Prima della conclusione di quest’anno 2021, anno che si è contraddistinto per la ricchezza di bonus (non solo in termini economici, ma anche in termini numerici), avremo ancora tempo per poter richiedere una particolare agevolazione, riservata alle partite IVA.

Questo bonus partita IVA consentirà agli aventi diritto che rispetteranno i requisiti richiesti di ottenere un contributo pari a 1.000 euro.

Si tratta di un bonus previsto dal Governo per sostenere tutte quelle attività economiche che, nonostante abbiano registrato ingenti perdite economiche a causa dell’emergenza scaturita dal Covid-19, non sono riuscite ad ottenere alcuna agevolazione tra quelle previste.

Quindi questa nuova agevolazione non è sfortunatamente accessibile a tutti; nel seguente articolo andremo ad analizzare la platea dei beneficiari, la configurazione esatta, oltre che la data di scadenza e tutte le informazioni utili che riguardano il bonus partita IVA.

Prima di iniziare, segnaliamo ai lettori il contenuto del canale YouTube Studio DMZ Italy, che ha recentemente realizzato una panoramica in formato video relativa al bonus partita IVA da 1.000 euro.

Bonus partita IVA: specifiche e dettagli del sostegno per le imprese

Iniziamo col collocare il bonus partita IVA a livello normativo: molti ricorderanno che, infatti, delle agevolazioni per partite IVA sono state previste già col Decreto Sostegni.

Non tutte le partite IVA hanno però potuto ottenere il bonus, in quanto i requisiti previsti erano davvero molto limitanti.

In particolare, per accedere al bonus partita IVA, in precedenza, era necessario attestare un calo del fatturato pari ad almeno il 30% rispetto all’anno 2019.

Questo in quanto il Governo aveva introdotto gli incentivi, a fondo perduto, in modo da agevolare tutti quei settori che avevano risentito maggiormente della pandemia.

Ma esistono anche altri settori che, pur non documentando un calo del fatturato del 30%, hanno subito ingenti perdite, dovute principalmente alle chiusure forzate ed ai lockdown causati dall’emergenza sanitaria.

Ci sono dunque specifiche categorie che, in ragione della mancanza del solo requisito economico, sono state totalmente escluse dalla percezione del bonus partita IVA.

Adesso, però, il Governo italiano ha deciso di aprire la possibilità di accedere ad un bonus anche a coloro che erano rimasti esclusi.

Bonus che comunque era già stato previsto dall’ormai datato Decreto Sostegni, e che necessitava però di un’attivazione.

Finalmente, con il Comunicato stampa del 9 novembre 2021 scorso, l’Agenzia delle Entrate ha confermato ufficialmente l’attivazione di questo nuovo bonus partita IVA.

Secondo quanto comunicato dal provvedimento ufficiale, che porta la firma di Ernesto Maria Ruffini, il direttore dell’AdE, il bonus partita IVA consentirà di ottenere un contributo a fondo perduto, il cui importo massimo, come si accennava, è pari a 1.000 euro.

Il bonus partita IVA verrà finalmente aperto anche a coloro che erano stati dapprima esclusi dalle agevolazioni previste dal Sostegni.

Bonus partita IVA: chi può richiedere la nuova agevolazione?

Il fatto che il requisito relativo al calo del fatturato pari al 30% sia stato abbattuto non significa che il bonus partita IVA potrà essere richiesto da qualsiasi ditta o impresa.

Ovviamente, andranno rispettati determinati requisiti di acceso alla misura, che andranno a determinare quella che è la platea ufficiale delle partite IVA beneficiarie.

Per quanto riguarda le caratteristiche della partita IVA che richiede di accedere al bonus, innanzitutto, è richiesto che essa sia stata aperta nel 2018; non c’è una specifica finestra temporale, ma hanno accesso al bonus partita IVA le attività che sono iniziate tra il primo gennaio 2018 ed il 31 dicembre dello stesso anno.

Altro requisito da rispettare rigorosamente per accedere al bonus partita IVA, reso noto dall’Agenzia delle Entrate, è che l’attività sia iniziata nel 2019 e “risultante dal registro imprese presso la Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura”.

Oltre ai requisiti appena descritti, c’è un ulteriore, ma fondamentale dettaglio che i richiedenti dovranno rispettare. 

Per poter ottenere il bonus partita IVA da 1.000 euro, infatti, la partita IVA interessata dovrà documentare un compenso nel 2019 non superiore ai 10 milioni di euro totali.

Il contributo è infatti conosciuto anche col nome di Contributo Start-Up, e non è rivolto alle grandi imprese, ma soltanto alle attività che erano state avviate poco prima della pandemia.

Infine, ricordiamo che il bonus partita IVA da 1.000 euro sarà accessibile soltanto alle attività d’impresa.

Bonus partita IVA: gli esclusi dalla misura di sostegno

Analizziamo adesso chi saranno invece coloro che, pur possedendo attività in proprio, non potranno accedere al bonus partita IVA.

La normativa prevede che non potranno accedere al bonus tutti quei soggetti che hanno richiesto una cessazione della propria attività prima della data del 23 marzo 2021.

Si tratta, in pratica, della data di entrata in vigore del Decreto Sostegni: se l’attività è stata chiusa prima di tale data, i proprietari di partita IVA verranno automaticamente esclusi.

