L’utilizzo della carta di credito si conferma ancora una volta il metodo di pagamento più semplice e veloce del 2021.

8 italiani su 10 dichiarano di preferirlo al contante in quanto rappresenta una forma di pagamento sicura.

Questa tessera di plastica, dotata di banda magnetica, è in grado di tutelare la disponibilità economica del titolare tramite codice di accesso e sistema di blocco immediato in caso di smarrimento.

Le funzioni che abilitano l’intero processo elettronico consentono, inoltre, di proteggere i dati sensibili del soggetto da furto e clonazione.

Oltre a questi due vantaggi molto importanti, il pagamento con carte di credito è un mezzo digitale perfetto per gli acquisti online sia in Italia che all’estero.

Poiché predilige le operazioni senza mettere mano al portafoglio, previene il ricircolo di banconote false e sbarra la strada all’evasione fiscale.

È proprio per quest’ultimo motivo che lo Stato ha deciso di incentivare i cittadini e i commercianti all’utilizzo dei pagamenti elettronici.

L’ormai conosciuto bonus POS è un’ottima misura per raggiungere l’obiettivo.

Vediamo quale novità lo rende ancora più appetibile.

Bonus POS: il credito d'imposta tocca il 100%

Il bonus POS venne introdotto dal Decreto Legge 124/2019 e contenuto nell’articolo 22 come una nuova misura di aiuto e sostegno alle imprese.

Questo credito d’imposta veniva riconosciuto agli esercenti che avevano ricavi e compensi non superiori ai 400 mila euro nell’anno di imposta precedente.

La percentuale di detrazione era pari al 30% delle commissioni addebitate con transazioni effettuate tramite carte di pagamento dal 1° luglio 2020.

Utilizzabile solo in compensazione (modello F24)  veniva ammesso a decorrere del mese successivo a quello in cui venivano pagate le commissioni in pieno rispetto della normativa europea inerente agli aiuti de minimis.

Con la sottoscrizione del Decreto Legge 99/2021, il bonus POS si rafforza e porta il credito d’imposta fino al 100% delle commissioni maturate dal 1°luglio 2021 al 30 giugno 2022.

Una novità che fa gola a molti e che viene riconosciuta nel caso in cui gli esercenti si muniscano di strumenti di pagamento elettronico collegati direttamente al registratore di cassa.

Che siano carte i credito o di debito non vi è differenza, purché consentano di memorizzare i dati dei corrispettivi giornalieri ed inviarli telematicamente all’Agenzia delle entrate.

A chi acquista, noleggia o utilizza strumenti analoghi viene riconosciuto un ulteriore bonus che, come il primo, non concorre alla formazione del reddito né alla verifica della misura che dà diritto ad interessi passivi.

Bonus POS: doppio credito d'imposta per gli esercenti

Potremmo dire, dunque, che il Decreto Legge 99/2021 abbia introdotto non uno, bensì due crediti d’imposta a favore degli esercenti.

Poiché entrambi presentano differenze sostanziali è bene vederli singolarmente e delineare le caratteristiche principali.

Il primo credito d’imposta ( 160,00 euro a soggetto), spiega ilcommercialistaonline.it:

“ è previsto per tutti gli esercenti attività d’impresa, arte o professioni che dal 1 luglio 2021 al 30 giugno 2022 comprano, noleggiano o usano strumenti che permettono al consumatore finale di pagare con bancomat o carta di credito.”

L’importo della percentuale del bonus si appoggia alla base dei ricavi e dei compensi del soggetto titolare di partita Iva e, pertanto, è soggetta alle seguenti variazioni:

  • 70% per ricavi e compensi inferiore a 200 mila euro
  • 40% per ricavi e compensi compresi tra 200 mila euro e 1 milione di euro
  • 10% per ricavi e compensi compresi tra 1 milione di euro e 5 milioni di euro

Differentemente dal primo, il secondo credito d’imposta ( 320,00 euro a soggetto) viene riconosciuto alle categorie di esercenti che, al contempo, si muniscono di strumenti che permettono di memorizzare i dati e trasmetterli telematicamente.

Anche in questo caso l’importo della percentuale varia in misura di alcune situazioni:

  • 100% per ricavi e compensi inferiori a 200 mila euro
  • 70% per ricavi e compensi compresi tra i 200 mila euro e 1 milione
  • 40% per ricavi e compensi compresi tra 1 e 5 milioni di euro

Bonus POS: agevolazioni anche per imprenditori e professionisti

Il bonus POS non è una novità.

Ci eravamo già abituati a sentirne parlare quando la percentuale di recupero delle spese arrivava ad un misero 30%, ma ora che si tocca il 100% le cose cambiano.

Il rimborso dei pagamenti POS può avvenire non solo a favore degli esercenti di attività d’impresa, arte o professione bensì anche per professionisti e imprenditori.

L’unica cosa fondamentale è che i pagamenti vengano effettuati e ricevuti attraverso sistemi tracciabili in misura piena, a patto che il totale dei ricavi o dei compensi non sia inferiore ai 400 mila euro.

Aggiunge inventireoggi.it:

“il recupero pieno delle commissioni di incasso, con il bonus POS è valido solo per i pagamenti da parte dei privati e solo se i terminali sono collegati ai registratori di cassa telematici”

Non si parla, quindi, di POS portatili o scatolette dalle fattezze mini bensì di veri e propri “mattoni” che memorizzano la transazione e poi la trasmettono all’Agenzia delle entrate.

L’esercente non incasserà alcuna somma di denaro ma maturerà un credito d’imposta che potrà essere fruito in compensazione e indicato nella dichiarazione dei redditi.

Potrà utilizzarlo per pagare altre imposte visto che, nemmeno in questo caso, non concorrerà a formare reddito ai fini Irap.

Bonus POS e Cashback: già vinti 1.500 euro?

Il bonus POS ( e il relativo bonus bancomat di cui ho parlato in questo articolo) è strettamente collegato al Cashback e al Supercashback di Stato.

L’obiettivo di questi tre progetti è il medesimo, ovvero incentivare la tracciabilità dei pagamenti e promuovere agevolazioni a favore delle imprese.

In seguito alla sospensione del Cashback e alla risaputa delusione generale di tutti i cittadini che vi avevano partecipato, finalmente arrivano buone notizie.

Il rimborso di 150,00 euro per almeno 50 transazioni effettuate verrà confermato tramite messaggio nell’applicazione IO nel momento esatto in cui sarà effettuato il bonifico sull’IBAN indicato.

Nel caso in cui non si rientri nella classifica per un pelo, è possibile fare reclamo e conteggiare nuovamente il numero delle transazioni.

Potete sporgere reclamo fino al 20 agosto 2021 attraverso il portale Reclami Cashback di Consap.

Entro 30 giorni giungerà il riscontro motivato e nel caso in cui la risposta sia positiva, potrete godere del pagamento che vi è dovuto.

Ad ogni modo, la classifica finale non è definitiva sebbene sia stata chiusa e potrebbe essere stravolta ancora dall’esito dei reclami.

Potrà essere considerata definitiva a fine settembre anche se qualcuno afferma di sapere già di aver vinto i 1.500 euro del Supercashback.

Se siete al limite della classifica dei 100 mila non sperate troppo e preparatevi alle brutte sorprese, gli aggiornamenti potrebbero farvi perdere l’occasione e non potrete cantare vittoria.

Bonus POS: quali carte di pagamento sono ammesse?

Le transazioni effettuate con carte aziendali non rientrano nel bonus POS.

Il testo che argomenta la natura dell’agevolazione chiarisce esplicitamente le tipologie di strumenti di pagamento accettati ovvero:

  • carte di credito
  • carte di debito
  • prepagate
  • applicazione su smartphone

I pagamenti devono essere tracciabili e anche i costi fissi composti da un canone possono essere detraibili.

Il calcolo del credito d’imposta verrà effettuato dai gestori di servizi di pagamento elettronici una volta rilasciato il prospetto periodico degli importi inerenti al bonus POS.

Bonus POS: richiederlo è facile!

Richiedere il bonus POS non è per nulla complicato.

Basta munirsi di modello F24, compilarlo bene ed inviarlo in via telematica.

Il codice tributo che vi verrà dato dall’Agenzia delle entrate dovrà essere indicato nella sezione “Erario”.

Potrà essere inserito nella colonna “Importi a credito compensati” oppure in quella “Importi a debito versati” nel caso in cui abbiate utilizzato l’agevolazione per sbaglio.

Nei campi di riferimento di mese e anno bisogna scrivere il mese e l’anno di addebito della commissione.

Bonus POS: le sanzioni per chi non dispone del POS

Sebbene il POS sia lo strumento preferito dai consumatori e anche dalla maggior parte dei commercianti, esiste ancora una fetta di quest’ultimi che non ne vogliono proprio sapere.

Addirittura alcuni pensano di poter sfuggirvi ma non sanno che dopo la Legge di stabilità del 2016, dal 2020 il POS è obbligatorio.

Quest’obbligo vale per ogni attività commerciale, ad esempio:

  • bar
  • ristoranti
  • negozi
  • pizzerie
  • supermercati
  • venditori ambulanti di mercati e fiere
  • lavoratori autonomi
  • liberi professionisti
  • tassisti e conducenti NNC

Il consumatore che vede rifiutarsi la possibilità di pagare con carta può farsi valere segnalando la violazione all’Agenzia delle Entrate.

Possibile anche rivolgersi alla Guardia di Finanza al numero gratuito 117 e redarre la segnalazione in forma scritta, come una lettera, identificando tutti i dati anagrafici del soggetto segnalante.

In un video di Angelo Greco, viene fornita una spiegazione molto dettagliata dell'argomento indicando anche qual'è l'importo minimo che può essere richiesto in fasedi pagamento elettronico:

Inoltre, a partire dal 1° luglio 2020 è bene sapere che le sanzioni previste si calcolano partendo da 30,00 euro e aggiungendo il 4% dell’importo rifiutato.

Sembrerà una cifra penale da niente, ma in caso di piccoli importi sarà come aver prestato il propiro lavoro gratuitamente. 

Non ha senso, giusto?

Bonus POS, bonus bancomat e altre curiosità:

Oltre al Bonus POS esiste anche il corrispettivo bonus bancomat, un altra misura che gli assomiglia molto ma che vale la pena studiare per sapere come funziona.

A tal proprosito ho il piacere di lasciarvi un altro articolo ( oltre a quello già citato in precedenza scritto da me) redatto da Viviana Vitale in trend-online, nel quale si parla di ben 320,00 euro per tutti.

La conferma ufficiale arriva da Mario Draghi, perciò vale la pena darci uno sguardo!!