La fine del 2021 si avvicina e con se si porta via anche diversi bonus che sono stati introdotti tra il 2020 e prorogati nel 2021. Uno dei bonus che è accessibile a tutti e senza necessità di produrre l'ISEE, è il bonus idrico. Questo bonus è diretto a coloro che vogliono ridurre gli sprechi d'acqua installando nuovi sanitari ad esempio, oppure nuovi sistemi di erogazione dell'acqua tali da ridurre il consumo della stessa.

Il bonus idrico è di 1.000 euro, al massimo, ed è riconosciuto come rimborso delle spese sostenute, qualunque sia l'ammontare, direttamente sul conto corrente.

Per ricevere il bonus idrico non è necessario avere l'ISEE, nè altri vincoli reddituali.

Il bonus idrico, scade il 31 dicembre 2021, e si ottiene presentando la relativa documentazione su un portale ad hoc realizzato dal ministero della Transizione Ecologica.

Il bonus è per tutti, ma attenzione ai fondi che sono di 20 milioni di euro. Ammettendo un rimborso massimo di 1.000 euro, potranno essere soddisfatti solo 20.000 interventi, e quindi 20.000 beneficiari.

Nel documento programmatico di bilancio (DPB) non sembra esserci alcun riferimento alla proroga di questo bonus. Rimane invece in sella l'altro bonus valido fino alla fine del 2022 e sempre dedicato al mondo acqua. Si tratta del bonus acqua potabile che però si differenzia dal bonus idrico in quanto è un credito d'imposta del 50% sulle spese per migliorare la potabilità dell'acqua. 

Ma per chi ha lavori programmati per rifare il bagno o cambiare i rubinetti di casa, si affretti, perchè il bonus idrico da 1.000 euro scade a fine 2021. 

Babbo Natale porta questo regalo! Ma non a tutti. 

Bonus idrico fino a 1.000 euro: tutti i requisiti

Per poter ottenere il bonus idrico di 1.000 euro come rimborso massimo, Babbo Natale non chiede particolare requisiti. In un tono scherzoso, il ministero della transazione ecologica che ha emesso il decreto attuativo, atteso da marzo 2021, ma arrivato solo a settembre di quest'anno, chiarisce che ci sono alcuni pochi vincoli da rispettare per poter poi ottenere il rimborso fino a 1.000 euro

Ridurre il consumo di acqua è uno degli obiettivi dell'agenda ONU 2030, ma anche uno degli obiettivi del nuovo New Green Deal su cui l'Italia sta puntando una buona fetta dei fondi del Recovery Plan. 

Per poter beneficiare del bonus idrico, il soggetto titolare di un diritto reale su un immobile esistente deve effettuare lavori che consento di ottenere un risparmio nel consumo di acqua. 

Inoltre questi lavori devono essere condotti su edifici esistenti, oppure su porzioni di edifici esistenti. Non sono ammessi questi stessi lavori su nuove costruzioni, oppure su demolizioni e ricostruzioni. 

Ci vuole l'ISEE? No. Il bonus idrico non richiede il rispetto di alcuni vincolo reddituale. 

L'immobile deve essere censito sul territorio italiano. Questo aspetto è molto importante, perchè come si leggerà più avanti, uno dei dati da fornire per la richiesta del bonus idrico è quello inerenti gli estremi catastali dell'immobile. 

Gli edifici fantasma, quelli che sfuggono al catasto, seppure possono essere tra gli immobili in cui fare lavori di efficientamento del consumo di acqua, non potranno godere del bonus idrico perchè, quando si arriva alla compilazione della domanda, l'assenza dei dati catastali rende praticamente la domanda inaccettabile.

Bonus idrico: chi può avere 1.000 euro sul conto corrente

I possessori di immobili esistenti in Italia su cui c'è un diritto reale possono accedere al bonus idrico. Inoltre gli stessi soggetti devono essere maggiorenni e residenti in Italia.

Tra i diritti reali gravanti sull'immobile ci sono il diritto di proprietà, sia al 100%  che con comproprietà, il diritto di usufrutto, il diritto di godimento come il comodato d'uso gratuito o oneroso, l'affitto. Tutte queste condizioni possono dare diritto ad ottenere il bonus idrico fino a 1.000 euro, purchè chi realizzi i lavori sia anche il titolare di quei diritti.

Nel caso di comproprietà, in base alle FAQ presenti sul sito del ministero per la transizione ecologia

è possibile richiedere il bonus solo previa dichiarazione di avvenuta comunicazione al proprietario/comproprietario dell’immobile della volontà di fruirne, che dovrà essere compilata sulla piattaforma anche con i dati del proprietario.

Per esempio nel caso dell'affittuario che voglia fare lavori per fruire del bonus idrico, dovrà avere l'assenso del proprietario e dovrà indicare gli estremi del proprietario nel modulo della domanda.

