In molti si aspettavano che al giorno d’oggi la crisi epidemiologica fosse già finita e lo Stato di Emergenza cessato, purtroppo però la pandemia e con essa la crisi economica continuano a protrarsi.

Proprio l’aggravarsi della situazione economica italiana ha fatto sì che il Governo dovesse pensare ad una serie di aiuti straordinari, rivolti alle diverse categorie di contribuenti.

Dal testo finale del DL Sostegni arriva l’ultima novità, cioè un bonus INPS destinato ai genitori separati o divorziati, o comunque non conviventi, e tenuti a versare l'assegno di mantenimento, che potranno avere un sostegno economico dallo Stato.

Con questo incentivo, che ha un importo massimo di 800 euro mensili, il Governo intende offrire aiuto a quanti, tenuti al pagamento del mantenimento, hanno avuto un peggioramento delle condizioni economiche durante la pandemia e hanno difficoltà con i versamenti.

Ma vediamo più nel dettaglio come funzionerà questo nuovo bonus famiglia dedicato ai genitori separati.

Nuovo bonus famiglia per genitori separati nel DL Sostegni

Facciamo un attimo il punto politico della situazione sul versante bonus e decreti.

Il Governo in questo momento sta lavorando ad un nuovo Decreto chiamato Decreto Sostegni bis e poi ribattezzato Decreto Imprese, poiché si concentra soprattutto sugli aiuti alle Partite Iva.

Contemporaneamente però l’esecutivo è anche impegnato a trasformare in legge il primo DL Sostegni e ad inserire nel testo finale gli emendamenti, cioè le modifiche proposte dalle varie forze politiche.

Il 4 maggio scorso, la Commissione Finanze del Senato ha approvato il testo finale, con le modifiche accettate del DL Sostegni n. 1, in cui viene introdotto questo nuovo bonus famiglia INPS, con un fondo a lui destinato di ben 10 milioni di euro.

A chi spetta il nuovo bonus famiglia INPS per genitori separati

Questo bonus assegnerà un contributo mensile massimo di 800 euro ai genitori separati o divorziati che hanno difficoltà con il versamento dell’assegno di mantenimento.

L’obiettivo di questo contributo è infatti coprire con un finanziamento statale l’importo degli assegni di mantenimento, che il genitore separato non riesce più a versare.

Non sappiamo bene come funzionerà il contributo, cioè se l’importo sarà versato al genitore non convivente tenuto al mantenimento o direttamente a chi ha il figlio in carico.

Ma certo il bonus risponde ad un’esigenza che si è fatta sempre più frequente, cioè la richiesta ai giudici di ridurre gli assegni di mantenimento a causa della crisi economica. Con questo bonus famiglia sarà infatti lo Stato a farsi carico, almeno in parte, dell’assegno senza bisogno per gli ex coniugi di ricorrere alle vie legali.

Ovviamente per i dettagli e le modalità di attivazione del nuovo bonus famiglia dovremo aspettare tutta la trafila burocratica per la sua entrata in vigore.

Ricordiamo comunque che per legge dall’approvazione del DL Sostegni ci sono massimo 60 giorni di tempo per emettere il decreto attuativo relativo a questo bonus. Quindi non dovrebbe esserci molto da aspettare.

Altre misure a sostegno delle famiglie: il bonus baby sitter

Un altro bonus pensato per arginare i problemi delle famiglie durante la pandemia è il bonus baby sitter, che offre un contributo settimanale per chi ha figli che non abbiano compiuto 14 anni e sono impegnati nella didattica a distanza (DaD) oppure costretti a casa dalla quarantena preventiva o dall’infezione covid-19.

Il bonus è rivolto ai lavoratori dipendenti ed autonomi, della Gestione separata INPS, ma non può essere richiesto per i giorni in cui il genitore si trova in congedo parentale o in smart working.

Per quanto riguarda gli importi il massimo erogabile è di 100 euro a settimana, cioè 1.200 euro all’anno, solo gli operatori sanitari hanno diritto ad una cifra superiore, pari a 2.000 euro.

Tutte le informazioni sul bonus baby sitter 2021 nel video YouTube di Speedy News Italia:

 

Come utilizzare il Bonus baby sitter con il Libretto Famiglia

A differenza del bonus nido e di altri bonus famiglia dell’INPS, il bonus baby sitter ha una modalità di richiesta ed erogazione differente.

Il primo passo è sempre quello di effettuare la registrazione sul portale INPS e poi l’accesso tramite PIN, SPID, carta d'identità elettronica (CIE)carta nazionale dei servizi (CNS)

A questo punto sarà necessario un passaggio extra, inusuale per gli altri bonus, cioè la richiesta del Libretto Famiglia INPS, che è un portafogli virtuale a tutti gli effetti. Su questo l’Istituto, dopo aver presentato richiesta per il bonus baby sitter, verserà la cifra settimanale spettante di contributo.

C’è però un eccezione e cioè, qualora l’importo del bonus sia usato non per l'assistenza domiciliare ma per pagare la retta di una struttura, come un campo estivo, allora il contributo sarà versato in modo classico sul conto corrente del beneficiario.

L’INPS avverte anche di fare attenzione e scegliere bene tra i bonus famiglia, perché nel caso il minore abbia meno di tre anni non si potrà usufruire allo stesso tempo del bonus nido e del bonus baby sitter. 

Si tenga presente infatti che qualora fosse possibile scegliere tra entrambi, il bonus asilo nido eroga importi maggiori, perché offre dai 1.500 ai 3.000 euro all’anno, determinati sulla fascia ISEE di appartenenza.

Inoltre, l’erogazione dei contributi per il bonus nido 2021 segue la forma classica di rimborso con versamento della somma sul conto corrente.

Novità anche per gli altri bonus famiglia offerti dall’INPS

Tra le novità in fatto di bonus famiglia, oltre ai classici bonus bebè, bonus mamme domani e bonus nido, il primo gennaio 2022 partirà anche l'Assegno Unico per i figli.

Anche in questo caso parliamo di un contributo mensile versato dall’INPS ai nuclei familiari dove siano presenti minori di 21 anni di età.

La misura è piuttosto rivoluzionaria, perché nei progetti dell’esecutivo Draghi una volta che esso entrerà a pieno regime dovrebbe accorpare molti degli altri bonus famiglia, quelli che prima abbiamo menzionato.

L’esistenza di un bonus unico al posto degli Anf e dei vari contributi INPS, dovrebbe avere due vantaggi: uno per lo Stato, nella facilità di gestione delle domande, e uno per i beneficiari, che non dovranno presentare più mille richieste.

Per quanto riguarda gli importi dell’Assegno Unico la fase di calcolo è ancora in corso, ad ogni modo si parla di un contributo mensile minimo di circa 50 euro e massimo di 250 euro.