Quando si diventa genitori, si pensa sempre a cos’è meglio per i figli anche a costo di sacrificare il proprio tempo.

Fino ad un paio di anni fa era opinione comune che i propri bambini dovessero passare la prima infanzia tra le confortevoli mura di casa, educati dagli stessi genitori oppure, dai nonni.

Purtroppo però, il benessere di questo status si è rapidamente sconvolto, mostrando quanto sia importante e necessario indirizzare i figli verso strutture educative sin dai primi anni di vita.

Questo bisogno si è rivelato primario soprattutto quando giungeva la necessità di tornare a lavoro o quando non si aveva a disposizione l’aiuto necessario in casa.

Ecco perché, l’Inps ha deciso di disporre del famoso bonus nido per tutto il 2021 e noi andremo a vedere come funziona, ma soprattuto se ci sarà anche nel 2022!

Bonus nido: perché è così importante?

La fase di socializzazione e dell’apprendimento di un bambino piccolo sono molto importanti non solo a casa ma anche quando entra a far parte di un gruppo formato dai suoi simili.

L’importanza dell’asilo nido finora non ci era mai parsa così forte, complice il fatto che si è sempre fatto affidamento alle cure dei nonni o alla presenza di almeno uno dei due genitori in casa.

Eppure, conducendo uno studio approfondito, si è potuta notare la differenza tra i bambini che hanno avuto un approccio diretto con l’asilo nido e quelli, invece, rimasti nella sfera familiare fino ai 3 anni.

Spiega crescereinsieme.org:

“ i primi riescono ad avere un punteggio di 1,5 volte superiore in italiano e 0,5 volte maggiore in matematica [..] i risultati sono ancora più sorprendenti per i bambini che hanno avuto la fortuna di  frequentare un nido bilingue, in questo infatti l’apprendimento della seconda lingua è ancora più facile”

Dati decisamente approssimativi ed esclusivamente basati sui punteggi, ma che affermano quanto sia fondamentale dare l’opportunità ai propri figli di entrare a far parte di un’esperienza totalmente diversa, fuori dall'abitudinario.

Gli stimoli sensoriali e la socializzazione lavorano nell’età evolutiva di pari passo consentendo a questi bambini di aprirsi verso l’altro e capire i contrasti che ne derivano.

Un esempio viene fornito dalla classica situazione in cui il bambino si trova a casa dei nonni e se vuole un giocattolo sa che può averlo come e quando gli pare, mentre, all’asilo nido deve aspettare il suo turno e condividere o mediare per averlo.

Sembra una cosa da tutti i giorni e invece, è proprio attraverso l'esperienza che il bambino modella e rimodella il modo di comprendere il mondo e ciò che è diverso e giusto.

Attraverso l'asilo nido e la competenza del personale che lo segue, può crescere e sviluppare una motricità e una consapevolezza tutte nuove.

L’asilo nido si rivela dunque, indispensabile per l’evoluzione dei bambini, soprattutto nella fascia di età in cui si apprende di più e il bonus nido non fa altro che incentivare i genitori a sceglierlo.

Bonus nido: cos'é e a chi spetta?

Introdotto dalla Legge Bilancio 2017 e successivamente rifinanziato dalla Legge Bilancio 2020, il bonus nido è una misura agevolativa gestita ed erogata dall’Inps per tutto il 2021.

Pensato per le famiglie con figli da 0 a 3 anni, consiste in un rimborso in denaro atto a pagare le rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati.

In diverse situazioni, può anche tramutarsi in forme di assistenza domiciliare nel caso in cui il bambino fosse gravemente malato e impossibilitato a frequentare.

Spetta ai genitori di figli piccoli fino al terzo anno di età, compiuto tra gennaio e agosto 2021 e anche a minori adottati o in affidamento.

Nel caso in cui vi siano famiglie con più figli fino ai 3 anni, è possibile chiedere il contributo presentando domanda per ognuno di essi.

Per godere del beneficio rappresentato dal bonus asilo nido, è necessario essere in possesso di questi requisiti:

  • avere la residenza in Italia
  • avere la cittadinanza italiana o europea ( in alternativa, permesso di soggiorno, status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria)
  • essere il genitore che sostiene il pagamento della retta : che coabita con il minore o ha dimora abituale nello stesso comune. Nel caso non sia lo stesso a pagare la retta, anche l’altro genitore può presentare domanda di contributo purché specifichi le mensilità che intende sostenere
  •  in caso si necessiti di assistenza a domicilio, bisogna avere l'attestazione che dichiara l’impossibilità del bambino a frequentare a causa di grave condizione patologica.

Poiché in questi ultimi due anni abbiamo dovuto sopperire alle conseguenze dell’emergenza pandemica che ha colpito tutta l’Italia, il bonus asilo nido spetta anche per il rimborso della retta, qualora si sia provveduto alla chiusura della struttura per evitare la diffusione dei contagi.

Bonus nido: quanto spetta e come richiederlo?

Essendo un bonus dedicato al pagamento delle rette "scolastiche" di bambini da 0 a 3 anni, il valore viene calcolato in base all’Isee minorenni e, come spiega informazionefiscale.it:

"viene riconosciuto solo per i mesi di effettiva iscrizione del nido da parte del figlio, così come spetta anche per le forme di supporto domiciliare  di bambini impossibilitati a frequentare l’asilo”

e può essere richiesto per massimo 11 mensilità.

