Dal 1 luglio si può presentare la domanda per poter accedere al bonus Inps da 4.800 euro per tre anni. Gli anni sono 2021, 2022 e 2023. L'erogazione avviene da parte dell'Inps ma solo su domanda, che va inserita sul portale dell'ente previdenziale. Il termine ultimo per presentare l'istanza è il 31 ottobre. La domanda, tuttavia, va presentata ogni anno. I dettagli sul questo bonus Inps sono descritti nella circolare n.94 del 30 giugno 2021. I beneficiari di questo bonus sono le partite IVA, iscritte alla gestione separata Inps. Il bonus è l'indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa (ISCRO). Scopriamo insieme allora quali sono le condizioni per poterlo richiedere. 

Bonus ISCRO: chi sono i beneficiari

L'indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa è una specie di NASpI dedicata alle partite IVA, che svolgono abitualmente un lavoro autonomo. Cosa significa? Che il soggetto che affianca all'attività autonoma anche un lavoro remunerato con busta paga, anche se dovesse soddisfare i requisiti reddituali, non potrà fare domanda del bonus ISCRO. Per diversi mesi le partite IVA che svolgono lavoro autonomo erano stati esclusi dai vari sussidi, in particolare quelli che non rientravano nei Codici Ateco che inizialmente erano stati individuati per poter avere i vari sostegni. La legge di bilancio 2021 ha istituito la misura ISCRO, e nella stessa legge sono ben delineati i profili di chi può accedervi. I beneficiari sono solo i lavoratori con partita IVA iscritti alla gestione separata e che svolgono in modo permanente e continuativa la loro attiviatà autonoma. Allora ci si potrebbe chiedere se un ingegnere con partita IVA può richiedere il bonus ISCRO. La risposta è no, perchè pur svolgendo abitualmente un lavoro autonomo è iscritto alla cassa previdenziale ingegneri. Tutti i professionisti con partita IVA iscritti a gestioni autonome sono esclusi dal bonus ISCRO. 

Meritano una menzione a parte i professionisti dotati di partita IVA che esercitano in modo abituale la propria professione come partecipante agli studi associati. Ma scendiamo nel dettaglio dei requisiti.

Bonus ISCRO: i requisiti reddituali

L'attenta lettura della circolare INPS n.94 del 30 giugno 2021 non lascia adito a dubbi sui requisiti che devono essere soddisfatti contemporaneamente per poter inserire ed inoltrare la domanda. Soddisfare uno o più requisiti ma disattendere anche ad uno solo, non consente di poter ricevere 4.800 euro.

Come primo requisito, essendo il bonus ISCRO destinato ad lavoratori autonomi, c'è l'apertura della partita IVA. Poichè la norma richiede un lavoro continuativo, la partita IVA deve essere aperta da almeno quattro anni e deve riguardare il codice ateco per cui si fa richiesta per il bonus ISCRO. Se la partita IVA aperta quattro anni prima era relativa ad attività di consulenza e poi è stato cambiato il codice ateco prevalente in attività di editoria, il bonus ISCRO non spetta perchè manca la continuità dei 4 anni per l'attività per cui la partita IVA era stata aperta. La continuità dei 4 anni è legata all’attività che ha dato titolo all'iscrizione alla gestione previdenziale in corso. 

Essendo un'indennità, presuppone una criticità di reddito subita dal lavoratore autonomo. Il secondo requisito attiene alla sfera del reddito, ed in particolare ad aver perso fatturato nel 2020 in una percentuale pari o superiore al 50% della media di fatturato realizzato negli ultimi tre anni. Tuttavia il reddito realizzato nell'anno precedente la richiesta, non deve superare l'importo di 8.145 euro.

Bonus Inps ISCRO: requisito dei contributi

Il bonus ISCRO è concesso a chi è iscritto alla Gestione Separata Inps. Questa è una condizione necessaria ma non sufficiente. Per poter ricevere il bonus, la partita IVA deve anche assicurare il versamento dei contributi. Il lavoratore autonomo deve essere in regola con i versamenti dei contributi, riferiti agli anni di attività collegata alla partita IVA per la quale si presenta l'istanza per il bonus ISCRO. La regolarità è riconosciuta anche in caso di sospensione dei versamenti dovuti a provvedimenti specifici come quello che prevedere per il 2021 un anno bianco sulla contribuzione.

La regolarità della contribuzione alla gestione separata è atttestata dal  DURC online. Prima di presentare la domanda è bene verificare la propria posizione contributiva ed eventualmente regolarizzarla. La regolarità contributiva e previdenziale non è solo riferita all'anno precedente la presentazione della domanda, o solo in riferimento al richiedente, ma anche ad eventuali collaboratori o soggetti alle dipendenze del lavoratore autonomo. 

Bonus ISCRO: 4.800€ solo per perdita di fatturato

I requisiti richiesti per poter fare la domanda del bonus ISCRO devono essere soddisfatti congiuntamente e contemporaneamente prima della presentazione della domanda all'Inps. Uno dei requisiti è la perdita di fatturato realizzato nel 2020. La riduzione di fatturato che da il diritto al bonus ISCRO deve essere pari o superiore al 50% rispetto alla media dei tre anni precedenti. Poichè il bonus ISCRO si può chiedere per il 2021, 2022 e 2023, i tre anni precedenti da prendere a riferimento sono il rispettivamente 2017-18-19, 2018-19-20, 2019-20-21.

