Il bonus pc sembrava una misura ad hoc per coinvolgere le famiglie meno abbienti nella digitalizzazione e nell’acquisto di dispositivi elettronici utili allo svolgimento dello smart working o della DAD durante l’emergenza pandemica.

Contrariamente a quanto previsto, però, questo incentivo non ha avuto il risultato sperato ed è finito per arenarsi a causa della carente domanda di accesso da parte dei beneficiari.

Per questo motivo, il Governo ha deciso di rimediare ed avviare una nuova fase di rilancio della misura disponendo di altri finanziamenti, soprattutto per il settore delle imprese e delle aziende.

Vediamo quali sono stati i problemi che hanno rallentato la richiesta del bonus e in quale modo si svolgerà un’ipotetica fase 2.

Bonus pc: cos'é, chi ne ha diritto e come funziona?

Il bonus pc venne erogato nel pieno dell’emergenza pandemica causata dall’arrivo del Covid-19, per aiutare le famiglie meno abbienti ad abbracciare il concetto di digitalizzazione.

Mediante la disposizione di un voucher dall’importo di 500,00 euro il governo ha permesso ai nuclei familiari con valore isee inferiore ai 20.000 euro, di poter acquistare dispositivi tecnologici ( quali tablet o pc) per consentire ai propri figli di partecipare alla DAD o svolgere il proprio lavoro da remoto.

In questo modo, è stato in grado di consentire anche ai soggetti con scarsa disponibilità economica di munirsi di apparecchiature e connessione internet a banda larga, ad un prezzo molto conveniente.

Come spiega altroconsumo.it, lo sconto previsto poteva esser applicato:

“sul dispositivo e sul canone per la connessione internet per un periodo di 12 mesi, senza vincoli e costi di attivazione in caso di recesso prima dei 12 mesi, per consentire loro di munirsi di una connessione internet veloce e contestualmente, di acquistare pc o tablet.”

Per poterlo ottenere, era necessario che i richiedenti fossero muniti di certificazione Isee valida in cui venivano identificati tutti i dati relativi al reddito in possesso.

Poiché questa agevolazione era strettamente legata alla disponibilità economica delle famiglie, il calcolo dell’importo finale avveniva proprio in relazione di questo elemento.

Lo sconto veniva così ripartito:

  • Isee inferiore a 20.000 euro: 500,00 euro di sconto
  • Isee fino a 50.000 euro: 200,00 euro di sconto

Tale somma massima veniva poi divisa e corrisposta per soddisfare entrambe le necessità, ovvero:

  • 300,00 euro: destinati per l’allacciamento della connessione internet o il potenziamento di quella già esistente (ma troppo debole)
  • 200,00 euro:  destinati all’acquisto di un pc o un tablet ( da utilizzare solo se si è già provveduto a realizzare  il punto precedente)

Lo sconto veniva riconosciuto ad un solo beneficiario per ogni nucleo familiare che faceva parte dell’unità abitativa e per poterne godere, era sufficiente che si recasse presso un operatore che aderiva all’iniziativa.

Il video di Luca Crocco vi spiega come funziona il bonus e come richiederlo:

Quest’ultimo, poi, provvedeva ad informalo sulle offerte attive approvate da Infratel Italia, società del Ministero dello Sviluppo Economico.

Tali offerte dovevano rispettare determinate regole, come quella di essere proposte almeno 45 giorni prima della sottoscrizione del contratto.

Qualora il beneficiario sentisse la necessità di cambiare provider, le offerte dell’ultimo operatore dovevano essere uguali o minori rispetto a quelle del contratto che stava per scadere.

Erogabile fino ad esaurimento scorte, il bonus pc e internet poteva essere richiesto entro e non oltre il 1° ottobre 2021.

Bonus pc: perché non ha funzionato?

Sebbene l’iniziativa del bonus pc sia stata vista in maniera positiva da un gran numero di famiglie italiane, al momento sembra che si sia bloccata in un angolo.

I fondi stanziati dal Governo per corrispondere il voucher a più beneficiari possibili, non sono stati esauriti ma avanzati.

La società Infratel Italia ha riportato nelle ultime statistiche dei dati molto importati che ci fanno comprendere meglio la situazione.

Come spiega quifinanza.it:

“ a dieci mesi dall’avvio della misura, le risorse impegnate ammontano ad oltre 99 milioni di euro, pari al 49,5% dei fondi disponibili. Complessivamente, dal giorno a partire dal quale i cittadini interessati potevano richiedere il voucher agli operatori che hanno presentato offerte valide, sono stati attivati oltre 187.000 voucher in tutta Italia, per un totale di oltre 91,5 milioni di euro erogati”

Ciò vorrebbe dire che dei 200 milioni disponibili, non ne sono stati utilizzati nemmeno la metà.

Le associazioni dei consumatori, come anche gli attori coinvolti nella gestione della misura, avrebbero imputato il fallimento del contributo alla condizione di acquisto di computer o connessione internet.

Le elevate specifiche tecniche e i vincoli legati alla scelta di dispositivi da parte degli operatori non hanno di certo giovato.

