Il bonus Inps di 2.400€ è una delle rare sorprese positive che ci riserva l'Inps. Come è stato infatti annunciato non solo l'indennità arriverà già dalla prima metà del mese di Aprile ma alcuni lavoratori la riceveranno anche in automatico, senza obbligo di domanda quindi.

E' importante capire però di cosa parliamo e come funziona davvero questo importante bonus Inps. 

Come sappiamo questo bonus è previsto dal decreto sostegni. Si tratta dell’indennità "una tantum e onnicomprensiva prevista a favore di alcune categorie di lavoratori” che, a causa dell’emergenza coronavirus e delle misure restrittive anti-contagio, non hanno potuto svolgere le proprie attività lavorative o sono stati molto limitati.

L’Inps, con il messaggio numero 1275 del 25 marzo 2021, aveva stabilito già alcuni punti focali. Come ad esempio le categorie per cui è previsto l'indennizzo.

Altra novità del DECRETO-LEGGE 22 marzo 2021, n. 41 è l'aver ampliato la platea dei beneficiari includendo anche lavoratori prima esclusi. Ma non per tutti l'accredito del bonus Inps da 2400€ avverrà in automatico. Ecco allora che diventa necessario capire come muoversi ed entro quando presentare la domanda qualora sia necessario, per non perder l'occasione di ricevere questo valido aiuto messo a disposizione dei lavoratori più colpiti. 

A chi spettano in automatico i 2400 euro del Bonus Inps?

Per il bonus Inps in questione abbiamo specificato che è stato inserito tra le misure di sostegno con il decreto legge n.41 del 22 Marzo 2021 e regolamentato dall'Inps dal 25 Marzo. Ma cosa prevedono nel dettaglio questi interventi? 

E' sempre più facile perdersi nel marasma di informazioni che arrivano ai cittadini, veicolate spesso in maniera superficiale e discontinua. Per potersi muovere con precisone e ricevere il sussidio è importante capire di cosa si parla e a chi è destinato il bonus Inps. Proviamoci.

Il DL, che conosciamo ormai come decreto sostegni, riporta “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19”. Ed ha previsto ulteriori misure di sostegno. Sia attraverso la previsione di apposite indennità una tantum e onnicomprensive in favore di alcune categorie di lavoratori sia attraverso la semplificazione dei requisiti di accesso all’indennità di disoccupazione NASpI fino alla data del 31 dicembre 2021.

In particolare:

L’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni ha previsto l’erogazione di una indennità una tantum di importo pari a 2.400 euro a favore dei soggetti già beneficiari dell’indennità di cui agli articoli 15 e 15-bis del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176.

Questo quanto stabilito dalla legge. Vediamo ora cosa specifica l'Inps con il comunicato del 25 Marzo.

Nella nota rilasciata dall'istituto viene specificato che, le seguenti categorie di lavoratori:

  • stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
  • intermittenti;
  • autonomi occasionali;
  • incaricati alle vendite a domicilio;
  • a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
  • dello spettacolo

avendo già usufruito dell'indennità precedentemente prevista ad Ottobre, non dovranno presentare domanda per il nuovo bonus Inps ma sarà loro riconosciuto in automatico con erogazione immediata.

Chi deve invece presentare la domanda per il Bonus Inps

Come già anticipato, una novità dell'ultimo DL Sostegni è l'ampliamento della platea dei beneficiari del bonus Inps. Questo fa si che molti cittadini lavoratori che non rientravano nelle suddette categorie, on hanno ricevuto alcuna indennità ad Ottobre. Questi però possono essere ora inseriti tra i beneficiari del bonus Inps. 

Solo per questa fascia di lavoratori, quindi, sarà necessario presentare domanda entro e non oltre il 30 Aprile. Attenzione perché l'Inps sempre nella nota del 25 Marzo comunica che l'unico modo per inoltrare la domanda è per via telematica, tramite il portale di accesso. Esclude quindi Caf e Patronati, implicando la necessità di essere in possesso dello SPid.

Per i lavoratori dello spettacolo, il comma 6 dell'articolo 10, ha introdotto un elemento di novità rispetto alle precedenti disposizioni in materia di indennità a favore di questa categoria di lavoratori.

