Dal 1° gennaio 2022 i genitori con figli a carico dovranno dire addio a ben 4 bonus famiglia che sono stati richiesti e assegnati sino ad ora. Con l’entrata in vigore dell’assegno unico universale, infatti, si apre la strada maestra per la cancellazione di altri sussidi.

Dal 1° luglio 2021 le famiglie con figli minorenni a carico hanno potuto richiedere l’assegno “ponte”, ovvero un bonus mensile che viene erogato in relazione all’ammontare del reddito e che si annulla per i redditi superiori a 50 mila euro. A differenza dell’assegno universale, che entrerà a pieno regime dal 2022, questo assegno temporaneo non riguarda i ragazzi dai 18 ai 21 anni e può essere richiesto – al momento – soltanto dalle famiglie che non beneficiano degli assegni familiari.

Invece, l’assegno universale – non appena entrerà in vigore – andrà a cancellare ben 4 bonus famiglia. L’importo del nuovo sussidio, come ha precisato più volte la Ministra per la Famiglia Elena Bonetti, avrà un valore sufficiente da poter inglobare in sé anche tutte le altre agevolazioni, che di fatto spariranno.

Ma quali sono i bonus che saranno cancellati nel 2022? Andiamo a scoprire cosa cambia con l’entrata in vigore dell’assegno universale per i figli fino a 21 anni, a chi conviene e come funziona.

Assegno unico temporaneo: cos’è e come funziona?

A partire dal 1° luglio 2021 è stata introdotta una novità per le famiglie italiane e straniere: con il nuovo assegno unico per i figli fino a 18 anni a carico, i nuclei possono ottenere fino a 167 euro al mese per il primo e il secondo figlio. Sono poi maggiorati gli importi dal terzo figlio in poi, e quelli per i ragazzi disabili. Ma che cos’è esattamente l’assegno “ponte” o assegno temporaneo?

Lo spiega chiaramente l’INPS nella sua pagina dedicata al nuovo bonus famiglia:

L’assegno temporaneo è una prestazione transitoria, prevista dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, destinata alle famiglie in possesso dei requisiti previsti dalla legge per ogni figlio minore di 18 anni, inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo.

In altre parole, in attesa dell’entrata in vigore a pieno regime dell’assegno unico universale, è stato introdotto un bonus dagli importi inferiori e per una platea limitata di persone.

Assegno temporaneo: a chi spetta 

Infatti, fino al 31 dicembre 2021, il nuovo assegno “ponte” si potrà richiedere soltanto se in possesso di alcuni requisiti. In particolare, oltre ad avere un figlio a carico (anche in affido o adottato) di età massima pari a 18 anni e risiedere in Italia, è necessario non beneficiare di altri sostegni per i figli.

Ovvero, tutti i lavoratori dipendenti che già percepiscono gli assegni al nucleo familiare non possono richiedere l’assegno temporaneo, e così vale anche per tutti gli altri lavoratori che già percepiscono gli ANF. L’assegno unico, infatti, spetta soltanto ai lavoratori autonomi (esclusi dagli ANF), ai lavoratori disoccupati o incapienti, ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri, e ai titolari di pensione derivante da lavoro autonomo.

La platea di potenziali beneficiari dell’assegno unico abbraccia circa 1,8 milioni di famiglie per un totale di almeno 2,7 milioni di minori, che possono richiedere il bonus a partire dall'inizio dell'ottavo mese di gravidanza e fino al compimento del 18esimo anno di età del figlio, purché possiedano un reddito ISEE non superiore a 50 mila euro.

ANF al capolinea: da gennaio addio agli assegni al nucleo familiare!

Per coloro che percepiscono gli assegni al nucleo familiare, a partire dal 1° luglio 2021 in corrispondenza con l’entrata in vigore dell’assegno unico, è previsto un lieve aumento degli importi fino al 31 dicembre 2021.

Lo specifica l’articolo 5 del decreto legge numero 79 dell’8 giugno 2021, che delinea anche l’ammontare del sussidio, che varierà come segue:

  • +37,50 euro per i nuclei familiari con uno o due figli a carico;
  • +55 euro per i nuclei familiari con tre o più figli a carico.

Questi assegni al nucleo familiare, però, si avviano al declino: a partire da gennaio 2022, con l’arrivo dell’assegno universale per i figli, non si potranno più richiedere gli ANF. La misura verrà inglobata nel nuovo bonus figli e sparirà per sempre.

Assegno unico universale: cosa cambia dal 1° gennaio 2022?

Ma le novità non finiscono qui. Chiamandosi “assegno temporaneo”, la sua durata nel tempo sarà limitata. Infatti, il bonus figli può essere richiesto fino al 30 settembre 2021 e verrà erogati sino al 31 dicembre dell’anno corrente. Già a partire dal 1° gennaio 2022, invece, il testimone passa all’assegno universale, la misura vera e propria destinata a tutte le famiglie con figli a carico fino ai 21 anni di età. 

L’assegno universale, come dice l’aggettivo stesso, si rivolge a tutte le famiglie indistintamente dal numero dei figli o dai bonus che già percepiscono. Infatti, a partire dal 2022 – di fatto – verranno eliminati una serie di aiuti e agevolazioni che ad oggi le famiglie dei lavoratori dipendenti (ma non solo!) percepiscono.

L’assegno universale avrà un importo maggiore dell’attuale bonus per i figli e potrà raggiungere un massimo di 250 euro al mese. Sono previste, anche in questo caso, delle maggiorazioni per i ragazzi con disabilità e per i figli successivi al secondo. L’importo si compone di una parte fissa valida per tutti, e di una parte variabile al variare dell’ISEE.

A differenza dell’attuale assegno, quello universale ingloba anche i ragazzi dai 18 ai 21 anni, per i quali si inizia a valutare l’erogazione direttamente al ragazzo ma soltanto qualora quest’ultimo stia studiando, lavorando o svolgendo un percorso professionale.

L’obiettivo del Governo, grazie a questo assegno universale, è raggiungere tutte le famiglie con figli fino a 21 anni a carico e concedere ai nuclei un solo bonus anziché una serie di agevolazioni che attualmente possono essere richiesti. Per lo Stato ciò si esplica in un notevole risparmio di risorse.

Dite addio a questi 4 bonus famiglia dal 2022

Attenzione, quindi, a questi 4 bonus, che a partire da gennaio 2022 non si potranno più richiedere e ottenere. Si tratta di bonus che riguardano appunto i figli e che vanno a beneficio delle famiglie. Per finanziare il nuovo assegno universale si utilizzeranno in parte i 22 miliardi risparmiati dalla cancellazione di queste agevolazioni, più ulteriori risorse che dovranno essere stanziate dalla prossima Legge di Bilancio.

I 4 bonus che dal 2022 verranno cancellati definitivamente sono:

  • Bonus mamma domani, ovvero il “premio alla nascita” riconosciuto alle neo mamme dal settimo mese di gravidanza per un importo di 800 euro una tantum (qui l’approfondimento sul bonus mamma domani);
  • Bonus bebè, ovvero il sussidio destinato alle famiglie che hanno adottato, preso in affido o accolto un nuovo bambino (scopri come ottenere il bonus bebè doppio!);
  • Assegni al nucleo familiare (ANF), destinati attualmente ai lavoratori dipendenti (dal 1° luglio gli assegni familiari sono aumentati: scopri le novità);
  • Detrazioni per i figli a carico, che spettano ai lavoratori autonomi.

Inoltre, verranno cancellate anche ulteriori agevolazioni per i figli: ad esempio, le famiglie non potranno più richiedere la detrazione per le famiglie numerose, l’assegno per il terzo figlio (che veniva assegnato dai Comuni ma erogato dall’INPS alle famiglie con tre o più ragazzi con meno di 18 anni), e nemmeno i prestiti agevolati per le famiglie con figli a carico.

Bonus asilo nido: si potrà richiedere nel 2022?

Nonostante vi siano almeno 4 bonus, ma in realtà 8 agevolazioni in totale, che non si potranno più richiedere da gennaio 2022, esistono anche dei bonus confermati anche dopo l’introduzione dell’assegno universale. Tra questi, oltre al reddito di cittadinanza (il cui importo aumento grazie all’assegno unico) – che è una politica attiva per il lavoro, piuttosto che un bonus – c’è anche il bonus asilo nido.

Le detrazioni per le spese sostenute dalle famiglie per l’iscrizione all’asilo nido del proprio figlio rientrano in un differente pacchetto di aiuti (relativo alle spese educative) previsto dal Family Act. Anche con l’assegno universale si potrà richiedere il suddetto bonus. Ma a chi spetta e come funziona? Facciamo chiarezza.

Bonus asilo nido: a chi spetta e requisiti

Il bonus asilo nido è una misura introdotta dal Family Act per le famiglie che hanno uno o più figli di età non superiore ai tre anni (compiuti tra gennaio e agosto dell’anno corrente) e che viene erogato per sostenere le spese di iscrizione presso l’asilo nido appunto.

L’assegno per l’asilo nido ha un valore variabile al variare dell’ISEE familiare fino a un massimo di 3.000 euro e viene assegnato ad uno dei genitori (ovvero colui che sostiene le spese di istruzione per il figlio) previa presentazione della domanda all’INPS.

Per richiedere il bonus asilo nido occorre essere residenti in Italia, oppure possedere un permesso di soggiorno valido, oltre ad abitare nella stessa casa del figlio per il quale si sta richiedendo il sussidio.

È possibile richiedere il bonus asilo nido anche senza presentare ISEE, ma in tal modo verrà assegnato d’ufficio l’importo più basso, ovvero 1.500 euro, a prescindere dal reddito della famiglia.

Bonus asilo nido: gli importi

Come anticipato, gli importi del bonus asilo nido aumentano al diminuire del reddito ISEE della famiglia: minore è il reddito complessivo, maggiore sarà l’importo del bonus. Quest’ultimo viene assegnato per un periodo massimo di tre anni e serve a coprire le spese per l’iscrizione del bambino presso una struttura pubblica o privata (la documentazione va allegata alla domanda all’INPS).

Ecco come variano gli importi del bonus asilo nido al variare dell’ISEE:

  • per le famiglie con ISEE fino a 25 mila euro è previsto un bonus pari a 3.000 euro;
  • per le famiglie con ISEE compreso tra 25.001 e 40 mila euro, invece, spetta un bonus pari a 2.500 euro;
  • per le famiglie con ISEE superiore a 40.001 euro, è previsto un bonus pari a 1.500 euro.

Il bonus pari a 1.500 euro spetta anche ai nuclei familiare che richiedono il beneficio senza la presentazione dell’ISEE. Per conoscere altri bonus famiglie senza ISEE si consiglia la lettura dell’articolo dedicato.