Con il Dl Sostegni il governo Draghi ha iniziato a regolamentare e sistemare una serie di agevolazioni e misure di sostegno introdotte dal precedente esecutivo per aiutare gli italiani in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, che si è anche, quasi inevitabilmente, trasformata anche in crisi economica.

Riguardo i vari bonus, rientra anche il bonus mobili. La Legge di Bilancio 2021 aveva confermato e prorogato il bonus mobili, introdotto con il decreto-legge n.63 del 4 giugno 2013, convertito nella legge n.90 del 3 agosto 2013.

Il Bonus mobili consiste in un beneficio destinato a coloro che vogliono arredare casa o comprare elettrodomestici. In poche parole si tratta di una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto. Come ci viene spiegato sul sito dell’Agenzia delle Entrate:

“Si può usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A o superiore per i forni e lavasciuga), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione”.

Se negli anni precedenti il limite di spersa ammontava a 10mila euro, per il 2021 è stato aumentato fino a 16mila euro. Notiamo come questo bonus sia spendibile per immobili che siano soggetti ad una ristrutturazione edilizia. Inoltre, viene specificato sul sito dell’Agenzia delle Entrate che:

“Per usufruire dell’agevolazione è necessario che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici”.

Bonus mobili: di cosa si tratta

Dunque il Bonus mobili consiste in una detrazione del 50% da ripartire tra coloro che ne hanno diritto in dieci quote annuali di importo uguale.

Abbiamo poi visto che, per acquisti effettuati nel 2021, bisogna che ci siano stati dei lavori di ristrutturazione nel nostro immobile a partire dal 1° gennaio 2020.

Se colui che ne usufruisce sta ristrutturando più immobili, potrà avvalersi del bonus più volte. Si fa riferimento poi a ristrutturazioni effettuate sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici che siano sempre residenziali.

Leggiamo sulla guida dell’Agenzia delle Entrate:

“La detrazione spetta anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio, oppure quando i mobili e i grandi elettrodomestici sono destinati ad arredare l’immobile ma l’intervento cui è collegato l’acquisto viene effettuato su una pertinenza dell'immobile stesso, anche se accatastata autonomamente”.

E’ importante sottolineare che, se la detrazione non viene usata tutta, quel che rimane non potrà essere trasferita né se il beneficiario muore né se l’immobile che è stato ristrutturato viene ceduto/venduto.

Le spese che si possono fare con il bonus mobili

Prima di tutto, è bene sottolineare che le spese vanno effettuate nell’arco del 2021. Quindi come data ultima abbiamo il 31 dicembre 2021.

Più in generale, si possono acquistare mobili nuovi e grandi elettrodomestici, sempre nuovi.

Tra i mobili nuovi che possono essere soggetti all’agevolazione abbiamo:

  • letti;
  • cassettiere;
  • librerie;
  • scrivanie;
  • tavoli;
  • sedie;
  • comodini;
  • materassi;
  • divani;
  • poltrone;
  • apparecchi di illuminazione;
  • credenze.

Quindi si ha davvero una vasta scelta! Vengono però esclusi dal bonus mobili le tende e i tendaggi come anche le porte e i pavimenti.

Per quanto riguarda invece i grandi elettrodomestici, sono agevolabili:

  • frigoriferi;
  • congelatori;
  • lavatrici;
  • lavastoviglie;
  • forni a microonde;
  • apparecchi per il condizionamento;
  • apparecchi di cottura;
  • stufe elettriche.

Possono rientrare tra le spese sostenute soggette a detrazione anche quelle di trasporto e di montaggio. L’unica clausola è che tali spese devono essere sostenute con le stesse modalità di pagamento previste per fruire del bonus (dunque bonifico o carta di credito).

Per ottenere il bonus mobili, bisognerà indicare le spese sostenute nel momento della dichiarazione dei redditi (tramite modello 730 o anche modello Redditi persone fisiche).

Bonus mobili: come si può pagare

Per usufruire dell’agevolazione bisognerà pagare in modo che sia tracciabile l’operazione. Con bonifico o carta di credito o debito. Ecco cosa ci dice al riguardo sempre l’Agenzia dell’Entrate (che ha reso disponibile proprio una guida sul bonus mobili scaricabile gratuitamente in pdf):

“Per avere la detrazione occorre effettuare i pagamenti con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Se il pagamento è disposto con bonifico bancario o postale, non è necessario utilizzare quello (soggetto a ritenuta) appositamente predisposto da banche e Poste S.p.a. per le spese di ristrutturazione edilizia”.

Quindi, per usufruire del bonus mobili, dovrete conservare le ricevute di pagamento, la fattura o lo scontrino che riporta il codice fiscale dell’acquirente. In questo modo, rispettando le disposizioni, si potrà usufruire del bonus anche se i mobili o gli elettrodomestici sono stati acquistati all’estero.

Le novità del Bonus mobili…ma durano poco

L’art.121 del Decreto Rilancio propone di estendere al Bonus mobili ed elettrodomestici la possibilità di utilizzarlo come credito d’imposta da poter cedere anche a istituti di credito o come sconto in fattura.

Un tentativo insomma di dare la possibilità ai beneficiari di monetizzare il bonus e di applicare quelle stesse opzioni previste per altri tipi di agevolazioni (come il Superbonus e il Bonus facciate).

