In una società che mostra sempre più attenzione alle risorse del pianeta, ma anche all'impatto ambientale legato all'utilizzo di determinati materiali, nella legge di bilancio 2021 è stato introdotto il bonus acqua potabile.

Bonus acqua potabile: per cosa si può chiedere

Come previsto dalla legge n. 178 del 30 dicembre 2020, approvata dall'allora Governo Conte, l'obiettivo di questa misura è quello di "razionalizzare l’uso dell’acqua e di ridurre il consumo di contenitori di plastica per acque destinate ad uso potabile".

A tal fine, è stato introdotto il bonus acqua potabile, che si concretizza in un credito d'imposta del 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare, finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

Il bonus è stato introdotto dalla legge di bilancio 2021, ma di fatto è diventato fruibile solo a partità da metà anno, visto che solo il 16 giugno scorso è arrivato il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che ha definito i criteri e le modalità di applicazione del bonus acqua potabile.

Bonus acqua potabile: a chi spetta e in quale misura

I beneficiari di questa misura sono le persone fisiche, ma anche gli esercenti attività di impresa, arti e professioni, inclusi gli enti non commerciali, quelli del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il bonus acqua potabile è riconosciuto per un massimo di spesa pari a 1.000 euro per ciascun immobile per le persone fisiche, mentre il limite sale a 2.500 euro negli altri casi, ossia per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Considerando che il credito di imposta è pari al 50% della spesa sostenuta, ciascun beneficiario potrà ricevere indietro fino a 500 o a 2.500 euro, a seconda della categoria di appartenenza.

Bonus acqua potabile: valido fino a fine 2022 e senza ISEE

Il bonus acqua potabile è valido per tutti e non è legato alla situazione reddituale del richiedente, visto che non è prevista la presentazione dell'ISEE.

La durata del bonus è pari a 2 anni, a partire dall'1 gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2022 e la comunicazione delle spese sostenute all'Agenzia delle Entrate dovrà avvenire tra l'1 e il 28 febbraio dell'anno successivo a quello di riferimento.

Bonus acqua potabile: alcuni requisiti da rispettare

Per i beneficiari diversi da quelli esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria, il bonus acqua potabile spetta a condizione che le spese siano sostenute con versamento bancario o postale.

Questo requisito non è valido per gli acquisti effettuati prima dell'entrata in vigore del provvedimento dell'Agenzia dell'Entrate n. 153000 del 16 giugno 2021, visto che prima di tale data sarà ammessa qualunque tipologia di pagamento.

L’importo delle spese sostenute deve essere documentato tramite fattura elettronica o documento commerciale in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il bonus.

Per coloro che non sono tenuti ad emettere fattura elettronica, si considera valida anche l’emissione di una fattura o di un documento commerciale, nel quale deve essere riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

La legge di bilancio 2021 ha fissato per il bonus acqua potabile un limite di spesa pari a 5 milioni di euro per il 2021 e altrettanti per il 2022.

In caso di domande superiori a questo tetto, il credito di imposta spettante sarà ridotto in percentuale per ciascuno dei beneficiari fino a copertura di tutte le domande entro i limiti previsti.