Quest’ultimo anno e mezzo passerà alla storia per l’alto numero di agevolazioni e benefit concessi per far fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia. Fin da subito l’ex esecutivo guidato dall’attuale presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha deciso di emanare una serie di incentivi utili a far tirare un sospiro di sollievo a chi è stato duramente colpito dalle disposizioni limitanti gli spostamenti e le attività commerciali.

Non diverso è stato l’operare del suo successore, l’ex governatore della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, nonostante il timore che un cambio di passo ai vertici di Montecitorio potesse portare ad un inversione di rotta decretando la fine di bonus e agevolazioni concessi fino ad allora.

Fortunatamente così non è stato. L’attuale premier, Mario Draghi, non ha mai fatto mistero di voler dare priorità alle esigenze direttamente connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19

Dunque, non c’è da stupirsi se non solo sono stati riconfermati i Bonus INPS pensati e voluti dalla cabina di regia del Governo Conte, ma con l’emanazione di altri provvedimenti (Decreto Sostegni bis in primis) il nuovo esecutivo ha introdotto nuovi sostegni per ammortizzare le difficoltà economiche di famiglie, lavoratori e singoli cittadini.

Fra questi, molti hanno raggiunto un successo impensabile. Il riferimento è ai bonus INPS per incentivare la natalità (bonus mamma domanibonus bebèbonus asilo nidoANF e assegno unico universale), ma anche alle agevolazioni indirizzare a specifiche categorie di lavoratori stretti nella morsa della crisi economica, compresi i titolari di Partita IVA.

A questi è stato deciso di accordare il riconoscimento di un’indennità Straordinaria di Continuità Reddituale ed Operativa, meglio conosciuta con il nome di Bonus ISCRO.

Agli interessati a scoprire tutti gli ultimi aggiornamenti sulla tematica consigliamo la visione di un interessante video YouTube di “Redazione The Wam”, un canale che a cadenza quasi quotidiana pubblica delle video guide descrittive contenenti le ultime novità su pensioni, Bonus INPS e altre agevolazioni introdotte dal Governo.

 

Nuovo Bonus INPS: in cosa consiste il Bonus per le Partita IVA

Come in precedenza accennato, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa rivolta ai possessori di Partita IVA, in un certo senso, è da classificare come un Bonus INPS finanziato dagli stessi beneficiari.

Questo perché il bonus ISCRO, introdotto nella Legge di Bilancio del dicembre scorso, prevedeva l’istituzione di un fondo di finanziamento della misura pagata proprio dai titolari di Partita IVA, che quindi sono finiti per autofinanziati.

Ciò ha scatenato accese polemiche sia tra le forze in seno a Montecitorio siadai beneficiari stessi. Per poter accedere al Bonus ISCRO è necessario che i titolari di Partita IVA dimostrino di aver subito nel corso dell’anno solare perdite non imputabili alla propria volontà.

Naturalmente, come per qualsiasi altro Bonus INPS introdotto dal Governo è necessario rispettare appositi requisiti e condizioni per poter ottener il riconoscimento del beneficio, come il pagamento dei contributi e l’scrizione alla Gestione Separata INPS. Di questo, però, ci occuperemo in seguito.

Per ora va precisato che l’introduzione del bonus ISCRO è stata dettata da ragioni di estrema necessità non più rimandabili. I titolari di Partita IVA, al pari di altre categorie di lavoratori, hanno pagato e continuano a pagare le conseguenze più alte della crisi economica scatenate della pandemia, 

Se, poi, si considera che hanno meno tutele rispetto ai lavoratori dipendenti il sussidio era tutt’altro che necessario.

Ovviamente, altri soggetti con alle spalle una situazione lavorativa ed economica instabile hanno potuto contare sull’aiuto economico dello Stato. Basti pensare ai lavoratori stagionali le cui condizione economiche sono state esasperate dallo stop agli spostamenti e dal fermo delle attività lavorative purtroppo necessarie per porre un freno all’avanzare dei contagi.

Ma ritorniamo a noi. Il bonus INPS dedicato ai titolari di Partita IVA può essere richiesto solo per sei mensilità, esclusivamente dal sito internet ufficiale INPSfino al 2023 essendo valido per un triennio.

Per meglio intenderci, se i potenziali beneficiari lo richiedono per il 2021 non potrà essere erogato per i successivi due anni, neppure se continuano a sussistere i requisiti necessari.

Bonus ISCRO: quali importi sono erogati dall’INPS

Risalire alla all’importo del Bonus ISCRO di cui si potrà beneficiare è un po' complesso, ma una serie di esempi ci consentiranno di giungere al suo calcolo in modo molto semplice.

Innanzitutto, il Bonus INPS previsto per i titolari di Partita IVA ,varia da un minimo di 250 euro fino ad arrivare ad un massimo di 800 euro, per ciascuna delle sei mensilità a cui si ha diritto.

L’accesso al beneficio avviene esclusivamente online. Gli interessati a richiedere il Bonus ISCRO dovranno presentare domanda dal portale telematico INPS ed attendere che l’Ente, di concerto con l’Agenzia delle Entrate, effettui il controllo di tutte le informazioni fornite.

Successivamente parte il secondo step, vale a dire il calcolo della somma spettante. Per facilitare ancora di più la procedura, i titolari di partita IVA avranno accesso ad una domanda precompilata. Per il semplice fatto di essere già iscritti al portale, infatti, l’INPS carica in modo automatico i dati di cui si ha disponibilità.

