Bonus idrico 2022: elenco interventi ammessi. Senza ISEE!

Anche nel 2022 è possibile richiedere il bonus idrico per chi ha sostenuto spese per la sostituzione di rubinetti, docce ecc. o altri lavori che permettono di consumare meno acqua. Ma quali sono gli interventi che permettono di accedere al rimborso e quali invece le spese che non sono ammesse? Ecco un elenco completo.

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Anche nel 2022 è possibile richiedere il bonus idrico, o anche chiamato bonus rubinetti, introdotto nel 2021, ma che è possibile ora richiedere fino anche al 2023, per effetto della proroga inserita in Legge di Bilancio 2022, o comunque fino a che le risorse non si esauriranno. 

Sì, perché se da un lato il bonus è aperto a tutti, senza limiti legati al valore dell’ISEE, e quindi a prescindere da redditi e patrimoni del nucleo familiare, d’altra parte c’è da considerare che il rimborso può essere ottenuto solo fino a che le risorse stanziate non finiranno. Conviene, dunque, far presto.

Si tratta di una somma che viene erogata direttamente sull’IBAN del beneficiario e che permette a cittadini e famiglie che hanno sostenuto spese per la sostituzione o installazione di rubinetti, docce, sanitari o altri dispositivi che permettono di consumare meno acqua, di ottenere un rimborso fino a 1.000 euro. 

La piattaforma del Mite (Ministero della Transizione Ecologica) per richiedere il rimborso è stata aperta già a partire dal 17 febbraio di quest’anno, accedendo all’area riservata con identità digitale SPID. 

Come per molti altri bonus casa, il bonus rubinetti può essere richiesto solo tenendo conto di un certo tipo di spese. Ecco perché, in questo articolo, vedremo tutti i dettagli sugli interventi ammessi e quali sono, invece, le spese non ammesse e che, dunque, non permettono di ottenere il rimborso. 

Bonus idrico 2022 cos’è e per cosa può essere richiesto

Il bonus idrico, rinominato anche bonus docce o bonus rubinetti, è nato con l’obiettivo di incentivare i cittadini e le famiglie italiane a un minor consumo di acqua, sia nell’ottica di salvaguardare l’ambiente, sia per ottenere un risparmio anche sulle bollette. 

Tutti i dettagli sul bonus confermato, nonché prorogato, dalla Legge di Bilancio 2022, vengono forniti da questo video del canale YouTube Servizi G. Horus

Si tratta, come abbiamo visto, di un bonus per il quale non c’è bisogno di rientrare in alcuna specifica soglia ISEE: in sostanza, un bonus per tutti che può essere richiesto, però, solo se in possesso dei requisiti principali e, soprattutto, solo per alcune spese. 

Prima di vedere le spese ammesse e quelle escluse, vediamo chi può ottenere il bonus: 

possono fare richiesta per il bonus idrico tutti coloro che hanno sostenuto l’anno scorso delle spese per la fornitura e l’installazione di rubinetti, soffioni e colonne doccia o anche sanitari che permettono di consumare meno acqua. 

Le spese, dunque, devono essere state sostenute nel 2021, ovviamente tramite metodi di pagamento tracciabili, e solo per alcuni tipi di interventi. Si può ottenere un rimborso fino a un massimo di 1.000 euro. La domanda per ottenere il bonus idrico va presentata tramite l'apposita piattaforma e seguendo le linee guida fornite proprio dal Mite.

Quali interventi e spese sono ammessi per beneficiare del bonus idrico nel 2022

Come già accennato, il bonus idrico può essere richiesto per interventi come:

l’installazione o la fornitura di rubinetti, soffioni e colonne doccia, sanitari o anche altri dispositivi che controllano i flussi d’acqua nell’ottica di consumarne di meno. 

Avere però a disposizione un elenco degli interventi ammessi, con le specifiche per ogni elemento o dispositivo, può immediatamente farci capire se abbiamo o meno diritto a richiedere il rimborso. 

