Nuovo bonus partite IVA da INPS: se ne parlava ormai da tempo, ma ora è finalmente possibile presentare domanda, tramite il portale online dell’Istituto di Previdenza Sociale, per ottenere l’indennità ISCRO

Per la precisione, stiamo parlando della nuova cassa integrazione per lavoratori autonomi con partita IVA e iscritti alla Gestione separata. La procedura telematica è aperta dal 1° luglio 2021 e fino al 31 ottobre. Una volta accolta, sarà possibile beneficiare dell’indennità per un periodo di sei mesi. 

Con l’introduzione dell’indennità ISCRO dalla legge di Bilancio 2021, i lavoratori autonomi in difficoltà a causa delle conseguenze economiche derivanti dall’emergenza Covid-19 potranno beneficiare del nuovo bonus partite IVA dell’INPS dal 2021 al 2023

Per poter ottenere la nuova indennità ISCRO è comunque necessario essere in possesso di alcuni requisiti. In questa guida non solo analizzeremo i requisiti indispensabili, ma vedremo anche a quanto ammonta l’indennità, come fare domanda all’INPS e tutte le incompatibilità. 

Bonus partite IVA: cos’è ISCRO, come funziona e quando può essere richiesta

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha impattato negativamente su moltissime imprese e lavoratori. È per questo motivo che la Legge di Bilancio 2021 ha previsto per la prima volta una misura di sostegno al reddito anche per una categoria di lavoratori che, fino ad ora, non poteva contare su tutele sociali come quelle previste per i lavoratori indipendenti. 

Così viene introdotta l’indennità ISCRO, acronimo di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, riservata ai lavoratori autonomi, titolari di partita IVA almeno da quattro anni e che soddisfino anche altri requisiti, di cui parleremo più approfonditamente a breve. 

Nel frattempo, una breve ma completa anticipazione la fornisce Lucia Pirruccio, consulente previdenziale, che offre una panoramica completa su cos’è ISCRO, come funziona, chi ne ha diritto e i motivi dell’eventuale decadenza: 

Prima di andare ad analizzare tutti i requisiti fondamentali per poter presentare domanda a INPS per ottenere la nuova indennità ISCRO, è importante fare un appunto. La cassa integrazione per lavoratori autonomi, infatti, è stata introdotta solo in via sperimentale per il triennio 2021-2023

Insomma, non è detto che dopo questi tre anni il nuovo bonus partite IVA dell’INPS venga riconfermato oppure del tutto eliminato una volta scaduto il periodo di sperimentazione. 

Altro appunto fondamentale, prima di addentrarci nei dettagli, è che tale indennità può essere richiesta solo una volta durante tutti e tre gli anni di sperimentazione. Una volta scaduti i sei mesi (periodo di durata dell’indennità ISCRO, a meno che non vada a decadere per le motivazioni che spiegheremo in seguito) non è possibile procedere con il rinnovo. 

Bonus partite IVA da INPS: tutti i requisiti per ottenere l’indennità ISCRO

Per ottenere il nuovo bonus partite IVA INPS, ovvero la cassa integrazione per lavoratori autonomi, non basta essere in possesso di una partita IVA ed esercitare per professione abituale attività di lavoro autonomo, ma anche avere alcuni requisiti che vengono chiariti, assieme a tutte le altre disposizioni in materia ISCRO, dalla circolare INPS n. 94 del 30 giugno 2021.

Iniziamo col dire che la nuova ISCRO può essere richiesta dai liberi professionisti, inclusi i partecipanti agli studi associati, che siano iscritti alla Gestione separata. Inoltre, i beneficiari devono essere in possesso, congiuntamente, di alcuni requisiti legati al reddito e ad alcune incompatibilità con altre prestazioni previdenziali. 

Come si legge nella circolare INPS, infatti, i potenziali beneficiari dell’indennità ISCRO devono essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria e non devono: 

percepire trattamenti pensionistici diretti né essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie; beneficiare del reddito di cittadinanza. 

Inoltre, l’indennità ISCRO è riservata a coloro che hanno una partita IVA attiva da almeno quattro anni e che, nell’anno precedente la presentazione della domanda, hanno prodotto un reddito derivante da attività di lavoro autonomo inferiore al 50% della media dei redditi percepiti nei tre anni precedenti prima dell’anno precedente alla presentazione della domanda. 

Infine, per beneficiare del bonus partite IVA dell’INPS, è necessario aver dichiarato in dichiarazione dei redditi, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro

In merito a quest’ultimo punto, è bene chiarire che il reddito al quale ci si riferisce non può includere altre tipologie di reddito diverse da quello derivante da attività di lavoro autonomo, come ad esempio reddito da lavoro dipendente, parasubordinato oppure di partecipazione ad impresa.

Bonus partite IVA INPS: a quanto ammonta l’indennità ISCRO e come si calcola

Ma quanto spetta al beneficiario di indennità ISCRO? 

