Il bonus mobili ed elettrodomestici avrà vita lunga, fino al 2025, ma sarà modificato negli importi per effetto della Legge nr. 234 del 30 dicembre 2021, ovvero la tanto chiacchierata Legge di Bilancio di quest’anno.

Normalmente del bonus mobili si parla sempre in relazione ai bonus ristrutturazione, considerandolo uno di essi poiché il finanziamento pubblico per arredare casa, di 5.000 euro nel 2022, viene concesso solo per gli immobili ristrutturati a partire dall’anno precedente.

In generale però, quando si parla di bonus edilizi si commette sempre un errore e basilare, cioè quello di credere che gli incentivi siano applicabili solo se le operazioni eseguite in casa siano di ristrutturazione in senso stretto, cioè riguardino interventi edilizi con ricostruzione e demolizione delle aree interne o esterne. In realtà, il bonus mobili, come molte altre agevolazioni ristrutturazione, è applicabile e sfruttabile anche eseguendo operazioni di manutenzione straordinaria sulle villette e persino di manutenzione ordinaria sugli edifici condominiali.

Per farla breve, il bonus mobili ed elettrodomestici 2022 non spetta solo per gli interventi edilizi, ma anche se in casa si eseguono lavori molto meno invasivi, quali la sostituzione della caldaia o dei condizionatori.

Tuttavia, la manovra di bilancio stabilisce una lenta e progressiva riduzione di importi per il bonus mobili che avrà inizio a partire dal 2022, quando la spesa massima agevolabile, nel 2021 di 16.000 euro, è scesa a 10.000 euro, facendo diminuire anche gli importi dell’agevolazione, la quale offrendo il 50% di detrazione assegnerà un massimo di 5.000 euro per unità abitativa ai beneficiari.

Nell’ultimo biennio di vita 2023-2024 la spesa massima ammissibile dal bonus mobili scende ancora a 5.000 euro e quindi la detrazione massima non supera i 2.500 euro ad unità abitativa.

Vediamo perciò in cosa consiste il nuovo bonus mobili, cioè in cosa la normativa 2022-2024 si discosta dalla normativa 2021 e anche quali sono le casistiche in cui si ha diritto all’incentivo senza ristrutturare.

Come scendono gli importi del bonus mobili dal 2022 al 2025

Partiamo spiegando brevemente che cos’è il bonus mobili e quali sono ora le sue nuove scadenze e i suoi nuovi importi 2022.

Il bonus mobili ed elettrodomestici viene prorogato dalla Legge di Bilancio di quest’anno, che ne decreta un periodo di attivazione fino al 2025, ma ne riduce gli importi rispetto all’incentivo di quest’anno.

Questa agevolazione ci accompagna già da un po’, tuttavia nel 2021 i suoi importi sono stati per così dire gonfiati e l’anno scorso esso permetteva di comprare mobili e grandi elettrodomestici, per arredare un immobile appena oggetto di manutenzione o intervento edilizio, con un finanziamento pubblico che rimborsava il 50% dei costi anticipati, ma applicabile alla spesa massima di 16.000 euro. Quindi in sostanza il bonus mobili 2021 assegnava ai beneficiari un importo massimo di 8.000 euro ad immobile.

Il bonus mobili 2022 lascia all’incentivo un finanziamento pari al 50% dei costi anticipati per arredare casa, se nell’immobile le ristrutturazioni sono iniziate prima dell’anno precedente, ma la detrazione si può applicare solo alla spesa massima di 10.000 euro, ne consegue che fino al 2023 il finanziamento pubblico massimo per tali spese sarà di 5.000 euro ad unità immobiliare.

Dopo il 31-12-2022 l’agevolazione sarà attiva per un altro biennio (2023-2024), ma con una ulteriore riduzione degli importi, perché la spesa massima agevolabile sarà di 5.000 euro e quindi il bonus mobili offrirà un massimo di 2.500 euro di detrazione per unità immobiliare.

Il bonus mobili 2022 ammette sconto in fattura e cessione del credito? Ha effetto il DL Anti-frodi?

Fissate le nuove scadenze ed i nuovi importi, vediamo come si usa il bonus mobili 2022.

