Grazie alla Legge di Bilancio 2021, varata dal Governo Conte Bis il 30 dicembre 2020, è stata introdotta l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO). Questo provvedimento, specificamente pensato per i lavoratori autonomi, garantisce l’erogazione di una indennità mensile, di importo variabile, ai professionisti dotati di Partita IVA che abbiano subito delle rilevanti riduzioni del loro fatturato.

Questa indennità si caratterizza, di fatto, come una vera e propria cassa integrazione rivolta a quei lavoratori che, a causa del loro particolare status contrattuale, non possono accedere alle CIG previste per i lavoratori dipendenti.

Non è un mistero, infatti, che oggi molti contribuenti scelgono di mettersi in proprio per avviare attività senza vincoli di subordinazione. Essi, tuttavia, nei passati due anni, hanno comunque dovuto fronteggiare la pesante crisi economica causata dalla crisi. E dunque, allo scopo di offrire un aiuto anche a tale categoria di lavoratori, il passato Governo ha introdotto il Bonus ISCRO.

Come stabilito dalla normativa, però, le domande per ottenere il Bonus ISCRO avrebbero dovuto essere presentate entro il 31 ottobre 2021. Cosa succede, allora, per coloro che non hanno potuto inoltrare la richiesta entro i termini stabiliti dalla legge, per assenza dei requisiti entro quella data? Proviamo a capirlo.

Che cos’è il Bonus ISCRO?

Il Bonus ISCRO, dunque, è una indennità erogata in favore di tutti quei lavoratori autonomi che siano iscritti alla gestione separata. Vale a dire a tutti i liberi professionisti che non siano iscritti a casse previdenziali specifiche, previste dai singoli ordini professionali.

L’importo di tale indennità, come stabilito dal comma 392 dell’art. 1 della legge n.178/2020, «non può in ogni caso superare il limite di 800 euro mensili e non può essere inferiore a 250 euro mensili

Tali importi (minimo e massimo) verranno comunque ogni anno adeguati in relazione ai dati forniti dall’ISTAT a proposito del potere d’acquisto delle famiglie di impiegati e operati. Se, dunque, i prezzi al consumo per gli acquisti di beni di prima necessità saranno soggetti a oscillazioni verso l’alto a causa dell’inflazione tali importi verranno aumentati. Viceversa, verranno diminuiti nell’eventualità in cui il ciclo economico fosse soggetto a deflazione.

Bonus ISCRO: come viene calcolato il valore dell’indennità?

Cerchiamo ora di capire, però, come viene effettivamente stabilito per ogni professionista che ne faccia richiesta l’importo erogabile grazie al Bonus ISCRO.

Anche in questo caso, occorre fare riferimento alla Legge di Bilancio 2021. Al comma 391 dell’art. 1. Qui, infatti, si stabilisce che

L’indennità è pari «al 25%, su base semestrale, dell’ultimo reddito certificato dall’Agenzia delle Entrate. Spetta a decorrere dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda ed è erogata per sei mensilità. Inoltre, non comporta accredito di contribuzione figurativa.»

Questo, in altri termini, significa che se il reddito di un professionista, nell’anno 2020, è stato pari a 5 mila euro, egli percepirà una somma mensile di 625 euro per i sei mesi successivi all’inoltro della domanda. L’importo del reddito annuale dovrà infatti essere suddiviso per due (2500 euro) e successivamente moltiplicato per il 25%. Da qui si ricava la cifra finale di 625 euro.

Ciò significa, in ragione dei limiti che abbiamo già annunciato, che per i redditi annuali superiori ai 6400 euro non potranno in ogni caso essere erogati più di 800 euro per sei mesi. Per un totale di 4800 euro.

D’altra parte, per redditi inferiori ai 2000 euro annui, non potranno in ogni caso essere erogati meno di 250 euro per sei mesi. Per un totale di 1500 euro.

Va precisato, poi, che «la prestazione non comporta accredito di contribuzione figurativa e la stessa non concorre alla formazione del reddito.»

La riduzione del fatturato necessaria per poter ottenere il Bonus ISCRO?

E tuttavia, non tutti i professionisti possono inoltrare la propria domanda per poter ottenere il Bonus ISCRO. Ma occorre ovviamente soddisfare alcuni requisiti.

Come abbiamo detto, tale indennità è rivolta a coloro che abbiano patito una riduzione considerevole del proprio fatturato. In particolare, è necessario che i redditi ottenuti grazie alla propria attività come lavoratore autonomo siano stati inferiori di almeno il 50% rispetto alla media dei tre anni precedenti all’anno in cui si presenta la propria domanda.

Proviamo a capire meglio con un esempio. Se nel 2019 il fatturato è stato pari 16 mila euro, nel 2018 è stato pari a 15 mila euro e nel 2017 è stato pari a 15 mila euro, la media dei tre anni sarà pari a 15 mila euro. Ciò significa che, per poter avere diritto al Bonus ISCRO sarà necessario avere percepito, nell’anno che precede quello di presentazione della domanda, un reddito non superiore ai 7500 euro. Il quale, come abbiamo visto, darà diritto a 4800 euro distribuiti su sei mensilità.

Ma non finisce qui.

