Mancano poche settimane prima che termini la possibilità di presentare la domanda del bonus dedicato alle Partita IVA che hanno una situazione economica disagiata in termini di perdita di reddito o fatturato rispetto agli anni precedenti. La possibilità di presentare la domanda scade il 31 ottobre. Ma non c'è alcuna fretta. Il bonus continuerà anche nel 2022 e nel 2023, sempre su domanda che va presentata entro il 31 ottobre. I beneficiari di questo bonus, chiamato ISCRO, indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa, sono esclusivamente i lavoratori che svolgono in modo permanente un'attività autonoma o professionale, in via continuativa e che sono iscritti sia alla gestione previdenziale che abbiano una partita IVA attiva.

Bonus ISCRO: chi sono i beneficiari

L'indennità da 800 euro al mese per sei mesi, spetta ai titolari di partita IVA che svolgono in modo prevalente un lavoro autonomo in modo continuativo ed abituale. In altri termini il lavoratore con partita IVA deve svolgere la propria attività come lavoro che genera la principale fonte di reddito. Introdotta con la legge di bilancio 2021, l'indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa, continuerà anche nel 2022 e nel 2023 e spetterà sempre alla stessa platea, ossia a nuovi soggetti che nei prossimi due anni abbiano almeno rispettato il requisito del numero di anni di apertura della partita IVA. I professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA potranno ricevere un importo che può arrivare fino a 800 euro al mese, come integrazione del reddito che era generato mediamente negli anni precedenti. 

Non possono accedere al bonus ISCRO per esempio i freelance in regime di ritenuta di acconto, o i professionisti che pur avendo una partita IVA non generano la principale fonte di reddito proprio con quella partita IVA. Ad esempio il lavoratore dipendente che svolge per poche ore attività di consulenza con partita IVA, non potrà chiedere il bonus ISCRO, anche se dimostra di avere perso reddito, perchè quell'attività non è prevalente. 

I lavoratori autonomi con partita IVA devono però essere iscritti alla Gestione Separata Inps. Anche questo aspetto chiarisce che figure come ingegneri, avvocati o giornalisti non possono accedere al bonus ISCRO in quanto versano i contributi agli enti previdenziali di categoria.

Meritano una menzione a parte i professionisti dotati di partita IVA che esercitano in modo abituale la propria professione come partecipante agli studi associati. 

Bonus ISCRO: come fare per avere 800 euro

Per poter fare la domanda del bonus ISCRO, il titolare della partita IVA che svolge la sua attività professionale o autonoma in modo prevalente, deve rispettare diversi requisiti, che abbiamo già in modo limitato identificato poco fa. Riportiamo qui tutti i requisiti che si devono avere, in modo contemporaneo, per presentare la domanda:

  • avere una partita IVA attiva con la quale si svolge in modo abituale la propria attività autonoma, da almeno quattro anni.
  • aver versato regolarmente i contributi previdenziali alla Gestione Separata Inps
  • aver perso fatturato rispetto al fatturato medio del triennio precedente.

Il freelance senza partita IVA, o il lavoratore occasionale in ritenuta d'acconto non ha i requisiti per accedere al bonus ISCRO. 

L'iscrizione alla Gestione Separata è una condizione necessaria, ma oltre a ciò si deve dimostrare la regolarità dei versamenti dei contributi.

Bonus ISCRO: il requisito Partita IVA

Requisito indispensabile per poter fare la domanda del bonus ISCRO è quello di essere titolare di Partita IVA. Ma non basta, la partita IVA deve essere attiva e quindi con essa il lavoratore autonomo o professionista svolge in modo regolare, continuativo la sua attività. Bisogna poi aggiungere che la partita IVA deve essere aperta da almeno quattro anni e che il professionista l'abbia sempre usata per lo svolgimento della propria attività. Quindi se si è aperta la partita IVA per svolgere il lavoro di pasticciere, ma poi dopo due anni si decide di svolgere l'attività di vendita di giornali, non si potrà accedere alla domanda del bonus ISCRO non essendo garantita la continuità e abitudinarietà della stessa professione per almeno quattro anni.

La detenzione della partita IVA è certificata dalla camera di commercio, nonchè è verificabile negli archivi dell'Agenzia delle Entrate.

Bonus ISCRO: requisito contributivo

Altro importante requisito da rispettare per poter accedere al bonus ISCRO è quello della contribuzione obbligatoria alla gestione separata Inps. Aprire la partita IVA senza essere iscritti alla Gestione Separata Inps non è condizione sufficiente. Così come non è sufficiente l'iscrizione alla Gestione Separata se non si è versato in maniera continua e regolare i contributi dovuti. In base alla circolare n. 12 del 5/2/2021 il versamento dei contributi è in proporzione al reddito prodotto nell'anno precedente. Il pagamento dei contributi è suddiviso in quattro quote trimestrali di pari importo e la rata di giugno come conguaglio. L'aliquota base è del 25% cui si aggiungono l'aliquota dello 0,72% per finanziare i sostegni alla maternità, assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale, e l'aliquota contributiva dello 0,26% per finanziare l'ISCRO. Quindi il bonus ISCRO in realtà è finanziata dai lavoratori autonomi stessi.