Si deve fare una media dei fatturati di quei trienni e confrontarlo con il fatturato dell'anno dell'anno precedente la richista. Per il 2021, il calo di fatturato deve risultare dal confronto tra il faturato realizzato nel 2020 e quello medio del triennio 2017-2019. Se il rapporto è superiore al 50%, e tutti gli altri requisiti sono soddisfatti, sicuramente la domanda del bonus ISCRO potrà essere accolta. Facciamo un esempio

Fatturato anno 2020 di 5.000 euro. Se la media di fatturato degli anni 2017, 2018 e 2019 è stata di 12.000 euro, il calo di fatturato del 2020 risulta essere maggiore del 50%, di conseguenza il lavoratore autonomo ha diritto al bonus ISCRO, anche perchè il reddito del 2020 è inferiore all soglia di 8.145 euro.

Il bonus è un'indennità di 800 euro massimo al mese per 6 mesi, per un totale di 4.800 euro in un anno. 

Bonus ISCRO: a quanto ammonta l'indennità

Il bonus ISCRO è un'indenntià che può andare da 250 a 800 euro al mese, per sei mesi. La domanda può essere prensentata una sola volta negli anni 2021, 2022 e 2023. La base di partenza del calcolo del bonus ISCRO è il fatturato realizzato nell'anno precedente la richiesta. Per le domanda da presentare entro il 31 ottobre 2021, il fatturato di partenza è quello certificato nel 2020. Questo dato va rapportato alla media del fatturato realizzato nei tre anni precedenti. Se il rapporto genera una perdita di fatturato uguale o maggiore al 50%, il bonus ISCRO si calcola applicando il 25% su base semestrale del fatturato dell'anno precedente la presentazione della domanda. Quindi l'indennità in realtà è il 75% del fatturato dell'anno precedente. Un esempio chiarisce il principio. Se nel 2020 il fatturato realizzato è stato di 5.000 euro, ed è il 50% in meno della media dei fatturati delgi anni 2017-2019, il bonus ISCRO è il 25% del fatturato semestrale dell'anno in cui si è avuto uan perdita. Nell'esempio il 25% si 2.500, pari a 625 euro. Questo è il bonus ISCRO che è riconosciuto per sei mesi, per un totale di 3.750 euro.

Ricordiamo che il comma 392 dell'articolo 1 della legge n. 178/2020 (legge di bilancio)stabilisce che il bonus ISCRO non può essere superiore a 800 euro mensili, ed inferiore a 250 euro.

Bonus ISCRO: quando è incompatibile

Particolare attenzione va prestata ai casi di incompatibilità del bonsu ISCRO con alcune altre misure. Non si può richiedere il bonus se il beneficiario è anche titolare di una forma pensionistica diretta. Se uno dei componenti della famiglai percepisce il reddito di cittadinanza, esclude in automatico la possiblità di fare domanda per il bonus ISCRO. 

Ma il bonus ISCRO è anche incompatibile con le misure NASpI e DIS-Coll. In seguito ad alcuni approfondimenti ministeriali, il bonus ISCRO non è compatibile in caso di cariche elettive o politiche che prevedono un'indennità di funzione o emolumenti. Se invece l'unica forma di ricompensa è il gettone di presenza, il soggetto che ricopre anche incarichi politici può richiedere il bonus ISCRO.

Bonus Inps 4.800 euro: quando si perde

Come tutti i bonus, anche quello dedicato alle partite IVA si può perdere se subentrano alcune condizioni. Mentre le cause di incompatibilità non consentono affatto di presentare la domanda, nel caso in cui uno dei requisiti viene disatteso durante l'erogazione del bonus, l'Inps può procedere allo storno e a richiedere eventuali mensilità già pagate. 

Il bonus ISCRO si perde quando uno dei requisiti per l'accettazione della domanda non sono soddisfatti successivamente all'accoglimento della stessa. All'art.5 della circolare INPS n. 94 del 30 giugno, sono elencate le cause di decadenza:

  • cessazione della partita IVA nel corso dell'erogazione dell’indennità. La decadenza scatta dal mese successivo alla chiusura della Partita IVA. L'Inps quindi sospende solo il pagamento delle rate successive. Se però la cessazione della partita IVA è con effetti retroattivi, che scattano prima della data di presentazione della domanda per il bonus ISCRO, l'Inps recupera anche le rate già pagate.
  • titolarità di trattamento pensionistico diretto. In questo caso l'Inps interrompe l'erogazione dalla data di decorrenza del trattamento pensionistico.
  • iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie. Questa circostanza fa decadere il pagamento dal primo giorno del mese successivo all'iscrizione.
  • titolarità del Reddito di cittadinanza. In questo caso l'Inps interrompe l'erogazione dalla data di decorrenza della prestazione.

Bonus ISCRO: come e quando presentare la domanda

Il bonus ISCRO è richiedibile per tre anni dal 2021 al 2023, ma una sola volta su domanda. Per il 2021, chi vorrà fare domanda del bonus potrà già inserire l'istanza nel portale INPS entro il 31 ottobre 2021. Il bonus è erogato solo per sei mensilità. La domanda si inoltra in via telematica sul sito Inps. Quindi nel 2021, la domanda può essere già presentata e la finestra temporale si chiuderà il 31 ottobre. L'accesso ad Inps è possibile con Spid, oppure con la carta nazionale dei servizi o la carta d'identità elettronica. Restano sempre valide le altrineative di presentare la domanda mediante un patronato. In assenza di queste credenziali, la domanda può essere presentata anche per il tramite di un patronato.

La domanda richiede l'autocertificazione dei redditi inseriti, nel caso in cui non siano disponibili direttamente all'Inps. Qualora l'ente previdenziale incrociando i dati con le dichiarazioni presentate all'Agenzia delle Entrate, sia in possesso dei dati reddituali, la domanda sarà già precompilata nella sezione del fatturato.