Il bonus mobili ed elettrodomestici  avrà vita lunga. Nella bozza della legge di bilancio 2022, ancora in fase di aggiustamenti con i vari emendamenti, si legge che il bonus mobili sarà prorogato fino al 2024. Ma rispetto agli 8.000 euro di bonus ancora possibili fino al 31 dicembre 2021, ci si dovrà accontentare di 2.500 euro.

Il bonus mobili ed elettrodomestici è riconosciuto nella misura del 50% della spesa di acquisto di elettrodomestici in classe non inferiore alla nuova classificazione di E e F, mentre per i forni non deve essere inferiore alla vecchia A.

Il bonus mobili però continuerà ad essere utilizzabile solo in presenza di lavori di ristrutturazione sull'immobile esistente su cui ci sia un diritto reale di possesso. 

Fino a fine anno, quindi chi sta facendo dei lavori di ristrutturazione, e decide di arredare una o più stanze, anche non soggette alla ristrutturazione, potrà portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi, il 50% della spesa, che non può superare il tetto massimo di 16.000 euro.

Questo stesso tetto, dal 2022 e fino al 2024 scenderà a 5.000 euro, molto meno dell'attuale massimo, e meno della soglia di 10.000 euro che era previsto nel 2020.

Non cambiano invece, o non dovrebbero cambiare, i requisiti per l'accesso al bonus mobili. 

Come ha sostenuto il presidente del consiglio, Mario Draghi, dopo l'approvazione del testo in consiglio dei ministri, il 28 ottobre, la manovra 

E’ una legge di bilancio espansiva, accompagna la ripresa ed è in piena coerenza con gli altri documenti che guidano l’azione economica del governo. Si agisce sulla domanda e sull’offerta, tagliamo le tasse, stimoliamo gli investimenti, miglioriamo la spesa sociale con particolare attenzione ai giovani e alle donne.

A questo punto non ci resta che vedere il bicchiere mezzo pieno. 

Altro aspetto da non sottovalutare è che il bonus mobili ed elettrodomestici non richiede alcun ISEE

Bonus mobili 2.500€: come cambia nel 2022

La legge di bilancio 2022, in attesa di essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale non appena il testo trovi il parere favorevole di Camera e Senato (al momento è passata in lettura in Senato e quindi passibile di cambiamenti che devono poi essere approvati dalla Camera), ha messo mani ai bonus che hanno investito gli italiani da marzo 2022.

Prima il decreto Cura Italia, poi il Decreto Rilancio hanno messo sul tavolo diversi bonus, soprattutto in campo edilizio e turistico, come il superbonus 110%, il bonus facciate 90%, oppure il bonus vacanze. Nel contempo anche il bonus mobili ed arredamenti che era già attivo nel 2020 nella misura di 10.000 euro, è stato rafforzato, con la legge di bilancio 2021.

Nel 2021, l'importo massimo della spesa su cui applicare il 50% come detrazione fiscale, è stato innalzato a 16.000 euro, consentendo quindi di poter portare in detrazione nelle successive dieci dichiarazioni dei redditi, 800 euro all'anno.

Ma il bonus mobili, cambia dal 2022. 

La prima novità è l'allungamento del periodo di validità del bonus mobili fino al 2024. Non ci sarà più bisogno quindi di rinnovarla ogni anno, ma dal 2022 per ben tre anni sarà strutturale.

L'altra novità, meno vantaggiosa, è che l'importo massimo delle spese ammesse alla detrazione fiscale scende a 5.000 euro. Se nel 2021, quindi si poteva pensare di arredare cucina e soggiorno, con 16.000 euro, nel 2022 non si potrà più pensare di arredare tutta casa. E poichè il bonus mobili si può usare solo in presenza di lavori di ristrutturazioni, è impensabile che si possa usare più volte nel triennio. Ci si dovrà accontentare di arredare solo una stanza 

Il che significa poter portare in detrazione 2.500 euro, da spalmare in dieci quote annuali di pari importo. Rispetto agli attuali 800 euro all'anno di detrazione fiscale, i nuovi 250 euro non sono poi così tanti. Ma per lo meno ci saranno.

Bonus mobili: come averlo nel 2022

Il bonus mobili ed elettrodomestici non è un bonus a sè stante, ma solo se collegato ad alcuni lavori edili. Quindi chi pensa di poter acquistare un elettrodomestico (poi affronteremo più avanti quali tipologie sono ammesse) o un'intera camera da letto e portare in detrazione in dieci anni il 50% della spesa sostenuta, nel rispetto della soglia di spesa, sta omettendo un particolare molto importante.

Infatti il bonus mobili ed elettrodomestici, si può richiedere solo se sono eseguiti dei lavori in casa, o in una pertinenza dell'abitazione. Non è necessario effettuare i lavori nella stanza in cui si installerà l'elettrodomestico oppure si monterà il nuovo mobile.

Da un punto di vista temporale, si deve prima procedere con l'avvio dei lavori edili, senza necessariamente ancora concluderli, e poi procedere all'acquisto dell'elettrodomestico o dell'arredamento. Come riportato dall'Agenzia delle Entrate, i lavori che ammettono il bonus mobili sono quelli di ristrutturazione.