La campagna di informazione del Governo è stata troppo debole e le compagnie telefoniche  che dovevano spingere i cittadini ad approfittare di questo contributo, non hanno lavorato al massimo delle loro capicità.

Inoltre, come se non bastasse, anche le offerte presenti sul mercato non erano delle migliori.

Sono state, infatti, ben 564 quelle rifiutate dai beneficiari a causa di clausole contrattuali non conformi alle regole, servizio insufficiente e difformità tra i documenti presentati e i dati che erano stati caricati sul portale di Infratel.

A mettere la ciliegina sulla torta anche il fatto di voler destinare il voucher alle famiglie che avevano già un contratto di connessione a banda larga.

Come spiega ilsole24ore.com:

“Destinare i voucher anche alle famiglie che già possiedono un contratto a banda larga fiso per ottenere una connessione con performance migliori, è apparso poco attraente per gli utenti visto che in assenza del voucher l’operatore non avrebbe mai applicato dei costi aggiuntivi nei casi di upgrade tecnologico.”

Durante la prima fase di attivazione del bonus, il voucher non è stato operativo in diverse Regioni d’Italia che, anche richiedendolo, hanno dovuto applicarlo solo alle utenze situate nei Comuni con la peggior performance di copertura mai vista.

Potremmo dire, dunque, che il bonus pc e internet sia stato un' occasione sfruttata a metà, andata verso il fallimento più totale ma non per questo inaspettato.

Fin dal suo lancio infatti, in molti avevano espresso dubbi sulla funzionalità della misura e si sarebbero aspettati che, alla peggio, sarebbe andata a finire così.

L'articolo di Valerio Strocchi spiega come richiedere subito il bonus pc da 500€!

Bonus pc: che fine faranno i fondi avanzati?

Il tempo per richieder il bonus pc e internet è giunto al termine, ma resta ancora una parte di soldi da spendere.

La fase 1 della misura ha permesso di attivare solo 200.000 bonus per un costo totale di 98 milioni di euro, avanzandone ben 100 che potrebbero essere indirizzati alle piccole-medie imprese.

Secondo il progetto iniziale, la seconda tranche della misura avrebbe dovuto interessare sia le famiglie con Isee inferiore a 20.000 euro, sia le PMI ma a quanto sembra, almeno in prima battuta, verranno coinvolte solo le imprese alle quale si stanzieranno 515,8 milioni di euro.

Aggiungendo ciò che resta del bonus a questi 500 milioni, l’idea sarebbe quella di aprire una fase 2 ma solo per le aziende che richiedono una connettività ad almeno 30 Mps, oppure per le imprese che richiedono una connettività di almeno un GPS.

Le fasce dei nuovi incentivi andrebbero da 1.300 euro ad un massimo di 2.500 euro, dividendosi in voucher dal valore minimo di 300,00 euro.

In base alla prestazione e alla dimensione aziendale, le aziende con connettività a 30 Mps potrebbero ricevere un contributo di 500,00 euro per tutte le tecnologie, anche per il satellite.

Le imprese con connettività ad un GPS invece, riceverebbero un contributo molto già alto pari a 2.000 euro.

Come spiega wired.it:

“Le risorse inutilizzate potrebbero dunque corroborare questa seconda tranche ancora ferma, visti gli scarsi risultati ottenuti finora e i rilievi della commissione europea. È più verosimile che si sblocchi il bonus rivolto solo alle imprese, ma non prima del 2022 inoltrato.”

Si dovrà aspettare ancora un mese, dunque, per sapere quale sarà la decisione del Governo in merito al bonus pc e internet ma tutto fa intendere che il rifinanziamento della misura sia già dato per certo.

L’avvio della fase 2 sarà lento graduale e dovrò attendere il via libera della Commissione Europea.

Bonus pc: quando serve lo psicologo?

Non ci crederete mai, ma legato al bonus pc e internet vi è un’altra misura di sostegno, totalmente diversa in natura. Avete mai sentito parlare del bonus psicologo?

È la prima volta?

Allora ve lo spiego per bene.

Il bonus psicologo è una proposta di sostegno per tutte quelle persone che, a causa di ansia, stress e attacchi di panico non riescono più ad affrontare la vita come prima.

Il ritorno alla socializzazione, il non riuscire a staccarsi dai dispositivi tecnologici sono solo alcune delle cause che hanno portato la maggior parte dei soggetti a vivere  il ritorno alla normalità in maniera tragica.

Per questo motivo, il governo ha messo a disposizione un contributo finanziato per 50 milioni di euro che darebbe loro la possibilità di farsi ascoltare da uno psicologo ad un prezzo nettamente inferiore rispetto al tariffario quotidiano.

Secondo le ultime stime in materia, circa il 27% della popolazione italiana vorrebbe approfittare dell’occasione per recuperare la tranquillità perduta durante la pandemia, mentre il 21% vorrebbe intraprendere questo percorso nuovamente poiché lasciato a causa di difficoltà economiche.

Prevenire queste ricadute che andrebbero ad intaccare il piano umano ma anche quello economico-sociale, andrebbe ad aiutare in maniera significativa i soggetti fragili.

Il tema, è ancora uno dei meno considerati nel dibattito pubblico, ma niente rende impossibile un suo affronto nei prossimi mesi. 

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