In seguito all’approvazione del nuovo disegno di legge in vista dell’introduzione e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nuova Legge di Bilancio 2022, iniziano a spuntare le prime indiscrezioni in merito alla riforma del cuneo fiscale che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo gennaio del nuovo anno.

In questo senso, in attesa dell’iter parlamentare da parte del Senato che andrà a concludersi entro la fine dell’anno con il voto da parte della Camera dei Deputati, sembrerebbero ormai essere definitivi i dettagli in merito allo stanziamento degli otto miliardi di euro annui. L’obiettivo, tra le altre cose, è quello di riuscire a garantire una riduzione del cuneo fiscale e dunque degli effetti che derivano dall’imposta sui redditi delle persone fisiche, ovvero l’IRPEF, nonché dell’imposta regionale attività produttive, quindi l’IRAP, verso imprese e cittadini.

A questo proposito, al fine di andare incontro ai cittadini e ai contribuenti, il Governo italiano guidato dall’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, sembrerebbe essere all’opera al fine di ideare una serie di misure, come ad esempio il cambiamento dell’attuale sistema di aliquote, il quale attualmente conta ben cinque differenti fasce.

Inoltre, tra le principali novità che potrebbero effettivamente entrare in vigore a partire dall'approvazione e dalla pubblicazione della nuova Manovra finanziaria 2022 su cui sta lavorando l’attuale squadra dell’esecutivo, vi è quella legata al destino del bonus dei 100 euro riconosciuti in busta paga, ovvero quello che viene chiamato da tutti ex bonus Renzi. 

Dunque, all’interno del seguente articolo, vedremo nel dettaglio tutti gli approfondimenti in merito alla riforma che coinvolgerà gli aspetti del cuneo fiscale 2022, fornendo anche ulteriori indicazioni in relazione al bonus di 100 euro al mese riconosciuti direttamente in busta paga.

In tal senso, nei prossimi paragrafi saranno anche definiti tutti i cambiamenti che potrebbero essere messo in atto con la nuova riforma contenuta all’interno della Manovra finanziaria 2022.

Riforma cuneo fiscale 2022: quali sono le novità e cosa cambierà ora

Come tutti ormai sanno, l’attuale squadra di Governo italiano guidata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi sta lavorando senza sosta al fine di definire l’intera struttura della nuova riforma che dovrà essere contenuta all’interno della nuova Legge di Bilancio 2022. 

Tra i punti principali che dovranno essere ancora definiti vi è sicuramente quello legato alla riforma del cuneo fiscale, ovvero quella struttura di misure e di interventi che dovrebbe andare a diminuire il cuneo fiscale sul lavoro, attraverso tre misure fondamentali.

Effettivamente sul piano legato all’IRPEF, ovvero all’imposta sui redditi delle persone fisiche, saranno destinate delle risorse pubbliche, attraverso l’applicazione di una riduzione di una o più aliquote percentuali, di una modifica del trattamento integrativa oltre che anche di una riduzione organica del sistema legato alle detrazioni per redditi da lavoro subordinato dipendente.

In questo senso, in seguito all’accordo instaurato tra le forze politiche a sostegno del Governo Draghi, di cui si è fatto portavoce anche il viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin, è stato anche previsto il passaggio dall’attuale sistema basato su cinque aliquote ad uno nuovo che invece fa riferimento a quattro fasce di aliquote Irpef. 

Inoltre, molto probabilmente la revisione legata agli scaglioni delle aliquote IRPEF andrà anche di pari passo con le modificazioni ed i cambiamenti che potrebbero coinvolgere le detrazioni fiscali e l’ex bonus Renzi, attraverso cui i cittadini possono accedere ad una maggiorazione della propria busta paga dal valore di 100 euro al mese, in particolare nei confronti di quei cittadini che hanno un reddito medio-basso.

Come sarà gestito il Fondo per la riduzione della pressione fiscale con la riforma 2022

Secondo quanto stabilito all’interno dell’articolo 2 del disegno di legge relativo alla Legge di Bilancio 2022 è stato disposto l’utilizzo di 8 miliardi di euro di risorse pubbliche a decorrere dall’anno prossimo, con l’obiettivo di andare a ridurre la pressione fiscale sui fattori produttivi.

Per questo motivo, tale fondo di risorse sarà destinato a mettere in atto una serie di provvedimenti normativi, indirizzati verso due specifici orientamenti: da un lato quello dell’IRPEF, dall’altro quello dell’IRAP.

In entrambi i casi, chiaramente l’obiettivo è quello di andare a ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e di elaborare delle aliquote marginali effettivi e maggiormente efficienti.

Le nuove detrazioni per i lavoratori: come funzioneranno con il cuneo fiscale 2022

All’interno del contesto legato all’elaborazione di una riforma più ampia legata alla tassazione sui redditi da lavoro, l’attuale squadra dell’esecutivo è a lavoro al fine di provvedere anche ad un cambiamento ed una revisione delle attuali detrazioni fiscali, che sono riconosciute nei confronti di quei soggetti che attualmente risultano essere titolari di redditi da lavoro dipendente o assimilati, che sono calcolate sulla base anche del periodo in cui si è effettivamente lavorate.

