La Commissione Finanze al Senato ha dato il via libera ad alcuni emendamenti inseriti nel Dl Fisco: oltre alla mini proroga per la rottamazione ter, il saldo e lo stralcio (la cui nuova scadenza è slittata al 9 dicembre 2021), è stato finalmente sbloccato il bonus per i genitori separati o divorziati.

La nuova misura, proposta dal leader leghista Matteo Salvini, andrebbe a beneficio dei genitori separati o divorziati con figli a carico, i cui redditi sono stati impattati dalla crisi portata dal Covid. 

Come ha spiegato lo stesso Matteo Salvini, in un articolo del Sole 24 Ore, il bonus genitori separati permetterà a queste famiglie di ricevere:

un aiuto economico fino a 800 euro al mese per pagare l’assegno di mantenimento a figli o ex coniugi, in caso di difficoltà economiche.

Ma entriamo più nel dettaglio e cerchiamo di capire come funziona il bonus per i genitori separati, a chi spetta l’assegno da 800 euro e quali sono gli altri aiuti per le famiglie monoparentali.

Bonus genitori separati: si sbloccano gli 800 euro

È stato il decreto fiscale a sbloccare l’assegno per i genitori separati da 800 euro destinato alle famiglie, ma non sarà per tutti. 

Il nuovo bonus genitori separati o divorziati consiste in un assegno erogato su base mensile che potranno ottenere le famiglie nelle quali si è verificata una separazione o un divorzio e nelle quali si trova almeno un figlio a carico. 

La nuova misura per le famiglie andrà ad affiancarsi all’assegno universale in arrivo nel 2022 e a tutte le altre misure destinate alle famiglie. Il bonus, quindi, permetterà ai genitori separati o divorziati di ottenere un credito aggiuntivo per il mantenimento dei propri figli per il versamento dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge.

Ma nello stesso decreto legge sul Fisco è rientrato anche un altro importante emendamento che riguarda l’assegno di invalidità. Come ha spiegato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando in un post su Facebook, tale emendamento:

rispristina l’assegno di invalidità per gli invalidi parziali che prestano attività lavorativa.

Ma torniamo al bonus genitori separati e cerchiamo di capire come funzionerà questa nuova misura.

Bonus genitori separati o divorziati: cos’è e come funziona?

Che cos’è veramente il bonus per genitori separati o divorziati? Se ne sente spesso parlare, si leggono alcuni titoli sui giornali, ma non sempre si conoscono i motivi per i quali è stato introdotto e nemmeno i reali beneficiari della misura. Facciamo chiarezza. 

Ricordate il decreto Sostegni dello scorso maggio 2021? Ebbene, il bonus per genitori separati o divorziati – che permette di ottenere un assegno da 800 euro al mese per il mantenimento dei figli o dell’ex coniuge – era inserito proprio in quel provvedimento, ma non è mai entrato in vigore.

Per vari motivi e lungaggini burocratiche, il bonus genitori separati non aveva mai trovato piena attuazione ed era rimasto soltanto un bonus scritto sulla carta (come del resto tutti gli altri bonus privi di decreto attuativo che attendono di essere sbloccati).

Finalmente, con il decreto fiscale è stato sbloccato un Fondo da 10 milioni di euro destinato alle famiglie, costituite da genitori separati o divorziati, che hanno riscontrato delle difficoltà economiche negli anni di pandemia e che si trovano a dover mantenere uno o più figli a carico. 

La misura è stata proposta dal leader della Lega Matteo Salvini, che ha accolto la sua approvazione da parte della Commissione con grande soddisfazione:

È stato, finalmente e definitivamente, approvato in Commissione il mio emendamento per aiutare i genitori separati messi in crisi dalle conseguenze del Covid.

Vediamo, quindi, in che cosa consiste, a chi spetta e come si potrò ottenere il bonus per i genitori separati.

Bonus genitori separati: a chi spetta l’assegno da 800 euro?

Il nuovo bonus per i genitori separati o divorziati, come dice il nome stesso, si rivolge ai genitori che hanno riscontrato delle difficoltà economiche a causa dell’emergenza sanitaria e che sono andati incontro a divorzio o separazione nel corso degli anni. In presenza di un figlio a carico, scatta il bonus.

Non solo, l’assegno da 800 euro spetta a quelle famiglie che, a causa della pandemia e del lockdown, hanno registrato delle riduzioni di orario o persino la cessazione o sospensione del lavoro e che non sono più in grado di garantire l’assegno di mantenimento all’ex coniuge.

L’importo spettante a ciascun richiedente è pari a 800 euro al mese e andrà a coprire tutto o parte dell’assegno di mantenimento. Bisognerà però attendere per inoltrare le richieste: il bonus genitori separati, infatti, ha ottenuto la sua prima approvazione definitiva, ma ha ancora bisogno di un decreto attuativo. 

Sarà proprio il ministero competente a emanare, nel corso dei prossimi 60 giorni, il decreto attuativo dell’assegno da 800 euro per i genitori separati. A partire da quel momento si potranno chiarire anche le modalità per l’effettuazione delle richieste.

Bonus genitori separati: quali sono gli altri aiuti da richiedere?