Come abbiamo detto, in caso di domanda accolta per il nuovo bonus partite IVA dell’INPS, il beneficiario potrà ottenere l’erogazione del sostegno a decorrere dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda all’INPS e per un periodo di sei mesi. 

L’importo della misura è pari al 25% dell’ultimo reddito da lavoro autonomo che viene certificato e inviato all’INPS da parte dell’Agenzia delle Entrate. È per questo motivo che la domanda non potrà essere accolta, qualora non vi fossero dichiarazioni dei redditi certificate dall’Agenzia delle Entrate per gli ultimi quattro anni precedenti la presentazione della domanda di ISCRO.

Nella circolare dell’INPS è presente anche un esempio di calcolo esplicativo di un ultimo reddito certificato pari a 6.000 euro. Questa cifra viene divisa prima per due e poi moltiplicata per il 25%:

6000/2= 3.000 ---> 3.000 x 25%= 750 (ammontare spettante di indennità ISCRO)

L’ammontare mensile dell’indennità ISCRO non può comunque essere inferiore a 250 euro né superiore a 800 euro. Ciò significa che se dal calcolo dovesse risultare un ammontare inferiore o superiore a queste cifre, il beneficiario riceverebbe 250 euro (nel caso di importo inferiore a tale cifra) e di 800 euro (qualora l’importo calcolato come sopra dovesse risultare superiore a 800 euro). 

Bonus partite IVA: le incompatibilità dell’indennità ISCRO e quando decade 

Alcune incompatibilità che riguardano l’indennità ISCRO sono deducibili al momento della lettura dei requisiti. Come già evidenziato, infatti, il nuovo bonus partite IVA dell’INPS non è compatibile con i trattamenti pensionistici. L’unica eccezione, come avviene per molti altri bonus e sostegni, è fatta per l’assegno ordinario di invalidità. 

L’indennità ISCRO non può inoltre essere percepita dai beneficiari di reddito di cittadinanza

In entrambi i casi, infatti, non basterà non essere titolari di pensione o RdC al momento della domanda: l’indennità ISCRO andrebbe a decadere al momento della decorrenza del trattamento pensionistico oppure del reddito di cittadinanza. 

Non solo, perché l’indennità ISCRO potrebbe decadere anche in altre occasioni, in particolare in caso di: 

cessazione della partita IVA, nel corso dell’erogazione del bonus; iscrizione ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Nel primo caso, la ISCRO decade a partire dalla data in cui è stata chiusa la partita IVA e viene effettuato il recupero di tutte le mensilità erogate dopo la cessazione dell’attività. Mentre, in caso di iscrizioni ad altre forme previdenziali, l’indennità ISCRO decade a partire dal mese successivo alla data di iscrizione

Infine, si evidenzia che, qualora l’indennità ISCRO dovesse decadere pur non avendo beneficiato di tutte e sei le mensilità spettanti, non sarà comunque possibile presentare nuovamente richiesta per il triennio 2021-2023. 

Bonus partite IVA: come presentare domanda ISCRO all’INPS 

La procedura online per richiedere il nuovo bonus partite IVA dell’INPS è stata aperta a partire dalla data del 1° luglio 2021. I potenziali beneficiari avranno tempo fino al 31 ottobre di ciascun anno di riferimento (2021, 2022, 2023) per poter inoltrare la propria richiesta e ottenere l’indennità ISCRO. 

Come per altri bonus erogati dall’Istituto, per presentare domanda ISCRO è possibile intraprendere tre strade diverse: 

inviare la domanda in modo del tutto autonomo, utilizzando il servizio telematico messo a disposizione da INPS; chiamare il Contact Center; affidarsi a CAF e patronati. 

Se si sceglie di seguire la prima opzione, la prima cosa della quale assicurarsi è essere in possesso delle credenziali necessarie a effettuare l’accesso sul sito dell’INPS. Stiamo parlando di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi). 

Una volta effettuato l’accesso, nella barra di ricerca basterà digitare “ISCRO” per raggiungere la scheda “Servizio”. A questo punto bisognerà cliccare su “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa” nella sezione “Le prestazioni per me”

A questo punto ci si troverà di fronte a una pagina informativa, nella quale vengono anche riassunti i requisiti fondamentali per richiedere la prestazione. Dopo aver letto attentamente le informazioni presenti nella pagina, basterà cliccare su “Compila domanda”

Per la compilazione della domanda sarà necessario essere in possesso delle dichiarazioni dei redditi relative ai quattro anni precedenti la presentazione della domanda. Quindi, nel caso di domanda effettuata nel 2021, bisognerà avere a disposizione le dichiarazioni relative al 2020, 2019, 2018, 2017. 

Per i meno esperti è sempre possibile presentare domanda ISCRO tramite Contact Center. È infatti possibile telefonare da rete fissa e gratuitamente il numero verde 803.164 oppure il numero 06.164164 da mobile, a pagamento secondo le tariffe del proprio gestore. 

Un’ulteriore alternativa è quella di presentare domanda tramite CAF o patronato. In quel caso basterà consegnare i documenti necessari: la domanda verrà inviata direttamente dal centro di assistenza fiscale.