Bonus senza ISEE: INPS regala 4.800 euro con Reddito di Libertà!

L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha finalmente reso note tutte le indicazioni in merito all’accesso al cosiddetto Reddito di Libertà, attraverso cui le donne potranno ottenere il riconoscimento di un bonus senza ISEE dal valore mensile pari a 400 euro, per un totale di 4.800 euro. Ecco, quindi, chi potrà accedere al nuovo bonus senza ISEE concesso dal Reddito di Libertà e quali sono i requisiti per poter accedere.

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È stato reso noto soltanto pochi giorni fa l’avvio delle domande per ottenere un nuovo bonus dal valore di 400 euro al mese, annunciato da parte dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, al fine di supportare un’ampia platea di donne. Si tratta, a questo proposito, di un bonus che prende il nome di Reddito di Libertà.

In seguito alla pubblicazione della circolare numero 166 resa nota a partire dal giorno 8 novembre, l’Istituto previdenziale ha dunque fornito una serie di istruzioni contabili ed operative, utili al fine di comprendere la ripartizione delle risorse che sono state dedicate da parte del Governo italiano ai fini del Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza.

Dunque, si tratta di un contributo economico che sarà corrisposto in favore esclusivamente di quelle donne che presentano specifiche condizioni e requisiti particolari, sia con che senza figli a carico minorenni. 

Per questo motivo, come accade per ciascun bonus e sostegno economico che viene erogato da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, è necessario rispettare determinati aspetti, prima di poter effettivamente procedere con l’invio e la trasmissione telematica della richiesta volta ad ottenere il riconoscimento del Reddito di Libertà.

In tal senso, all’interno del seguente articolo, saranno approfonditi tutti gli aspetti relativi al quadro normativo e alle disposizioni che regolarizzano il Reddito di Libertà, ai requisiti di accesso, nonché alle modalità di compilazione e di presentazione per la trasmissione della domanda. 

Inoltre, nei prossimi paragrafi saranno anche fornite, sulla base della circolare INPS pubblicata l’8 novembre in merito al Reddito di Libertà, anche le istruzioni operative e contabili.

Reddito di Libertà: il quadro normativo del nuovo bonus INPS

Il reddito di libertà si pone come un nuovo indennizzo economico che ha come obiettivo quello di riuscire a contenere al minimi gli effetti economici che risultano essere conseguenti all’ondata dei contagi e all’emergenza epidemiologica del Coronavirus.

Nello specifico questo nuovo contributo INPS si dedica a salvaguardare quelle donne cittadine italiane che vivono una condizione di maggiore vulnerabilità, così da garantire loro una autonomia dal punto di vista economico e sociale. 

Dunque, il reddito di libertà consiste nell’erogazione di un bonus da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale volto all’emancipazione delle donne che risultano essere state vittime di violenza e che si trovano in una condizione di particolare povertà. 

A questo proposito, in merito al quadro normativo entro cui si pone il nuovo bonus INPS, occorre far riferimento all’articolo 105-bis relativo al decreto-legge numero 34, successivamente convertito con modificazioni dalla nuova legge numero 77 del 17 luglio 2020.

A proposito del reddito di libertà potrebbe essere utile la visione del video Youtube messo a disposizione da Elena Channel, in cui viene trattato tra le altre cose anche il tema relativo a questo nuovo bonus:

 

Le caratteristiche del bonus INPS relativo al Reddito di libertà 

È necessario sottolineare, prima di procedere con il riepilogo delle condizioni essenziali per ottenere l'erogazione del bonus senza ISEE del Reddito di Libertà che, questo contributo economico si configura come un aiuto economico che mira proprio a garantire una maggiore indipendenza economica alle donne che sono state purtroppo vittime di violenza.

In questo senso, al fine di perseguire tale obiettivo, il bonus concesso attraverso il riconoscimento del Reddito di Libertà è pari all’erogazione di un accredito massimo pari a 400 euro al mese pro capite, il quale viene concesso attraverso un’unica soluzione per una durata massima di dodici mesi, dunque di un anno.

In questo contesto, è anche necessario specificare che si tratta dell'erogazione di un contributo economico istituito grazie all’elaborazione di un vero e proprio fondo, il quale prende il nome di Fondo per il reddito di libertà per le donne vittime di violenza, che, soltanto durante l’anno 2020, ha visto l’incremento di circa 3 milioni di euro del preesistente Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità.

Inoltre, è necessario specificare che il reddito di libertà risulta essere finalizzato a sostenere in maniera prioritaria soprattutto le spese volte ad assicurare un’autonomia abitativa della donna e dei suoi figli, ma anche un percorso formativo e scolastico migliore per i propri figli.

I destinatari del bonus senza ISEE relativo al Reddito di Libertà 

Dunque, secondo quanto specificato all’interno del secondo paragrafo espresso nella circolare dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale pubblicato lo scorso 8 novembre, è necessario chiarire anche chi potrà effettivamente considerato destinatario del bonus.

