Dal 1° marzo 2021 sono entrate in vigore le nuove classi energetiche per alcune tipologie di elettrodomestici (come frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie e televisori), mentre la transizione sarà graduale per altre tipologie di strumenti (per le lampade il passaggio sarà dal 1° settembre 2021). L’Agenzia delle Entrate, però, non ha ancora aggiornato la guida al bonus mobili, ovvero quell’agevolazione – che rientra nel pacchetto dei bonus per ristrutturare casa – che permette di ottenere una detrazione fiscale del 50% a fronte dell’acquisto di mobili o elettrodomestici di classe A o A+, fino a una spesa massima di 16 mila euro.

Conferma l’Agenzia delle Entrate:

Possono usufruire di una detrazione Irpef del 50% i contribuenti che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), nell'ambito di un itervento di ristrutturazione edilizia di un'unità immobiliare singola o condominiale.

Con il passaggio alle nuove classi energetiche, dunque, è rimasto un vuoto normativo che lo Stato deve colmare in fretta, pena l’impossibilità di richiedere il bonus mobili ed elettrodomestici. Facciamo il punto sulla situazione e andiamo a scoprire come funziona il bonus mobili ed elettrodomestici 2021, che cosa cambia con le nuove classi energetiche e come si può richiedere nel 2021.

Bonus mobili ed elettrodomestici: che cos’è

Introdotto da uno dei primi provvedimenti economici legati all’emergenza coronavirus, il bonus mobili ed elettrodomestici è stato poi modificato dalla Legge di Bilancio per il 2021, che ne ha innalzato la soglia massima di spesa.

Come riporta la guida al bonus mobili dell’Agenzia delle Entrate:

l’agevolazione ha ottenuto la proroga per tutto il 2021 grazie alla Manovra, ma solo a fronte di interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire dal 1° gennaio 2020. Per il bonus mobili legato agli acquisti effettuati nel 2020, invece, gli interventi di manutenzione dell’immobile devono essere stati eseguiti a partire dal 1° gennaio 2019.

Dunque, tutti i contribuenti che soddisfano queste prime condizioni, possono richiedere il bonus mobili, che permette di accedere a una detrazione Irpef in dichiarazione pari al 50% sull’acquisto di mobili o elettrodomestici di classe energetica rientrante almeno nella classe A+ (oppure nella classe A per i forni). La spesa massima consentita, infine, è stata innalzata da 10 mila euro a 16 mila euro. La detrazione, invece, va suddivisa in dieci quote all'anno di uguale importo.

Bonus mobili ed elettrodomestici: come funziona la detrazione

Per poter ottenere la detrazione occorre rispettare alcuni vincoli legati alle tempistiche e agli interventi di ristrutturazione edilizia. Infatti, ribadiamo che il bonus mobili ed elettrodomestici è destinato soltanto ai contribuenti che abbiano iniziato lavori di riqualificazione o ristrutturazione di unità immobiliari singole o condominiali, prima dell’acquisto di mobili o elettrodomestici. Non è vincolante, invece, che le spese di manutenzione vengano pagate prima dell’acquisto di nuovi mobili.

In linea generale, le regole da rispettare sono le seguenti:

  • per i lavori iniziati nel 2017, è possibile usufruire delle detrazioni del bonus mobili solo per gli acquisti effettuati nel corso del 2018;
  • per i lavori iniziati nel 2018, è possibile usufruire delle detrazioni del bonus mobili solo per gli acquisti effettuati nel corso del 2019;
  • per i lavori iniziati nel 2019, è possibile usufruire delle detrazioni del bonus mobili solo per gli acquisti effettuati nel corso del 2020;
  • per i lavori iniziati nel 2020, è possibile usufruire delle detrazioni del bonus mobili solo per gli acquisti effettuati nel corso del 2021.

Per quanto riguarda sempre le tempistiche, inoltre, prima occorre dare il via ai lavori di ristrutturazione e solo dopo è possibile acquistare mobili ed elettrodomestici sfruttando le detrazioni. 

Bonus mobili 2021: per quali oggetti spetta

La detrazione del 50% sulla spesa massima di 16 mila euro, ovvero il bonus mobili, spetta ai contribuenti che hanno effettuato l’acquisto di mobili o elettrodomestici nuovi, in seguito all’avvio di lavori di ristrutturazione edilizia. 

Si può richiedere la detrazione Irpef a fronte dei seguenti acquisti:

  • per quanto riguarda i mobili è possibile acquistare sedie, scrivanie, letti, armadi, comodini, divani, materassi e dispositivi di illuminazione;
  • per quanto riguarda, invece, gli elettrodomestici è importante guardare alla classe energetica. Per forni e lavasciuga è sufficiente la classe A (o superiore), mentre per tutti gli altri elettrodomestici (frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, televisore) è opportuno scegliere le classi A+, A++

E qui arriviamo al dunque: dal 1° marzo sono cambiate le classi energetiche degli elettrodomestici, ma la normativa di riferimento non è stata ancora aggiornata. Come si può richiedere il bonus mobili a fronte di questa novità?

Come deve essere eseguito il pagamento?