Gli altri requisiti per poter ottenere il Bonus ISCRO

Per poter ottenere il Bonus ISCRO è infatti necessario soddisfare ulteriori requisiti. Ossia:

  • non essere beneficiari di un trattamento pensionistico;
  • non essere titolari di una assicurazione presso altre casse previdenziali obbligatorie;
  • non essere titolari di un Reddito di Cittadinanza;
  • non essere titolari di un reddito, nell’anno che precede quello in cui si inoltra la domanda per l’indennità, superiore agli 8145 euro;
  • avere aperta la partita IVA da almeno 4 anni, facendo partire il conteggio dal momento in cui viene presentata la domanda;
  • avere versato regolarmente i contributi obbligatori stabiliti dalla legge;
  • essere iscritti alla gestione separata INPS.

Come inoltrare la propria domanda per richiedere il Bonus ISCRO?

Per poter ottenere il Bonus ISCRO, come abbiamo visto, è necessario inoltrare la propria domanda. Essa può essere presentata in forma telematica, e in totale autonomia, presso la pagina dedicata sul portale dell’INPS.

In questo caso, sarà necessario disporre delle credenziali di accesso al portale dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ossia un PIN INPS, o uno SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale, almeno di livello 2). In alternativa è anche possibile accedere grazie a una Carta d’Identità Elettronica o una Carta Nazionale dei Servizi (purché si sia in possesso dell’apposito lettore).

Nel caso non si abbia dimestichezza con gli strumenti informatici o non si disponga di un computer, è possibile inoltrare la propria richiesta contattando il Contact Center dell’INPS. Il numero da digitare, se si chiama da una rete fissa è l’ 803 164, il quale è completamente gratuito. Se invece si chiama da una rete mobile il numero da digitare è lo 06 164164. In quest’ultimo caso la tariffa applicata sarà quella ordinaria stabilita dal proprio gestore telefonico.

Quando inoltrare la propria domanda per poter inoltrare il Bonus ISCRO?

E veniamo qui alle note dolenti. Il Bonus ISCRO, infatti, può essere richiesto soltanto fino al 31 ottobre di ogni anno, facendo riferimento al reddito dell’anno precedente. Motivo per il quale, a questo punto, non è più possibile richiedere il Bonus ISCRO in relazione al reddito del 2020.

La misura verrà tuttavia rinnovata per i prossimi due anni, così come stabilito già dalla Legge di Bilancio 2021. E tuttavia, occorrerà aspettare la presentazione della propria dichiarazione dei redditi relativa all’anno in corso (il 2021). Come abbiamo visto, infatti, solo una volta determinato il reddito complessivo dell’anno che precede quello dell’inoltro della domanda è possibile ottenere l’indennità.

Questo, naturalmente, subordina l’erogazione del Bonus ISCRO, il prossimo anno, al soddisfacimento dei requisiti reddituali con uno slittamento di un anno sul calcolo. In altri termini, la media dei redditi rispetto ai quali calcolare la riduzione sarà riferita al triennio 2018-2020. E sarà dunque il 2021 l’anno in cui si dovrà dimostrare una diminuzione del 50% rispetto ai tre anni precedenti.

Quando non si ha più diritto al Bonus ISCRO?

È bene sapere, comunque, che anche dopo l’approvazione della domanda, e durante l’erogazione del Bonus ISCRO, sono previsti dei casi in cui la prestazione decade. Nella fattispecie, non si ha più diritto al Bonus ISCRO dal momento in cui:

  • si sia chiusa la propria Partita IVA;
  • si raggiungano i requisiti per il pensionamento e si sia titolari di un assegno pensionistico diretto;
  • ci si iscriva ad altre casse di previdenza obbligatoria diverse dalla gestione separata INPS;
  • venga approvata una domanda inoltrata per il Reddito di Cittadinanza.

In tutti questi casi, dunque, verrà interrotta l’erogazione del Bonus ISCRO ai beneficiari che ne abbiano fatto richiesta.

Con quali altre indennità è incompatibile il Bonus ISCRO?

Come abbiamo già visto, il Bonus ISCRO non può essere erogato per coloro che sono percettori di un Reddito di Cittadinanza.

Allo stesso modo, però, tale indennità non può essere erogata qualora il soggetto sia percettore di indennità di disoccupazione previste per dipendenti (la NASpI) o per collaboratori coordinati e continuativi, a progetto, dottorandi o assegnisti di ricerca (DIS-COLL).

L’erogazione del Bonus ISCRO non è prevista nemmeno per coloro che sono titolari di cariche parlamentari o comunque «di tutte le cariche che prevedano, come compensi, indennità di funzione e/o altri emolumenti diversi dal solo gettone di presenza».

Il che vale a dire che, per tutte quelle cariche elettive e politiche per le quali è prevista una remunerazione tramite il solo gettone di presenza, è possibile richiedere e ottenere l’indennità.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle domande presentate per il Bonus ISCRO

Naturalmente, tutte le domande inoltrate per poter ottenere il Bonus ISCRO sono subordinate ad una attenta verifica, da parte dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate, sui dati dichiarati.

Nella fattispecie, non appena sarà pervenuta la domanda, l’INPS inoltrerà i dati del contribuente all’Agenzia delle Entrate, la quale provvederà ad incrociarli con quelli presenti nella propria banca dati per appurarne la veridicità. Una volta effettuate le verifiche del caso, l’Agenzia delle Entrate provvederà a restituire all’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale l’esito del proprio accertamento.

Solo allora, la domanda potrà effettivamente essere accolta e potrà essere erogato il Bonus ISCRO secondo le modalità che abbiamo descritte.