Il Governo continua a perseguire diversi obiettivi in ambito europeo e non solo: a partire dalle emissioni zero fino alla difesa e alla protezione dell’ambiente. In questo senso, sono state introdotte alcune misure volte a incentivare la sostenibilità e a ridurre gli sprechi.

Il bonus idrico e il bonus acqua potabile perseguono obiettivi diversi, ma virano nella stessa direzione: l’uno è volto appunto al risparmio dell'acqua e permette di sostituire gli apparecchi obsoleti con altri a portata o scarico ridotto, mentre l’altro riguarda la riduzione delle bottiglie in plastica usa e getta che ogni italiano consuma ogni giorno. 

E proprio in questa direzione, per ridurre il consumo della plastica, a partire dal 14 gennaio 2022 non si potranno più vendere prodotti non biodegradabili. Anche gli Ecobonus moto e scooter perseguono obiettivi sostenibili per quanto riguarda la riduzione delle emissioni di CO2, così come tutti gli incentivi auto elettriche che abbiamo conosciuto e sfruttato lo scorso anno. 

Ma torniamo al bonus idrico e al bonus acqua potabile: sono la stessa cosa? NO! Ecco quali sono le differenze tra le due misure, a chi spettano, come si possono ottenere da 1.000 euro a 5.000 euro da sfruttare per difendere il nostro pianeta.

Bonus idrico e bonus acqua 2022: non sono la stessa cosa!

Bonus idrico, bonus acqua potabile, bonus rubinetti, bonus bollicine, bonus bagno: tutte queste espressioni fanno riferimento ad agevolazioni per la casa ben distinte che si possono richiedere nel corso del 2022. L'elemento in comune è proprio l'acqua, il risparmio idrico e la tutela dell'ambiente, ma con punti di vista totalmente diversi.

Come orientarsi? Facciamo chiarezza su quali sono i bonus per la casa che permettono di risparmiare acqua o di ridurre il consumo di bottigliette di plastica.

Sono essenzialmente due i bonus ai quali stiamo facendo riferimento con tutte le espressioni sopra riportate: il bonus idrico 2022 (detto anche bonus rubinetti o bonus bagno 2022) e il bonus acqua potabile (detto anche bonus bollicine). 

Non sempre la differenza tra le due misure è chiara; anzi, non è affatto difficile finire per confondersi tra l’uno e l’altro bonus In realtà, le due agevolazioni hanno diversi punti in comune, ma sono contraddistinte anche da parecchie diversità. Vediamo quali sono e come funzionano le due misure.

Bonus idrico e bonus acqua potabile: cosa cambia?

Bonus idrico e bonus acqua potabile: in questo articolo utilizzeremo soltanto queste due espressioni per non fare confusione della terminologia.

Come abbiamo detto, esistono due bonus che il Governo ha introdotto per favorire il risparmio idrico da un lato (grazie al bonus idrico), e per ridurre il consumo di bottigliette di plastica dall’altro lato (con il bonus acqua potabile). Entrambe le agevolazioni rientrano nel pacchetto dei bonus per la casa da richiedere nel 2022.

Mentre il bonus idrico è destinato a ridurre il consumo di acqua nelle proprie abitazioni puntando sulla sostituzine di vecchi impianti e investendo invece su apparecchi con scarico d'acqua ridotto, in modo da favorire il risparmio; il bonus acqua potabile, invece, è volto alla depurazione dell'acqua che arriva nelle nostre case passando dagli acquedotti tramite l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione o raffreddamento. Allo stesso modo, quest'ultima misura perdegue anche un altro obiettivo: la riduzione del consumo di bottiglie di plastica.

Gli importi delle nuove misure sono in parte differenti: il bonus idrico si rivolge a tutti i cittadini italiani e permette di ottenere 1.000 euro senza ISEE sia per il bagno sia per la cucina. 

Il bonus acqua potabile, invece, consiste in un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute per gli interventi sopra specificati. Le persone fisiche possono ottenere una detrazione fino a 1.000 euro senza ISEE, mentre i soggetti diversi dalle persone fisiche hanno diritto a una detrazione massima pari a 5.000 euro senza ISEE.

Bonus idrico 2022: come ottenere 1.000 euro senza ISEE

Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire cos’è e come funziona il bonus idrico 2022, una misura che permette di ottenere 1.000 euro senza ISEE per rifare il bagno e la cucina. Ma in che cosa consiste questo rimborso e come si può ottenere?

Anzitutto, è bene specificare che il bonus idrico 2022 è un bonus senza ISEE, che si rivolge a tutte le persone fisiche con residenza in Italia che hanno effettuato almeno uno degli interventi previsti dal decreto attuativo. Oltre all’acquisto di vasi sanitari, rubinetteria, soffioni o colonne doccia, è bene prestare attenzione alla portata e al flusso d’acqua massimi per accedere al rimborso.

Inoltre, per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2021, sarà possibile richiedere il rimborso tramite la piattaforma bonus idrico a partire da gennaio 2022 (non è ancora stata fissata una data certa), ovvero non appena il Mise aprirà il portale dedicato. 

