Il bonus mobili è una misura che è stata molto utilizzata nel corso dello scorso anno e Mario Draghi ha deciso di prorogarla anche per il 2022 ma non solo, ha già fissato i termini per il 2023 e 2024.

La misura consente di ricevere un'agevolazione sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici, sono in molti a chiedersi però se è possibile usufruirne anche senza ristrutturazione, e in questo articolo andremo a vedere anche questo aspetto.

Il Governo ha deciso per un taglio netto del valore del beneficio, questo anche perché, purtroppo, è stato utilizzato perlopiù per l'acquisto di mobili, e molto meno per gli elettrodomestici.

La misura non ha solo il fine di aiutare i cittadini ma ha anche quello di agevolare l'acquisto di apparecchi che consumino meno energia, e che dunque salvaguardino maggiormente l'ambiente.

Andremo a vedere tutto quello che c'è da sapere in merito, andando anche a sviscerare la questione relativa alla cessione del credito e allo sconto in fattura.

Prima di proseguire vi consigliamo la visione del seguente video YouTube di Come Faccio A, nel quale viene spiegato come richiedere il bonus.

Bonus mobili: cos'è e che cos'è cambiato nel 2022

Il bonus mobili ed elettrodomestici è una misura che consente di ricevere un'agevolazione sul'acquisto proprio di mobili ed elettrodomestici, a patto che gli acquisti si riferiscano a un immobile in fase di ristrutturazione.

Nonostante sia nato con fini non solo di aiuto, ma anche di rinnovamento e salvaguardia dell'ambiente, è andato incontro a diverse modifiche per il nuovo anno e per quelli a seguire.

Ricordiamo infatti che la misura è stata prorogata fino al 2024, però non manterrà le stesse caratteristiche dello scorso anno.

La differenza più importante la troviamo sul valore economico del beneficio, che ha subito una netta riduzione con buona pace dei cittadini che speravano di poterne giovare gli stessi frutti dello scorso anno.

Il Governo ha deciso di abbassare il tetto massimo di spesa che passa dai 16.000 euro ai 10.000 euro massimi.

Capiamo bene che, alla luce di questa modifica, si avrà diritto a un'agevolazione minore, anche se comunque consistente.

Si potrà dunque ricevere massimo 5.000 euro a contrario degli 8.000 euro dello scorso anno, questo perché la percentuale di detrazione non è cambiata e ha mantenuto il suo 50 per cento.

Bonus mobili: come funziona e quali acquisti sono ammessi

Abbiamo visto dunque che la novità più importante relativa al bonus mobili è quella che riguarda il tetto massimo di spesa sulla quale può avvenire la detrazione, che passa da 16.000 euro a 10.000 euro.

Ma come funziona la misura? Fondamentalmente l'agevolazione consiste di ricevere il 50 per cento d'incentivo sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici da destinare a immobili in fase di ristrutturazione, anche se successivamente andremo a vedere quali alternative ci sono.

Si possono acquistare beni molto comuni, dal divano alla scrivania, dai tavoli alle sedie e via dicendo.

Per quanto riguarda gli elettrodomestici il discorso è un po' diverso, infatti devono essere acquistati beni che rispettino l'ambiente e che abbiano quindi una classe energetica considerata sostenibile.

Per vedere tutti gli acquisti ammessi basta consultare la pagina ufficiale dell'Agenzia delle Entrate, nella quale è stata creata un'apposita sezione.

È necessario tenere tutti i documenti che dimostrino gli acquisti e il facoltativo montaggio, oltre che quelli relativi alla ristrutturazione.

Abbiamo visto dunque che non c'è nulla di complicato o di particolare, basta semplicemente stare attenti a tenere la documentazione necessaria.

Bonus mobili: detrazione, sconto in fattura o cessione del credito?

Lo scorso anno molti cittadini hanno richiesto di poter beneficiare del bonus mobili utilizzando come metodo anche lo sconto in fattura e la cessione del credito, oltre che la ben nota detrazione.

Purtroppo però il Governo è stato categorico, e non ha concesso questa opportunità agli italiani.

Dunque, l'unico metodo utilizzabile rimane la detrazione che però non accontenta tutti, ma purtroppo la decisione è stata presa.

Il motivo del malcontento è che la detrazione viene spalmata su ben 10 anni, ed è considerato da molti un tempo troppo lungo per poter ricevere il denaro spettante.

Questa scelta è stata fatta per semplificare la macchina burocratica e per avere un'uniformità tra tutti i richiedenti, e, inoltre, per garantire la trasparenza delle operazioni.

In questo senso dunque non è arrivata la tanto sperata buona notizia, e la situazione non cambierà nemmeno nei prossimi anni.

Bonus mobili: si può richiedere senza ristrutturazione!

Arriviamo ora al momento chiave del nostro articolo, e andiamo a vedere se è possibile richiedere il bonus mobili anche senza ristrutturazione.

Iniziamo dicendo che, secondo quanto previsto dalla misura, i lavori di ristrutturazione sono necessari al fine di usufruire dell'agevolazione, ma è anche vero che non è necessario effettuare una ristrutturazione completa.

