“Avremo più lavoro per le grandi imprese ma anche per le piccole e medie imprese su tutto il territorio. Creiamo la domanda per una filiera innovativa. Ma è un progetto che chiede la collaborazione di tutti, proprio come per uscire dal coronavirus. Quelli della green economy sono sistemi circolari in cui tutti sono chiamati a fare la propria parte: lo Stato fa la parte con questo incentivo, le imprese dovranno fare i lavori a regola d'arte, le famiglie controlleranno che questi investimenti siano fatti in modo corretto, il sistema bancario finanzierà le imprese”.

Così il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Riccardo Fraccaro in una recente intervista ha risposto in merito al tema del superbonus del 110%, il bonus che mira a far ripartire l’economia italiana anche attraverso lavori edilizi. L’edilizia è stata infatti definita dallo stesso Fraccaro come “un volano per la crescita economica”. 

Infatti, con il decreto legge n.34 relativo alle Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è stato regolamentato il così tanto chiacchierato superbonus al 110%.

Il bonus prevede uno sconto fiscale del 110% per le spese sostenute da coloro che hanno deciso di ristrutturare casa per interventi di natura energetica o antisismica.
Il Decreto specifica inoltre che è possibile usufruire del bonus attraverso due tipologie di incentivo: sconto in fattura e cessione del credito, anche a terzi come banche e intermediari finanziari.

Tra le novità introdotte dal Governo in seguito al Decreto Rilancio pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio, una delle più discusse è stata sicuramente quella del bonus facciate.

L’agevolazione prevista dal nuovo Decreto Rilancio infatti non si limita ai nuovi ecobonus e sismabonus ma si estende anche al bonus ristrutturazioni e al bonus facciate. È stato infatti riconosciuto un bonus ristrutturazioni del 50% per tutti quegli interventi di recupero del patrimonio edilizio, quali ad esempio la manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione su parti comuni di edifici residenziali.

Bonus Facciate: cos’è?

Insieme al bonus ristrutturazioni è stato previsto anche un bonus facciate del 90% degli edifici esistenti situati in zona A e B, sottoposti a lavori di restauro o recupero delle facciate esterne, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura, ovvero tutti quegli interventi agevolati con il bonus facciate introdotto con la Legge di bilancio 2020.

Dunque fino al 31 dicembre 2020 è possibile usufruire del “vecchio” bonus facciate, con una detrazione al 90%, senza alcun vincolo di spesa, che consentirà a migliaia di cittadini italiani di ristrutturare e abbellire le facciate delle proprie abitazioni. 

In sintesi, il bonus facciate consiste in una detrazione d’imposta che potrà essere ripartita in 10 quote annuali, pari al 90% delle spese sostenute dal proprietario della casa nel 2020 per i lavori effettuati. 
Rientrano quindi non solo lavori quali consolidamento, ripristino e miglioramento delle caratteristiche termiche ma anche interventi di pulitura, tinteggiatura o rinnovo degli elementi delle facciate esterne di edifici già esistenti.  

Per poter accedere al bonus facciate è necessario che gli immobili si trovino in determinate zone urbanistiche, in riferimento al decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 1444 del 1968. Le zone previste sono i centri con carattere storico e culturale o con pregi ambientali e artistici (zona A) e le aree dove gli edifici coprono almeno un ottavo della superficie fondiaria e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq (zona B).

Diversamente dal super ecobonus, il bonus facciate può essere usufruito da tutti i proprietari, dunque sia persone fisiche residenti e non residenti, che società, imprese individualità ed enti commerciali.
Per poterne beneficiare è necessario possedere o anche detenere l’immobile che sarà oggetto degli interventi di ristrutturazione, in qualità di proprietari, usufruttuari o anche di affittuari, sulla base di un contratto di locazione di comodato o finanziaria, purché il proprietario acconsenta ai lavori e che il contratto sia stato regolarmente registrato. 

