Nella lista delle agevolazioni introdotte dal Governo per interventi di ristrutturazione edile spicca un nuovo bonus 2021, uno sconto a favore di coloro che decideranno di cambiare i pavimenti di casa propria o dell’ufficio. 

Il bonus pavimenti, questo è il nome della nuova agevolazione, permetterà a coloro che effettuano lavori di ristrutturazione di poter godere di uno sconto del 50% sull’acquisto, rimozione e messa in opera di nuovi pavimenti, mediante detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Ovviamente, come per tutte le altre agevolazioni già attive, è indispensabile soddisfare una serie di requisiti per aver accesso alla misura. 

In tal senso, forniremo una breve guida che aiuterà a comprendere meglio in cosa consiste il bonus pavimenti 2021, quali sono i requisiti da rispettare per aver accesso al beneficio e come averlo.

Bonus pavimenti 2021: cos’è

Ricompreso nell’elenco delle agevolazioni concesse per lavori di ristrutturazione, il bonus pavimenti è un contributo corrisposto sotto forma di detrazione fiscale del 50% a favore di coloro che intendono effettuare lavori di rifacimento della pavimentazione, nel rispetto delle condizioni fissate per ciascun tipo di immobile ed intervento.

Diverse sono, infatti, le fattispecie disciplinate. Ma soltanto per i lavori realizzati su aree comuni condominiali, anche se si tratta di manutenzione ordinaria, si potrà godere della detrazione, esclusa invece per appartamenti privati e abitazioni.

In tali casi, se si decide per il cambio dei pavimenti della propria casa o appartamento fruendo della detrazione del 50%, non sarà sufficiente la rimozione della vecchia pavimentazione con nuove piastre o con parquet poiché si tratta di interventi di manutenzione ordinaria estranei a qualsiasi tipo di agevolazione.

Sarà indispensabile, invece, unire la sostituzione dei pavimenti ad altri interventi di ristrutturazione, come ad esempio il rifacimento del bagno, l’impianto idraulico, e via dicendo. Soltanto in questo modo, si potrà usufruire del bonus ristrutturazione del 50%, comprensivo degli interventi riguardanti la sostituzione e la messa in opera di nuove piastrelle.

Tale bonus consentirà di recuperare il 50% su una spesa complessiva supportata non superiore ai 96.000 euro, permettendo di ottenere una detrazione massima di 48.000 euro. Tanto è quanto disposto dal Testo Unico delle Imposte sui redditi (art. 16-bis del Dpr 917-86).

Si consiglia la visione di un interessante video del Geometra Danilo Torresi che nel suo canale YouTube mette a disposizione delle video guide sulle misure introdotte e riconfermate dalla Legge di Bilancio 2021 in riferimento ai lavori riguardanti la ristrutturazione della casa.

Nello specifico, si parlerà del bonus mobili ed elettrodomestici, dell’ecobonus, del bonus verde, del bonus facciate e di altri contributi introdotti dal Governo.

Bonus pavimenti: come avere la detrazione del 65%

La percentuale di sconto a cui da diritto il bonus pavimento può variare a seconda dei casi. La detrazione sull’acquisto, rimozione e messa in opera dei nuovi pavimenti in alcune situazioni può portare ad un rimborso del 65% della spesa sostenuta.

Lo abbiamo detto in precedenza ma lo ripetiamo per chiarezza, soltanto nel caso in cui si decide di far ricadere il bonus pavimenti 2021 negli altri lavori di ristrutturazione stabiliti dall’Ecobonus si potrà ottenere la detrazione del 65%.

Per meglio intenderci, si potrebbe abbinare l’intervento sui pavimenti con la sostituzione del vecchio impianto di calore sugli stessi a impatto ridotto, oppure cambiare l’impianto di riscaldamento esistente con uno di nuova alimentazione, ad esempio a pompa di calore o caldaia a condensazione.

Stesso discorso può essere fatto per altri abbinamenti, unendo l’intervento di sostituzione della pavimentazione a quelli riguardanti la coibentazione dell’immobile, come nel caso di cappotto termico da interni.

Insomma, è possibile abbinare contemporaneamente la sostituzione della pavimentazione con tutti gli interventi previsti dall’Ecobonus. In questo modo si ha diritto alla detrazione fiscale del 65% delle spese supportate per i lavori fino ad un tetto massimo di 60.000 euro.

Bonus pavimenti 2021: come avere la detrazione al 110%

Oltre alla detrazione a cui si ha diritto con l’ecobonus, gli interessati potranno ottenere la completa restituzione delle spese sostenute per l’acquisto e la sostituzione dei nuovi pavimenti. In altre parole, tali lavori verranno eseguiti in modo completamente gratuito.

Ovviamente, tale beneficio esclusivo si potrà ottenere soltanto abbinando l’intervento di sostituzione e messa in opera della nuova pavimentazione con altri lavori trainanti del Superbonus 110%. Ma quali sono?

