La fine dell’anno sembra ancora lontana ma in realtà mancano poco più di tre mesi al nuovo anno che spazzerà via moltissimi bonus e agevolazioni.

Tra i bonus a cui dovremo con buona probabilità dire addio il prossimo anno troviamo un incentivo davvero molto generoso, il bonus mobili 2021.

L’importo di questo contributo può arrivare fino a 8.000 euro e può essere usato per acquistare mobili ed elettrodomestici.

Si tratta di quello che viene definito un bonus senza ISEE, termine con cui si indicano i contributi che non hanno requisiti di accesso legati al reddito del richiedente e non accrescono lo stesso.

Il bonus mobili è gestito dall'Agenzia delle Entrate e viene considerato una delle agevolazioni ristrutturazione, poiché l’unico dei requisiti richiesti è che l’importo venga speso per acquistare elettrodomestici o mobili da destinarsi ad un’abitazione che sia stata ristrutturata da poco tempo.

Il bonus mobili presenta poi una compatibilità con molti altri contributi quali il bonus casa, con cui può essere usato in contemporanea, così da avere sia uno sconto per la ristrutturazione dell’immobile che un finanziamento per arredarlo.

Ogni dettaglio sul bonus mobili 2021 è descritto anche nel video YouTube a cura del Geometra Danilo Torresi:

 

Tutto quello che c'è da sapere sul bonus mobili 2021

Cerchiamo adesso di scendere nel dettaglio e scoprire il funzionamento di questo generoso contributo, chiamato bonus mobili 2021.

Esso consiste in una detrazione pari al 50% applicabile agli importi spesi per l’acquisto di grandi elettrodomestici o mobili, destinati ad essere collocati in un immobile appena ristrutturato.

La spesa totale ammissibile alla detrazione è pari a 16.000 euro, quindi poiché il bonus mobili consiste in uno sconto del 50%, questo può raggiungere un importo massimo di 8.000 euro.

Per utilizzare questi importi la ristrutturazione dell’immobile per cui si sblocca il bonus mobili deve essere stata intrapresa prima del 2020 e le spese ammissibili sono tutte quelle che riguardano oggetti acquistati nell’arco di quest'anno, il 2021.

Il bonus mobili è fruibile anche se gli oggetti sono stati acquistati nel 2020, ma in questo caso la ristrutturazione deve aver avuto inizio prima del 2019 e gli importi del bonus sono più bassi. Poiché il massimale della spesa detraibile sarà pari a soli 10.000 euro, il che comporta un importo massimo di sconto applicabile, per gli acquisti 2020, pari a 5.000 euro.

Inoltre vale la pena di specificare che, come sottolinea l’Agenzia delle Entrate stessa, per utilizzare il bonus mobili è obbligatorio che la data di inizio degli interventi edilizi preceda quella di acquisto dei mobili e degli elettrodomestici che si vogliono scaricare. Tuttavia è possibile anche pagare i lavori edilizi in un momento successivo, poiché il bonus mobili tiene conto della data di inizio dei lavori e non di quando questi vengono pagati.

Un requisito fondamentale però è che la persona che paga i lavori sia la stessa che effettua gli acquisti degli elementi di arredo o degli elettrodomestici. Ad esempio di due coniugi quello che si occupa di saldare la ristrutturazione dovrà anche acquistare i mobili e gli elettrodomestici, altrimenti non si avrà diritto al bonus mobili.

C’è possibilità di avere lo sconto in fattura con il bonus mobili 2021?

A nostro malgrado diremo seccamente che la risposta alla domanda è No! Il bonus mobili in nessun caso può essere usato con sconto in fattura o cessione del credito, ma resta valida la sola detrazione Irpef in dieci anni.

In realtà l’esecutivo governativo aveva provato ad estendere sconto e cessione anche al bonus mobili attraverso il DL Sostegni bis. Tuttavia quando si è votato il Decreto la norma è stata eliminata a causa dell'insufficienza dei fondi. 

Perciò chi vuole usare il bonus mobili 2021 dovrà accontentarsi della detrazione Irpef, cioè l’importo spettante, diviso in dieci quote annuali, sarà sottratto dalle tasse da pagare a fine anno.

Per scaricare le spese utilizzando il bonus mobili è necessario conservare fattura o scontrino sui quali dovranno essere indicati Partita Iva o codice fiscale tanto del venditore quanto dell’acquirente.

Queste spese dovranno poi essere inserite nella dichiarazione dei redditi, cioè usando il modello 730 o il modello Redditi PF, a seconda se a richiedere il contributo sia un lavoratore dipendente o autonomo.

Qualche chiarimento sull’utilizzo del bonus mobili 2021

Prima di passare ad analizzare nel dettaglio quali sono gli interventi di ristrutturazione che danno diritto al bonus mobili e con quali incentivi è cumulabile, dobbiamo spendere qualche parola sui chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate riguardo l’utilizzo di questo contributo.

In primo luogo, se si è detto che per avere il bonus mobili è necessario che gli acquisti siano collocati in un immobile appena ristrutturato, si deve anche dire che gli oggetti possono essere acquistati per una zona diversa da quella oggetto di intervento edilizio.