La detrazione prevista dal bonus facciate riguarda dunque tutte le categorie catastali, inclusi i condomini compresi, situati nelle zone urbanistiche A e B. 
Gli interventi inclusi da questo tipo di agevolazione sono: lavori di pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata; interventi su balconi, ornamenti, fregi, cornicioni, parapetti, grondaie, inclusi quelli di pulitura o tinteggiatura; lavori sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che riguardano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Inoltre è specificato che è possibile detrarre anche le spese per l’acquisto di materiali o relative alla progettazione o al servizio da parte di figure professionali richieste per il tipo di intervento effettuato. Rientrano quindi anche le spese relative allo smaltimento dei materiali rimossi, l’Iva, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi, e ancora, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Dal bonus sono esclusi invece tutti quei lavori che coinvolgono facciate esterne di cortili, ma anche di finestre, muri di cinta, cancelli, portoni, lastrici solari, tetti, tende e schermature. Tuttavia, effettuando un intervento di isolamento termico tali categorie possono rientrare nel super ecobonus al 110%.

Sono inoltre esclusi dal bonus anche tutti gli interventi su facciate interne dell’edificio se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, ma anche le spese effettuate per interventi sulle superficie confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico e le spese sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.

Bonus facciate: come accedere allo sconto del 110% 

Pur non rientrando negli interventi energetici e antisismici previsti dall’ecobonus e sismabonus, è possibile tuttavia accedere al superbonus del 110% introdotto dal Decreto Rilancio se si effettuano lavori di isolamento termico per la ristrutturazione della facciata del proprio immobile. Le norme prevedono agevolazioni fiscali particolarmente favorevoli per coloro che effettuano interventi di riqualificazione energetica, anche su facciate, ma a determinate condizioni ed esclusioni. 

È prevista infatti una detrazione pari al 110% su una spesa complessiva massima di 60.000 euro. Per quanto riguarda i condomini, questo tetto massimo può essere moltiplicato per ogni unità abitativa, con la possibilità di aggiungere ulteriori spese, ad esempio quelle per la sostituzione di finestre e infissi o per l’installazione dei pannelli fotovoltaici. Tutte le spese dovranno essere sostenute dal 1° luglio 2020 fino e non oltre il 31 dicembre 2021, e saranno ripartite in cinque quote annuali costanti. 

Per poter accedere al superbonus 110% è necessario che gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali interessino l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell'edificio medesimo. Inoltre i materiali isolanti utilizzati dovranno obbligatoriamente rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017.

Tutti gli interventi devono categoricamente consentire il passaggio di due classi energetiche dell'edificio o, se non è possibile, quello alla classe energetica più alta, condizioni che non sono previste per l’ecobonus. Tali condizioni dovranno essere poi dimostrate tramite un attestato di prestazione energetica (A.P.E) rilasciato da tecnico abilitato. 

Come usufruire del Bonus Facciate

Contrariamente a quanto previsto per gli Ecobonus e Sismabonus, non è possibile usufruire del Bonus Facciate attraverso la cessione del credito a imprese e banche e lo sconto in fattura. 

Infatti nel caso in cui i lavori della facciata non coinvolgano anche interventi di isolamento termico o antisismici, le spese riconosciute dal bonus facciate possono essere detratte esclusivamente dalle tasse in 10 rate annuali dello stesso importo attraverso la dichiarazione dei redditi.

Se invece i lavori di ristrutturazione e restauro della facciata sono stati effettuati realizzando anche un tipo di intervento incluso da Ecobonus e Sismabonus, è possibile rientrare nel superbonus del 110%.Per cui è possibile accedere alle stesse alternative previste dall’articolo 121 del Decreto Rilancio in tema di Ecobonus e Sismabonus, secondo cui in alternativa alla detrazione è previsto che il contribuente per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021, possa optare anche per un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino ad un importo massimo uguale al corrispettivo dovuto che sarà anticipato dal fornitore che ha effettuato il lavoro, o in una trasformazione del corrispondente importo in credito di imposta, con facoltà di cessione successiva ad altri soggetti, incluse quindi banche e altri intermediari finanziari.