Altra condizione è che i lavori vanno svolti sull'immobile di proprietà oppure laddove ci sia un diritto reale. Per chi volesse ancora sfruttare il bonus mobili entro il 31 dicembre 2021 per usufruire fino a 8.000 euro di detrazione, dovrà effettuare l'acquisto entro la fine dell'anno. Mentre i lavori di ristrutturazione non devono essere concomitanti, ma possono anche essere stati svolti prima.

Nel 2022 non cambiano questi requisiti, e quindi chi penserà di fare lavori di ristrutturazioni potrà pensare di portare in detrazione 2.500 euro al massimo.

Bonus 2.500 euro: elenco lavori ammessi

Proviamo allora fare qualche esempio sulle tipologie di lavori ammessi e grazie ai quali si potrà avere accesso anche al bonus mobili. Ad esempio aprire un varco per una nuova porta, oppure sostituire i sanitari, rifare le scale e rampe, costruire nuove scale interne sono lavori che permettono di poter poi portare in detrazione le spese di un eventuale acquisto di una elettrodomestico o mobile destinato all'abitazione (o pertinenza) in cui sono stati svolti i lavori. 

Come riportato nella guida dell'Agenzia delle Entrate

La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell’immobile stesso, anche se accatastata autonomamente.

Tra i lavori ammessi anche quelli connessi al superbonus 110%. A confermarlo l'Agenzia delle Entrate

il bonus mobili, spetta anche ai contribuenti che fruiscono del sismabonus nonché per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, del Superbonus di cui al comma 4 dell'articolo 119 del decreto Rilancio.

Bonus mobili 2.500 euro: cosa fare per averlo

Il bonus mobili ed elettrodomestici è uno dei bonus che non richiedono adempimenti particolari se non quelli connessi ai lavori di ristrutturazione da effettuare sull'immobile di proprietà.

L'Agenzia delle Entrate ha emesso una guida con consente di poter senza errori, godere del bonus mobili. Nella bozza di legge di bilancio, le regole valide fino al 31 dicembre 2021 non dovrebbero cambiare anche per il 2022 e fino al 2024.

Per portare in detrazione il bonus mobili, nella dichiarazione dei redditi a partire da quella dell'anno successivo a quello di acquisto di mobili o elettrodomestici, si deve prima avviare l'iter per la ristrutturazione di un ambiente nell'abitazioni oppure in una pertinenza.

La data di inizio lavori deve essere antecedente alla data di acquisto dell'elettrodomestico o dell'arredamento.

Il secondo passo è acquistare l'elettrodomestico, o più di uno, e l'arredamento o solo uno dei due. Per gli elettrodomestici questi devono soddisfare un requisito specifico che riguarda la classe energetica.

Infine, dall'anno successivo a quello di sostenimento della spesa di acquisto dell'elettrodomestico o  dell'arredamento, si può portare in detrazione la prima rata delle 10 ammesse. 
Si ricorda che fino a dicembre 2021 la detrazione massima ammessa è di 8.000 euro, mentre dal 2022 e fino al 2024 sarà di 2.500 euro.

Bonus 2.500 euro: cosa si può comprare

Come lo stesso bonus identifica i beni che si possono acquistare sono mobili ed elettrodomestici. Per i primi non ci sono limiti, o vincoli, per i secondi invece si devono rispettare le classi energetiche. Per i forni l'etichetta non deve essere inferiore ad A, mentre per gli altri elettrodomestici devono essere di classe A+ o superiore.

Non sono ammessi i piccoli elettrodomestici. 

La novità introdotta nella bozza di bilancio 2022, all'articolo 9 si stabilisce 

per le ulteriori spese documentate sostenute negli anni 2022, 2023 e 2024 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. 

Oltre al costo del bene acquistato possono sommarsi i costi di trasporto e montaggio purchè risultino dalla fattura rilasciata dall'esercente.

Il pagamento deve invece essere effettuato successivamente alla data di inizio lavori, e deve esser tracciato. Sono ammessi i pagamenti a mezzo bonifico bancario o con bancomat e carte di credito. Non sono ammessi invece i contanti e gli assegni, al fine di poter far valere il bonus mobili ed elettrodomestici.

Nel caso in cui si acquista il bene con un finanziamento, è possibile portare in detrazione la spesa sostenuta nella misura del 50% fino ad un massimo di 2.500 euro (8.000 euro fino a dicembre 2021).

Bonus mobili senza ISEE: ok anche nel 2022

Il bonus mobili non richiede l'ISEE. Questo è un aspetto importante da tenere in considerazione perchè permette a tutti i cittadini residenti in Italia, di potere, fermo restando i lavori di ristrutturazione, accedere alla detrazione del 50% delle spese di acquisto di un elettrodomestico (frigo, forno, lavastoviglie, lavatrice, ecc) o di un mobile. 

L'ISEE, che misura la "ricchezza" di una famiglia per questo bonus non è necessario averlo, ma ci sono tante altre misure, come il nuovo assegno unico ai figli, che invece lo richiederà.

L'ISEE non sarà necessario neanche nel 2022 e negli anni successivi, ma restano in vigore i vincoli dei lavori di ristrutturazione come:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza
  • realizzazione dei servizi igienici
  • sostituzione di infissi esterni con modifica di materiale o tipologia di infisso
  • rifacimento di scale e rampe
  • realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate
  • costruzione di scale interne
  • sostituzione dei tramezzi interni senza alterazione della tipologia dell’unità immobiliare
  • gli interventi finalizzati all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia,
  • la sostituzione della caldaia