Innanzitutto, i titolari di Partita IVA possono ottenere il riconoscimento del Bonus INPS se hanno realizzato, l’anno prima della presentazione della domanda, un reddito da lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei tre anni precedenti a quello di presentazione della domanda.

L’indennità sarà versata per 6 mesi e sarà pari al 25%su base semestrale, dell’ultimo fatturato realizzato. Il Bonus ISCRO non potrà essere erogato per più di 800 euro mensili, né al di sotto della soglia dei 250 euro.

Chiariamo il tutto con un esempio. Se Francesco Bianchi ha realizzato un fatturato di 6.000 euro nel 2020 ma con una perdita di più del 50% rispetto al triennio precedente (2017/2018/2019), l’importo del bonus verrà calcolato dimezzando il suo guadagno di 6.000 euro, perché su base semestrale, e moltiplicando il risultato per il 25%. 

Da questa semplice operazione (25% di 3.000 euro) si desume l’importo del bonus ISCRO che verrà erogato dall’INPS ai titolari di Partita IVA, ossia 750 euro.

Nel caso in cui dalla procedura di calcolo si ottenesse un importo di Bonus INPS eccedente gli 800 euro, l’agevolazione verrà erogata soltanto per una cifra pari a 800 euro al mese, essendo questo il tetto massimo previsto.

Poiché sono 6 le mensilità a cui da diritto il bonus, non si potranno avere più di 4800 euro complessivi (800 euro per 6 mesi).

Infine, va ricordato ai titolari di Partita IVA desiderosi di richiedere il bonus ISCRO che non si potrà ottenere il beneficio se i ricavi conseguiti sono inferiori a 8.145 euro. Un ammontare piuttosto basso che rende molto facile l’accesso al Bonus INPS anche a chi percepisce un reddito modesto.

Bonus INPS: quali requisiti sono richiesti per l’ISCRO

Senza dilungarci più del dovuto analizziamo quali sono i requisiti per poter beneficiare del bonus ISCRO. Alcuni sono stati già anticipati nella procedura di calcolo dell’importo INPS, ossia aver subito una perdita di fatturato rispetto al triennio precedente almeno pari al 50%.

A questo requisito se ne affiancano altri. È indispensabile essere dotati di Partita IVA attiva, oltre all’aver pagato regolarmente i contributi alla Gestione Separata INPS.

Naturalmente l’accesso al Bonus ISCRO è riservato a quanti soddisfano contemporaneamente tutte le condizioni appena elencate. Spetterà all’Agenzia delle Entrate, poi, verificare la rispondenza delle informazioni fornite.

Una premessa va fatta per il primo requisito. I potenziali beneficiari devono essere in possesso di una Partita IVA attiva da almeno 4 anni, senza interruzioni, e con lo stesso codice ATECO.

Condizioni diverse escludono il lavoratore autonomo dal Bonus INPS.

Bonus ISCRO: iscrizione alla gestione separata INPS

Potrebbe sembrare banale ma l’iscrizione alla Gestione Separata INPS è indispensabile per poter usufruire del bonus ISCRO, eccezione fatta per i titolari di Partita IVA iscritti ad apposite casse.

Ciò sta a significare che chi esercita particolari attività non potrà usufruire del bonus. Il riferimento è alla cassa commercianti, al pari della cassa artigiana e ad altre casse specifiche.

Stiamo parlando quindi di una misura molto dettagliata riservata ai possessori di Partita IVA che soddisfano requisiti molto specifici e restrittivi, ma molto appetibile dal lato economico, permettendo per ben sei mesi un sussidio economico rilevante e concreto.

Bonus INPS: come presentare domanda entro il 2023

Il bonus ISCRO si configura come una delle poche agevolazione a lunga scadenza. I titolari di partita IVA, potranno richiederlo una volta sola, già da quest’anno, ma anche nel corso del 2022 e del 2023.

Considerati gli importi, occorre valutare attentamente quando sarà il momento più opportuno per presentare domanda di richiesta del bonus INPS. Questo perché il calcolo sopra spiegato permette di orientarsi per riuscire ad ottenere l’importo massimo di 800 euro stabilito da beneficio.

Gli interessati ad usufruire del bonus ISCRO già da quest’anno dovranno compilare online la domanda dalla piattaforma INPS accedendo grazie alle credenziali a disposizione (SPID, PIN INPS, Carta d’Identità Elettronica e Carta Nazionale dei Servizi) entro e non oltre il 31 ottobre 2021

Per quanto riguarda il 2022 e di 2023 dovrebbe essere mantenuta la stessa data di scadenza, ovviamente con riferimento all’anno in cui si decide di presentare domanda (2022 o 2023). Si attendono al riguardo notizie ufficiali.

Come già detto in precedenza, l’iter di compilazione va completato esclusivamente online inserendo nella piattaforma INPS i dati richiesti. La procedura di compilazione è abbastanza semplice poiché molti campi appaiono già compilati in quanto l’INPS dispone della maggior parte delle informazioni necessarie.

Chi ha poca dimestichezza con la tecnologia può sempre fare affidamento ai Caf o ai patronati per non correre il rischio di fare errori di qualsiasi tipo.

Una volta completata la procedura, dalla propria area personale del sito INPS si potrà controllare lo stato della domanda presentata per accedere al bonus. Nel proprio fascicolo previdenziale si potranno trovare tutte le informazioni su prossimi pagamenti e altre novità.