In tal senso, è stato evidenziato che le destinatarie del contributo sono tutte quelle donne che risultano essere residenti entro il territorio italiano, sia nel casi in cui sia effettivamente cittadini italiane che comunitarie oppure extracomunitarie, purché in possesso di un permesso di soggiorno valido.

Inoltre, è necessario precisare che alle cittadine italiane sono anche state equiparate quelle donne straniere che risultano avere lo status riconosciuto a livello nazionale di rifugiate politiche oppure lo status legato alla protezione sussidiaria. 

A questo proposito, al fine di rendere più semplice la fase di trasmissione dell’istanza volta all’ottenimento del bonus senza ISEE relativo al Reddito di Libertà, è stata anche elaborata un’apposita piattaforma telematica che consente il collegamento con i vari Comuni italiani, al fine di inoltrare l’istanza redatta da parte della cittadina che intende beneficiarie del bonus.

I requisiti per accedere al bonus INPS del Reddito di Libertà

Sulla base di quanto descritto all’interno del testo relativo al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri approvato lo scorso 17 dicembre 2020, successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale con la legge numero 172 del 20 luglio 2021, al fine di ottenere il riconoscimento del nuovo bonus senza ISEE rappresentato dal Reddito di Libertà, è necessario effettivamente rispettare determinate condizioni e una serie di requisiti di accesso. 

A questo proposito, l’accesso a questa misura chiamata Reddito di Libertà è consentito esclusivamente a quelle donne residenti sul territorio nazionale che sono state vittime di violenza. In tal senso, rientrano quelle donne sia nei casi in cui non vi sono figli, che con figli con un’età anagrafica inferiore ai diciotto anni.

Tuttavia, è necessario che queste cittadine siano effettivamente seguite dai centri antiviolenza riconosciuti legalmente da parte delle Regioni italiani e dai servizi sociali, attraverso dei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, che hanno come obiettivo proprio quello di contribuire all’indipendenza, all’autonomia economica e all’emancipazione. 

Dunque in tal senso è stato anche precisato all’interno dell’articolo 3, comma 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso anno che, il Reddito di Libertà erogato da parte dell’Istituto INPS non potrà essere considerato compatibile con altri strumenti che risultano essere stati istituti a sostegno del reddito. 

In tal senso, è opportuno chiarire che, rientrano nelle categorie di benefici considerati incompatibili con il bonus senza ISEE del Reddito di Libertà quei sussidi legati al reddito di emergenza, alla cassa integrazione guadagni, agli assegni per il nucleo familiare, nonché anche al reddito di cittadinanza.

Come presentare la domanda all’INPS per ottenere il Reddito di Libertà

L’istanza volta all’ottenimento del Reddito di Libertà dovrà essere necessariamente presentata da parte di tutte quelle donne che intendono accedere al bonus INPS senza ISEE, in maniera sia diretta che attraversi un rappresentante delegato oppure legato, considerando come tramite il Comune di competenza, presso cui risulta essere residente la destinataria del contributo economico.

In tal senso, l’operatore comunale ha il compito di provvedere all’inserimento della domanda in maniera contestuale, direttamente effettuando l’accesso al servizio online relativo alla presentazione dell’istanza, il quale è accessibile alla piattaforma telematica istituzionale www.inps.it, selezionando nel motore di ricerca “Prestazioni sociali: trasmissione domande, istruzioni e software”.

Inoltre, al fine di garantire una corretta trasmissione telematica dell’istanza presso il sito dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, all’interno della circolare è stato precisato che dovranno essere necessariamente compilati tutti i riferimenti legati alle dichiarazioni. Si intendono quindi incluse quelle attestazioni relative alla condizione di bisogno sia di tipo ordinario che di tipo straordinario e urgente. 

A tal proposito, questa dichiarazione dovrà essere rilasciata da parte del servizio sociale professionale a cui compete la gestione dei casi delle donne vittime di violenza, del luogo in cui risiede la richiedente.

Occorre anche sottolineare che, all’interno della domanda dovranno essere indicate le modalità di pagamento che il cittadino predilige per poter ottenere gli accrediti del bonus relativo al Reddito di Libertà fino ai 4.800 euro all’anno.

I controlli previsti per avere il Reddito di Libertà

In seguito alla presentazione e trasmissione della domanda e la relativa acquisizione da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale sarà avviata una fase relativa ai controlli sulla correttezza formale legata ai dati che sono stati inseriti da parte della cittadina che intende accedere al Reddito di Libertà, come nel caso della congruità del codice fiscale oppure la validità delle dichiarazioni rilasciate.

A questo proposito, al termine dei controlli, il servizio provvederà all’invio e alla registrazione direttamente sul sistema informativo dell’Istituto previdenziale oltre che alla stampa della ricevuta relativa alla presentazione dell’istanza. 

Per quanto concerne l’erogazione degli importi legati al reddito di libertà, questi risolano essere correlati alla data in cui è stata presentata la domanda, tenendo conto anche della capienza del budget. 

In tal caso si potrebbero verificare dei casi in cui le domande non saranno ammesse a causa dell’insufficienza di budget adeguato.