Il Dl Sostegni bis, tanto atteso e finalmente approvato a fine maggio, ha dato spazio a nuove misure o a proroghe volte ad agevolare i lavoratori colpiti dalla crisi generata da un anno di pandemia Covid-19. Crisi sanitaria che, si spera, stia volgendo al termine grazie alla campagna vaccinale che sta via via toccando tutte le fasce di età. 

Per quanto riguarda però la crisi economica, dovremo forse aspettare ancora un po’ per vedere un’effettiva ripresa a lungo termine, nonostante gli sforzi dimostrati dal Governo Conte durante i lockdown e il periodo di misure anti-contagio e, ormai da qualche mese, da parte del Governo di Mario Draghi.

Tra i vari bonus e il pacchetto lavoro, troviamo anche un bonus destinato ai lavoratori agricoli da erogare una tantum. E non vengono tralasciati neanche i pescatori autonomi o soci di cooperative che hanno la possibilità di richiedere un bonus da 950 euro. Per farne richiesta c’è tempo fino al 30 giugno 2021.

Bonus lavoratori agricoli: la soddisfazione dei sindacati

I segretari dei vari sindacati si sono dichiari molto soddisfatti, più che per la somma erogata del bonus (che di fatto non è molto sostanziosa) ma per il continuo riconoscimento dimostrato da parte delle sfere alte nei confronti di categorie considerate da sempre fragili o quasi invisibili.

Leggiamo la dichiarazione di Stefano Mantegazza, segretario generale Uila, su sito italiaoggi.it:

“Con il bonus di 800 euro inserito nel Decreto Sostegni bis l’intera categoria dei lavoratori agricoli a tempo determinato, circa 1 milione di persone, è tutelata attraverso il reddito di emergenza o grazie al bonus”.

Viene dunque sottolineato come, attraverso due forme di sostegno che sono tra loro incompatibili (o il bonus o il Rem), venga dato aiuto ai lavoratori agricoli.

Pochi giorni prima dall’emanazione del testo definitivo del Dl Sostegni bis, Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, ha dichiarato come fosse appunto fondamentale, prima di concludere il testo, dare un sostegno ai braccianti agricoli. Come riportiamo da ansa.it:

“Le misure sono definite, il testo è pronto, ci sarà un sostegno ai braccianti: non era pensabile che rimanessero fuori da un sostegno che ha dato garanzie a molti stagionali, ma che aveva lasciato fuori i braccianti agricoli che, come altri, hanno pagato la crisi che ha colpito tutte le produzioni, quindi ci sarà un bonus anche per loro”.

Bonus lavoratori agricoli: i requisiti e a chi spetta

A chi spetta dunque questo bonus? Il requisito principale è che, al momento della presentazione della domanda, il lavoratore agricolo in questione non abbia in corso un contratto di lavoro a tempo indeterminato e non sia titolare di pensione.

Potrà però avere in corso un contratto di lavoro intermittente senza indennità di disponibilità.

Gli altri requisiti da rispettare per poter accedere al bonus sono:

  • avere un contratto di lavoro a tempo determinato;
  • avere effettuato almeno 50 giornate lavorative nel 2020.

L’art. 68 del Dl Sostegni bis è proprio dedicato a “Misure di sostegno per l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e il settore agrituristico” dove viene sottolineato anche che il bonus non concorre alla formazione del reddito ma è cumulabile con l’assegno di invalidità.

Bonus lavoratori agricoli: come fare domanda e entro quando

Sempre nell’art. 68 del Dl Sostegni bis viene specificato come fare domanda e, soprattutto, entro quando è possibile effettuare l’invio, come viene spiegato sul sito di Fai Cisl:

“L’indennità di cui al comma 1 è erogata dall’INPS nel limite di spesa complessiva di 448 milioni di euro per l’anno 2021. La domanda per l’indennità è presentata all’INPS entro il 30 giugno 2021 tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo modalità stabilite dallo stesso”.

C’è dunque ancora un mese di tempo e si è ancora in attesa di conoscere l’esatta modalità di invio da parte dell’INPS.

Bonus lavoratori agricoli: chi sono i lavoratori dipendenti

Ma chi sono i lavoratori dipendenti agricoli? Ecco come vengono definiti sul sito dell’INPS:

“Nel settore agricolo è lavoratore dipendente chiunque presti la propria opera manuale, dietro corrispettivo, per la coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di un’azienda agricola o di altro soggetto che svolge attività agricola”.

Quando si parla di lavoratori dipendenti si fa anche una distinzione tra chi viene assunto a tempo determinato e tra chi invece lo è a tempo indeterminato. Anche nel caso dei lavoratori dipendenti agricoli troviamo questa distinzione.

Abbiamo gli OTI (salariati fissi) che hanno appunto un contratto a tempo indeterminato e poi abbiamo gli OTD che sono definiti più comunemente braccianti agricoli o giornalieri di campagna e leggiamo sempre sul sito INPS:

“sono assunti per l’esecuzione di lavori di breve durata, a carattere saltuario per compiere una fase lavorativa o in sostituzione di operai per i quali esiste il diritto di conservazione del posto”.