Esso consiste, entro i massimali di spesa esposti, in una detrazione Irpef in dieci anni. Cioè, il proprietario che ha appena ristrutturato casa e vuole usare il bonus mobili dovrà effettuare gli acquisti in prima persona, con un sistema tracciabile di pagamento e documentare le spese, cioè conservare fattura o scontrino, poi gli spetterà il 50% di rimborso, applicabile alla spesa massima di 10.000 euro nel 2022 e di 5.000 euro nel 2023-2024.

Quindi, ammettendo che si sfrutti l'importo per intero, il bonus mobili restituirà ai beneficiari la cifra limite  di 5.000 euro nel 2022 e 2.500 euro nel 2023-2024.

Il rimborso avverrà come sconto sulle tasse da pagare a fine anno, con l’intera somma divisa in dieci quote annuali di pari importo.

Le spese ammesse riguardano mobili e grandi elettrodomestici, con l’esclusione di porte, pavimenti, tendaggi e altri elementi di arredo.

Il bonus mobili non ammette la possibilità dello sconto in fattura o la cessione del credito, con cui il finanziamento spettante può essere direttamente sottratto dal prezzo finale di vendita. Su questo incentivo non ha perciò alcun effetto il DL Anti-frodi (157/2021), che invece stabilisce la necessità del visto di conformità per le agevolazioni ristrutturazione che si sfruttano con sconto e cessione.

Soluzioni Green offre una valida panoramica sulle modifiche applicate ai bonus ristrutturazione dall’entrata in vigore del DL Anti-frodi, che in ogni caso lascia indenne il bonus mobili 2022:

  

Bonus mobili 2022 su villette e condomini anche senza ristrutturare. Quali sono i casi ammessi?

Veniamo alla fulcro di queste pagine e cioè in quali casi si può avere il bonus mobili ed elettrodomestici 2022 senza ristrutturare casa.

La normativa dell’agevolazione fa una differenza tra edifici condominiali e unifamiliari, dove i primi vengono ammessi, per le spese di oggetti da destinarsi alle parti comuni, anche se sono state svolte operazioni di manutenzione ordinaria della struttura.

Partendo dalle villette, cioè gli edifici unifamiliari, questi possono richiedere il bonus mobili 2022 se sull’immobile sono state svolte ristrutturazioni edilizie di interni o esterni oppure le seguenti operazioni di manutenzione straordinaria: sostituzione dei vecchi servizi igienici, sostituzione della caldaia, degli infissi, installazione di stufe a biomassa combustibile (come il pellet), costruzione di scale, installazione degli ascensori e, infine, anche le operazioni che riguardano l'efficientamento energetico.

Per quanto riguarda gli edifici condominiali, questi possono richiedere il bonus mobili, oltre che nelle casistiche indicate prima, anche per operazioni di manutenzione ordinaria.

Ma in questo caso anche mobili ed elettrodomestici dovranno essere collocati nelle parti comuni e il il massimale di spesa si calcola su una cifra di 5.000 euro ad unità abitativa.

Nello specifico si considerano operazioni di manutenzione ordinaria utili ai fini dell’ottenimento del bonus mobili 2022 quelle relative alle varie riparazioni come anche la tinteggiatura delle pareti.

Bonus mobili 2022, una novità sulle spese agevolabili dei grandi elettrodomestici 

Ricordiamo che, essendo in vigore da pochissimo la normativa del bonus mobili 2022, si attende la stesura della nuova guida pdf dell’Agenzia delle Entrate, per quanto i cambiamenti quest’anno dovrebbero investire importi e scadenze, ma non il regolamento generale sulle spese ammesse.

A questo proposito occorre però fare una precisazione, che riguarda nello specifico i grandi elettrodomestici acquistabili.

Questo perché tra le spese agevolabili il bonus mobili 2021 ammetteva elettrodomestici di classe energetica minima A+ o A per forni e lavasciuga.

A marzo 2021 la classificazione energetica delle apparecchiature elettroniche è cambiata e adesso si usano le lettere dalla A alla G, di conseguenza, la Legge di Bilancio 2022 applica dei correttivi che adeguano il nuovo bonus mobili all'attuale classificazione energetica.

Sono modifiche che però di fatto non cambiano le caratteristiche delle spese agevolabili.