In materia di bonus INPS numerosi sono gli incentivi a sostegno della crescita della famiglia, non solo diretti ai nuovi nati, ma il legislatore ha ampliato il beneficio estendendolo anche ai figli adottati o affidati. Seppur il Governo Draghi è canalizzato alla ristrutturazione delle riforme sociali e previdenziali, riconosce l’importanza di sostenere economicamente le famiglie, distribuendo indennizzi, bonus e incentivi ai genitori.  Grazie all’assegno unico temporaneo milioni di famiglie escluse dagli assegni familiari, hanno ricevuto o stanno ricevendo un beneficio per i figli, il cui importo è condizionato dal reddito prodotto dall’indicatore ISEE.

Per i bonus INPS per la famiglia in scadenza al 31 dicembre 2021, l’ISEE non assume un carattere predominante, in quanto l’assenza dell’indicatore non compromette il diritto al beneficio. Le famiglie con un reddito agevolato non perdono il diritto al riconoscimento del contributo, ma ricevono un bonus il cui importo è inferiore rispetto alle famiglie con un reddito ISEE basso. 

Va detto, che i bonus INPS descritti nei paragrafi successivi sono compatibili con l’erogazione dell’assegno unico temporaneo. 

Una breve guida sui punti essenziali dei bonus INPS. Ti spiegheremo, quali sono e come richiedere il beneficio, ma soprattutto quando spetta la maggiorazione dell’importo.

Bonus bebè 2021

L’assegno di natalità o più conosciuto come il bonus bebè è stato istituito per riconoscere un beneficio economico a favore di ogni nuovo nato. Successivamente, il legislatore ha ampliato la platea degli aventi diritto, riconoscendo il contributo anche per i figli adottati o affidati. 

Il contributo economico viene riconosciuto se l’avvenimento di nascita, adozione o affido si verifica nell’anno in corso. In particolare, il periodo temporaneo che dà diritto all’assegno di natalità o bonus bebè deve coincidere nell’intervallo di tempo che intercorre tra il 1° gennaio 2021 e sino al 31 dicembre 2021.

Per il bonus bebè la presenza del reddito prodotto attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), non rappresenta una condizione necessaria che determina l’accessibilità al contributo economico. Un cavillo non di poco conto, considerato che l’ISEE è indispensabile per la maggior parte dei contributi, indennizzi o agevolazioni riconosciute dall’INPS.

In questo caso, le famiglie con reddito non rischiano di vedersi rifiutare l’istanza, ma ricevono semplicemente un assegno ridotto. Le famiglie a basso reddito, come in altre circostanze ottengono un maggior beneficio. 

Il bonus bebè o assegno di natalità può essere richiesto da tutti i genitori per l’avvenimento legato alla nascita di un figlio, ma anche in presenza di affido o adozione. Va detto, ancora, che la parte variabile è l’importo dell’assegno che muta in virtù dello stato di bisogno delle famiglie.  Ecco, perché, alcune famiglie ricevono un assegno dell’importo di 1.920 euro, mentre altre non superano i 960 euro. 

Come si legge nella pagina dell’INPS dedicata al bonus bebè o assegno natalità il contributo economico viene calcolato partendo da scaglioni reddituali, quali:

  • se l’ISEE non supera i 7.000 euro, la famiglia ha diritto a un assegno natalità di 1.920 euro annui, ossia 160 euro ogni singolo mese;
  • se l’ISEE barcolla tra 7.001 e 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un assegno natalità di 1.400 euro annui, ossia 120 euro ogni singolo mese;
  • se l’ISEE supera i 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un assegno natalità di 960 euro, ossia 80 euro ogni singolo mese.  

Bonus bebè e importo maggiorato: condizioni e requisiti 2021

Non hanno diritto al beneficio solo i primi nati, adottati o affidati, ma particolari condizioni economiche sono riservate per i secondogeniti, parto gemellare o con una doppia adozione. In questi casi, infatti si attiva la maggiorazione del 20% applicata sull’importo base. 

Anche in questo caso, l’INPS calcola la maggiorazione economica del bonus bebè, applicando gli scaglioni reddituali, quali:

  • se l’ISEE non supera 7.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico di 2.304 euro all’anno, ossia 192 euro al mese. 
  • se l’ISEE barcolla tra 7.001 e 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico di 1.728 euro all’anno, ossia 144 euro al mese;
  • se l’ISEE supera 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico di 1.152 euro, ossia 96 euro al mese.

Attenzione! Per il bonus bebè appare particolarmente importante esibire una DSU valida. In caso contrario non si perde il diritto al bonus, ma l’INPS applica la tariffa minima. Per ottenere l’integrazione dell’importo è necessario presentare il documento in corso di validità

Si consiglia la visione del video YouTube di jbdtube un video guida sul bonus mamma domani, bebe e così via. 

Bonus bebè: attenzione al termine di presentazione della richiesta all’INPS!

Partendo dal semplice presupposto che l’INPS non eroga il contributo direttamente, ma in seguito alla richiesta presentata da uno dei genitori, è facile comprendere che l’istanza deve essere presentata nei termini. Infatti, la richiesta deve essere inoltrata entro un massimo di 90 giorni, dalla data dell’avvenimento legato alla nascita del figlio, ma anche adozione o affido. 