Se, invece, non avete ancora pianificato i vostri acquisti, avrete tempo fino al 31 dicembre 2022 per effettuarli, mentre da gennaio 2023 potrete inoltrare la richiesta di rimborso. Il bonus idrico, infatti, ha ottenuto la proroga al 2023 grazie a un emendamento alla Manovra 2022.

Bonus idrico 2022: tutto quello che c'è da sapere!

Quali sono - a questo punto – le spese ammesse nel rimborso previsto dal bonus idrico 2022 e chi può richiederlo? Le FAQ del Ministero per lo Sviluppo Economico chiariscono tutte le specifiche tecniche alle quali prestare la massima attenzione prima di recarsi in negozio.

Prima di addentrarci nel merito, chiariamo che possono richiedere il bonus idrico da 1.000 euro senza ISEE tutte le persone fisiche, che siano residenti in Italia, e che sono titolari di diritti di proprietà o di altri diritti reali su un immobile posto in essere (o su parte di esso). Si può inoltrare una sola richiesta per ogni immobile.

Le spese ammesse nella detrazione riguardano l’installazione di vasi sanitari in ceramica con scarico ridotto fino a un massimo di 6 litri, in sostituzione di apparecchi più vecchi. Si possono acquistare anche apparecchi di rubinetteria sanitaria per bagno o cucina, purché rispettino la portata massima di 6 litri al minuto. Infine, sono ammesse anche le installazioni di colonne e soffioni doccia con portata d’acqua pari o inferiore a 9 litri al minuto.

Ricordiamo, infine, che il bonus idrico 2022 non è cumulabile con alcuna altra agevolazione. È bene conservare la documentazione attestante l’acquisto e l’avvenuto pagamento dei prodotti sopra descritti.

Bonus idrico 2022: quando e come richiederlo?

Non è ancora possibile richiedere il bonus idrico, o meglio si potranno ottenere i 1.000 euro di rimborso non appena il Mise aprirà la piattaforma bonus idrico per le richieste, realizzata in collaborazione con Sogei.

Negli ultimi giorni è apparsa una piattaforma fake, dalla quale il Ministero invita a diffidare: qualsiasi comunicazione verrà fornita attraverso il sito istituzionale.

Non appena si aprirà la piattaforma per le richieste, i cittadini interessati ad ottenere il rimborso dovranno accedere con SPID e inserire i dati e la documentazione necessaria. Il rimborso verrà poi accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario nel limite delle risorse a disposizione (20 milioni di euro).

Bonus acqua potabile confermato per tutto il 2022: come funziona?

Arriviamo ora alla definizione del bonus acqua potabile 2022, che riguarda invece il miglioramento e la depurazione delle acque provenienti dai nostri acquedotti. Anche in questo caso si tratta di un bonus senza ISEE che tutti possono richiedere a prescindere dal proprio reddito annuale.

Per poter richiedere il bonus acqua potabile, però, è necessario acquistare a installare sistemi di filtraggio, mineralizzazione, e raffreddamento dell’anidride carbonica proveniente dagli acquedotti, nell’arco temporale compreso tra il 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2022.

Sono due, in questo caso, gli importi di detrazione previsti per il bonus acqua potabile:

  • le persone fisiche hanno dirito a una detrazione massima di mille euro;
  • gli esercenti di qualsiasi attività commerciale, invece, possono ottenere una detrazione fino a 5.000 euro

Bonus acqua potabile 2022: come ottenere i 5 mila euro

Così come per il bonus idrico, anche per richiedere il bonus acqua potabile 2022 occorre conservare il documento commerciale o la fattura elettronica per attestare l’avvenuto pagamento.

Il credito di imposta va richiesto direttamente all’Agenzia delle Entrate presentando l’apposito modello tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese di acquisto. Per esempio, dal 1° febbraio al 28 febbraio 2022 si potranno richiedere i crediti di imposta relativi agli acquisti effettuati nel corso del 2021.

La detrazione fino al 50% delle spese, invece, verrà fruita dai beneficiari direttamente nella dichiarazione dei redditi per le persone fisiche, oppure nel modello F24 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Stop alla plastica monouso: cosa cambia dal 14 gennaio 2022

Sempre nell’ottica di un miglioramento delle condizioni ambientali e per salvaguardare la protezione del pianeta, a partire dal 14 gennaio 2022 scatta il divieto di vendita di prodotti realizzati in plastica non riciclabile (per esempio cannucce, posate, piatti, ecc).

Che cosa significa? In attuazione della direttiva europea n. 2019/904, a partire dal 14 gennaio 2022 non si potranno più vendere prodotti in plastica non biodegradabile. Il divieto non include, però, quei prodotti che contengono al loro interno almeno il 40% di materia rinnovabile.

Tutti i prodotti acquistati prima di tale data o presenti in magazzino, comunque, si potranno vendere regolarmente sino all’esaurimento delle scorte. Per tutte le attività produttive e commerciali che non rispetteranno tale divieto scatteranno opportune sanzioni e multe di importo variabile. 

A coloro che produrranno e immetteranno sul mercato merci in plastica non idonee alla direttiva europea verrà applicata una multa da 2.500 euro fino a 25 mila euro.

Per i produttori che, invece, non aderiranno ai sistemi di responsabilità (ERP), invece, si prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 5 mila euro.