Traguardo raggiunto a stento per il bonus facciate. Il Governo Draghi avrebbe fatto almeno di questo incentivo nel 2022, è questa non è una novità. La vera questione non è la proroga presente nel 2022, per cui i contribuenti potranno continuare a beneficiare dell’agevolazione fiscale. Ma, con una amara condizione, ovvero una sforbiciata del 30% sulla misura dell’aliquota fiscale. 

Nessuna buona notizia per chi sperava di poter sfruttare un’aliquota fiscale piena al 90%. I conti tornano sempre, l’incentivo per il Governo italiano non merita un ripristino totale, ma parziale. In altre parole, dal 2022 per il bonus facciate l’agevolazione fiscale massima ottenibile non supera il 60%. 

Un vero colpo assestato alla meno buona, considerando che la maggioranza politica spremeva per l’abolizione della misura. Una mazzata per i contribuenti la cui variazione del -30% sull’aliquota fiscale impatterà fortemente nel bilancio economico familiare. 

Che nel 2022 non sarà possibile rinnovare tutti gli incentivi presenti nel 2021, è cosa nota, mancano le risorse economiche sufficienti a garantire il sovvenzionamento dei fondi edilizi. D’altra parte, questo discorso è stato ribadito in più occasioni dal premier Draghi.

Tuttavia, la riduzione della misura dell’agevolazione fiscale mette in crisi le future opere di ristrutturazione e non solo. C’è anche da aggiungere che nel 2023 i contribuenti non perderanno solo il 30% del beneficio fiscale, ma l’intera misura così come è stata studiata, promossa e poi ritoccata. 

Il Governo Draghi per non mettere in crisi il settore edilizio, ha differito il bonus facciate nel 2022 nella misura del 60%, mentre la misura resta attiva al 90% sino alla data del 31 dicembre 2021. 

Bonus facciate 2022: taglio del 30% sulla detrazione! 

Il bonus facciate è stato uno degli strumenti messi in campo dal Governo italiano, per incrementare le opere di ristrutturazione degli edifici. Un aiuto volto a spingere l’esecuzione d'interventi mirati, ovvero sulla parte esterna degli edifici. 

Ecco, perché il bonus facciale, come il Superbonus 110% fa parte insieme all’Ecobonus della categoria degli incentivi presenti nel bonus Ristrutturazione 2022. A questo proposito, ti consigliamo di leggere l’articolo: Bonus Ristrutturazione 2022: come funziona! Ultime novità”. 

In linea generale, vengono ammessi all’agevolazione fiscale per il bonus facciate i contribuenti che hanno eseguito delle opere sulla facciata dell’edificio

La manovra del Governo Draghi sul bonus facciate è stata abbastanza semplice, per compensare l’esigenza di cassa ha applicato una corposa sforbiciata sulla misura delle detrazioni fiscali.

Ecco, perché, dal 2022 i contribuenti non potranno più contare sull’intero beneficio fiscale, ma perdono una somma di denaro equivalente al 30% della detrazione piena del 90%.

In altre parole, a partire dal 1° gennaio 2022 i contribuenti per il bonus facciale potranno richiedere solo il 60% del beneficio fiscale.  

Si consiglia la visione del video YouTube di Rinalda Borra sul bonus facciate decreto anti-frode. 

Bonus Facciate 2022: zona abitativa di riferimento 

I contribuenti possono accedere al bonus facciale per la realizzazione di diverse opere, tra cui: 

  • interventi realizzati su edifici e immobili collocati nelle aree centrali o urbane. Ammesse anche le zone residenziali. Non possono accedere al beneficio fiscale le zone industriali;
  • opere di ristrutturazione realizzate su edifici e immobili collocati su fronte della strada pubblica. 

Oltre tutto va detto che, non è detto che il bonus facciate trovi ampio spazio anche nel 2023, ma è più fattibile che la proroga del 2022, sia l’ultima possibilità per accedere a questo beneficio edilizio.

Al momento, non ci sono le condizioni che possono portare a pensare a un cambio di rotta del Governo italiano, non votato al differimento della misura anche per il 2023. 

