Bonus INPS 2022 da 1000 euro per i disoccupati!

E non si tratta della NASPI o della DIS-COLL. L'INPS ha disposto un buono che riguardi non solo di disoccupati che rientrano nelle categorie lavorative della Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, o nell'indennità per i collaboratori continuativi, ma tutti quelli che rientrano nei requisiti del Sar e ISCRO.

Si parla di due buoni rivolti a delle categorie completamente diverse da quelle tradizionali. Sfortunatamente, a causa del perdurare della pandemia di Covid e del peggioramento dell'economia a causa dell'iperinflazione e del caro vita, in molti si sono trovati a rischio povertà.

Per questo l'Istituto Nazionale ha previsto ulteriori benefit, proprio per riequilibrare la situazione economica di quante più persone possibili.

Per saperne di più ti suggerisco l'ultimo video di Mr LUL lepaghediale, disponibile su Youtube e sul suo canale.

Inoltre ci sono degli ulteriori aggiornamenti in merito agli altri ammortizzatori sociali, quali il Reddito di Cittadinanza e l'Assegno unico Universale.

In questo articolo faremo il punto della situazione, e vedremo in cosa consistono questi Bonus INPS 2022, e a chi andranno questi 1000 euro!

Quali bonus INPS ci sono nel 2022?

Come abbiamo visto prima, sono previsti due indennizzi specifici per questo anno:

  • Bonus Sar (acronimo per Sostegno Al Reddito)
  • bonus ISCRO (acronomio per Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa).

In pratica sono due indennità che spettano rispettivamente a due categorie specifiche.

Il primo, cioè la SAR, spetta a chi non ha più un lavoro interinale, cioè in somministrazione, secondo quanto previsto dalla Legge Biagi del 2003.

Per lavoro interinale si intende un lavoro stipulato con un'impresa richiedente grazie all'intermediazione di un'agenzia per il lavoro. Dal 2003 si chiamano invece "lavori in somministrazione".

Questo buono spetta nel caso di mancato rinnovo del contratto alla fine del rapporto di lavoro.

Mentre il secondo, cioè l'ISCRO, è prevista per i titolari di Partita IVA, ma solo nel caso in cui abbiano subìto una perdita di fatturato di almeno il 50% rispetti ai ricavi e compensi maturati in periodo pre-pandemia.

Ricorda molto il Reddito di Emergenza, cioè l'ammortizzatore sociale nato con l'articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020. Ma quest'ultimo prevedeva 800 euro nel caso di perdita di fatturato, purché in relazione alla chiusura dell'attività a causa del lockdown.

L'ISCRO invece prevedrebbe un importo che va da 250 euro a 800 euro, ma solo a certe condizioni, totalmente diverse rispetto al semplice Reddito di Emergenza.

Bonus INPS 2022: ecco come funziona l'ISCRO

Il Bonus INPS 2022 per i titolari di Partita IVA sarebbe il Reddito di Emergenza, ma a causa del suo mancato rinnovo nella Legge di Bilancio 2022 non si potrà richiedere dal 1 gennaio 2022.

Anche se si vocifera della creazione di un Reddito di Base europeo, sempre se il referendum avrà successo. Se vuoi saperne di più, ti suggerisco questo approfondimento.

Per il momento si potrà richiedere come Partita IVA l'ISCRO, un'indennità straordinaria che riguarderà solo coloro che hanno subìto un calo di fatturato tale da avere un reddito lordo inferiore a 8.145 euro.

Si potrà avere sei mensilità, e la richiesta sarà una tantum. Si potrà richiederlo fino al 2023, visto che la Legge di Bilancio 2022 lo ha prorogato fino all'anno prossimo. Si potrà fare domanda fino al 31 ottobre, ma solo tra il 2021 e il 2023 la domanda sarà valida.

Inoltre, non sarà prevista l'accettazione della domanda nel caso in cui:

  • la posizione contributiva del richiedente non sia in regola;
  • il richiedente non sia iscritto alla Gestione Separata INPS.

Quest'ultima è disposta nel caso in cui la propria professione non sia garantita da un proprio fondo pensionistico, o non sia ascrivibile ai lavori da dipendente (pubblico o privato che sia).

Bonus INPS 2022: ecco come funziona il bonus Sar per i disoccupati

Un altro bonus INPS 2022 per i disoccupati è con il Sar, cioè il Sostegno al Reddito previsto per chi ha un lavoro interinale.