Non aver versato i contributi anche per un trimestre significa non poter accedere al bonus ISCRO e con molta probabilità la domanda verrebbe respinta. Quindi prima di presentare la domanda è bene accertarsi che la situazione contributiva sia regolare.  

Bonus ISCRO: il fattore perdita di reddito

L'ultimo requisito che da accesso al bonus ISCRO è la condizione reddituale, intesa come perdita di fatturato o reddito prodotto nell'anno precedente la richiesta del bonus ISCRO rispetto alla media del reddito dei tre anni precedenti quelli del reddito di riferimento. Per chi farà la domanda entro il 31 ottobre 2021, dovrà confrontare il reddito prodotto e dichiarato nel 2020, quindi con i modelli di dichiarazione del 2021, con la media dei redditi prodotti nel triennio 2017-2019. Il confronto tra queste due grandezze deve dare come risultato una perdita di reddito pari o superiore al 50%. Un calo inferiore non consente di poter accedere al bonus ISCRO. 

Per chi invece farà la domanda nel 2022 o 2023, sempre entro il 31 ottobre dell'anno di richiesta, dovrà confrontare i dati di reddito rispettivamente del 2021 e 2022 con la media prodotta nei trienni 2018-2020 e 2019-2021.

La soglia del fatturato dell'anno precedente la richiesta non deve superare 8.145 euro.

Per chiarire il meccanismo di valutazione della perdita di fatturato riportiamo un esempio. 

Fatturato del 2020 pari a 4.000 euro. Media del fatturato del triennio 201-19 è 10.000 euro. La perdita di fatturato è di 6.000 euro che rispetto alla media è pari al 60%, superiore al 50%. Quindi il bonus ISCRO potrà essere richiesto.

Bonus ISCRO: come si calcola l'importo

Appurato che ci sia stata una perdita di reddito di oltre il 50%, per sapere quanti soldi il professionista potrà percepire per massimo sei mesi, si deve applicare una formula molto semplice. Si prende il 25% del fatturato realizzato l'anno precedente la presentazione della domanda, su base semestrale, e si ottiene l'importo mensile che l'Inps potrà erogare. L'importo non potrà essere inferiore a 250 euro al mese e non potrà superare 800 euro, sempre al mese. 

Nell'esempio precedente, essendoci stata una perdita di oltre il 50%, si prende il fatturato dell'anno precedente e lo si divide per due (per ricavare il fatturato semestrale). In quel caso si ha 2.000 euro. Di questo si applica il 25% ottenendo 500 euro. Questo importo è il bonus ISCRO mensile che l'Inps pagherà per sei mesi. 

Il bonus ISCRO si potrà richiedere una sola volta nell'arco del periodo tra 2021 e 2023. 

Bonus ISCRO: procedura per fare domanda

Mancano 45 giorni per poter inserire sul sito Inps, nella sezione dedicata al bonus ISCRO, la domanda per ottenere l'indennità. Oltre il 31 ottobre, non si potrà più inserire e si dovrà aspettare il 2022 in cui con molta probabilità la data di apertura delle nuove domanda sarà il 1 luglio. 

Si ricorda che dal 1 ottobre 2021 l'unico modo per accedere ai servizi online dell'Inps è tramite SPID. Chi non avesse l'identità digitale dovrà prima richiederne una. Qui una breve guida.

Una volta fatto l'accesso all'area personale dell'Inps, si può accedere al servizio d'inserimento della domanda per il bonus ISCRO. Tutti i requisiti devono essere contemporaneamente soddisfatti pena il rifiuto della domanda.

La domanda è pre-compilata in presenza di alcuni dati già rilevati dall'Inps in termini ad esempio di contribuzione regolare alla Gestione Separata, codice ateco continuativo nei 4 anni, stato della partita IVA. Invece dagli archivi dell'Agenzia delle Entrate, l'Inps potrebbe già avere ricevuto i dati reddituali.

In assenza di queste informazioni, spetta al richiedente autocertificare i dati, sotto la propria responsabilità, anche se come specificato nella Circolare Inps n° 94 del 30-06-2021, la gestione successiva della domanda è completamente automatizzata. 

Una volta completata la domanda essa va inoltrata e si deve attendere la comunicazione dell'Inps in merito al suio accoglimento. Il pagamento del bonus ISCRO parte dalla data di inserimento della domanda.