Attenzione però, che questo discorso non trova fondamento per gli altri incentivi edilizi, tra cui: Superbonus 110%, Ecobonus e bonus mobili. Infatti, quest’ultime agevolazioni fiscali sono state collocate in un periodo temporale che va oltre il 2022, ovvero sono state rinnovate sino al 2023. 

In sintesi, con decorrenza dal 2022 per tutti coloro che si apprestano a eseguire delle opere sulla parte esterna degli edifici ricevono una sforbiciata sulla misura dell’agevolazione fiscale pari al 30%, quindi possono godere del beneficio, ma in misura ridotta. Dal 2023 si perde ogni incentivo fiscale inerente il bonus facciate. 

La buona notizia è che seppure è stato ridotto l’accesso al beneficio fiscale, collocato dal 2022 al 60%, nello stesso tempo, non sono stati modificate le altre condizioni. Restano attivi lo sconto in fattura e la cessione del credito, a cui segue una detrazione IRPEF suddivisa in quote decennali. 

Possono godere dell’intero beneficio fiscale nella misura piena del 90%, tutti gli interventi applicati sulla parte esterna degli edifici e immobili se non risultano conclusi entro il termine fissato per la scadenza. Per la fine dei lavori non è necessaria la presenza dello Stato di avanzamento dei lavori (SAL). Mentre, per il Superbonus 110% la presenza del SAL resta un vincolo indissolubile. 

Bonus facciate o bonus restauro: una confusione ingiustificata 

Il bonus restauro non è altro che un’agevolazione edilizia, realizzata al fine del recupero del patrimonio edilizio. Non è una misura che subentra al bonus facciate, ma ha un suo campo di azione e propria destinazione.

Nel decreto Sostegni bis è presente il bonus restauro che copre un tetto di spesa di non oltre 100.000 euro, a cui segue un’agevolazione fiscale non più alta del 50%. Il bonus restauro è compatibile con tutti gli altri bonus edilizi, compreso il bonus facciate.

La nota dolente potrebbe crearsi nella fase amministrativa di rilascio delle agevolazioni fiscali, l’enorme richiesta potrebbe far collassare il sistema rendendolo lento o poco accessibile. 

D’altra parte, l’avvio delle disposizioni presenti nel decreto anti – frode impatta in modo decisivo nei controlli edilizi. 

Attraverso il bonus restauro si può ottenere il beneficio fiscale sulla ristrutturazione di parti dell’immobile o edificio compresa la manutenzione ordinaria. Rientrano nell’agevolazione fiscale anche la messa in sicurezza.  

Il bonus restauro è strettamente collegato agli edifici posti sotto tutela. In sostanza, vengono ammessi al beneficio fiscale tutte le opere rivolte ad assicurare l’aspetto del patrimonio che maggiormente riveste un rilievo storico culturale e artistico.

Non sono ammesse all’agevolazione fiscale gli interventi realizzati per la dotazione tecnologica. L’edificio o immobile in questione deve risultare a uso abitativo. 

C’è anche da aggiungere che per il bonus restauro non vi è ancora il decreto attuativo che formalizzi l’operatività del bonus in questione per il biennio 2021/2022. 

Il bonus restauro funziona nel medesimo modo del bonus facciale. In sostanza, i contribuenti possono accedere a un credito d’imposta da sfruttare in fase di dichiarazione dei redditi. Ammesso anche la cessione del credito

Il bonus restauro non cozza con il bonus mobili ed elettrodomestici. Infatti, quest’ultimo incentivo per la casa trova la sua collocazione già nella Legge di Bilancio 2022.

In altre parole, il bonus mobili ed elettrodomestici è stato differito anche nel 2022, non solo. L’operatività di tale agevolazione trova una collocazione temporale sino al 2024, ma con delle modifiche sostanziali.

Il Governo Draghi nel riconfermare il bonus mobili ed elettrodomestici sino al 2024 ha operato delle modifiche sul tetto di spesa necessario per ottenere il beneficio fiscale, partendo dal 2022 con una soglia massima di non oltre 10.000 euro sino a introdurre nel 2024 il limite di 5.000 euro.