È iniziato il conto alla rovescia per richiedere un bonus generosissimo che assegna un contributo mensile per sei mesi di fila, con un importo totale assegnato che può arrivare fino a 4.800 euro all'anno.

Parliamo del bonus ISCRO, da qualcuno anche definito la cassa integrazione per i lavoratori autonomi, perché previa sussistenza di alcuni requisiti assegna ai titolari di Partita Iva fino a 4.800 euro all’anno in sei versamenti da 800 euro l’uno.

Questo contributo, destinato a sostegno delle Partite Iva che hanno visto un peggioramento delle proprie condizioni economiche a seguito alla pandemia, è stato pensato dal precedente governo, che lo ha inserito nella Legge di Bilancio di quest’anno. Un più recente decreto attuativo emanato dell’esecutivo Draghi poi ne ha sancito ufficialmente l’entrata in vigore, con la possibilità finalmente di inviare le domande per la richiesta del tanto atteso bonus ISCRO.

La finestra di tempo utile si chiuderà però il 31 ottobre, manca quindi un mese e mezzo circa alla scadenza di questo generoso bonus. Vediamo di cosa si tratta e come richiederlo!

Una valida guida al bonus ISCRO anche nel video YouTube di jbdtube:

 

In cosa consiste il bonus ISCRO per Partita Iva

La sigla ISCRO sta per “Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa”, con cui si indica il primo bonus che assegna mensilmente una somma ai titolari di Partita Iva.

Si è già detto che per i beneficiari si tratta di un versamento mensile, tra i 250 euro e gli 800 euro, prolungato per un semestre.

Al momento è previsto che il bonus ISCRO abbia un triennio di attivazione, 2021-2023, e sarà possibile per la stessa Partita Iva richiedere il bonus ogni anno, inviando una nuova domanda per dimostrare la sussistenza dei requisiti.

I requisiti per diventare beneficiari, che elencheremo in seguito, sono molti e devono tutti sussistere in contemporanea, in compenso però gli importi del bonus ISCRO sono piuttosto generosi.

La cifra assegnata al mese oscilla tra 250 e 800 euro, portando il totale annuale erogato da un minimo di 1.500 euro fino al massimo di 4.800 euro. Cifre queste che la stessa Partita Iva potrà percepire solo una volta durante il triennio di attivazione del contributo, salvo future modifiche alla normativa dello stesso.

I requisiti che le Partite Iva devono avere per ricevere il bonus ISCRO

Come si sa ogni rosa ha le sue spine e il bonus ISCRO non è da meno, infatti questo generoso contributo richiede che i beneficiari soddisfino una serie di requisiti in contemporanea:

  • possedere una Partita Iva che risulti attiva da minimo quattro anni;
  • al momento della presentazione della domanda l’ISEE corrente del richiedente deve essere di massimo 8.145 euro;
  • il fatturato dichiarato nel periodo d’imposta precedente a quello in cui si fa richiesta deve risultare minore del 50%, almeno, in relazione a quello che è stato il fatturato annuo medio dei tre anni che precedono lo stesso;
  • il richiedente non può ricevere nessun tipo di prestazione legata al reddito o di trattamento pensionistico, compresi disoccupazione e Reddito di Cittadinanza;
  • il richiedente deve essere iscritto all’INPS e non avere alcun arretrati nel versamento dei contributi previdenziali.

Come vengono calcolati gli importi mensili assegnati dal bonus ISCRO alla Partita Iva

Si è accennato nel secondo paragrafo al fatto che mensilmente il bonus ISCRO può assegnare una cifra minima di 250 euro e una cifra massima, la quale invece non può superare gli 800 euro, con un versamento che se si diviene beneficiari spetta per sei mesi consecutivi.

Vediamo adesso come si determina però l’importo dettagliato che viene assegnato ai beneficiari e che varia in base a quanto è stato dichiarato nell’ultima dichiarazione dei redditi.

Il bonus ISCRO infatti è stato introdotto allo scopo di erogare alle Partite Iva in difficoltà una somma che è pari al 25% dei guadagni corrispondenti ad un semestre di lavoro.

Quindi, partendo dall’ultimo fatturato annuo dichiarato, si dovrà ottenere il guadagno semestrale semplicemente dividendo la cifra in due e poi applicando al risultato il 25%.

Per essere più chiari procediamo per esempi immaginando un fatturato annuo della Partita Iva beneficiaria del bonus ISCRO pari a 5.000 euro, in questo caso il guadagno medio semestrale e pari a 2.500 euro (5.000/2). Il beneficiario quindi avrebbe diritto al mese al versamento del 25% di 2.500 euro, ovvero 625 euro di bonus ISCRO. 

Questi 625 euro saranno versati al beneficiario per sei mesi, con un totale complessivo annuo pari, nel nostro esempio, a 3.750 euro.

Se il calcolo dell’importo mensile spettante di bonus ISCRO, effettuato secondo questi criteri, dà una cifra superiore a 800 euro, in ogni caso il massimo versamento mensile possibile è di 800 euro e non oltre.

All’opposto se dal calcolo viene un totale inferiore a 250 euro, questo è comunque il minimo erogabile dal bonus ISCRO su base mensile.