È fondamentale sapere che l’INPS per il bonus bebè non riconosce gli arretrati. Cosa significa? In presenza di domande presentate dopo i termini disposti dalla normativa, non si perde il beneficio economico, ma si ottiene un contributo che decorre dal momento della presentazione dell’istanza. Di conseguenza, presentando una domanda oltre i 90 giorni, si riceve un importo economico minore rispetto a chi presenta la richiesta nei termini. 

Il regolamento prevede diversi sistemi per richiedere il bonus bebè. Si parte, dalla richiesta eseguita a mezzo delle credenziali di accesso PIN, SPID, Carta d’identità elettronica, o ancora, la procedura può essere formalizzata con l’ausilio del patronato o Caf. 

Ricordiamo che è attivo il servizio telefonico Contact Center. Un servizio telefonico accessibile da rete fissa e mobile. Basta comporre il numero 803 164 (rete fissa) o 06 164 164 (rete mobile). C’è da dire che il servizio di rete fissa viene offerto in forma gratuita, mentre quello mobile è condizionato dalla tariffa applicata dal gestore.

L’importo viene versato dall’INPS sul conto corrente bancario o postale indicato all’atto della richiesta. 

Bonus asilo nido e assistenza domiciliare

Già il termine del contributo economico fa ben intendere la finalità del bonus. In buona sostanza, parlare di bonus asilo nido e assistenza domiciliare, significa far riferimento a un apporto che accompagna i figli nella prima fase dell’infanzia, ossia sino ai 3 anni di età. Il Governo italiano garantisce la partecipazione alla prima istruzione scolastica supportando i genitori nel pagamento della retta scolastica. Nello stesso modo, garantisce l’assistenza domiciliare per i figli disabili. 

Per il bonus asilo nido e assistenza domiciliare, la presenza del reddito prodotto attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), non rappresenta una condizione necessaria che determina l’accessibilità al contributo economico. Un cavillo non di poco conto, considerato che l’ISEE è indispensabile per la maggior parte dei contributi, indennizzi o agevolazioni riconosciute dall’INPS. In questo caso, le famiglie con reddito non rischiano di vedersi rifiutare l’istanza, ma ricevono semplicemente un assegno ridotto. Le famiglie a basso reddito, come in altre circostanze ottengono un maggior beneficio. 

Come si legge nella pagina dell’INPS dedicata al bonus asilo nido il contributo economico viene calcolato partendo da scaglioni reddituali, quali:

  • se l’ISEE non supera 25.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico pari a 3.000 euro, ossia a 272,73 euro calcolate per 11 mensilità; 
  • se l’ISEE non supera 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico pari a 2.500 euro annui, ossia a 227,27 euro calcolate per 11 mensilità;
  • se l’ISEE supera i 40.000 euro, la famiglia ha diritto a un contributo economico pari a 1.500 euro annui, ossia a 136,36 euro calcolate per 11 mensilità. 

Assistenza domiciliare per i figli disabili 

Per i figli disabili si può richiedere l’assistenza domiciliare, se supportata dal certificato del pediatra che attesti l’irrealizzabilità del figlio di poter frequentare l’asino nido per motivi legati alla patologia di cui è affetto. 

Anche in questo caso, l’INPS per conteggiare il contributo economico spettante alla famiglia si avvale degli scaglioni reddituali, quali:

  • se l’ISEE non supera 40.000 euro, la famiglia riceve un contributo economico pari a 1.500 euro annui;
  • se l’ISEE è compreso tra 25.001 e 40.000 euro, la famiglia riceve un contributo economico pari a 2.500 euro annui;
  • se l’ISEE non supera 25.000 euro, la famiglia riceve un contributo economico pari a 3.500 euro annui. 

Bonus asilo nido e assistenza domiciliare: attenzione alle condizioni per la prestazione dell’istanza all’INPS

Partendo dal semplice presupposto che l’INPS non eroga il contributo direttamente, ma anche in questo caso, la famiglia deve presentata un’apposita richiesta per poter accedere il bonus asilo nido o per l’assistenza domiciliare. In particolare, l’istanza deve essere presentata dal genitore che regolarizza la retta scolastica.

È fondamentale inserire nella richiesta il periodo di tempo legato alla frequenza scolastica, ossia indicare il momento di accesso all’asilo nido considerando il calendario compreso da gennaio a dicembre 2021.  

Si ricorda, che per le famiglie con più figli minori di anni 3, occorre presentare una richiesta per ogni figlio. 

La presentazione dell’istanza segue le medesime modalità indicate nel paragrafo dedicato al bonus bebè. 

Bonus mamma domani 2021

Il bonus mamma domani è riservato alle neomamme in dolce attesa. In questo caso, è possibile richiedere un contributo economico che non supera nel totale il valore di 800 euro. Il legislatore ha ampliato il beneficio estendendolo anche ai figli adottati o affidati.

 La genitrice può presentare la richiesta dal 7° mese di maternità o, ancora può aspettare la nascita del figlio. Se si presenta un parto gemellare il bonus si raddoppia. È fondamentale allegare all’istanza diversi documenti, tra cui: 

  • atto in cui sia rilevabile la data presumibile del parto;
  • certificato di nascita;
  • certificato di adozione o affido.

L’istanza può essere presentata in qualsiasi momento con decorrenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. L’importo viene versato dall’INPS sul conto corrente bancario o postale indicato all’atto della richiesta. La presentazione dell’istanza segue le medesime modalità indicate nel paragrafo dedicato al bonus bebè.