Il beneficiario infatti potrebbe, in questo modo, avere subito uno sconto in fattura dal fornitore, il quale poi recupererebbe lo sconto applicato tramite credito d’imposta da cedere, volendo, anche a terzi soggetti. 

Il maxi-emendamento: stop alle novità del bonus mobili

Ma questa possibilità è durata poco. Un nuovo emendamento a seguito del Dl Sostegni, ha visto l’esclusione della possibilità dello sconto in fattura o della cessione del credito d’imposta. La proposta era già stata bocciata dalla Ragioneria di Stato. E’ ancora però oggetto di discussione, quindi non è ancora detta l’ultima parola.

Tra le motivazioni del no alla duplice opzione, c’è il fatto che queste due opzioni portano ad avere subito il recupero della somma, mentre con la detrazione del 50% i tempi di recupero sono molto più lunghi e dilazionati nel tempo (si parla di 10 anni).

Nonostante si nutrano ancora delle flebili speranze, è orami quasi certo che il bonus mobili manterrà per il resto dell’anno quelle caratteristiche citate all’inizio. Dunque detrazione del 50% e tetto massimo di 16mila euro.

I lavori di ristrutturazione previsti dal bonus mobili

Ma quali sono gli interventi di ristrutturazione che possono consentirmi di richiedere il bonus? Abbiamo visto che la detrazione si può utilizzare sia per interventi su singoli immobili che su interi fabbricati o parti comuni di condomini.

Come interventi di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione edilizia, sia per quanto riguarda i singoli appartamenti che le parti comuni dei condomini, troviamo:

  • costruzione di scale interne;
  • realizzazione di servizi igienici;
  • installazione di ascensori e scale di sicurezza;
  • installazione di una stufa a pellet o di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore;
  • sostituzione della caldaia;
  • modifica della facciata;
  • realizzazione di mansarda o balcone.

Tra gli interventi invece esclusi troviamo, ad esempio, la realizzazione di posti auto.

Oltre il bonus mobili, cosa succederà con il Superbonus

In quanto a novità riguardo l’ambito edilizio, non possiamo non parlare anche di cosa accadrà con il famigerato Superbonus 110%.

Purtroppo l’auspicata proroga fino al 2023 non è andata a buon fine. Con un nuovi maxi-emendamento si è deciso appunto di non estenderlo fino al 31 dicembre 2023, così come si era detto.

Niente da fare neanche per la possibilità di allargare la platea dei beneficiari del Superbonus, andando a includere anche alberghi, imprese e professionisti.

In realtà non tutto è perduto. Bisognerà aspettare però un prossimo decreto o addirittura la prossima Legge di Bilancio per capire se queste misure e proroghe possano essere reintrodotte.

Un’altra novità che riguarda il Superbonus, è l’introduzione tra le spese ammissibili ai fini del bonus anche dell’IVA non parzialmente detraibile. Andrà dunque calcolata nel costo complessivo delle spese che possono essere soggette al bonus.

Cos’è il Superbonus e la sua compatibilità con il bonus mobili

Facciamo un piccolo ripasso, che non fa mai male, su cos’è il Superbonus. Come possiamo leggere sul sito del Governo:

“Il Superbonus 110% è una misura di incentivazione, introdotta dal decreto-legge “Rilancio” del 19 maggio 2020, che punta a rendere più efficienti e più sicure le proprie abitazioni. Il meccanismo del superbonus prevede la possibilità di effettuare i lavori a costo zero per tutti i cittadini”.

Il Superbonus si andrà a dividere in due tipologie:

  • il Super Ecobonus che è mirato ai lavori di efficientamento energetico;
  • il Super Sismabonus che invece si concentra sui lavori di adeguamento antisismico.

“L’incentivo consiste in una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali e, per la parte di spesa sostenuta nell’anno 2022, in quattro quote annuali di pari importo”.

Dunque ci si può avvalere del superbonus per poter usufruire del bonus mobili? La risposta è sì, riguardo gli interventi per il Sismabonus ma non per quelli dell’Ecobonus.

Chi dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 eseguirà lavori di intervento per adeguamento anti-sismico potrà sfruttare queste spese per poter avere la detrazione fiscale del 50% su acquisto di mobili o elettrodomestici.

Ma non si può dire lo stesso per i lavori volti all’efficientamento energetico (in quanto non sono considerati lavori di ristrutturazione edilizia). Per intenderci, lavori come installazione di pannelli solari o riqualificazione di energetica di edifici.

Superbonus: chi può richiederlo e gli interventi da fare

Riguardo la platea dei beneficiari che possono fare richiesta del superbonus rientrano:

  • le persone fisiche proprietarie di immobili;
  • i condomini;
  • gli IACP (Istituti autonomi case popolari);
  • le Onlus;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

Per poter usufruire del Super Ecobonus bisognerà effettuare almeno un intervento “trainante” (come l’isolamento termico dell’esterno dell’edificio). Dopodiché si potrà procedere con gli interventi “trainati” (come l’installazione di impianti fotovoltaici).

Riguardo il Sismabonus, leggiamo sul sito del governo:

“Per poter godere del Super Sismabonus è invece sufficiente eseguire un intervento di adeguamento antisismico. In questo caso, è possibile usufruire della detrazione al 110% anche per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo”.

L’edificio dovrà però essere collocato in zone a rischio sismico 1, 2 o 3.