L’importo viene così suddiviso:

  • famiglie con Isee  fino a 20.000 euro: 3000 euro in 11 mensilità di 272,72 euro 
  • famiglie con Isee da 25.001 a 40.000 euro: 2.500 euro in 11 mensilità di 272,72 euro
  • famiglie con Isee da 40.001 in su: 1.500 euro in 11 mensilità da 136.37 euro

Ad avere diritto al massimo dell’importo sono tutte quelle famiglie che certificano la frequenza del figlio per tutti i 12 mesi dell'anno.

Per ottenere l’accredito dell’assegno mensile, sarà necessario allegare la ricevuta ( o la fattura) di avvenuto pagamento della retta.

Il video di Allegra Lu vi mostra come fare, seguedovi passo dopo passo:

Per richiedere il bonus nido è necessario fare riferimento all’Inps, utilizzando la domanda precompilata che viene messa a disposizione delle famiglie che già hanno beneficiato del contributo l’anno precedente.

Accedendo al portale dedicato, sarà possibile modificarla indicando i mesi di contributo che si desidera richiedere e poi trasmetterla:

  • via web (tramite servizio online accessibile con identità Spid o CNS)
  • tramite Contact Center al numero 803 164 o 06 164164 ( quest’ultimo a pagamento)
  • mediante  patronati e intermediari dell’istituto

I documenti che occorre presentare sono:

  • la ricevuta o la quietanza di pagamento: relative ai mesi successivi al primo e allegate entro e non oltre il 1° aprile 2022 ( data di scadenza)
  • la fattura quietanza
  • il bollettino bancario/postale
  • l’attestazione del datore di lavoro sull’avvenuto pagamento ( per i nidi aziendali, possibile anche trattenuta in busta paga)

Se dovesse risultare necessario richiedere altre mensilità aggiuntive, bisognerà presentare una nuova domanda indicando:

  • il beneficio desiderato
  • per quale mensilità si desidera richiedere il beneficio
  • allegare copia del pagamento della retta del primo mese di frequenza soggetto a beneficio

Bonus nido: con quali altre misure è cumulabile?

Il bonus nido per il 2021 è una misura agevolativa particolare, che trova compatibilità e incompatibilità se messa insieme ad altre tipologie di sostegni. 

Si rivela cumulabile con il bonus mamma domani, quell'aiuto che consiste nell'erogazione di 800,00 euro mensili in un'unica soluzione già al 7° mese di gravidanza o al momento della nascita del figlio, senza limiti di reddito. 

Risulta, invece, non comulabile con:

  • le detrazioni fiscali  previste dall'articolo 2, comma 6, legge del 22 dicembre 2008.
  • il voucher babysitting o bonus infanziache consiste nell'erogamento di 600,00 euro mensili per i mesi di rinuncia al congedo parentale.

Bonus nido, addio nel 2022: perché non ci sarà più?

I mesi scorrono veloci e mancano già 113 giorni alla fine del 2021.

So che questo countdown improvvisato sembra alludere ad un desiderio di novità ma, in realtà, vuole soltanto fare un conto di quanto manca all’arrivo dell’assegno universale.

In molti ne avranno già sentito parlare.

Si tratta di una misura che sostituirà in maniera totale tutti quei sostegni destinati alle famiglie con figli a carico, fino ai 21 anni di età.

L'avvio di questa misura avverrà dal 1° gennaio 2022 e ’importo previsto varierà in base al numero dei figli e al valore dell’Isee familiare.

Ad averne diritto saranno:

  • i lavoratori autonomi
  • i dipendenti pubblici
  • i disoccupati
  • gli incapienti

In poche parole, tutti coloro che saranno in possesso dei requisiti richiesti dalla misura.

Se da un lato questo assegno universale vuole essere semplificativo, dall'altro penalizza moltissimi sostegni messi a disposizione delle famiglie fino ad oggi.

È il caso di :

e appunto, purtroppo anche il bonus nido.

Questa tipologia di assegno unico aveva già trovato il primo avvio a luglio di quest’anno, coesistendo con le misure viste poco fa.

Nelle intenzioni della Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, però traspare un grande senso di unità e conformità.

Spiega fiscomania.com:

“ Non vogliamo che accada che le famiglie italiane abbiano dei disagi [..] questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio”

Ogni famiglia riceverà per ciascun figlio un assegno mensile che può andare da 50,00 euro a 250, 00 euro, in base alla situazione reddituale della famiglia stessa.

Sarà soggetto ad una maggiorazione del 20% per ogni figlio in più, per le madri con meno di 21 anni e per i figli portatori di handicap.

Tale importo verrà erogato sotto forma di somma di denaro oppure, come credito d’imposta

L'articolo di Alda Moleti per trend-online spiega che cosa accadrà dal 2022 e in quale proporzione aumenteranno gli importi nell'assegno universale. 

Rimanete sintonizzati per altri importanti novità perché fino a fine anno la strada è ancora lunga e possono sempre capitarne di tutti i colori!