Essendo un po’ più pratici, se ad esempio si ristruttura il bagno, sarà assolutamente possibile acquistare usufruendo del bonus mobili elettrodomestici o elementi di arredo da destinarsi ad altre aree, quali cucina, camera da letto, etc.

In ultimo, ancora un chiarimento circa l’utilizzo del bonus mobili con le ristrutturazioni legate alle parti comuni degli edifici condominiali. In questa casistica infatti l’importo massimo di 8.000 euro spetta per ogni unità abitativa, ma qualsiasi cosa acquistata dovrà essere collocata nelle parti comuni, non si possono insomma acquistare mobili ed elettrodomestici ad uso privato degli inquilini.

Cosa si può acquistare con il bonus mobili 

Scendiamo adesso nel dettaglio delle spese ammesse dal bonus mobili 2021, dopo aver genericamente detto che si possono acquistare mobili ed elettrodomestici.

L’Agenzia delle Entrate è sempre piuttosto chiara ed ordinata nella descrizione delle varie agevolazioni. Per il bonus mobili l’organo mette a disposizione una breve scheda riassuntiva e una più lunga guida pdf. Nella guida sono elencati i vari esempi circa gli oggetti detraibili grazie all'incentivo.

Partendo dai mobili, questi includono praticamente tutti gli elementi di arredo con l’esclusione però di pavimenti, porte e tendaggi.

Per quanto riguarda gli apparecchi elettronici questi devono essere grandi elettrodomestici e avere una classe energetica che sia A+ o superiore, con l’eccezione di lavasciuga e forni per i quali va bene anche la classe A.

Inoltre è possibile inserire nelle spese detraibili anche grandi elettrodomestici che non recano del tutto l’etichetta energetica, se l’omissione è autorizzata dalla legge italiana.

Le ristrutturazioni che sbloccano il bonus mobili 2021

Passiamo adesso invece a scandagliare quali sono i lavori di ristrutturazione che sbloccano il bonus mobili e che ancora una volta sono descritti nel dettaglio nella guida pdf redatta dall’Agenzia delle Entrate.

Per avere diritto al bonus mobili è necessario realizzare interventi edilizi o operazioni di manutenzione straordinaria, termine con cui si intendono:

  • sostituzioni di ascensori e caldaie;
  • creazione e rinnovo di scale;
  • installazione di recinzioni;
  • installazione di stufe a pellet o più in generale stufe alimentate a biomassa combustibile.

Per quanto riguarda gli interventi che riguardano il rifacimento degli intonaci esterni, questi danno diritto al bonus mobili solo se effettuati su edifici condominiali e per acquisti da destinarsi alle parti comuni.

Inoltre a proposito degli interventi di ristrutturazione che sbloccano il bonus mobili, l’Agenzia chiarisce che in presenza di lavori coperti dall’agevolazione con detrazione al 65% per le riqualificazioni energetiche non si ha mai diritto all’incentivo.

Ristrutturazione e arredo a metà prezzo con bonus casa e bonus mobili

E veniamo alla cosiddetta cumulabilità degli incentivi, cioè cerchiamo di capire insieme a quali altri incentivi può essere usato il bonus mobili 2021.

Prima di tutto il jolly delle agevolazioni ristrutturazione, il bonus casa. Una delle agevolazioni meno complesse, se paragonata a bonus facciate e Superbonus 110%, che dà diritto al 50% di sconto qualsiasi intervento edilizio si realizzi, per un massimo pari a 96.000.

Inoltre l’incentivo a differenza del bonus mobili prevede il comodo utilizzo dello sconto in fattura oltre che della detrazione Irpef in dieci anni.

Lo sconto in fattura farà sì che il proprietario beneficiario del bonus casa paghi alla ditta solo il 50% dei costi. L’altra metà coperta dal bonus potrà essere restituita mediante credito d’imposta o in alternativa il credito può essere ceduto ad una banca o un istituto finanziario.

Quest’ultima opzione è la cosiddetta cessione del credito che in verità può essere usata anche dal proprietario immobiliare a cui spetta la detrazione.

Il bonus casa in questa veste, cioè con sconto in fattura al 50%, sarà in vita con certezza fino al 31 dicembre 2021. Dopo questo termine il governo dovrà intervenire oppure il bonus casa tornerà alle origini, cioè con la detrazione Irpef del 36%, per un massimo di 48.000 euro.

Il bonus facciate da diritto al bonus mobili 2021?

Tra il bonus mobili e il bonus facciate intercorre un rapporto davvero complesso, questo perché, escludendo gli edifici condominiali e gli acquisti per le parti comuni, il contributo non è accessibile se si effettua il rifacimento degli intonaci.

Tuttavia c’è sempre un “ma”! In un caso solamente infatti il bonus facciate sblocca il bonus mobili, cioè quando gli interventi realizzati e coperti dalla detrazione al 90% sono qualificati come di “recupero del patrimonio edilizio”. Questo è l’unico caso in cui si ha diritto al bonus mobili insieme al bonus facciate.

Inutile dire che il bonus facciate non sfugge al dubbio destino che avvolge quasi tutte le agevolazioni per le ristrutturazioni, con l’eccezione del Superbonus 110% che avrà vita certa almeno fino al 2023.

Anche il bonus facciate infatti scade a fine anno e per sapere delle sue sorti si dovrà aspettare dicembre e l'emanazione della Legge di Bilancio 2022.