Fra i tanti bonus contenuti nella Legge di Bilancio 2021 ne spicca uno in fase di partenza. La misura da richiedere indipendentemente dal valore ISEE permetterà di ottenere 1.000 euro come agevolazione per risparmiare sulle risorse idriche

Per il benefit, l’esecutivo capitanato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha stanziato circa 20 milioni di euro per l’anno 2021 confluiti nell’apposito “Fondo per il risparmio di risorse idriche”.

Tuttavia, si tratta di un contribuito ancora ai nastri di partenza, mancherebbero infatti i decreti attuativi necessari a stabilire i criteri di funzionamento e di accesso al bonus.

Ma procediamo per gradi. Analizziamo in cosa consiste il bonus idrico, a chi spetta e come richiederlo. Successivamente, forniremo qualche informazione in più sul bonus facciate, altra l’agevolazione sulla casa che consente di ottenere una detrazione del 90% per particolari lavori effettuati sugli edifici.

Per avere una visione completa ed approfondita di tutti i bonus riguardanti la casa si consiglia la visione del video YouTube del Geometra Danilo Torresi.

Cosa è il bonus idrico

Come anticipato in precedenza, il bonus idrico diversamente conosciuto con il nome di bonus rubinetti o bagno, è un’agevolazione introdotta nella Legge di Bilancio 2021. La finalità alla base della misura è quella di stimolare ed incentivare gli interventi di miglioramenti del bagno che permettono un risparmio di risorse idriche.

A spiegare meglio in cosa consiste il bonus idrico è l’Agenzia delle Entrate. Sul portale ufficiale dell’Ente si legge: “Per favorire il risparmio di risorse idriche è riconosciuto un bonus di 1.000 euro alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscono su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari”.

Fra questi rientrano la sostituzione della rubinetteria, delle colonne doccia, compresi i soffioni, con nuovi attrezzi a flusso limitato d’acqua. Si potranno sostituire anche i sanitari in ceramica con altri apparecchi a scarico ridotto.

Scendendo nei dettagli, il bonus idrico coprirà le spese relative all’istallazione sia di rubinetti sia di miscelatori per cucina e bagno. Sono ricompresi gli apparecchi utili al controllo del flusso con portata non eccedente i 6 litri di acqua. Per i nuovi soffioni e le colonne docce il valore della portata non dovrà superare la soglia dei 9 litri al minuto. 

A questi si aggiungono la posa e la fornitura di vasi sanitari se di materiale ceramico e con una portata massima di scarico uguale o comunque non superiore i 6 litri d’acqua, unitamente ai connessi sistemi di scarico. 

Ma non è tutto. Anche gli interventi di smontaggio dei vecchi apparecchi e le eventuali opere murarie e idrauliche necessarie alla dismissione dei precedenti dispositivo potranno essere coperte dal bonus.

C’è tempo fino al 31 dicembre 2021 per poter richiedere l’agevolazione.

Chi ha diritto al bonus idrico

Hanno diritto al bonus idrico di 1.000 euro tutti i cittadini residenti in Italia indipendentemente dal valore ISEE di appartenenza. Queste per ora è quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2021.

Mancando i decreti attuativi, infatti, nessuna altra indicazione è fornita al riguardo. Probabilmente, essendo la misura non ancora pronta per la partenza si cercherà quanto prima di definire i requisiti da soddisfare per poterne regolamentare l’accesso, in virtù della scadenza già fissata al 31 dicembre dell’anno in corso.

Come richiedere il bonus idrico

La procedura da seguire per richiedere il bonus, per le motivazioni sopra elencare, non è ancora nota. Di certo al momento c’è solo il fatto che spetterà al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio del territorio e del mare l’emanazione del decreto di regolamento.

In verità, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021 tutto doveva essere già pronto. Ad oggi invece si rimane in attesa del decreto che sancisce la partenza dell’agevolazione utile a coprire i costi per gli interventi contemplati nella Legge di Bilancio stessa.

Al momento si sa ben poco del bonus idrico. Dalle ultime indicazioni fornite dal Corriere della Sera pare che il novello Ministero della Transazione Ecologia stia lavorando al decreto. Ciononostante, nessuna novità si ravvisa all’orizzonte.

A causare l’intoppo procedimentale potrebbe essere stato il cambio di guardia avvenuto al Governo. Il passaggio del timone dall’ex premier, Giuseppe Conte, all’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha portato ad accantonare il bonus idrico forse per fare posto ad altre agevolazioni più necessarie.

Ora, però, è arrivato il tempo che le sorti del bonus idrico vengano riprese in mano per poter fare finalmente ripartire l’agevolazione che fa del risparmio idrico il suo punto di forza.

Ad ogni modo, è bene non farsi trovare impreparati ed essere pronti appena il bonus otterrà il via libera governativo, non dimenticando che il bonus idrico potrà essere richiesto per coprire le spese sostenute nel 2021 per i dispositivi e gli interventi elencati in precedenza e presenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus facciate: come funziona l’altra misura per la casa

Nella schiera dei bonus pensati per la casa figura una speciale agevolazione che offre ai cittadini italiani la possibilità di beneficiare di detrazioni fiscali per particolari interventi di miglioramento: il bonus facciate.

