Ormai è cosa sotto gli occhi di tutti. L’emergenza epidemiologica da Covid-19 che continua a imporsi sul territori italiano ha causato una crisi economica senza precedenti su tutti i fronti. A risentire degli effetti disastrosi della pandemia sono non solo le famiglie, ma anche i lavoratori e le imprese a prescindere dal settore di produzione.

In verità, già dalle prime settimane del diffondersi del contagio sulla penisola la compagine governativa guidata dall’attuale presidente del Movimento 5 Stelle, all’epoca capo del Governo, Giuseppe Conte, ha adottato una serie di disposizioni limitative per cercare di porre un freno alla diffusione del virus.

Non di meno è stato fatto dall’attuale premier Mario Draghi. Fin dal suo insediamento, infatti, l’ex governatore della Banca Centrale Europea (BCE) non ha mai fatto mistero di voler dare priorità alle problematica direttamente connesse all’emergenza epidemiologica.

Pertanto, sussidi, aiuti e sostegni economici, consacrati come “bonus”, sono stati erogati dall’INPS ad una certa cadenza temporale allo scopo di ammortizzare i disagi economici avvertiti da chi è stato messo a dura prova dalle limitazioni agli spostamenti e dal fermo delle attività lavorative imposto dai Governi che si sono succeduti a Montecitorio, ma indispensabili per arginare il contagio.

Nonostante il timore iniziale di vedere cancellati bonus e benefici voluti e pesanti dall’ormai ex governo Conte e la diversità di linea politica del nuovo esecutivo, il Governo Draghi non ha potuto far altro che riconfermare molte misure del suo predecessore continuando a seguirne la via, oltre a provvedere all’introduzioni di nuovi sostegni.

Tra questi, un bonus INPS onnicomprensivo del valore di 1.600 euro destinato a particolari cittadini a prescindere dalla soglia del reddito ISEE di appartenenza.

Agli interessati a conoscere quali bonus senza ISEE è possibile richiedere nel 2021, si consiglia la visione di un interessante video YouTube di "Mondo Pensioni".

 

Si tratta di un bonus che ha riscosso un successo inaudito ma destinato ad estinguersi proprio alla fine di settembre. Si potrà, infatti, presentare domanda di accesso al benefit entro e non oltre il termine di scadenza fissato al 30 settembre 2021.

Mancando pochi giorni alla chiusura del bonus, nel corso dell’articolo forniremo agli interessati a voler beneficiare dei 1.600 euro tutte le informazione necessarie per usufruire del contributo. Analizzeremo a chi spetta il bonus, quali sono i requisiti da rispettare e le condizione da soddisfare per accedere alla misura e come presentarne domanda di richiesta all’INPS.

Prima di procedere, però, ricordiamo ai lettori che l’indennità economica nel corso del tempo ha subito delle modifiche negli importi.

Recentemente il Decreto Sostegni bis, approvato lo scorso 26 maggio, ha ritoccato la somma di bonus INPS da erogare facendola scendere a 1.600 euro così come voluto dalla cabina di regia del Governo Draghi.

Bonus INPS da 1600 euro: quali novità con Draghi

Come in precedenza accennato, il cambio di passo avuto al vertice di Governo non ha portato alla temuta cancellazione dei bonus, sussidi e contributi, voluti ed introdotti dal precedente esecutivo Conte. Tuttavia, non poteva essere diversamente.

La crisi economica e sociale scatenata dal Covid-19 non andava sottovaluta assolutamente. Tanto è bastato al nuovo esecutivo Draghi per rinnovare quota parte delle misure già attive al momento della sua nomina. 

Non solo, il sorgere di nuove esigenze ha spinto il Governo Draghi ad alzarsi le maniche e ad emanare nuovi provvedimenti per andare a sostenere economicamente quanti sono stati tagliati fuori dalle agevolazioni entrate in vigore sotto l’ex legislatura Conte.

Naturalmente, pur trattandosi di misure nuove di zecca l’obiettivo da conseguire rimane lo stesso. Attraverso l’erogazione di nuovi bonus, infatti, si mira esclusivamente a risollevare la situazione economica e sociale che si è venuta a creare a seguito del divampare della pandemia sull’intero territorio italiano.

Non perdendo di mira tale fine, la compagine governativa guidata da Mario Draghi ha elaborato un nuovo decreto-legge il cui scopo è proprio quello di aiutare le categorie di lavoratori, i nuclei familiari e le imprese stesse maggiormente interessate dagli effetti negativi prodotti dallo stop delle attività lavorative e agli spostamenti imposti per bloccare i contagi.

In tale situazione, tutt’altro che vantaggiosa, la squadra di Governo ha pensato bene di procedere alla predisposizione di un nuovo provvedimento approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il riferimento è al decreto-legge numero 73 del 25 maggio 2021, meglio conosciuto come Decreto Sostegni bis.

Il documento ha portato all’introduzione di importanti novità sul fronte sussidi e bonus. Oltre alla proroga delle mensilità di Reddito di Emergenza, infatti, non sono mancati nuovi sussidi e le modifiche apportare ad altri già in vita.

Il bonus INPS da 1.600 euro, una tantum, rivolto a specifiche categorie di lavoratori, quelli in evidente stato di difficoltà economica a seguito della pandemia da Coronavirus, rientra proprio nella lista delle agevolazioni interessate dal Decreto Sostegni bis che hanno visto la luce per mano del Governo Draghi.

