In silenzio, e senza che se ne parli, con l'introduzione del nuovo assegno unico ai figli, che tra l'altro non partirà a luglio, ma a gennaio 2022 con una soluzione ponte, vanno in pensione due bonus Inps storici. Il governo a guida Mario Draghi cancella il bonus bebè ed il bonus mamma

Con l'approvazione il 30 marzo del disegno di legge, il Parlamento delega il Governo a dare attuazione, entro 12 mesi, all'assegno unico ai figli, ma nello stesso tempo cancella alcuni bonus famiglia oggi esistenti e che per le famiglie rappresentano una risorsa fondamentale. Il riordino dei vari aiuti alle famiglie per la presenza di figli a carico passa per la cancellazione dell'assegno di natalità (bonus bebè), del premio alla nascita (bonus mamma domani), il fondo sostegno alla natalità. Inoltre sono cancellati anche le detrazioni fiscali e gli assegni al nucleo famigliare. Ma vediamo in dettaglio i bonus cancellati.

Bonus Inps : quali sono quelli cancellati

A luglio 2021 parte l'assegno unico per i figli così come sancito dal disegno di legge del 30 marzo con cui il Parlamento delega il Governo a dare attuazione, entro 12 mesi, all'assegno unico ai figli. Con la stessa delega il Parlamento cancella alcuni bonus famiglia oggi esistenti e che per le famiglie rappresentano una risorsa fondamentale. Il disegno di legge è diventata la legge 46 del 2021 pubblicata in Gazzetta Uffficiale il 6 maggio. Essa nasce per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e universale. Proprio perchè universale, l'assegno sarà riconosciuto a tutti, indipendentemente dalla condizione lavorativa e dalla situazione economica-patrimoniale. Certo, l'importo sarà graduato in base alla capacità di reddito delle famiglia, ma tutti avranno per ogni figlio un assegno.

Il riordino dei vari aiuti alle famiglie per la presenza di figli a carico passa per la cancellazione dell'assegno di natalità (bonus bebè), del premio alla nascita (bonus mamma domani), entrambi come misura universale e quindi senza necessità di Isee, il fondo sostegno alla natalità. Inoltre sono cancellati anche le detrazioni fiscali e gli assegni al nucleo famigliare. 

Secondo uno studio della Fondazione studi consulenti del lavoro circa 1 famiglia su 3 vedrà peggiorare il livello di aiuti. 

Bonus bebè: addio a fine anno

Gli ultimi assegni del bonus bebè arriveranno fino al 2022 se, durante il corrente anno (2021), le famiglie accoglieranno al loro interno un nuovo figlio, nato, adottato o in affidamento. Il bonus bebè ha avuto diverse fasi di sviluppo fino a diventare un bonus annuale (rispetto alla durata triennale) e sganciato dall'ISEE. Questo lo rende un bonus universale che è concesso a tutte le famiglie in cui nasce o viene adottato o preso in affidamento un figlio. Dal 2020 il bonus bebè non è più legato all'Isee, nel senso che anche chi non lo presenta, può accedere alla misura.

In pratica il bonus bebè assume una veste universale, quindi per tutti. Le famiglie che fino al 31 dicembre 2021 accoglieranno al loro interno un nuovo figlio, nato, adottato o in affidamento, potranno ancora contare sul bonsu bebè, che sarà assorbito dal nuovo assegno unico ai figli. Calcoli alla mano fino a marzo 2022 il bonus bebè potrebbe ancora essere valido, ma i mesi sono contati. L'intenzione del Governo è quello di arrivare all'assegno unico ai figli a partire dal 1 luglio 2021.

Bonus bebè: a quanto ammonta

Il bonus bebè è riconosciuto solo per il primo anno di ingresso del figlio in famiglia. I genitori devono presentare domanda all'Inps affinchè ricevano il bonus. L'istituto di previdenza eroga mensilmente il bonus bebè anche in assenza di Isee, proprio perchè la misura è universale dunque spetta a tutte le famiglie che nel corso del 2021 avranno un figlio nel 2021. Per chi ha un ISEE c'è tuttavia la possibilità di ottenere un bonus più ricco. Anche chi non ha un ISEE e lo presenta nel corso dell'annualità dell'erogazione del bonus, potrà ricevere, se spetta, un'integrazione all'importo base. 