Bonus idrico 1.00 euro: quali sono i lavori ammessi

Come specificato dal Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, il bonus idrico è

finalizzato a perseguire il risparmio delle risorse e ridurre gli sprechi di acqua.

L'obiettivo è efficientare i sistemi di adduzione dell'acqua nelle abitazioni private. Infatti il bonus idrico è destinato solo alle persone fisiche che eseguono lavori con i quali si migliora il livello di efficienza nel consumo di acqua. Si tratta quindi di interventi che riducono gli sprechi, e che possono essere condotti nei diversi ambienti dell'immobile, dalla cucina fino ai bagni. I lavori possono riguardare i rubinetti ma anche i sanitari. Entrando nel dettaglio, i lavori che danno diritto al bonus idrico fino a 1.000 euro sono:

  • fornitura e messa in funzione di vasi sanitari in ceramica, i quali siano dotati di sistemi di scarico di volume pari o inferiore ai 6 litri;
  • fornitura di sistemi di scarico per i sanitari, includendo in ciò anche gli interventi di carattere edile e idraulico che consentono la sostituzione dei vecchi dispositivi con quelli di nuova generazione;
  • fornitura e relativa installazione di rubinetti, miscelatori e sistemi di gestione del flusso idrico la cui portata massima sia pari a 6 litri al minuto; per questi lavori si possono aggiungere i costi sostenuti per l'intervento edile utile alla sostituzione dei vecchi rubinetti;
  • fornitura di soffioni per la doccia e relative colonne la cui portata massima sia pari a 9 litri al minuto; anche per questi lavori si possono aggiungere i costi sostenuti per l'intervento edile utile alla sostituzione dei vecchi soffioni.

Bonus idrico: come avere 1.000 euro sul conto corrente

L'attuazione dell'articolo 1 della legge di bilancio 2021, la n. 178 del 30 dicembre 2020 è arrivata con forte ritardo. Attesa per marzo 2021, secondo i termini previsti dalla legge di bilancio, il ministro per la transizione economica, Roberto Cingolani, ha firmato il decreto attuativo solo il 27 settembre, con sei mesi di ritardo.

Il bonus idrico è destinato a chi effettua lavori sul sistema di adduzione e consumo dell'acqua nell'immobile in cui si abita, e realizzati tra gennaio e dicembre 2021, con il relativo pagamento effettuato entro il 31 dicembre 2021. Quindi in assenza di quel decreto attuativo, molti italiani che volevano fare i lavori si sono astenuti dal farli. Chi invece ha "scommesso" sull'ufficializzazione del decreto attuativo ed ha eseguito i lavori già saldati, non dovrà fare altro che inserire la domanda sul portale dedicato.

Il ministero della transizione ecologica che creato una piattaforma ad hoc denominataPiattaforma bonus idrico” per gestire le domande di rimborso delle spese ammesse al bonus idrico fino al massimo di 1.000 euro. Essendo il bonus idrico contingentato a 20 milioni di euro, chi ha già realizzato i lavori e saldato i costi si troverà con un vantaggio in più.

Ma come si accede alla piattaforma? Come tutti i servizi online della pubblica amministrazione, dal 1 ottobre si può accedere solo con l'identità digitale, tramite Spid, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi. 

Bonus idrico 1.000 euro: cosa indicare nella domanda

Una delle FAQ del ministero della transizione ecologia è proprio relativa alla modalità di compilazione della domanda per poter ottenere il bonus idrico come rimborso si 1.000 euro sul conto corrente entro Natale.

Nella domanda, il richiedente dovrà indicare, mediante autocertificazione;

  • nome, cognome, codice fiscale proprio, in qualità di beneficiario del bonus idrico;
  • importo dei costi sostenuti connessi ai lavori ammessi dal bonus idrico;
  • quantità del bene e specifiche della posa in opera o istallazione;
  • indicazione delle caratteristiche tecniche dei beni sostituiti (rubinetti, soffioni doccia, sanitari) che consento di ridurre il flusso dell'acqua, specificando la portata massima d’acqua (in l/min) del prodotto acquistato;
  • dati catastali dell'immobile in cui sono avvenuti i lavori (Comune, Sezione, Sezione Urbana, Foglio, Particella, Subalterno);
  • dichiarazione di non avere fruito di altre agevolazioni fiscali per la fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni;
  • estremi del conto corrente sia bancario o postale su cui si vorrà ricevere il rimborso fino a 1.000 euro del bonus idrico, prestando attenzione che l'Iban sia intestato alla stessa persona richiedente il bonus idrico;
  • indicazione del titolo giuridico per il quale si richiede il bonus (proprietario, cointestatario, locatario, usufruttuario ecc.);
  • il titolo da cui trae origine il diritto reale sull'immobile ed in caso di comproprietà gli estremi di tutti gli altri proprietari;
  • documentazione inerente le spese come fatture elettroniche, fatture commerciali o ricevute di acquisto e copia degli estremi di pagamento che deve essere fatto in modalità tracciata.