Infatti, è possibile accedere all'incentivo anche semplicemente effettuando lavori di manutenzione straordinaria, che sono molto meno invasivi e costosi.

Parliamo ad esempio di lavori come la sostituzione degli infissi o relativi alle barriere architettoniche, oltre a quelli relativi alla climatizzazione e alla caldaia.

Dunque i lavori senza ristrutturazione sono consentiti per accedere al bonus a patto che rientrino in quelli di manutenzione straordinaria.

Questo almeno per quanto riguarda le unità abitative oppure le villette unifamiliari, già in discussione per quanto riguarda il Superbonus 110%.

Altro discorso invece per quanto riguarda i condomini, chi abita in appartamento infatti potrà beneficiare dell'agevolazione se i lavori di manutenzione straordinaria si svolgono su parti comuni dell'edificio.

In conclusione, è possibile usufruire del bonus anche senza ristrutturazione a patto che si svolgano dei lavori di manutenzione straordinaria certificati.

Bonus mobili: cosa succede nel 2023 e nel 2024

Abbiamo detto già in incipit del nostro articolo che Mario Draghi e la sua squadra di Governo hanno già fissato le condizioni per i prossimi anni relative al bonus mobili.

Infatti è già stata ufficializzata la proroga ma con alcune differenze in confronto a quest'anno e all'anno scorso.

Ancora una volta è stato messo sotto esame il tetto massimo di spesa, che vedrà un ulteriore calo progressivo fino al 2024.

L'anno scorso il valore era di 16.000 euro, quest'anno è di 10.000 euro, mentre nel 2023 sarà di massimo 5.000 euro.

La direzione degli organi di competenza sembra essere quella di una diminuzione graduale del valore del tetto fino ad eliminare la misura, così da non tagliarla di netto e di garantire un sostegno ancora per un po' di tempo.

Sono molte le misure che hanno lo scopo di rendere più sostenibili i beni in possesso, come il Superbonus 110%, l'Ecobonus e altro ancora, e a tutte queste misure sembra che il Governo tenga particolarmente.

Bonus mobili: come fare domanda

Abbiamo fino a qui visto che cos'è, come funziona e come ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione e abbiamo capito che è possibile a patto che si svolgano lavori di manutenzione straordinaria.

Andiamo ora a vedere come fare domanda e come accedere dunque all'agevolazione, una delle più utilizzate lo scorso anno anche se maggiormente per l'acquisto di mobili più che degli elettrodomestici.

È necessario, prima di tutto, effettuare solo pagamenti tracciabili come ad esempio il bonifico parlante, carta di credito o carta di debito.

Non sono consentiti altri tipi di pagamento come ad esempio l'assegno o in contanti, questo per garantire la totale trasparenza delle operazioni e non incappare in frodi.

È poi necessario conservare tutta la documentazione, che vedremo nel prossimo paragrafo, poiché la mancanza di un solo documento potrebbe comportare l'esclusione dall'agevolazione.

Una volta capito questo, concludiamo dicendo che è necessario comunicare ad Enea i lavori svolti.

Bonus mobili: quali documenti sono necessari

Abbiamo anticipato nel paragrafo precedente che per poter beneficiare del bonus mobili ed elettrodomestici è necessario conservare tutti i documenti necessari, e andiamo quindi a vedere quali sono.

I documenti da conservare sono i seguenti:

  • bisogna conservare la ricevuta del bonifico o della transazione, in base al metodo di pagamento scelto;
  • bisogna conservare la documentazione dell'addebito sul conto corrente;
  • bisogna conservare la fattura dell'acquisto dei beni e dei servizi.

Una volta in possesso di questa documentazione, che ricordiamo essere obbligatoria, si ha tempo fino a 90 giorni dalla fine dei lavori per fare la comunicazione ad ENEA, l'ente preposto a valutare l'esito della domanda.

Possiamo notare come i documenti richiesti non siano difficili da ottenere e che, al contrario, sono molto facilmente reperibili dato che si tratta di documentazione relativa ai pagamenti.

Lo scopo infatti è anche quello di rendere agevole l'accesso al bonus senza inserire cose particolari.

Bonus mobili: ENEA e Governo

Alla luce di quanto abbiamo detto finora abbiamo capito che il Governo, avvalendosi dell'aiuto di ENEA, abbia voluto prorogare questa misura con lo scopo di agevolare il processo di sostenibilità degli elettrodomestici, oltre che aiutare i cittadini nell'acquisto di nuovi mobili.

La ristrutturazione è in teoria necessaria, ma i lavori di manutenzione straordinaria sono ancora concessi permettendo di fatto di non ristrutturare un immobile.

A tenere banco c'è anche la questione della proroga fino al 2024, che da una parte è stata vista come una cosa positiva dall'altra il taglio sul tetto massimo di spesa lascia presagire un futuro in cui la misura verrà tagliata.

Il Governo sembra aver deciso per un taglio graduale della misura senza eliminarla di netto scontentando i cittadini che così invece possono ancora beneficiarne.

Sembra però che nel futuro questa agevolazione non sarà più compresa a meno che gli organi di competenza non ci stupiscano con un cambio repentino di rotta, che per il momento però non sembra esserci.