Tra le categorie più fortemente colpite dalla crisi economica scatenata dalla pandemia da Coronavirus, i giovani sono oggi al centro delle politiche governative, con l’instaurazione di bonus, incentivi e facilitazioni.

Il Governo, all'interno del Decreto Sostegni bis, ha quindi ormai individuato la categoria dei più giovani come una delle più fragili nel panorma nazionale. E proprio per questo motivo ha stabilito di creare delle misure ad hoc per supportarli in vari ambiti, attraverso numerodi Bonus giovani.

Come indicato dal premier Draghi, il Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio 2021, all'interno del quale sono presenti numerosi Bonus per i Giovani, è

Il più grande sostegno è la riapertura, e noi vogliamo accompagnare il Paese in questi mesi positivi ma difficili. 

Il Decreto Sostegni bis intende contrastare l’attuale situazione di crisi economica tramite una serie di Bonus Giovani

I giovani che si sono appena affacciati al mondo del lavoro o che stanno per farlo sono stati infatti sempre più penalizzati anche a causa della difficoltà di trovare un impiego stabile o che ben si adatti alle loro prospettive future.

Diretta conseguenza è quindi un’assoluta mancanza di stabilità economica che provoca a catena dei disagi che da molto tempo si trascinano e che sono stati ulteriormente amplificati dalla situazione di stallo che l’economia italiana si è trovata a vivere dal 2020.

Le norme che sono state promosse con l’ultimo Decreto del governo Draghi intendono introdurre nell’arco del 2021 numerose novità rivolte proprio alla categoria dei giovani come ad esempio:

  • assunzioni nella Pubblica amministrazione;
  • bonus mutui prima casa;
  • contratto di rioccupazione dei giovani lavoratori.

La lunga lista di Bonus giovani nasce per facilitare l’accesso al mondo del lavoro.Costruire una strada facilitata per i più giovani, senza dover attendere anni prima di poter trovare un impiego stabile e gratificante, sembra essere diventata una priorità per la politica italiana.

Il primo passo: il mutuo per la prima casa

Tra le novità introdotte, vi è l’agevolazione per i mutui prima casa.Il Decreto Sostegni-bis prevede infatti un’agevolazione sui mutui richiesti dai giovani fino a 36 anni.

Questi, infatti, dopo aver presentato domanda a partire dal 24 giugno 2021 e fino al 30 giugno 2022, come pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 25 maggio, hanno la possibilità di beneficiare della garanzia di Stato fino all’80% del finanziamento.

L’unico requisito richiesto per poter usufruire di questo Bonus rivolto ai giovani è il non superamento del limite ISEE di 40.000 euro.Non è infatti richiesto un contratto a tempo indeterminato.

Per accedere al"Fondo di garanzia sui mutui” per ottenere il prestito dalla banca ( che può raggiungere fino l’80% del prezzo dell'immobile ) non è quindi necessario avere una tipologia di contratto stabile, determinato o ancor meglio indeterminato, ma sarà lo Stato a fare da garante.

Interessante in tal senso il video proposto da The Notary Pills: BONUS PRIMA CASA UNDER 36: le novità del D.L. 25 maggio 2021, n. 73 (Decreto Sostegni bis)

 

Via le tasse sulla prima abitazione

Un’altro Bonus giovani nato per facilitare l’acquisto di una prima casa, riguarda la cancellazione delle tasse per la prima abitazione.

Fino al 31 dicembre 2022, infatti, gli under 36 con ISEE fino a 40.000 euro sono esentati dal pagamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

Si tratta infatti di uno sgravio economico consistente e di peso per tutti coloro che devono acquistare la loro prima abitazione principale.

Nel caso in cui invece la compravendita sia soggetta ad IVA, è prevista invece l’attribuzione di un credito d’imposta di ammontare pari all’imposta corrisposta in relazione all’acquisto.

Come correttamente indicato da Money

“L’esenzione totale dal versamento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale è subordinata al rispetto di vincoli precisi, a partire dal divieto di vendita prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto.”

E i vincoli a cui bisogna prestare attenzione per non perdere il vantaggio dell’agevolazione rivolta i giovani dell’esenzione non finiscono qui.E’ infatti necessario che l’immobile acquistato si trovi all’interno del territorio del Comune in cui chi compra ha o trasferisce la propria residenza entro e non oltre i 18 mesi dall’acquisto.

Proprio per questo motivo già nell’atto d’acquisto è necessario dichiarare la volontà di spostare la residenza nel Comune in cui è ubicata la casa.Inoltre è previsto il divieto di vendita della casa acquistata con quest’incentivo prima che siano trascorsi 5 anni.

In questo caso infatti è necessario versare le imposte scontate fino a quel momento, pagando in aggiunta una sanzione del 30%.

Questo tipo di esenzione dal pagamento delle tasse sulla prima casa riguarda anche gli atti di compravendita di immobili che sono già stati stipulati dall'entrata in vigore del decreto, a partire quindi dal 26 maggio 2021, fino al 30 giugno del 2022.

