Bonus facciate: dovremo davvero dirgli addio nel 2022!

In effetti, sembrava davvero impossibile che tutti i bonus attualmente attivi venissero rinnovati nella loro interezza anche per il prossimo anno.

Molte delle agevolazioni introdotte tra il 2020 e il 2021 erano infatti state pensate per dare un sostegno concreto (ed economico) agli italiani costretti a fronteggiare una pandemia, che ha messo in ginocchio tantissimi settori.

Tra questi, anche quello relativo all’edilizia e ai lavori ad essa connessi.

Ma niente dura per sempre, e difficilmente il Governo confermerà per il 2022 i numerosissimi bonus casa attualmente attivi.

Molto probabilmente, l’unica eccezione sarà rappresentata dal Superbonus 110%, di cui è prevista una proroga con relative modifiche.

Per quanto riguarda il bonus facciate, invece, non abbiamo buone notizie: cerchiamo dunque di capire cosa sta succedendo e cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi.

Ma, prima di passare all’articolo, consigliamo ai lettori la visione del contenuto, a cura del canale YouTube dell’ingegnere urbanista Carlo Pagliai, che ha analizzato la questione della conformità urbanistica relativa al bonus facciate.

Bonus Facciate: l’addio si avvicina sempre più

Tra le file del Governo, qualcosa sembrerebbe muoversi in merito a tutti i bonus relativi ai lavori edilizi: si parla, infatti, oltre che di una proroga del Superbonus 110% ormai praticamente certa, anche di un rinnovo totale dei bonus casa, nel tentativo di mettere ordine.

Purtroppo, dunque, se del Superbonus 110% si hanno notizie certe, lo stesso non possiamo dire del bonus facciate che, allo stato attuale delle cose, dovrebbe essere attivo solamente fino alla fatidica data del 31 dicembre 2021.

Dunque, allo scadere della Legge di Bilancio 2021, il bonus facciate dovrà essere rinnovato con la prossima Legge di Bilancio, altrimenti assisteremo alla sua sospensione.

Il bonus facciate, così come i vari bonus casa, come accennavamo in apertura, è stato introdotto per dare una scossa positiva al settore dell’edilizia: si tratta, infatti, di uno dei settori che, durante il periodo saliente della pandemia, ha conosciuto una crisi davvero seria.

Grazie al bonus facciate (e agli altri bonus casa previsti), invece, tale settore ha potuto rimettersi in sesto. E, per agevolare ulteriormente sia l’edilizia che i cittadini, il bonus facciate è stato oggetto di modifiche e ampliamenti, in modo da migliorarlo e renderlo più accessibile.

Ad oggi, però, dato che la situazione sanitaria ed economica sembra ormai essere migliorata, non sussisterebbero più le condizioni per il rinnovo dell’intero set di bonus casa, set di cui il bonus facciate fa parte.

Tra l’altro, anche se la Commissione EU ha concesso all’Italia numerosi fondi, grazie al ben noto Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (conosciuto anche come PNRR), questi fondi non potranno essere destinati a migliorie che sono relative all’aspetto estetico dei palazzi e degli stabili.

I fondi del PNRR, infatti, potranno servire solamente a coprire tutti quegli interventi che, entro l’anno 2025, consentiranno di ottenere un efficientamento energetico degli immobili oggetto di ristrutturazione.

Ed il nostro bonus facciate, purtroppo, è relativo all’aspetto estetico, non all’efficientamento energetico.

Bonus facciate: i dettagli utili e le peculiarità

Anche se saremo probabilmente costretti a dire addio al bonus facciate, comunque, la misura resterà in ogni caso fruibile fino a fine dicembre di quest’anno.

Vale dunque la pena analizzarla, per consentire ai lettori interessati di capire se potranno richiedere l’agevolazione nel loro specifico caso.

Il bonus facciate consente ai beneficiari di ricevere una detrazione, pari al 90% delle spese relative ad interventi edilizi miranti risanamento e/o restauro degli immobili, per quel che concerne ovviamente le facciate dell’immobile stesso.

Tuttavia, non tutti gli immobili sono ammessi alla detrazione del 90%: è possibile, infatti, richiedere il bonus facciate in caso di risanamento o restauro di immobile su strada.

Insomma, il bonus facciate consente a coloro che vogliono intervenire sulla parte estetica del proprio immobile di pagare solamente il 10% della cifra spesa per il restauro/risanamento dell’edificio.

Tra l’altro, il bonus facciate non comprende solamente i lavori strettamente legati alla facciata stessa, ma include la possibilità di intervenire anche su grondaie, balconi, ringhiere e altre parti esterne all’edificio, potendo fruire ugualmente della detrazione del 90% sulla spesa sostenuta.

I lavori che si possono portare in detrazione sono infatti quelli relativi ad interventi di restauro o risanamento che apportino migliorie alle parti degli immobili che sono visibili su strada.

Abbiamo parlato più volte di restauro e risanamento: questo significa che, purtroppo, il bonus facciate sarà riservato ad edifici già esistenti da tempo; tra gli esclusi dal bonus facciate troviamo infatti i proprietari di edifici in nuova costruzione (o, ovviamente, anche attualmente in costruzione), che non hanno infatti bisogno di essere restaurati e, dunque, non potranno accedere all’agevolazione.