Guida pratica per le Partite Iva che vogliono richiedere il bonus ISCRO

E veniamo alle istruzioni per inoltrare la domanda di richiesta per il bonus ISCRO, partendo dal presupposto che è un bonus gestito dall’INPS e riservato ai soli iscritti a questo ente previdenziale. I professionisti iscritti ad altre casse non possono infatti in alcun modo diventare beneficiari del bonus ISCRO.

Come tutti i bonus INPS, la procedura può essere svolta completamente online accedendo all’apposito portale e autenticandosi attraverso le credenziali SPID, CIE, CNS o con il pin INPS.

La procedura può anche essere svolta con il supporto di Caf, Patronati o del commercialista. Inoltre c’è la possibilità di richiedere telefonicamente il bonus chiamando l’INPS al Contact Center (rete fissa 06 164 164; numero verde 800 164 164).

Per quanto riguarda la tempistica delle richieste questa è stata già fissata dalla Legge di Bilancio 2022, che prevede che le domande siano inviate ogni anno entro il 31 ottobre.

Per il bonus ISCRO di quest’anno quindi sarà possibile inviare le domande non oltre il 31 ottobre 2021.

Attenzione! Le condizioni per le quali la Partita Iva perde il bonus ISCRO!

Se al momento della presentazione della domanda di richiesta per ricevere il bonus ISCRO la Partita Iva deve possedere una serie di requisiti, esistono anche delle condizioni che fanno perdere il beneficio dopo che lo si è ottenuto.

Nello specifico tutte le condizioni che contribuiscono al decadimento dei benefici del bonus ISCRO sono consultabili leggendo la circolare INPS nr. 94 del 30 giugno 2021.

Stando al testo dell’INPS si perde il bonus ISCRO se il beneficiario:

  • diventa allo stesso tempo titolare di una qualsiasi prestazione legata al reddito o di un trattamento pensionistico, inclusi Reddito di Cittadinanza e disoccupazione;
  • non è più iscritto all’INPS, anche se versa i contributi previdenziali ad altro ente;
  • la Partita Iva viene chiusa.

Nel caso in cui si perda il diritto al bonus ISCRO, l’INPS cesserà i versamenti alla Partita Iva e chiederà alla stessa di restituire ogni somma percepita dopo che il beneficio è decaduto.

Aumento delle tasse alle Partite Iva iscritte all’INPS per effetto del bonus ISCRO

Sin dalla sua nascita il bonus ISCRO ha attirato su di sé molte critiche proprio per il gran numero di requisiti richiesti ai beneficiari. 

Inoltre a peggiorare il tutto vi è anche la modalità con cui lo Stato ha scelto di reperire i fondi per questo contributo.

I finanziamenti per il bonus ISCRO sono infatti stati raccolti aumentando a tutte le Partite Iva iscritte all’INPS le tasse contributive e per tutto il triennio di attivazione della misura, cioè 2021-2023.

Nel dettaglio per il 2021 i contributi da versare all’INPS ammontano al 25,98%, di cui il 25% costituisce l’aliquota ordinaria. A questa si devono aggiungere altre due aliquote aggiuntive, una dello 0,72% per erogare i vari congedi, più la nuova aliquota pari allo 0,26% con cui sarà erogato il bonus ISCRO.

Ma non è finita qui, perché questi sono i valori per il 2021, ma il totale dei contributi da versare nel 2022 e 2023 salirà ancora fino a raggiungere il 26,23%, questo poiché a salire sarà l’aliquota contributiva per il bonus ISCRO che dallo 0,26% passerà allo 0,51%.

L’Anno Bianco della Partita Iva allontana l’aumento contributivo per il bonus ISCRO

Dunque, quanti sono iscritti all’INPS, beneficiari o meno del bonus ISCRO, vedranno un aumento delle tasse contributive a partire da quest’anno e almeno fino alla fine del 2023.

Tuttavia c’è ancora una possibilità per aggirare il problema ed evitare questo noioso aumento, cioè usufruendo di un altro provvedimento di emergenza in vigore quest’anno: il cosiddetto Anno Bianco della Partita Iva. 

L’Anno Bianco, come viene comunemente chiamato, consiste in un esonero contributivo pari al 3.000 euro per le tasse del 2021. 

A differenza degli altri provvedimenti l’Anno Bianco coinvolge senza nessuna esclusione tutte le Partite Iva a prescindere dall’ente previdenziale a cui sono iscritte.

Ovviamente, sarà necessario possedere due requisiti per accedere al beneficio offerto da questo esonero contributivo di 3.000 euro:

  • prima di tutto che il reddito complessivo accumulato dalla Partita Iva nel 2019 non superi i 50.000 euro;
  • poi che risulti una perdita di fatturato almeno pari al 33%, confrontando le dichiarazioni dei redditi del 2019 e del 2020.

Inoltre nel caso si posseggano i requisiti per accedere all’Anno Bianco, l’esonero contributivo non sarà applicato in automatico, ma bisognerà inviare una domanda al proprio ente previdenziale, che si occuperà anche di stabilire la procedura a di richiesta.

In ogni caso dal decreto attuativo sono state previste due scadenze diverse per la presentazione della richiesta:

In entrambi i casi come per il bonus ISCRO siamo davanti ad un’agevolazione in scadenza tra pochissimo, perciò quanti sono in possesso dei requisiti dovrebbero inoltrare domanda al più presto. Agli iscritti INPS non restano che due settimane!