Non potranno, infine, richiedere il bonus partita IVA tutte la attività riportate nel TUIR, all’art. 74, tra cui:

  • organi e amministrazioni statali
  • comuni ed enti locali
  • comunità, province e regioni.

Bonus partita IVA: come calcolare l’importo esatto dell’agevolazione

Analizziamo adesso le modalità di assegnazione degli importi e le cifre esatte che potranno essere ottenute mediante il bonus partita IVA.

Lo abbiamo infatti già detto: l’agevolazione consente di ottenere fino ad un massimo di 1.000 euro; ma questo significa che, se c’è un massimo, non tutti gli aventi diritto otterranno il medesimo importo.

In realtà, l’entità dell’importo del bonus partita IVA dipende esclusivamente dal numero di domande inviate all’Agenzia delle Entrate.

Sono infatti stati stanziati 20 milioni di euro totali per poter finanziare la misura; se questi dovessero bastare a coprire tutte le domande richieste, allora i beneficiari riceveranno un bonus partita IVA da 1.000 euro.

In caso contrario, se i fondi dovessero rivelarsi insufficienti per coprire tutte le domande, allora l’entità del bonus partita IVA verrà riformulata.

Si procederà cioè ad un ricalcolo dell’importo in base alle domande ricevute, in modo che tutti i richiedenti ricevano lo stesso importo.

Sfortunatamente, non possiamo fare ipotesi in merito: non sappiamo, infatti, quante saranno con esattezza le domande inviate all’Agenzia delle Entrate fino alla data di scadenza fissata.

Bonus partita IVA: come presentare domanda all’Agenzia delle Entrate

Analizziamo adesso le modalità di invio della domanda per ottenere il bonus partita IVA, nel rispetto dei requisiti di cui abbiamo ampiamente discusso.

L’istanza andrà presentata all’Agenzia delle Entrate, in modalità telematica.

Abbiamo dunque brutte notizie per i meno tecnologici: le domande per il bonus partita IVA andranno inviate esclusivamente mediante i servizi web dell’AdE. Non ci sono, purtroppo, altre alternative.  

Ci si può però rivolgere, in caso di problematiche, ad un intermediario.

Per quanto riguarda le modalità di erogazione del bonus partita IVA, queste sono a discrezione del beneficiario.

Gli aventi diritto possono infatti decidere se optare per un accredito mediante conto corrente o, se lo preferisce, scegliere una detrazione sulla successiva dichiarazione dei redditi, in forma di credito d’imposta.

Per l’invio delle domande, l’Agenzia delle Entrate ha fissato come termine ultimo la data del 9 dicembre 2021. Dunque, è rimasto davvero poco tempo per richiedere il contributo a fondo perduto.

Bonus partita IVA, l’alternativa: ancora attivo ISCRO

Come accennavamo nei paragrafi precedenti, il bonus partita IVA che abbiamo analizzato è riservato ai titolari d’impresa, nel rispetto dei requisiti.

Ma c’è anche un altro bonus partita IVA ancora attivo, che può essere richiesto da coloro i quali non rientrino nei requisiti previsti dal contributo a fondo perduto da 1.000 euro.

Stiamo parlando di ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa concessa dall’INPS fino al 2023.

Questo bonus INPS permette di ottenere fino a 800 euro al mese, per un totale di sei mesi, e può essere richiesto una sola volta.

Come specificato dall’INPS, nella Circolare n.94/2021, il bonus partita IVA ISCRO non sarà aperto a tutti, un po’ come tutte le agevolazioni riservate alle partite IVA.

Possono infatti accedere al bonus ISCRO tutti i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (e, dunque, non gli iscritti a casse di categoria) che attestino un reddito inferiore agli 8.145 euro l’anno precedente alla richiesta.

Inoltre, è richiesto come requisito per accedere a questo secondo bonus partita IVA un calo dei fatturati, che non può essere inferiore al 50% (sempre calcolato in merito al fatturato dell’anno precedente).

Bonus partita IVA ISCRO: a quanto ammonta e come si richiede

Concludiamo questo articolo dedicato ai bonus partita IVA cercando di capire quanto si potrà ottenere con ISCRO e come si richiede l’agevolazione.

L’importo massimo dell’Indennità è pari ad 800 euro al mese, ma tale cifra andrà calcolata sul fatturato annuo precedente: dopo averlo dimezzato, se ne calcola il 25%.

Per questo l’importo del bonus partita IVA ISCRO non è uguale per tutti, ma raggiunge un minimo di 250 euro mensili, in base al fatturato dichiarato.

Per quanto riguarda, infine, la richiesta del bonus, ricordiamo che ISCRO, a differenza del bonus partita IVA da 1.000 euro, non è gestito dall’Agenzia delle Entrate, ma dall’INPS.

Ed è proprio all’INPS che si dovrà inoltrare la domanda, che viene presa in carico entro il 31 ottobre di ogni anno.

Questo significa che l’agevolazione è ancora attiva, dato che scade nel 2023, ma potrà essere richiesta, entro il 31 ottobre 2022, per il prossimo anno.

La richiesta per il bonus partita IVA ISCRO, come accade per tutti i bonus gestiti dall’INPS, va presentata online, autenticandosi ai servizi telematici mediante SPID, CIE o CNS.