L’agevolazione si concretizza in una detrazione dell’imposta lorda (Irpef o Irpef) e nel rimborso del 90% delle spese supportate per effettuare interventi di ristrutturazione riguardanti il recupero delle facciate esterne degli edifici, indipendentemente dalla categoria catastale di appartenenza.

Si legge a conferma su agenziaentrate.gov.it:

“Con la legge di bilancio 20201 è stata introdotta la disciplina che consente una detrazione dall'imposta lorda (di seguito anche “bonus facciate”), pari al 90 per cento delle spese sostenute per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B, ai sensi del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444.”

Le uniche condizioni da rispettare sono l’ubicazione degli edifici nelle zone urbanistiche A e B, o simili, nel rispetto della normativa regionale e dei regolamenti comunali.

Il bonus facciate non stabilisce un limite di spesa e spetta ad un'ampia platea di beneficiari: soggetti privati, inquilini, imprese, proprietari, residenti o meno sul territorio italiano.

Naturalmente, si potrà usufruire del bonus previa presentazione dei documenti attestanti il reale sostenimento delle spese, vale a dire bonifici e fatture come disposto dalla Legge di Bilancio 2021 e dalla circolare n. 2/E del 14/2/2020 resa nota dall’Agenzia delle Entrate. 

La detrazione è riconosciuta in sede di dichiarazione dei redditi, in dieci rate annuali di importo fisso.

Bonus facciate 2021: a chi spetta e come funziona

Come per tutte le altre agevolazioni contenute nella Legge di Bilancio 2021, il bonus facciate non spetta indistintamente a tutti. Ci sono particolari categorie che potranno usufruire del beneficio. Infatti, potranno fruire della misura le persone fisiche, compresi i privati, titolari d’azienda e i professionisti.

A questi si uniscono gli enti sia pubblici che privati non esercitanti un’attività di tipo commerciale. Ampio spazio viene dato anche alle società di personecapitali, semplici e tra professionisti.

Ma come funziona la misura? Procedere al calcolo della detrazione a cui da diritto il bonus facciate è abbastanza semplice. Cerchiamo di chiarire il tutto con un esempio.

Supponiamo che i costi sostenuti per la ristrutturazione della nostra facciata ammontino a 200.000 euro. La percentuale al 90% a cui si ha diritto consente di avere una detrazione pari a 180.000 euro. Ogni anno, per totali 10 anni, si otterrà una detrazione IRPEF di 18.000 euro

Bonus facciate: quali lavori interessa

lavori coperti dal bonus facciate sono quelli di manutenzione ordinaria. Nei dettagli, si fa riferimento agli interventi di pulituratinteggiatura esterna, interventi sulle opache delle facciate, lavori sugli ornamenti, compresi marmi e fregi oltre ai lavori su balconi.

Rientrano nell’elenco anche gli interventi di consolidamento, ripristino, di tinteggiatura e pulitura della superficie oppure il rinnovo degli elementi dei balconi, ornamenti e fregi. E ancora, gli interventi di pulitura o tinteggiatura interessanti più del 10% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio.

Il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle caratteristiche termiche anche in assenza dell’impianto di riscaldamento unitamente ai lavori collegati al decoro urbano, quelli eseguiti sui pluviali, sulle grondaie, sui parapetti e sui cornicioni.

Usufruendo del bonus facciate, si possono portare in detrazione le spese necessarie per l’acquisto del materiale utile, quelle di eventuali sopralluoghiperizie, consulenze tecniche ed energetiche oltre ad altri adempimenti burocratici.

Anche gli interventi connessi allo smaltimento di materiali e macerie e l’istallazione di eventuali ponteggi rientrano nel bonus facciate.

Bonus facciate: come usufruire della detrazione

Gli interessati al bonus facciate potranno fruire dell’agevolazione scegliendo fra due alternative. Si potrà richiedere lo sconto il fattura o la detrazione delle spese.

Nel primo caso, non sarà il beneficiario del bonus a pagare le spese degli interventi. Infatti, spetterà all’impresa che esegue i lavori anticipare l’importo necessario per i lavori, in seguito rimborsato dalla banca sotto forma di credito d’imposta.

L’altra chance è la detrazione nella dichiarazione dei redditi dell’importo sostenuto. In pratica, i lavori verranno pagati dal beneficiario tramite bonifico parlante, contenente la casuale, Partita Iva del destinatario o codice fiscale.

Per quanto concerne la documentazione da conservare, la precisazione è fornita dall’Agenzia delle Entrate nella circolare del 14/02/2020. Vanno conservati tutti i documenti comprovanti l’esecuzione dei lavori da esibire in caso di controllo, vale a dire le fatture, i bonifici e le ricevute delle tasse pagate sull’immobile.

Se i lavori interessano i condomini occorre conservare le delibere assembleari.

Il bonus facciate, inoltre, non è cumulabile con altre detrazioni previste sempre dalla circolare. 

A conferma dal sito agenziadelleentrate.governo.it si legge: “Il “bonus facciate”, inoltre, non è cumulabile con la detrazione spettante ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lett. g) del TUIR, ai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti al regime vincolistico ai sensi del citato decreto legislativo n. 42 del 2004.