Anche in questo caso, c’è un vincolo per effettuare il pagamento: è opportuno eseguire sempre pagamenti con metodi tracciabili (con carte di credito o debito, bancomat o applicazioni, oppure tramite bonifico) in modo da poter accertare in qualsiasi momento il pagamento effettuato. Non sono accettato i pagamenti eseguiti con contanti, assegni o altri mezzi di pagamento diversi da quelli specificati sopra.

È possibile ottenere la detrazione anche per i beni acquistati grazie a un finanziamento a rate. Nel caso di pagamento con carta di credito, infine, l’Agenzia delle Entrate specifica che farà fede la data di utilizzo della carta e non quella di addebito sul conto corrente.

Bonus mobili e nuove classi energetiche: cosa cambia?

A mandare in tilt il bonus mobili è stata la nuova classificazione energetica di alcuni elettrodomestici, che ha “declassato” dalla classe A+ alla C tutti gli strumenti che prima rientravano nel top di gamma. In realtà, la classe C è ottima per quanto riguarda la nuova scala di riferimento: il vero problema è che nella nuova classificazione non vi sono elettrodomestici di classe A o A+. Come poter usufruire del bonus mobili a fronte della nuova classificazione?

Il quesito è da sottoporre proprio all’Agenzia delle Entrate, che dal 1° marzo 2021 non ha ancora aggiornato la sua guida. Occorre anche rivedere il decreto legge numero 63 del 4 giugno 2013, dove viene disciplinato il bonus mobili (articolo 16). I contribuenti sono nel caos e hanno bisogno di chiarezza per poter comprendere come usufruire dell’agevolazione.

Sarebbe utile, a tal fine, realizzare una tabella di confronto tra la vecchia classificazione e la nuova classificazione energetica, chiarendo quali siano gli elettrodomestici che possono rientrare nel bonus e quali ne siano, invece, esclusi.

Nuove classi energetiche: come funzionano?

La Commission Europea ha previsto l’introduzione di nuove etichette energetiche, che in Italia sono state adottate a partire dal 1° marzo 2021. La scala di equivalenza parte dalla A (alla quale non corrisponde allo stato attuale alcun elettrodomestico) e termina con la G. 

L’intento è quello di spingere i produttori a migliorarsi sempre di più e a introdurre prodotti sempre più sostenibili in termini ambientali, ma anche economici. Dunque, non esistono elettrodomestici che al momento meritano al classe A, mentre pochissimi potranno accedere alle B. Cosa significa?

Facciamo un esempio pratico. Gli elettrodomestici che nella vecchia classificazione rientravano nella classe A++, ad oggi, con la nuova scala, devono accontentarsi di un C, seppur mantenendo tutte le loro caratteristiche e funzionalità. Dunque, facendo un ragionamento analogo, potrebbero rientrare nel bonus mobili anche alcuni elettrodomestici di classe B o C, purché rispettino le caratteristiche di efficienza e sostenibilità.

Infine, un’altra novità riguarda l’affiancamento di un codice QR sui prodotti in commercio che – scansionato – permette di leggere ulteriori informazioni e caratteristiche del prodotto stesso.

La normativa entrata in vigore dal 1° marzo 2021, comunque, escluse ancora le lampadine, per le quali occorre attendere il passaggio al 1° settembre 2021.

Bonus mobili 2021: chi può richiederlo

Torniamo quindi al bonus mobili e cerchiamo di capire come ottenere la detrazione del 50% sull’acquisto di oggetti per arredare la propria casa a fronte di un intervento di ristrutturazione edilizia.

Il bonus mobili 2021, come chiarisce il sito dell’Agenzia delle Entrate spetta:

al contribuente che usufruisce della detrazione per le spese di intervento di recupero del patrimonio edilizio.

In altre parole, possono richiedere il bonus mobili 2021 sono coloro che hanno eseguito interventi di ristrutturazione edilizia e hanno acquistato, in seguito, mobili nuovi o elettrodomestici di classe A o A+. Se, per esempio, due coniugi effettuato interventi con nomi diversi, la detrazione non spetterà a nessuno dei due.

La detrazione del bonus mobili viene erogata in compensazione alla dichiarazione dei redditi, modello 730 0 modello Redditi Persone Fisiche.

Bonus mobili 2021: come richiederlo

È possibile richiedere il bonus mobili per tutto il 2021 (fino al 31 dicembre), in quanto la Manovra ne ha prolungato i termini: le detrazioni, però, sono da inserire nella dichiarazione dei redditi e verrà recuperato piano piano nel corso dell'anno. La manovra 2021 ha prorogato anche il Superbonus 110%, il bonus verde, il bonus facciate e l’ecobonus casa.

Per poter richiedere il bonus mobili 2021 e ottenere lo sconto Irpef è necessario presentare i seguenti documenti:

  • ricevuta dell’avvenuto pagamento (da eseguire con metodi traccialibili quali bonifico, carta di credito o debito, bancomat);
  • la documentazione che accerti e certifichi l'avvenuto addebito sul proprio conto corrente;
  • fattura di acquisto con specificato il numero di beni acquistati e la tipologia.

Inoltre, a partire dal 2018 è necessario inviare la comunicazione ad ENEA per fruire del bonus mobili 2021. A tal fine, ENEA ha realizzato una guida utile per i contribuenti alle prese con interventi di ristrutturazione e bonus mobili. È necessario, ai fini dell’ottenimento della detrazione fiscale, presentare la comunicazione ad ENEA entro e non oltre 90 giorni dal collaudo.