Infatti, mentre le precedenti disposizioni prevedevano che il lavoratore dovesse fare valere almeno sette contributi giornalieri e un reddito non superiore a 35.000 euro, o almeno trenta giornate di contributi e un reddito non superiore a 50.000 euro, la nuova disposizione ha mantenuto inalterato il requisito delle trenta giornate di contributi, ma ha innalzato a 75mila euro la soglia che il lavoratore non deve superare per l’accesso al bonus Inps da 2400€.

Quindi devono presentare la domanda, solo le persone che in precedenza non hanno fatto richiesta per il bonus anche se ne avevano i requisiti. Ma anche quelle persone che non rientravano tra i beneficiari nei precedenti provvedimenti, ma che invece rientrano ora Il Decreto Sostegni.

Il Dl ha però ampliato la platea dei beneficiari: ha incluso anche i lavoratori somministrati in settori diversi dal turismo.

L’indennità è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità. Il bonus Inps di 2.400 euro non concorre alla formazione del reddito ai fini fiscali e quindi non è sottoposto ad alcuna tassazione.

Bonus Inps senza ISEE: quali sono

Oltre al bonus Inps di 2400€, ci sono anche alcuni Bonus che si possono richiedere senza ISEE. Vediamo brevemente quali sono e chi ne può beneficiare.

Il primo bonus da menzionare è sicuramente il controverso e criticato bonus Caschback. Nato a fine 2020 ma ideato ben prima, riconosce un rimborso del 10% sulle transazioni che avvengono tramite dispositivi di pagamento elettronici, come carta di credito, bancomat e banco posta. Ma sappiamo che non è così scontato ed immediato ricevere il rimborso. Ci sono delle regole da seguire. Prima di tutto va effettuata la registrazione all'App Io.

Inoltre per ricevere il 10% di rimborso i devono effettuare almeno 50 transazioni nell'arco temporale dei 6 mesi, quindi gennaio-giugno e luglio-dicembre.

Gli altri bonus Inps per cui non è previsto ISEE, riguardano quasi tutti famiglie e genitori con figli. Come il bonus mamma domani. U bonus Inps pensato per le future mamme. Consiste in un incentivo che spetta alla mamma dal 7  mese di gravidanza fino al primo anno di età ed ammonta a 800 euro. 

Abbiamo anche il bonus bebè, tra i più famosi e nominati della rete. Per ricevere questo bonus Inps è necessario presentare una domanda entro il 90° giorno di nascita o adozione del bambino. Si tratta di un contributo di 80€ al mese e ha durata di un anno. 

Come non accennare all'assegno unico familiare? I famosi 250€ che entreranno in vigore dal 1 luglio 2021? L'assegno unico è una disposizione del governo Conte a favore delle famiglie italiane. Previsto dal Family Act, ha da subito creato curiosità ed interesse per la sua natura universale. Ovvero sarebbe da erogare a tutte le famiglie con figli conviventi under 21.

Il bonus asilo nido spetta invece alle famiglie con almeno un figlio di età fino ai tre anni e che sostengono le spese per l’asilo nido. Istituito nell'ormai lontano 2016, prevede un contributo di massimo 1.000 euro, per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati. Ma anche di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Bonus non solo dall'Inps

Siamo ormai avvezzi nell'ultimo anno a veder sfilare decine di Bonus Inps e non solo. Degno di nota il rinnovo del Bonus affitti 2021. 

 Il recente decreto Sostegni ha semplificato le norme cancellando la duplicazione di regole ed ha stabilito che il bonus affitti spetta ai proprietari di immobili che abbiano concesso una riduzione del canone al locatario. Ma solo se il contratto era già in essere al 29 ottobre 2020. Inoltre la casa deve essere l’abitazione principale dell’inquilino. Qualora sussistano tali prerequisiti, sarà riconosciuto al locatario un contributo a fondo perduto pari al 50% dello sconto applicato e potrà raggiungere un massimale di  euro l'anno.

Anche se ancora non operativo si attende il provvedimento definitivo dell'Agenzia delle Entrate a brevissimo.