un ulteriore bonus edilizio che va ad aggiungersi agli interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio. Tutto fa pensare, che si tratti di una misura suppletiva al bonus facciata. Infatti, secondo quanto riportato nel decreto Sostegni bis, il bonus restauro prevede una soglia di spesa massima non più alta di 100.000 euro, con l’applicazione di un’agevolazione fiscale nella misura del 50%. 

L’aspetto che piace del bonus restauro è la perfetta sintonia con gli altri bonus casa e, quindi, compatibile con il bonus facciate. Resta da capire come il Governo Draghi intende sbrogliare la prassi amministrativa che rischia di collassare nell’enorme mole di richieste dell’agevolazioni fiscali. 

D’altra parte, l’ingresso del decreto anti – frode incide fortemente nei controlli edilizi. 

Bonus restauro: chi può richiederlo nel 2022?

Il bonus facciata e il bonus restauro sono perfettamente compatibili tra loro. Ciò significa che la presenza del primo non esclude il secondo. In altre parole, la parte relativa al restauro dell’edificio cammina con la ristrutturazione dello stesso. 

Parliamo di due interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio. L’eccezione riguarda il bonus restauro che prevede una maggiore applicazione delle spese rivolta non solo alla ristrutturazione di parti dell’edificio, ma comprende anche le opere di manutenzione ordinaria. Oltre tutto va detto, che il bonus restauro copre anche la messa in sicurezza dell’edificio

La nota dolente cade sulle condizioni e criteri di ammissibilità al beneficio fiscale. Infatti, il bonus restauro viene applicato solo agli edifici posto sotto tutela. Né consegue che, l’agevolazione fiscale viene applicata sugli interventi diretti a risollevare l’aspetto del patrimonio con particolare rilievo storico culturale e artistico di un edificio adibito a uso abitativo. 

Manca ancora il decreto attuativo che determini l’attivazione del bonus restauro per le spese riferite al biennio 2021/2022.

Bonus restauro al 50%: come funziona nel 2022?  

Non sono pochi i lettori che hanno richiesto maggiori informazioni su come applicare il bonus restauro sugli edifici, ma soprattutto, interessa sapere se quest’incentivo è compatibile con il bonus mobili.

Anche il bonus restauro come la gran parte delle agevolazioni fiscali prevede un credito d’imposta nella misura massima del 50%, spalmato sulle spese di messa in sicurezza, nonché eventuali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Oltre, alle opere di ristrutturazione applicata sulle parti interne ed esterne degli immobili sino a un tetto di spesa di non oltre i 100.000 euro. 

Non rientrano nel beneficio fiscale le opere riferite alla dotazione tecnologica. 

In sostanza, il bonus restauro funziona come il bonus facciata, ovvero il credito d’imposta viene portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi. È possibile anche richiedere la cessione del credito.  

Il bonus restauro non incide sul bonus mobili ed elettrodomestici, questo perché nella Legge di Bilancio 2022 è stata già inserita la proroga dell’intervento sulla casa. Infatti, il Bonus mobili ed elettrodomestici è stato differito sino al 2024 con l’applicazione di diversi aggiusti, che hanno portato in diminuzione il tetto dell’agevolazione da 10.000 nel 2022 sino a toccare la soglia di 5.000 euro nel 2024.