La legge di Bilancio del 2021 ha introdotto alcune novità per quanto riguarda il bonus Irpef. Questo bonus, che sarà erogato il 23 febbraio, fa parte delle misure introdotte dal governo Renzi nel 2015 e riconfermate dall’attuale esecutivo.

Ma la grossa novità è che, a partire da quest’anno, avranno diritto al bonus anche quei contribuenti che percepiscono servizi a sostegno del reddito: cassa integrazione, NASpI, indennità di tirocinio o indennità di maternità. Vediamo come non lasciarci sfuggire questo bonus

Che cos’è il bonus Irpef?

Il bonus Irpef, anche detto bonus Renzi, a cui si deve la sua introduzione, fa parte delle misure a sostegno del reddito, volte a ridurre il cuneo fiscale.

A partire dal 2020 il bonus è stato aumentato da 80 a 100 euro. Il bonus, che non deve essere conteggiato nel reddito, viene erogato ai lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato, in misura proporzionale alla fascia di reddito:

  • i redditi annui fino a 28.000 euro percepiscono mensilmente 100 euro di bonus, per un totale di 1200 euro l’anno;
  • i redditi tra 28.000 e 35.000 euro percepiscono dai 100 agli 80 euro al mese di bonus, con un importo che decresce all’aumentare del reddito;
  • i redditi tra 35.000 e 40.000 euro riceveranno invece una somma da 0 a 80 euro, che decresce all’aumentare del reddito.

Nel calcolo del reddito non vanno incluse le abitazioni principali, né le forme di incentivo sottoposte ad una imposta sostitutiva del 10%. Devono essere inseriti invece i redditi legati ad altro tipo di immobile, tassati mediante una cedolare secca

Cosa cambia per il bonus Irpef nel 2021 

Con la legge di bilancio di quest’anno sono stati inseriti tra gli aventi diritto al bonus Irpef molte nuove categorie.

In primis quelli che percepiscono la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego emessa dall’INPS), ovvero un’indennità data a tutti i lavoratori subordinati che hanno perso il proprio lavoro non per loro volontà. 

I 100 euro di bonus Irpef percepiti dai disoccupati non saranno conteggiati nell’indennità di lavoro, ma andranno a sommarsi ad essa. 

Tra quelli che otterranno il bonus Irpef 2021 anche: i lavoratori in cassa integrazione, i titolari di una indennità di tirocinio o di una indennità di maternità, i soci delle cooperative che hanno con queste un rapporto di lavoro subordinato, i lavoratori subordinati del personale artistico, gli apprendisti e i lavoratori a tempo determinato del settore pubblico.

Al momento sono ancora esclusi dalla categoria degli aventi diritto al bonus Irpef i contribuenti che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. A cui si aggiungono le seguenti categorie: gli extracomunitari in possesso del solo permesso di lavoro stagionale, i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per il pensionamento, i lavoratori che percepiscono l’assegno di invalidità, dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli.

Come ottenere il bonus Irpef

Per i lavoratori, il bonus Irpef 2021 sarà erogato automaticamente in busta paga dal sostituto d'imposta e sarà calcolato sulla base del presunto reddito annuo del contribuente.

Il calcolo della previsione di reddito avviene moltiplicando l’imponibile fiscale mensile per il numero sommato, delle mensilità normali (12) e di eventuali mensilità aggiunte, come tredicesima e quattordicesima. Il risultato determina il reddito annuo complessivo previsto e l’importo del bonus Irpef erogato.

Nel caso dei titolari di NASpI e altre indennità di lavoro, invece, il bonus, equivalente a 100 euro al mese, sarà versato dall’INPS stessa sul conto corrente degli aventi diritto.

Per quanto riguarda l’erogazione del bonus, per i disoccupati e i redditi inferiori a 28.000 euro, essa avverrà sotto la forma di un accredito diretto

In parole povere la fascia di reddito più bassa percepirà 100 euro sulla propria busta paga o sul conto corrente. Quindi ben 1200 euro in più all’anno. Per le fasce di reddito comprese tra i 28.000 e i 40.000 euro il bonus Irpef avrà la forma di una detrazione fiscale.

Attenzione al conguaglio di fine anno 

Tuttavia qualora il contribuente avesse un reddito aggiuntivo, che rende la simulazione del reddito falsata, ha due scelte. Chiedere al sostituto d’imposta di calcolare l’eventuale reddito aggiuntivo.

Oppure rinunciare formalmente al bonus Irpef, compilando un apposito modulo da presentare al datore di lavoro, o direttamente all’INPS nel caso di titolari di indennità lavorative.

La rinuncia all’INPS può essere presentata anche online, direttamente sul sito dell'ente di previdenza, accedendo con le proprie credenziali. All’interno del portale INPS è necessario andare sulla pagina “Prestazione e servizi” e poi selezionare, “Rinuncia trattamento integrativo DL 3/2020”.

Essendo basato su un calcolo presunto il bonus Irpef è soggetto a un conguaglio, successivo alla verifica del reddito di fine anno. Nel caso in il contribuente abbia percepito un importo bonus inferiore a quello che effettivamente gli spettava, l’INPS provvederà a saldare il debito, versando il denaro non percepito.

Se invece il contribuente ha ricevuto più soldi di quanti gli spettavano si troverà a dover rimborsare l’INPS della cifra dovuta, e il pagamento non può essere dilazionato.

Perciò è bene essere sicuri di non superare la soglia massima di reddito, che da diritto al bonus, se non si vogliono brutte sorprese. In questo caso, come si è accennato si può rinunciare volontariamente al bonus Irpef.

Ma attenzione, perché chi rinuncia di propria mano al bonus non avrà diritto a nulla, anche qualora il conguaglio mostrasse che non si è superata la soglia di reddito utile.

L’assegno unico a sostegno dei redditi bassi

Oltre all’inclusione di nuove categorie nel bonus Irpef, come sostegno ai redditi bassi, il 1 luglio del 2021, sarà introdotto l’assegno unico.

L’assegno unico è una forma di sostegno economico fornito al nucleo familiare per ogni figlio a carico, fino al compimento del ventunesimo anno di età. Sono inclusi nel calcolo anche i componenti del nucleo familiare che hanno meno di 24 anni e un reddito inferiore ai 4.000 euro annui.

Si può fare richiesta dell’assegno unico sin dal settimo mese di gravidanza e corrisponde ad un importo mensile che va dai 50 ai 250 euro, per un massimo annuo di 3.000 euro. L’importo è determinato anche sulla base dell’ISEE e si calcola tenendo conto di una quota variabile e una quota fissa.

La quota variabile è influenzata non solo dal reddito annuo ma anche dal numero dei figli a carico, se infatti il nucleo familiare ha più di due figli a carico, l’importo sale per ciascuno di essi.

Come per il bonus Irpef, anche l’erogazione dell’assegno unico avverrà in automatico e sarà a carico del sostituto d'imposta. Il datore di lavoro verserà il contributo direttamente in busta paga, mentre l’INPS lo accrediterà direttamente sul conto corrente.

Eventuali dettagli riguardo l’erogazione dell’assegno unico sono ancora in fase di definizione e l’agevolazione entrerà in vigore solo tra qualche mese.