Bonus facciate: chi può accedere all’agevolazione

Ricordiamo poi ai lettori interessati che la platea di coloro che potranno accedere al bonus facciate è abbastanza ampia.

La detrazione, infatti, non è soltanto riservata alle persone fisiche, ma può anche essere richiesta delle imprese e dalle ditte (anche individuali).

Tra l’altro, anche se abbiamo più volte parlato di detrazione IRPEF/IRES, abbiamo precedentemente accennato a delle modifiche che hanno interessato il bonus facciate: tra questa, quella relativa alla configurazione del bonus.

I beneficiari, ad oggi, possono infatti scegliere se optare per la detrazione, o se ottenere uno sconto in fattura; possono poi decidere anche di scegliere la cessione del credito.

Bonus facciate: l’elenco delle spese ammissibili

Anche se abbiamo già accennato agli interventi che danno diritto all’ottenimento del bonus facciate, è necessario entrare più nello specifico, in quanto esiste un elenco ufficiale dei lavori ammessi.

Per poter accedere alla detrazione IRPEF/IRES, infatti, l’immobile oggetto di ristrutturazione dovrà necessariamente trovarsi in zona A o in zona B; nel dettaglio

  • la zona A è identificabile con il centro storico
  • la zona B riguarda invece le aree residenziali

Esclusi dall’agevolazione sono gli immobili situati in zona C, ossia quelli in aree definibili come “di espansione urbanistica”.

Per l’elenco dettagliato delle zone ammesse, comunque, si consiglia di far riferimento agli specifici regolamenti regionali/comunali.

Non sono ammesse, poi, le ristrutturazioni che non siano relative ad edifici non visibili da zone di passaggio su strada.

Tra le spese che è possibile portare in detrazione troviamo invece, come anche indicato dall’Agenzia delle Entrate:

  • tinteggiatura e pulitura delle facciate
  • rinnovo di balconi, grondaie, parapetti e cornicioni
  • sistemazione della struttura opaca verticale delle facciate

La detrazione si riferisce solamente alle parti dell’edificio visibili dall’esterno, e non riguarda dunque eventuali interventi di restauro della facciata interna.

Altri dettagli possono essere ottenuti consultano la Guida Bonus Facciate ufficiale, a cura dell’AdE.

Bonus facciate: procedura di richiesta dell’agevolazione

Passiamo adesso alle modalità di richiesta del bonus facciate, che sono differenti a seconda delle caratteristiche del soggetto richiedente.

Se la richiesta viene effettuata da persona fisica, andranno presentate in sede di richiesta tutte le ricevute dei pagamenti, che devono essere saldati a mezzo di bonifico.

Necessario, poi, che tale bonifico contenga, oltre alla causale del versamento, sia il codice fiscale del richiedente, sia i dati relativi alla ditta che si è occupata dei lavori: in mancanza di queste informazioni, la detrazione IRPEF non potrà essere richiesta.

Per quanto riguarda, invece, i soggetti titolari di impresa che intendono richiedere la detrazione IRES, invece, le cose sono differenti, in quanto non è obbligatorio presentare bonifico e sono accettati anche differenti metodi di pagamento.

La detrazione IRPEF/IRES verrà concessa al beneficiario non un un’unica soluzione, ma in dieci rate di pari importo, che verranno concesse su base annuale.

Questo significa che, per dieci anni, in sede di dichiarazione dei redditi si riceverà la detrazione spettante.

Dato che si tratta di un periodo di tempo abbastanza lungo, è consigliabile conservare la documentazione relativa al bonus facciate (ricevute incluse) per consentire eventuali controlli.

Bonus facciate: quale sarà il suo destino?

Nel caso in cui si voglia accedere al bonus facciate entro dicembre 2021, si invitano i lettori a prestare attenzione ad un dettaglio: dato che non sappiamo ancora se il bonus verrà rinnovato, nel caso in cui si chieda l’accesso all’agevolazione entro fine anno, bisognerà saldare entro fine dicembre i conti relativi ai lavori da portare in detrazione per il bonus facciate.

Spieghiamoci meglio.

Come leggiamo anche su un recente articolo a cura di Ipsoa

“per beneficiare del 90% dovranno essere comunque saldati, perché ciò che verrà pagato dopo il 31 dicembre 2021 non rientrerà più nel bonus facciate”

Al momento, infatti, non sappiamo ancora molto sul destino del bonus facciate dopo il 31 dicembre 2021.

Se le spese non verranno saldate entro tale data, i cittadini dovranno sperare di far rientrare tali spese nel Superbonus 110% o nell’Ecobonus, che in caso di efficientamento energetico consentirà di ottenere un bonus pari al 65% delle spese mentre, per lavori edilizi, soltanto pari al 50%.

Percentuali che sono ben diverse dal 90% concesso dal bonus facciate: si invitano dunque gli interessati a prestare attenzione anche a questi dettagli, ed eventualmente a saldare prima di fine anno i conti, per poter portare in detrazione le spese relative alle facciate.

Restiamo comunque in attesa di novità sul destino del bonus facciate, che non dovrebbero tardare ad arrivare: la Legge di Bilancio 2022 non è ormai così lontana.