Per supportare questo tipo di intervento, lo Stato ha messo in campo un dote del Fondo di garanzia per la prima casa pari a 290 milioni di euro per quest’anno. Per il 2022 invece è previsto il rafforzamento con la messa in campo di ulteriori 250 milioni di euro.

Questi Bonus giovani e agevolazioni rivolti all’acquisto di una nuova casa sono stati quindi ideati per sostenere tutti quei giovani precari che non si trovano al momento nelle condizioni di acquistare una nuova abitazione, a causa della situazione economica.

Le novità rivolte ai più giovani riguardano anche il comparto lavorativo.

Nel cosiddetto Decreto Sostegni bis, infatti, è stato introdotto il “contratto di rioccupazione” finalizzato al reinserimento occupazionale di quei lavori che versano in stato di disoccupazione, tramite la creazione di un progetto della durata di 6 mesi.

Il progetto individuale che viene definito con il consenso del lavoratore è finalizzato a garantire l’adeguamento e la corretta valutazione delle competenze professionali già possedute dal lavoratore, che deve quindi essere ben inserito nel nuovo contesto lavorativo.

Il progetto individuale di inserimento ha una durata di sei mesi.

Durante il periodo di inserimento trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo.Come recita l’articolo 41 del D.L. 73/2021 infatti:

La validità di quest’incentivo è comunque limitato nel tempo e può essere sfruttato per un periodo che va dal 1° luglio al 31 ottobre 2021.

Il datore di lavoro che sceglie di utilizzare questo metodo di assunzione può godere di uno sgravio pari al 100% dei contributi a suo carico, fino ad un limite massimo di 6.000 euro annui, che possono essere cumulabili con altre eventuali agevolazioni contributive.

Una formula similare di supporto per il reinserimento nel mondo del lavoro di coloro che non hanno perso il posto era già presente, per i lavoratori“over 29”: il contratto di apprendistato professionalizzante.

Si tratta di una formula di assunzione volta alla qualificazione o riqualificazione professionale, con la formula del contratto a tempo indeterminato che il datore non può risolvere al termine del periodo formativo, a differenza di quanto avviene invece con il contratto di apprendistato per gli under 29.

Un ulteriore intervento è il piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione

Per facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è stato previsto anche un piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione durante il 2021.

In particolare, i concorsi pubblici verranno banditi e svolti nell’arco temprale di 100 giorni e verrà creato un portale dedicato al reclutamento nella Pubblica Amministrazione. Proprio per incentivare l’inserimento anche nei canali della PA dei più giovani, i canali di accesso qualificati sono stati potenziati tramite la messa in atto di tutte quelle norme che rendono possibile la stipula di contratti di apprendistato anche all’interno della Pubblica Amministrazione.

Com’è stata strutturata la possibilità di utilizzare la formula dell’apprendistato nella Pubblica Amministrazione?

Il Decreto Reclutamento prevede infatti l’ideazione di progetti formativi specifici per i giovani che possiedono i requisiti per poter fruire del contratto di apprendistato, oltre che la possibilità di godere di assunzioni per l’attuazione del PNRR.In questo modo è dunque possibile mettere in atto progetti specifici, disegnati su misura delle potenziali dei giovani che devono essere inseriti ma anche in base alle esigenze dell’istituto o dell’ente che li accoglie.

La strutturazione del rapporto di lavoro sarà quindi similare a quella di un tirocinio ad alta formazione che deve essere in linea con il percorso di studi del giovane assunto con contratto di apprendistato. L’obiettivo infatti è quello di fornire ai giovani appena usciti dalla scuola o che stanno seguendo un percorso universitario la formazione e le competenze di base per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Come indicato all’interno del testo, in attuazione dei progetti del PNRR, sarà possibile mettere in campo percorsi specifici di di formazione e lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni con contratto di apprendistato per i giovani soggetti diplomati o studenti universitari, nello specifico con la seguente formazione:

  • diplomati che non accedono a percorsi universitari;
  • studenti universitari;
  • studenti iscritti a master di secondo livello;
  • studenti iscritti a corsi di specializzazione;
  • studenti iscritti a percorsi di dottorato di ricerca.

 

Entro il 2026 sono previste oltre 24mila assunzioni a tempo determinato, attraverso l’attuazione dei progetti del PNRR.

In questo caso tuttavia i contratti non potranno durare più di 36 mesi, non eccedenti la durata prevista per l’attuazione dei progetti della PA e comunque non oltre il 31 dicembre del 2026.

Come indicato nell’articolo di Money, e assunzioni verranno divise come di seguito:

  • 1.000 unità di personale a supporto degli enti locali;
  • 500 professionisti per la rendicontazione finanziaria (con concorso semplificato per titoli e il solo orale) si cercano matematici e ingegneri;
  • 300 per la governance;
  • 338 addetti per la transizione digitale;
  • 67 all’AgID;
  • 16.500 all’ufficio per il processo;
  • 5.410 unità di personale amministrativo alla Giustizia.