Dunque, questo potrebbe condurre ad un aumento della busta paga nonché ad una riduzione del divario tra la detrazione fiscale per chi percepisce i redditi fino a 28 mila euro e coloro che invece appartengono alla fascia intermedia, ovvero quella compresa tra i 28 mila ed i 55 mila euro.

Inoltre, è necessario effettuare un’ulteriore precisazione in merito ad una particolare categoria di persone, ovvero quella legata alla fascia no tax area, ovvero di quei lavoratori che hanno un reddito inferiore agli otto mila euro e che dunque non sono soggetti ad alcun tipo di trattenuta IRPEF.

nello specifico le nuove aliquote IRPEF saranno le seguenti: 23% per quei redditi compresi tra 0 a 15 mila euro; 25% per quei redditi compresi tra 15 mila e 28 mila euro; 35% per quei redditi compresi tra 28 mila e 50 mila euro; 43% per quei redditi superiori ai 50 mila euro.

Chi potrà ottenere un aumento della busta paga con le detrazioni fiscali 

Qualora dovesse effettivamente concretizzarsi tale intervento normativo attualmente contenuto all’interno del disegno di legge, significherebbe portare un aumento degli importi delle buste paga percepite da differenti categorie di persone.

Per questo motivo, in questa prospettiva non è da escludersi un possibile aumento delle maggiorazione che saranno percepite direttamente in busta paga, verso quei cittadini lavoratori che appartengono alle categorie di popolazione con le fasce di reddito medio-basse.

In particolare, potrebbero ottenere nuovi vantaggi con la nuova riforma del cuneo fiscale che dovrebbe entrare in vigore a partire dal mese di gennaio del prossimo anno, sopratutto quei cittadini che hanno un reddito inferiore agli otto mila euro, a cui spetterà quindi il diritto di percepire una detrazione fiscale che è stata fissata ad un massimo di 1.880 euro all’anno e ad un minimo di 690 euro.

Mentre, per quei cittadini che hanno un reddito annuale che risulta essere compreso tra il valore di otto mila e 28 mila, in tale senso sarà calcolata una detrazione attraverso un determinato calcolo che prevede la somma di 978 euro con il risultato di 902 moltiplicato per la differenza tra 28.000 euro ed il reddito complessivo, diviso 20.000.

Bonus 100€ al mese in busta paga: come funziona ora 

Attualmente il bonus dei 100 euro in busta paga si configura come un sostegno al reddito nei confronti di quei lavoratori che hanno un reddito massimo annuo fino a 40 mila euro, che prende il nome di Bonus IRPEF.

Si tratta di un sostegno introdotto in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2021 e che offrirà la possibilità di accedere ad un contributo in busta paga fino ad un valore massimo di 1.200 euro, verso quei cittadini che percepiscono un reddito di lavoro dipendente, a cui si intendono inclusi anche i redditi assimilati che rientrano nella stessa categoria di reddito.

Questa misura che fino all'anno 2020 era stato chiamato Bonus Renzi e che dava la possibilità ai cittadini di ottenere un importo mensile di 80 euro, spetta anche ai soci lavoratori di cooperative, stagisti e tirocinanti, collaboratori con un contratto a progetto oppure co.co.co., ma anche lavoratori che si trovano in cassa integrazione (inclusi i titolari di un assegno ordinario ed assegno di solidarietà, o che percepiscono una CIG ordinaria, così come anche una CIG in deroga oppure una CIG straordinaria). 

Sono inoltre, inclusi anche i cittadini disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione NASpI oppure in regime DIS-COLL, oppure i disoccupati agricoli; ma anche le lavoratrici che sono in maternità per congedo obbligatorio oppure i lavoratori che si trovano in congedo di paternità.

Cosa cambia per il bonus 100€ al mese in busta paga con la riforma del funero fiscale 

In sostituzione del cosiddetto ex bonus Renzi il cui valore mensile era pari a 80 euro, il decreto-legge numero 3 del 2020 ha portato all’approvazione del nuovo trattamento integrativo strutturale per i soggetti con un contratto di lavoro dipendenti e soggetti assimilare che hanno un reddito inferiore ai 28 mila euro. 

Tuttavia, con una possibile revisione organica legata al trattamento integrativo, sulla linea di quanto espresso all’interno dell’articolo 2 della bozza legata alla nuova Manovra finanziaria, potrebbe effettivamente andarsi a concretizzare una trasformazione del credito di imposta. 

In questo senso, il bonus dei 100 euro in busta paga non andrebbe più ad essere sommato al netto nello stipendio ma assumerebbe la funzione di un elemento volto all’abbattimento dell’imposta lorda.

Per ulteriori approfondimenti in merito al nuovo bonus IRPEF 2022 e alla riforma del cuneo fiscale è possibile fare affidamento al seguente video YouTube messo a disposizione e curato da parte del canale di Speedy News Italia dedicato proprio al nuovo bonus IRPEF 2022: