Il testo della manovra finanziaria per il prossimo anno ci ha regalato una serie di colpi di scena, soprattutto ad essere travolti da un destino inaspettato sono stati i bonus ristrutturazione e fra tutti chi ci ha tenuto con il fiato sospeso più degli altri è stato il bonus facciate.

Questo perché l’esecutivo Draghi ha ripetutamente cambiato idea sulla vita di questo incentivo, di cui in occasione del Documento Programmatico di Bilancio (Dpb) era stata addirittura annunciata la cancellazione definitiva.

Tuttavia cancellare il bonus facciate è sembrata una cosa più semplice di quanto non fosse, questo per le gigantesche conseguenze che una mossa di questo tipo avrebbe sul settore dell’edilizia, che oggi in Italia è praticamente tenuto in piedi dai bonus ristrutturazione.

Analogamente al Superbonus 110% infatti il bonus facciate offre finanziamenti considerevoli e copre lavori costosi sugli intonaci esterni per il 90% della spesa. 

Stando così le cose dopo la prima cancellazione del bonus facciate, inserita nella prima bozza della Legge di Bilancio 2022, il parlamento ha cambiato idea decidendo così per una elimiazione graduale che portasse la scadenza dell’agevolazione al 31 dicembre 2022, ma riducesse allo stesso tempo la percentuale di detrazione che sarà solo del 60%.

Ma le novità non finiscono qui perché nel tentativo di recuperare i fondi per salvare in parte il bonus facciate si sono dovuti ridurre altri incentivi, come il bonus mobili 2022 che nel testo finale del disegno di Legge arriva letteralmente smantellato. Inoltre, stando alla nuova normativa sembra cambiato il rapporto già complesso del bonus mobili con le due agevolazioni maggiori, Superbonus 110% e bonus facciate.

Se questo non bastasse arrivano altre tre novità riguardo al bonus facciate e cioè prima di tutto il governo ha finalmente scelto di prorogare l’agevolazione concedendo la possibilità di utilizzo con sconto in fattura e cessione del credito nel 2022.

Poi, arriva il Decreto anti-frode destinato a cambiare la normativa riguardo la documentazione da presentare per molti incentivi, compreso il bonus facciate che ora richiede sempre il visto di conformità.

In ultimo, arrivano dei chiarimenti in seguito ad un'interrogazione parlamentare riguardo allo stato di avanzamento lavori (Sal) dopo il termine dell’agevolazione, cioè per mantenere il diritto alla detrazione del 90% sarà necessario pagare i lavori prima della fine del 2021, ma non importa quando essi saranno portati a compimento, purché siano terminati. Praticamente non sono richiesti requisiti specifici riguardo al Sal.

Si completa la Legge di Bilancio e nasce il bonus facciate 2022 al 60%

Partiamo dalle scadenze e cioè come sono fissate nel testo ultimo del disegno di legge e vediamo anche quali cambiamenti normativi ha subirà il bonus facciate 2022.

Dopo ripensamenti vari si è scelto, al fine di limitare l’impatto di una cancellazione drastica sul settore dell’edilizia, di concedere al bonus facciate un altro anno di vita con una scadenza fissata al 31 dicembre 2022.

La Legge di Bilancio 2022 ha scelto di agire in modo un po’ diverso sui bonus ristrutturazione perché se lasciamo da parte il bonus facciate per un attimo, per gli altri viene stabilito un piano di rinnovo a lungo termine. Ad esempio si fissa già che bonus mobili e bonus casa saranno finanziati fino al 2024 e il Superbonus 110%, seppur con cambiamenti, fino al 2026. 

Insomma a differenza degli altri anni non si concede solo un rinnovo annuale a queste misure, ma si traccia il loro percorso sulla lunga durata. Percorso che il bonus facciate però non compirà insieme alle altre agevolazioni ristrutturazione, perché è l’unico di loro la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2022 e dopo tale data sparirà completamente.

Ma le novità non finiscono qui e vanno ad intaccare anche la normativa del bonus facciate 2022, perché fino al termine del 2021 esso offrirà uno sconto sulle ristrutturazioni per il 90% dei costi, nel 2022 invece, cioè per il suo ultimo anno di vita, il finanziamento scenderà e coprirà solo il 60% delle spese. Nascerà cioè il bonus facciate 2022 al 60%.

Via libera a sconto in fattura e cessione del credito per il bonus facciate 2022

In questo sterminio di bonus dove a farne le spese è stato soprattutto il bonus facciate viene almeno però confermata la possibilità di utilizzo dello stesso fino al suo termine con tutte e tre le opzioni. Cioè oltre alla classica detrazione Irpef in dieci anni, il bonus facciate 2022 60% continuerà a poter essere usato con sconto in fattura e cessione del credito. 

Nei fatti fino a che il bonus facciate e il Superbonus 110% non sono stati aperti a queste due opzioni di utilizzo, possibilità che è stata introdotta grazie al Decreto Rilancio (DL 34/2020), nei fatti venivano usate da pochissimi contribuenti.

Questo perché la fruizione attraverso detrazione Irpef (in 10 anni per il bonus facciate e in 5 anni per il Superbonus 110%)  prevede comunque che il proprietario anticipi i costi in un primo momento, ma bonus facciate e Superbonus 110%, coprono ristrutturazioni imponenti e costose, che rappresentano una spesa troppo grande per molti contribuenti anche perché questi possono anticipare i costi di propria mano e aspettare il rimborso con le tasse.

Arriva il Decreto anti-frode e cambia il visto di conformità per il bonus facciate

Altra novità in fatto di bonus ristrutturazione in genere arriva con l’approvazione del Decreto anti-frode, cioè il Decreto Legge 157/2021, in cui scopo principale è quello di evitare l’utilizzo illecito delle agevolazioni.

Perciò c’è una stretta sulla normativa che riguarda anche il bonus facciate per cui si stabilisce che a prescindere da come si utilizzi il contributo (detrazione Irpef in dieci anni, sconto in fattura, cessione del credito) sarà necessario presentare comunque il visto di conformità.

Allo stesso tempo però fatto salvo per tutte le modifiche descritte fino adesso non dovrebbe esserci nessun cambiamento in merito agli altri aspetti del bonus facciate, ad esempio i lavori ammessi resteranno invariati.

Bonus facciate 90%, nessun requisito circa lo stato di avanzamento lavori (Sal) alla scadenza

Veniamo ad un’altra domanda che assilla i contribuenti e cioè cosa fare se i lavori iniziati con il bonus facciate 90% non sono ancora ultimati entro il 31 dicembre 2021.

A questa domanda la risposta arriva da una interrogazione parlamentare del MEF che risale al 7 luglio 2021 (n. 5-06307), e chiarisce che per fruire della detrazione piena al 90% tutte le spese devono essere pagate prima del 31 dicembre 2021. Lo stato di avanzamento dei lavori (Sal) in tale data è completamente irrilevante per il bonus facciate, l’importante è solo che i lavori siano portati a compimento, ma non c’è obbligo di farlo entro una determinata data.

Ovvero, sono importanti due cose ai fini di ottenere la detrazione piena al 90% prima che scada: che tutti i costi dei lavori ammessi siano pagati prima della fine dell’anno 2021 e che i lavori non restano incompiuti. Per il resto non ci sono date o obblighi circa lo stato di avanzamento lavori, a differenza del Superbonus 110% per cui invece è stato stabilito che alla data di scadenza il Sal dovrà essere almeno al 30%.

In parole povere il bonus facciate resta al 90% se i lavori sono pagati e iniziati prima della fine dell’anno!

Per quanto riguarda invece è i nuovi requisiti circa lo stato di avanzamento lavori (Sal) e il Superbonus 110%, la questione è dettagliatamente spiegata nel video YouTube dell’Ing. Marcello Contu:

  

Bonus mobili e bonus facciate come cambia nel 2022 il loro rapporto?

Chiudiamo con un ultimo aspetto che modifica in qualche modo il bonus facciate per riflesso.

Al fine infatti di recuperare i finanziamenti utili a creare il bonus facciate 60% è stato necessario tagliare il bonus mobili e cambiare la sua normativa in alcuni aspetti.

Prima di tutto fino alla fine del 2021 avremo la possibilità di acquistare elettrodomestici e mobili per l’abitazione appena ristrutturata spendendo un massimo ammissibile di 16.000 euro e con il 50% di sconto, entro il massimo quindi applicabile di 8.000 euro.

Dall’anno prossimo tale detrazione scenderà e il bonus mobili 2022 avrà un massimo di spesa ammessa di 5.000 euro per un importo limite di contributo pari a 2.500 euro.

Ma si attendono soprattutto chiarimenti in merito alla normativa poiché dalla stesura del testo sembra che da adesso in poi il bonus mobili sia utilizzabile solo ed esclusivamente se le ristrutturazioni sono coperte dal bonus casa. Fino adesso invece nei fatti qualora gli interventi fossero classificati come di recupero del patrimonio edilizio essi davano diritto al bonus mobili, anche se realizzati con il bonus facciate o con il Superbonus 110%.