Il nuovo bonus per i genitori separati o divorziati, salvo imprevisti, dovrebbe entrare pienamente in vigore dal prossimo anno e si affiancherà a tutti gli altri bonus per e famiglie. Per esempio, i genitori single possono già richiedere un contributo di 500 euro una tantum anche senza ISEE.

Si tratta del bonus mamme single, appunto, che permette di ottenere un contributo una tantum pari a 500 euro, ma solo in presenza di determinati requisiti. Anzitutto, la mamma che lo richiede all’INPS deve essere disoccupata o monoreddito, essere single o appartenere a un nucleo familiare monoparentale, avere a carico un figlio con disabilità accertata (almeno al 60%). 

L’assegno da 500 euro si può richiedere una sola volta nell’arco del triennio 2021-2023 e viene erogato una tantum.

Un altro aiuto a disposizione per i genitori single, inoltre, è il bonus genitori single con tre figli (o più) a carico: in che cosa consiste? Alcuni Comuni italiani intendono sostenere le mamme che si trovano a mantenere tre o più figli a carico senza possedere il doppio reddito (derivante da entrambi i genitori). In questi casi, quindi, viene applicato il bonus genitori single.

Per quanto riguarda il bonus genitori single, però, gli importi variano in base all’ISEE della mamma o del papà e non si può richiedere l’assegno mensile qualora il proprio reddito sia superiore a 8.788,99 euro. Le richieste vanno inoltrate direttamente al proprio Comune di residenza.

Genitori separati o divorziati: arriva l’assegno universale per i figli

Arriviamo, infine, alla descrizione di un altro bonus che spetta ai genitori (single, separati o divorziati) oppure alle famiglie che hanno figli a carico fino a 21 anni. Mentre dal 1° luglio 2021 è stato introdotto l’assegno unico per i figli fino a 18 anni, da gennaio 2022 quest’ultimo bonus verrà sostituito dall’assegno universale fino ai 21 anni.

Il bonus universale per i figli spetta in presenza di almeno un ragazzo con meno di 21 anni ancora a carico dei genitori. Questi ultimi potranno farne richiesta a prescindere dalla loro occupazione lavorativa: che siano disoccupati, lavoratori dipendenti o autonomi, incapienti, o percettori del reddito di cittadinanza poco importa.

Grazie all’assegno universale si può ottenere un bonus mensile variabile al variare dell’ISEE: per i redditi più alti è previsto un bonus massimo di 50 euro al mese, mentre per i redditi più bassi (sotto i 15 mila euro) spetta un bonus mensile pari a 175 euro.

Ma in caso di genitori separati o divorziati, chi può richiedere e ottenere l’assegno universale e quanto si può ottenere? Anzitutto gli importi del bonus non cambiano in caso di separazione o divorzio, ma cambiano le modalità di richiesta e ottenimento dell’assegno mensile.

Genitori separati o divorziati: a chi spetta l’assegno per i figli?

L’assegno unico e universale spetta al genitore che per primo ne fa richiesta all’INPS, ma nel caso di separazione o divorzio la situazione si complica. Infatti, occorre cercare di comprendere chi potrà ottenere l’assegno per i figli: è possibile anche fare richiesta per ottenere il 50% dell’importo per ogni genitore, oppure affidarsi alla normativa generale.

In caso di affidamento esclusivo, il bonus per i figli spetta al genitore affidatario, in mancanza di accordo. Nel caso di nomina di un tutore legale, invece, l’assegno universale per i figli “è riconosciuto nell’interesse esclusivo del minore tutelato”.

Ricordiamo che per poter ottenere l’assegno universale occorre inoltrare l’apposita richiesta all’INPS da gennaio 2022, ma le erogazioni inizieranno soltanto da marzo 2022.

Bonus mamme: quali richiedere?

Fino al 31 dicembre 2021 è ancora possibile richiedere una serie di bonus che spettano alle mamme (ai genitori) che mettono al mondo un bambino, lo prendono in adozione o in affidamento. Tutti i bonus si possono ottenere anche senza ISEE, ma il valore assegnato sarà il minimo.

Il bonus mamma domani si può richiedere dal settimo mese di gravidanza e permette di ottenere un bonus da 800 euro una tantum senza la necessità di presentare l’ISEE.

Il bonus bebè, invece, permette di ottenere un assegno mensile per il mantenimento del bambino fino a un anno di vita. L’importo varia al variare dell’ISEE e l’erogazione viene eseguita dall’INPS dopo l’invio dell’apposita richiesta.

Infine, anche il bonus asilo nido lo possono richiedere i genitori con figli a carico di età inferiore ai 3 anni. Il bonus consiste in un contributo mensile per sostenere le spese di iscrizione e frequenza scolastica: il valore dell’assegno varia al variare dell’ISEE.

Dal 1° luglio 2021, invece, le famiglie con figli a carico fino a 18 anni hanno potuto richiedere l’assegno temporaneo, una misura ponte introdotta in attesa dell’assegno universale. L’assegno ponte resterà in vigore sino a febbraio 2022, così come le detrazioni per i figli a carico e gli assegni al nucleo familiare.

Per conoscere tutti i nuovi bonus famiglia in arrivo nel 2022 puoi leggere il nostro articolo dedicato.