 Da questo punto di vista, dunque, va evidenziato che si può richiedere il bonus idrico per la fornitura e l’installazione di nuovi sanitari in ceramica. In questo caso sono ammessi se con carico massimo di scarico fino a 6 litri e sono ammesse le opere idrauliche e murarie per lo smontaggio e la dismissione di quelle precedenti. 

Il bonus può inoltre essere richiesto per la sostituzione di soffioni e colonne doccia con portata di acqua uguale o al di sotto dei 6 litri al minuto. Anche in questo caso, rientrano nelle spese ammissibili quelle della dismissione e smontaggio dei vecchi sistemi.

Non solo, perché è possibile richiedere il rimborso anche nel caso di spese relative a dispositivi per il controllo di flusso d’acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto.

Quali interventi e spese non valgono per ottenere il bonus idrico nel 2022

Le indicazioni fornite possono comunque portare a una leggera confusione o a una ricerca più dettagliata delle spese ammesse. In questo, dunque, è bene fare attenzione ad alcuni lavori o sostituzioni per i quali il bonus non può essere richiesto. 

Molte persone, infatti, si domandano se il rimborso può essere richiesto per la sostituzione di pezzi come copriwater, box doccia (senza colonna integrata, e, comunque, in questo caso, il bonus varrà solo per la colonna doccia integrata), vasca da bagno, piatto doccia, lavandino o altri elementi che, di fatto, non prevedono un risparmio sui consumi dell’acqua. 

Inoltre, come da decreto, a essere inclusi tra le spese ammissibili ci sono solo i sanitari in ceramica. Non sono, quindi, ammessi sanitari in resina.

È chiaro, dunque, che interventi di questo tipo non possono godere del rimborso tramite il bonus idrico. La sostituzione di questi elementi, infatti, pur trattandosi di sanitari, non comporta una riduzione dei consumi d’acqua e, dunque, non è in linea con gli obiettivi che l’intervento dello Stato si prefigge. 

Bonus idrico 2022: le spese effettuate online valgono per ottenere il rimborso?

Un’altra domanda che spesso chi ha sostenuto le spese durante il 2021 si pone è se, ad essere ammesse tra le spese che danno accesso al bonus, vi siano anche gli acquisti effettuati online. 

Su tale tematica non esiste alcuna particolare limitazione. Insomma, il bonus idrico può essere richiesto anche per le spese effettuate su siti, marketplace o e-commerce. L’unica cosa alla quale bisognerà fare attenzione, però, è che la spesa, anche in questo caso, debba risultare tracciabile e il prodotto acquistato rientri nell’elenco delle spese ammesse che abbiamo visto nei precedenti paragrafi. 

Inoltre, dalla fattura elettronica (o documento commerciale emesso dal fornitore) devono essere indicate le specifiche tecniche del prodotto acquistato o comunque le specifiche di tutte le spese per le quali si va a richiedere il rimborso. 

Bonus idrico 2022: dove trovare maggiori informazioni sulle spese ammesse 

Abbiamo visto un dettagliato elenco delle spese ammesse e su quelle per le quali il bonus idrico non può essere richiesto. 

Per qualsiasi altro dettaglio, per esempio sui singoli articoli e passaggi del decreto del Ministero della Transizione Ecologica in cui sono presenti i dettagli riguardanti il bonus idrico, ma anche su altre informazioni che possono essere utili per individuare le spese ammesse per richiedere il bonus, consigliamo di dare un’occhiata alle FAQ presenti proprio sul sito del Mite. 

Inoltre, sull’annuncio dell’apertura della piattaforma per richiedere il bonus idrico è anche possibile scaricare il manuale utente in cui vengono fornite tutte le istruzioni per compilare correttamente la domanda. 

Ricordiamo, infatti, che qualora la richiesta dovesse risultare compilata in modo errato, in assenza di informazioni o allegati fondamentali, ma anche se a seguito di verifiche e controlli sulla richiesta dovessero emergere omissioni o informazioni non veritiere, la domanda verrebbe respinta e, di conseguenza, non si avrebbe più la possibilità di ricevere il rimborso. 

Infine, non si può beneficiare del bonus idrico qualora le risorse messe a disposizione dovessero esaurirsi anche prima del 31 dicembre 2023, data di scadenza per richiedere il rimborso.