Bonus lavoratori agricoli: la delusione e i bonus precedenti

Certo, 800 euro sono sempre 800 euro. E in tempo di crisi fanno davvero comodo! Quindi, se da un lato i lavoratori agricoli sono stati contenti di questo riconoscimento, dato che è dal lontano Decreto Rilancio (il cui bonus era di 600 euro) risalente ad un anno fa che non hanno più percepito alcun ristoro, dall’altro lato, se confrontato il loro bonus con quello degli stagionali del turismo e dei lavoratori dello spettacolo, appare davvero esiguo.

Nel precedente Dl Sostegni di marzo, gli stagionali e i lavoratori dello spettacolo avevano percepito un bonus di ben 2400 euro una tantum come “risarcimento” dei mancati introiti dei primi mesi del 2021 a causa delle misure restrittive anti-Covid. Mentre in questo nuovo Dl è stato previsto per loro un bonus da 1600 euro.

Quindi, è stato gratificante per i lavoratori agricoli essere stati di nuovo considerati, ma rispetto ai bonus erogati per altre categorie ugualmente colpite da crisi, la differenza di importo rende anche un po’ delusi.

Bonus lavoratori agricoli: contributo per le Partita IVA 

Rimanendo sempre nel settore agricolo, c’è una categoria che può ambire alla richiesta dei contributi a fondo perduto previsti nel Dl Sostegni bis: si tratta delle Partite Iva che producono reddito agrario.

In realtà si tratta degli stessi soggetti previsti nel precedente Dl Sostegni di marzo. Il contributo a fondo perduto viene così descritto sul sito dell’Agenzia delle Entrate relativo al Dl di marzo:

“Il bonus contributo a fondo perduto previsto dal decreto “Sostegni” (Dl n.41 del 22 marzo 2021), consiste nell’erogazione, da parte dall’Agenzia delle entrate, di una somma di denaro o, a scelta irrevocabile del contribuente, di utilizzare l’intero importo come credito d’imposta, a favore di tutti i soggetti che svolgono attività d’impresa, arte o professione e di reddito agrario, titolari di Partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato”.

Rispetto al Dl Sostegni, quello bis va allargare il periodo di riferimento riguardo il calo di fatturato (che ricordiamo deve essere di almeno il 30%) che non sarà più in base al paragone tra il 2020 rispetto al 2019, ma più precisamente facendo riferimento al periodo tra il primo aprile 2020 e il 31 marzo 2021.

Dal bonus lavoratori agricoli alle due opzioni di contributi a fondo perduto

L’ulteriore novità rispetto al Dl di marzo è che le Partite IVA possono scegliere tra due opzioni di contributo a fondo:

  • per coloro che hanno già potuto usufruire del precedente contributo, avranno quest’ultimo in automatico e percepiranno la stessa somma;
  • per i nuovi beneficiari (cioè quelli che faranno riferimento non all’intero anno ma al periodo tra aprile 2020 e marzo 2021), potranno fare richiesta di un contributo a fondo perduto alternativo.

In ogni caso, vengono esclusi coloro le cui attività hanno avuto ricavi, nel 2019, superiori ai 10 milioni di euro.

Per i vecchi beneficiari le aliquote restano le seguenti:

  • 60% con ricavi fino a 100mila euro;
  • 50% con ricavi compresi tra 100mila e 400mila euro;
  • 40% con ricavi fra 400mila e 1 milione di euro;
  • 30% con ricavi tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 20% con ricavi e guadagni compresi tra i 5 e i 10 milioni di euro.

Per i nuovi beneficiari invece le aliquote sono un po’ diverse e fanno sempre però riferimento alla differenza media mensile:

  • 90% con ricavi fino a 100mila euro;
  • 70% con ricavi compresi tra 100mila e 400mila euro;
  • 50% con ricavi fra 400mila e 1 milione di euro;
  • 40% con ricavi tra 1 e 5 milioni di euro;
  • 30% con ricavi e guadagni compresi tra i 5 e i 10 milioni di euro.

Oltre il bonus lavoratori agricoli, anche bonus per pescatori

Nel Dl Sostegni bis, oltre il bonus per i lavoratori agricoli è previsto un bonus per i pescatori autonomi il cui importo è di 950 euro e che fa riferimento al mese di maggio 2021. Così come era avvenuto anche maggio scorso su disposizioni del Decreto Rilancio.

Chi sono i destinatari? I pescatori autonomi, compresi coloro che sono soci di cooperative e che esercitano in maniera professionale l’attività della pesca in acque marittime, interne e lagunari.

I pescatori che possono beneficiare di tale bonus non devono però essere titolari di pensione né essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, fatta eccezione per la Gestione Separata INPS.

Le modalità per fare richiesta del bonus sono le stesse dell’anno scorso, previste dal Decreto Rilancio. Bisognerà accedere tramite le proprie credenziali al sito INPS nella sezione dedicata al bonus per i pescatori autonomi. Per accedere ci sarà bisogno o di PIN INPS, o di SPID di livello 2 o superiore, di CIE 3.0 (Carta d’Identità elettronica) o di CNS (Carta nazionale dei servizi).

Per chi ha problemi con l’invio della domanda per via telematica, può sempre rivolgersi ai Caf e Patronati o rivolgersi al Contact Center dell’INPS telefonando o da rete fissa (modalità consigliata in quanto gratuita) al numero 803 164 oppure da rete mobile a pagamento il numero 06 164 164.

Così come nel caso del bonus lavoratori agricoli, anche il bonus per i pescatori è incompatibile con il Reddito di emergenza, mentre è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità.