Bonus Pellet, in scadenza il beneficio: ecco quanti giorni restano per usarlo

Bonus Pellet in scadenza: mancano poche ore per la chiusura definitiva della misura. Ecco quanti giorni restano per usarlo.

Il 2024 non è iniziato nel migliore dei modi per le famiglie italiane: questo nuovo anno sembra essere quello peggiore sul fronte energia.

I dati parlano chiaro, sono previsti aumenti del 7,6% per il gas e del 8,5% per l’energia elettrica.

A ciò si aggiungono alcune misure che non sono state riconfermate nel 2024 e che provocheranno un aggravio di spesa per le famiglie italiane, in media di  102,15 euro annui sulla bolletta del gas.

Proprio per fronteggiare tali rincari molti hanno optato per l’installazione di sistemi di riscaldamento complementari rispetto al gas, ossia le moderne stufe a pellet.

Dopo un 2022 che ha segnato fortissimi rincari sul fronte del biocombustibile, ora il prezzo della biomassa sembra essere rientrato ai livelli del 2021.

I dati diffusi da Aiel, parlano di un calo di prezzo di oltre il 40% con un prezzo medio di circa 6 euro a sacchetto.

Una riduzione che è frutto di alcuni incentivi e correttivi introdotti dal governo Meloni, nella passata manovra finanziaria, quella cioè del 2023 che ha introdotto anche il Bonus pellet.

Una misura che ha portato benefici nel settore del pellet e che è stata riconfermato per il 2024, ma soltanto per alcuni mesi.

Scopriamo insieme di cosa si tratta e quanti giorni restano per poter godere del Bonus Pellet.

Bonus Pellet, in scadenza: ecco quanti giorni restano per usarlo

Il pellet, nonostante  i rincari che ha subito nel corso dei passati mesi è ancora il biocombustibile più amato dalle famiglie italiane.

Lo dicono anche i dati relativi alle vendite delle stufe a pellet: dal 2019 ad oggi queste sono aumentate del  21%.

A spingere verso l’aumento anche il risparmio prodotto dall’utilizzo di tali apparecchi ma anche l’evidente riduzione del prezzo che oggi di attesta a 6,19 euro per sacco da 15 kg.

Tale riduzione è frutto anche del Bonus pellet, voluto fortemente dal governo Meloni e dalle associazioni di categoria che hanno chiesto e ottenuto questa agevolazione.

Nel concreto non si tratta di un vero e proprio bonus con requisiti da rispettare ma si tratta dell’applicazione dell’Iva agevolata al 10% piuttosto che al 22% sull’acquisto del prodotto.

Il beneficio fiscale del 10% viene applicato, dunque quando si procede all’acquisto di sacchi di pellet di qualsiasi dimensione ed è usufruibile da tutti i cittadini senza limitazione di ISEE.

In buona sostanza viene applicato al momento dell’acquisto, senza essere richiesto.

Una misura prorogata anche per il 2024 ma soltanto per alcuni mesi.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di bilancio 2024 pubblicata in GU n. 303 del 30 dicembre 2023 l’aliquota del 10% si potrà applicare  soltanto per i primi due mesi del 2024 cioè per gennaio e febbraio 2024.

Ormai dunque siamo agli sgoccioli, manca veramente poco alla possibilità di sfruttare il Bonus pellet, soltanto 2 giorni salvo eventuale proroga che però non è prevista al momento.

Bonus pellet, cosa succederà da marzo?

Lo abbiamo appena detto, se non interverranno  nuove misure il Bonus Pellet, sparirà tra 2 giorni, ossia con l’arrivo di Marzo 2024.

L’Iva ridotta al 10 % sulla biomassa andrà in cantina a partire dal 1 marzo 2024 facendo tornare l’applicazione della vecchia aliquota al 22%.

Da più parti si chiede però di far diventare l’applicazione dell’Iva ridotta una misura strutturale e permanente.

Associazioni di categoria, produttori e soprattutto  AIEL Associazione italiana energie agroforestali che hanno evidenziato più volte la necessità di stabilire un cambiamento in tale direzione al fine di contrastare gli illeciti e la povertà energetica, rendendo stabile il Bonus Pellet. 

Per quali motivi serve un cambio di rotta?

Mantenere il Bonus Pellet e dunque l’applicazione dell’Iva ridotta al 10% anziché del 22%, non provocherebbe effetti positivi solo sulle famiglie italiane che hanno fatto del biocombustibile il loro prodotto complementare al gas, ma rendere strutturale tale cambiamento potrebbe  contrastare le truffe e l’emersione del mercato sommerso, con evidenti benefici anche per lo Stato.

A dirlo è anche la Guardia di Finanza, con cui l’AIEL mantiene un’intensa collaborazione nella lotta all’evasione fiscale.

Achiropita Cicala
Achiropita Cicala
Collaboratore giornalistico, classe 1985.Ho una laurea magistrale in Economia Applicata, conseguita presso l'Università degli Studi della Calabria. A percorso universitario ultimato, ho approfondito sul campo le competenze acquisite in Finanza e Statistica presso alcuni studi commerciali. Attualmente, collaboro con diverse testate giornalistiche online per le quali scrivo, con flessibilità, di argomenti che spaziano dall'economia alla politica, dal mondo della scuola a quello dell'amministrazione pubblica. Passioni? La scrittura in primis, la grafica in secundis!
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