Bonus INPS da 1.600 euro: come funziona 

In verità, il Decreto Sostegni bis non ha portato al nascere di una nuova agevolazione. Il provvedimento entrato il vigore lo scorso 26 ha soltanto rivisitato una misura già introdotta dal precedente esecutivo Conte allo scopo di sostenere economicamente chi nei mesi più pesanti della pandemia è stato interessato dalla perdita del lavoro, dalla riduzione del numero di ore lavorative, con conseguenze poi che hanno avuto ripercussioni su busta paga e stipendi.

L’intervento del Governo Draghi ha soltanto voluto assicurare una continuità al già attivo bonus INPS del valore di 2.400 complessivi per tre mensilità.

Rimanendo inalterati requisiti e condizioni da rispettare per poter accedere all’agevolazione, l’unico ritocco effettuato attraverso il Decreto Sostegni bis dalla compagine governativa riguarda l’importo dell’agevolazione.

La cifra del bonus INPS è passata da 2.400 a 1.600 euro, da erogare soltanto per due mensilità.

Insomma, nulla è stato modificato se non le somme per continuare ad offrire un supporto economico concreto a tutti i lavoratori contemplati nella categoria dei beneficiari ammessi al bonus che, effettivamente, hanno necessità di un aiuto economico avendo pagato a caro prezzo i fermi purtroppo necessari per limitare la risalita della curva epidemiologica dei contagi.

Bonus INPS senza ISEE: chi potrà beneficiare dei 1.600 euro?

A chiarire chi potrà accedere al bonus INPS da 1.600 euro è sia il testo approvato del Decreto Sostegni bis, sia l’Ente di previdenza sociale (INPS).

Quest’ultimo tramite circolare numero 90 del 29 giugno ha reso noto a tutti i contribuenti italiani le informazioni e le disposizioni da rispettare per poter usufruire dell’agevolazione.

Innanzitutto, il bonus INPS senza ISEE del valore di 1.600 euro non potrà essere richiesto da tutti. La circolare illustra nei dettagli a quali categorie di lavoratori italiani residenti sul territorio dello Stato è concesso l’accesso al beneficio.

Il bonus da 1.600 euro è riservato ai lavoratori autonomi occasionali, titolari di partita IVA, agli incaricati alle vendite a domicilio e ai lavoratori intermittenti.

Si aggiungono all’elenco: i lavoratori appartenente al settore dello spettacolo, i subordinati in possesso di un contratto di lavoro a tempo determinato del settore degli stabilimenti balneari e del turismo e i lavoratori stagionali o in somministrazione appartenenti a settori differenti da quello turistico e degli stabilimenti termali.

Ma non è finita qua. La circolare INPS estende la possibilità di ottenere il bonus da 1.600 euro anche a coloro che in precedenza hanno avuto modo di usufruire del vecchio contributo previsto dal Decreto Sostegni I, ossia chi ha beneficiato del bonus INPS previsto dall’articolo 10 del decreto-legge datato 22 marzo 2021, numero 41.

In sintesi, si tratta delle categorie di soggetti che hanno già avuto accesso al bonus dell’importo di 2.400 euro. Il riconoscimento dell’agevolazione da 1.600 euro per tali soggetti avverrà in modo automatico senza che sia necessario presentare una nuova domanda INPS.

Bonus INPS da 1.600 euro: con quali misure è incompatibile

La stessa circolare dell’INPS non perde occasione di rimarcare quando non si potrà accedere al bonus INPS da 1.600 euro, ovvero le eventuali incompatibilità con altre misure.

Senza troppi giri di parole, l’agevolazione non spetta a chi percepisce l’indennità per i lavoratori agricoli, per i lavoratori domestici, per i professionisti che risultano iscritt a enti di previdenza obbligatoria e via dicendo.

Va fatta particolare attenzione al Reddito di Cittadinanza. Il Decreto Sostegni bis disciplina l’agevolazione specificando l’impossibilità di accedere al bonus INPS da 1.600 euro se si percepisce l’RdC.

Stessa accortezza per la NASpI. In particolare, l’accesso al benefit è escluso ai lavoratori appartenenti al settore stagionale, del turismo o degli stabilimenti termali e ai lavoratori somministrati che fruiscono dell’indennità di disoccupazione NASpI.

Bonus da 1.600 euro: come presentare domanda INPS

Per quanto riguarda la modalità di richiesta del bonus onnicomprensivo da 1.600 euro accorre fare una serie di premesse.

Nei paragrafi precedenti abbiamo visto come non tutti sono tenuti alla presentazione di una nuova domanda INPS per accedere all’agevolazione.

Tutti coloro che hanno usufruito della tranche del bonus di 2.400 euro contemplata nel Decreto Sostegni I non dovranno presentare alcuna domanda. I 1.600 euro verranno accreditati in modo automatico sul conto corrente del beneficiario all’ IBAN indicato al momento della prima richiesta.

Quanti, invece, non hanno usufruito di alcun sostegni fino ad ora e vogliono beneficiare dei 1.600 euro previsti dal nuovo Decreto Sostegni bis dovranno presentare domanda all’INPS entro e non oltre il 30 settembre 2021, servendosi dei canali di inoltro offerti dallo stesso istituto di previdenza.

Pertanto, potranno utilizzare il servizio di contact center, chiamando gratis da telefono fisso il numero 803 164, oppure, da telefono cellulare a pagamento, il numero 06 164 164.

Chi ha dimestichezza con la tecnologia potrà presentare domanda direttamente dal portale INPS effettuando il login alla piattaforma tramite SPID, PINS INPS, CIE o CNS.

In ogni caso, ci si potrà rivolgere ai centri di assistenza fiscale (CAF) o patronati dislocati su tutto il territorio nazionale.