Ad esempio, la realizzazione di un cappotto termico da esterno, uno dei lavori ricompresi nella lista degli interventi che danno diritto al Superbonus 110%, alla sola condizione che gli interventi in questione portino ad un salto di due classi energetiche o, in alternativa, al passaggio a classe energetica superiore.

E ancora si avrà diritto alla detrazione completa prevista dal Superbonus 110% se si abbina alla sostituzione della pavimentazione l’installazione di un sistema che permetta il riscaldamento degli stessi, oppure un impianto, sempre da riscaldamento, di diversa alimentazione: pompa di calore, caldaia da condensazione, etc.

Tuttavia, per poter godere della massima detrazione al 110% va ricordato che gli interventi dovranno essere realizzati esclusivamente sulla prima abitazione, comprese le dimore popolari, e riguardanti i condomini.

Insomma, queste sono le chance per fruire del bonus pavimenti ottenendo una detrazione fiscale al 110% delle spese sostenute.

Bonus pavimenti: chi sono i beneficiari

Il bonus pavimenti, ossia lo sconto spettante per l’acquisto, rimozione e nuova installazione dei pavimenti, potrà essere richiesto da un’ampia fetta di italiani, contribuenti Irpef.

In altre parole, potranno chiedere il contributo quanti appartenenti alla categoria dei proprietarie e nudi proprietari, tutti i locatori, chi esercita un’attività di impresa individuale e quanti produttori di reddito in forma associata.

Anche il singolo soggetto convivente nel nucleo familiare potrà beneficiare del bonus pavimenti alla condizione che le spese supportate per la realizzazione degli interventi siano intestate a suo nome e facilmente desumibili da fatture e bonifici.

Bonus pavimenti: come averlo e come farne domanda

Tutti gli interventi da realizzare per godere delle diverse detrazioni percentuali a cui da diritto il bonus pavimenti, vale a dire del 50% se vengono effettuati lavori compresi nel bonus ristrutturazione, del 65% se interessano lavori compiuti fruttando l’Ecobonus e del 110% qualora si realizzassero insieme ai lavori trainanti del superbonus 110%, vanno pagati mediante l’utilizzo di strumenti tracciabili.

Sul fronte dei documenti da compilare, invece, va precisato che all’Enea deve essere inoltrata la scheda dei lavori compiuti completa delle spese sostenute per realizzare gli interventi.

Da tale documento dovranno risultare una serie di informazioni indispensabili. Innanzitutto, occorre indicare le caratteristiche essenziali dell’intervento, l’ammontare di spesa sostenuto per i lavori e tutte le indicazioni riguardante l’immobile su cui sono stati realizzati gli interventi.

Tutta la documentazione utile al riconoscimento del bonus va inviata, entro e non oltre il termine di 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo eventualmente necessario, online nel sito dedicato all’ecobonus accessibile cliccando QUI.

Salvo inattese proroghe, la scadenza del beneficio è fissata al 31 dicembre 2021.

Agli interessati ad ottenere il bonus pavimenti è data facoltà di scelta di poter ottenere la detrazione come sconto in fattura o, alternativamente, come credito d’imposta.

Bonus pavimenti: sconto in fattura o cessione del credito?

Indipendentemente della detrazione (50%, 65% o 110%) di cui si vorrà beneficiare per il bonus pavimenti 2021, due sono le modalità a disposizione per poter ottenere lo sconto sulle spese supportate: credito d’imposta o sconto in fattura.

Nel primo caso, il rimborso spesa sarà spalmato su 10 anni nella dichiarazione dei redditi e corrisposto in 10 quote annuali di pari importo. Per poter fruire di tale modalità è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi sul portale telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Per meglio comprendere come funziona la detrazione si può fare un semplice esempio. Supponiamo di aver diritto ad una detrazione del 50% sulle spese sostenute di ammontare complessivo pari a 30.000 euro. Calcolare la somma da recuperare mediante credito d’imposta è facile.

Basta calcolare il 50% sul totale delle spese (30.000 euro). In questo modo si otterrà la detrazione a cui si ha diritto, nel caso in questione di 15.000 euro. Quest’ultima cifra va, poi, divisa per 10 anni, per conoscere la quota annuale di detrazione spettante (150 euro).

Diversamente, nel caso si preferisse scegliere l’alternativa dello sconto in fattura, spetta all’impresa incaricata dei lavori inserire la percentuale di detrazione a cui si vuole accedere (50%, 65% o 110%) come sconto nella fattura emessa per gli interventi realizzati.

In tal senso, diretto destinatario dell’agevolazione fiscale non sarà il titolare dell’immobile su cui verranno effettuati i lavori, bensì l’impresa esecutrice che applica lo sconto in fattura.

In ogni caso, tale modalità potrà essere applicata solo se beneficiario e impresa incaricata dei lavori sono concordi sullo sconto in fattura. Questo per sottolineare come l’impresa non sia obbligata ad accettare questa formula di rimborso spese.