Ricordiamo che il lavoro interinale, o a somministrazione, riguarda una tipologia di lavoro prevista dalla legge Biagi del 2003: si tratta di un lavoro erogato da un'agenzia per il lavoro su richiesta di un'impresa richiedente.

Per costoro è prevista una specie di indennizzo che va dai 780 euro, fino ad un massimo di 1.000 euro. Ma solo per chi ha perso il lavoro per cause non imputabili alla propria volontà, come precisa Achiropita Cicala nel suo approfondimento.

Inoltre la perdita del lavoro deve essere accaduta entro e non oltre 45 giorni dalla richiesta della Sar.

L'erogazione del buono sarà calibrata a seconda dei giorni lavorativi compiuti nell'ultimo anno. Si avrà la minima di 780 euro nel caso di soli 90 giorni lavorativi, mentre si potrà avere la massima di 1.000 euro nel caso di almeno 110 giorni di lavoro.

Si aggiunge anche un'ulteriore extra, o meglio un'integrazione nel caso in cui il lavoro in questione rientri anche nelle categorie previste da due ammortizzatori sociali: 

  • Naspi,
  • Dis-COLL.

Per il primo è richiesto che il lavoro precedente all'evento della disoccupazione sia di tipo dipendente, purché:

  • a tempo determinato se provienente dalla Pubblica Amministrazione, 
  • al servizio di consorzi o cooperative agricole,
  • con contratto da apprendista,
  • relativo al personale artistico,

Diversamente la Dis-COLL è prevista solo per chi ha avuto contratti da collaborazione continuativa, o a progetto. Ricordiamo che, come già descritto in questo articolo sulla Naspi di marzo 2022, questo ammortizzatore non garantisce la copertura previdenziale.

Quali altri bonus INPS 2022 ci sono per i disoccupati?

Oltre a questi buonim rimangono per lo più ammortizzatori sociali o supporti per particolari condizioni anagrafiche. 

Tra i più richiesti abbiamo il famoso Reddito di Cittadinanza, mentre per le famiglie numerose è previsto dal 1 gennaio 2022 l'Assegno Unico Universale.

Sul piano specifico dei disoccupati a seguito di un licenziamento, ci sono le citate Naspi e Dis-COLL, che hanno importi più sostanziosi ma purtroppo requisiti abbastanza stringenti.

In particolare la Naspi, proprio per via dei suoi limiti d'accesso, s'è trovata quasi sormontata dall'RdC a livello di richieste. Dal 1 gennaio 2022 infatti è cambiata radicalmente, come potrai vedere in questo approfondimento sulle ultime novità della Naspi di marzo 2022.

Ci sarebbero eventualmente altri due supporti, ma molto ristretti. Il primo è l'assegno di ricollocazione, che prevede un assegno da 5.000 euro in un'unica soluzione.

Questo assegno in realtà è più che altro un voucher, visto che questa somma sarà spendibile esclusivamente presso gli enti che forniscono assistenza per la ricerca occupazionale. In poche parole presso i Centri per l'Impiego.

Altrimenti c'è il Reddito di Dignità, l'RDC disponibile esclusivamente in Puglia, oppure il Bonus casalinghe e il bonus patente, ma tutti questi, come leggerai negli appositi approfondimenti, sono abbastanza limitati.

Bonus INPS 2022 o Reddito di Cittadinanza: ultime novità per i disoccupati!

Se non hai la possibilità di richiedere questo buono disposto dall'Istituto Previdenziale, potrai richiedere il Reddito di Cittadinanza come alternativa.

In particolare, da questo mese, ci sono delle interessanti novità non solo in merito ai requisiti d'accesso, ma anche sugli importi.

A causa del perdurare della crisi economica, l'RdC permette anche l'accumulo con altri supporti economici, quali l'Assegno Unico per i figli, purché in linea con i redditi denunciati dall'ISEE in corso di validità.

Una delle novità è infatti nel poter continuare a richiedere il Reddito anche solo ripresentando l'ISEE un mese prima dell'erogazione dell'assegno. Non c'è più il rischio della cancellazione, ma solo della sospensione temporanea. Mentre la cancellazione è disposta solo in caso di obblighi lavorativi e formativi violati.