Ecco come varia l'importo del bonus bebè in base all'Isee.

Per famiglie con ISEE fino a 7.000 euro l'importo del bonus bebé è di 160 euro al mese, pari a 1.920 euro all'anno, che diventano 2.304 euro in caso di secondo figlio.

Se invece la famiglia ha un ISEE tra 7.000 euro e 40.000 euro il bonus bebé è di 120 euro al mese.

Per ISEE superiori a 40.000 euro o in caso di non presentazione della DSU, per ottenere l'ISEE, l'importo mensile del bonus bebé è di 80 euro. Se nel corso dell'annualità di validità del bonus, uno dei due genitori presenta l'ISEE, ed il suo valore è inferiore a 40.000 euro potrà contare su un'integrazione tra quanto ricevuto e l'importo del bonus corrispondente al valore dell'ISEE. Ricordando che l'ISEE è valido fino al 31 dicembre, per chi non l'avesse ancora richiesto, è ancora possibile farlo. 

In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2021 la maggiorazione del bonus è del 20% del beneficio. 

Bonus bebè: beneficiari e requisiti

La misura del bonus bebè è universale, dunque spetta a tutte le famiglie. Ma c'è un requisito fondamentale che è l'ingresso in famiglia di un figlio, nato, adottato o in affidamento entro il 31 dicembre 2021. Gli altri requisiti richiesti tramite autocertificazione sono: cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno UE, residenza in Italia, convivenza con il figlio (figlio e genitore richiedente devono essere coabitanti e avere dimora abituale nello stesso comune).

Poichè la misura è universale, non c'è il requisito economico. Tuttavia chi presenta l'ISEE può ottenere un importo del bonus bebè più alto rispetto a chi non ha intenzione di presentarlo. Quest'ultimi riceveranno un importo del bonus bebè di 960 euro all'anno. 

Tuttavia l'Inps ha chiarito nella circolare Inps n. 26/2020 e con il messaggio n. 3104/2020, che la successiva presentazione dell'Isee consente di poter riconoscere l'integrazione in base al valore dell'Isee. Per chi invece ha un Isee in corso di validità, il bonus è riconosciuto in misura graduata in base al valore dell'Isee. 

Bonus bebè: come presentare la domanda

La domanda va presentata direttamente all'Inps da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso del minore affidato o adottato nel nucleo familiare. La domanda va presentata per ogni figlio, ed una sola volta. Anche se la domanda va presentata entro 90 giorni dall'evento, la data di decorrenza del pagamento del bonus è quella di presentazione della domanda, corredata dal dato Isee. In presenza di un Isee con omissioni o difformità, l'Inps non farà valere l'Isee e il bonus sarà erogato nel suo valore minimo di 80 euro al mese

Bonus mamma: 800 euro senza Isee

Negli ultimi anni l'Italia ha sempre sofferto il calo delle nascita. Lo stesso premier Mario Draghi ritiene che è importante ridare impulso alle nascite. Ogni aiuto alle famiglie che vorrebbero avere un figlio è efficace. Anche se il suo importo potrebbe non essere sufficiente. Essere mamma non è facile soprattuto se si lavora. E conciliare i tempi lavoro-mamma non risulta agevole, in un paese in cui ancora le donne sono costrette al lasciare il psoto di lavoro per accudire i figli. 

Dal 2017 l'Inps riconosce alla mamma che ha avuto un figlio, oppure ne ha adottato uno o preso in affidamento, un bonus chiamato premio alla nascita. Come ho scritto alcune righe sopra, non è certo l'importo a risolvere un problema culturale. Ma è pur sempre un aiuto. L'importo del bonus mamma è di 800 euro una tantum. La richiesta può essere presentata a partire dal termine del settimo mese di gravidanza fino alla data dell'evento. Il bonus dettonte deve allegare anche la certificazione sanitaria rilasciata dal medico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) attestante la data presunta del parto. Alla nascita del figlio, la domanda non va presentata a meno che non si tratti di parto plurimo. In questo caso si dovrà presentare la domanda dopo la nascita indicando tutti i figli nati.