I tempi sono difficili ed è sempre più complicato acquistare casa. La prima casa. Specialmente se si è ancora giovani e con lavori precari o discontinui. La causa è ormai conclamata: il poco lavoro, gli stipendi bassi, l'impoverimento del proletariato o l'alto tasso di disoccupazione che si è esteso sempre più da nord a sud in tutta Italia.

Un problema gravissimo che si è fatto sentire nell'ultimo decennio, con almeno due generazioni di giovani dal futuro incerto e che vivono al confine con la soglia di povertà. Anche coloro che lavorano stentano a sopravvivere, il fenomeno è stato definito dall'O.C.I.S. (Osservatorio Internazione per la Coesione e l'Inclusione Sociale) col termine di "working poor" e noi lo abbiamo trattato già precedentemente in questo articolo.

Nell'ultimo decennio, complice la crisi economica e l'impossibilità di acquistare un immobile, abbiamo assistito al crollo verticale del mercato immobiliare. Le case non si vendono più, non è una novità, per questo motivo, il Governo guidato da Mario Draghi ha cercato di venire incontro ai giovani, in modo tale da coprire questo buco che pesa sull'economia italiana.

Per gli under 36 oggi ci sono incentivi e azzeramento di tasse sull'acquisto della prima casa, esteso per coloro che hanno un reddito ISEE inferiore ai 40 mila euro. In questo modo, col Bonus Prima Casa, si favoriscono le agenzie immobiliari, il mercato dell'immobile e il giovani al di sotto dei 36 anni di età, agevolandoli nell'acquisto della prima casa. Vediamo in cosa consiste questo bonus, chi può ottenerlo e come è stato studiato.

Bonus Prima Casa anche nel 2022

"Il Bonus Prima Casa per i giovani con meno di 36 anni rientra nella Legge di Bilancio. Questo incentivo interviene non solo a favore dei ragazzi che intendano acquistare la prima casa, ma anche per spingere le banche, da sempre restie a concedere mutui ai più giovani e con lavori precari e partite IVA"

Chiariamo subito una cosa: il Bonus Prima Casa è valido anche per i box auto, un'agevolazione importante. Ciò è stato messo nero su bianco nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) approvato dal Consiglio dei Ministri per la Legge di Bilancio 2022, con lo stanziamento di 23 miliardi di euro a favore dell'economia italiana.

Il Bonus Prima Casa per i giovani con meno di 36 anni rientra nella Legge di Bilancio. Questo incentivo interviene non solo a favore dei ragazzi che intendano acquistare la prima casa, ma anche per spingere le banche, da sempre restie a concedere mutui ai più giovani e con lavori precari e partite IVA, ad attivarsi in modo tale da consentire mutui del 100% del valore dell'immobile.

Il bonus è riservato a chi possiede un reddito ISEE annuale inferiore ai 40 mila euro, e grazie a questo si ha la cancellazione di imposte ipotecarie e catastali. Una concessione di un credito d'imposta in caso di acquisto soggetto a IVA. Si tratta di una agevolazione che Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha esteso anche per l'acquisto di box auto e pertinenze, che possono essere richieste una volta stipulato il rogito definitivo per l'acquisto, come illustra la testata Today.it.

Il Bonus Prima Casa aiuta i più giovani

Il Bonus Prima Casa 2022 è valido dunque per i giovani acquirenti che hanno meno di 36 anni. Questi hanno la possibilità di comprare la prima casa con questa agevolazione al 100% entro il 30 giugno 2022. Il Governo, in futuro, potrebbe prorogare tale agevolazione, ma al momento questa è la data di scadenza per spronare tutti i giovani a farsi avanti, prendere coraggio, e acquistare l'immobile.

"Per gli under 36 oggi ci sono incentivi e azzeramento di tasse sull'acquisto della prima casa, esteso per coloro che hanno un reddito ISEE inferiore ai 40 mila euro. In questo modo, col Bonus Prima Casa, si favoriscono le agenzie immobiliari, il mercato dell'immobile e il giovani al di sotto dei 36 anni di età, agevolandoli nell'acquisto della prima casa."

Si tratta di un grande aiuto per i più giovani, solitamente sfavoriti dai bonus messi in campo dal Governo, anche perché, come abbiamo accennato, sono stati un po' dimenticati. Un buco generazionale senza precedenti che ha fatto collassare l'economia italiana e comportato gravi perdite in termini finanziari. Questo fenomeno non coinvolge soltanto l'Italia ma un po' tutto il mondo, andato di corsa per cinquanta anni e poi improvvisamente arrestatosi negli ultimi quindici.

Un mondo sempre più povero

Tra crisi economica, emergenza sanitaria, crollo di interi mercati e cambiamenti storici e geopolitici, il mondo è drasticamente cambiato. L'indice di povertà fornito dall'ISTAT è cresciuto a dismisura in tutta la popolazione, specialmente quella più giovane e che nell'ultimo decennio si è affacciata al mondo del lavoro.

Ciò ovviamente ha avuto gravi ripercussioni sul mercato immobiliare, non solo italiano, non a caso nell'ultimo mese ha avuto grande eco il fallimento della società cinese Evergrande, argomento caldo che abbiamo tratto in questo articolo poco tempo fa.

"I requisiti per richiedere il Bonus Prima Casa li abbiamo già elencati, una volta approvati bisognerà compilare il modello F24 per ottenere l'importo, inserendo la sequenza 6928. Questo è il Codice tributo istituito che viene nominato come "credito d'imposta prima casa under 36". Il codice è stato istituito dall'Agenzia delle Entrate per recuperare in compensazione il credito d'imposta previsto dal bonus, inserito anche all'interno del Decreto Sostegni Bis."

Ad aggravare la situazione, tra crisi pandemica, crisi economica innescata a partire dal 2008 negli Stati Uniti e sovrappopolamento indiscriminato, con conseguente consumo di risorse primarie, sempre meno disponibili, c'è stato anche l'ingresso della moneta unitaria. L'euro sembrava, sulla carta, la cosa più sensata, invece, almeno per quanto riguarda l'Italia, si è rivelata un'arma a doppio taglio.

Si diceva che avremmo speso la metà, guadagnando il doppio, e invece è stato il contrario. Gli stipendi si sono fermati, mentre i prodotti da acquistare e le tasse sono praticamente raddoppiati. Un vero scandalo che l'Italia non ha saputo gestire, ponendo limiti, come hanno fatto nei paesi esteri. Ciò ha comportato a un minore potere di acquisto e stipendi da fame per la vita attuale.

Le falle del Bonus Prima Casa 2022

Il Bonus Prima Casa 2022 è un ottimo aiuto per i giovani al di sotto dei 36 anni di età, eppure anche in questo caso esistono delle falle. La più evidente? Chi acquista casa deve avere meno di 36 anni nell'anno solare in cui stipula il rogito con l'agenzia immobiliare e richiede il mutuo alla banca.

"Tra crisi economica, emergenza sanitaria, crollo di interi mercati e cambiamenti storici e geopolitici, il mondo è drasticamente cambiato. L'indice di povertà fornito dall'ISTAT è cresciuto a dismisura in tutta la popolazione, specialmente quella più giovane e che nell'ultimo decennio si è affacciata al mondo del lavoro."

Ciò significa che ne possono approfittare soltanto ragazzi con meno di 36 per tutto il 2021, se intendono acquistare casa entro la fine dell'anno, oppure con meno di 36 anni per tutto il 2022, se intendono acquistare casa il prossimo anno. Il bonus, in tal caso, svanisce per migliaia di ragazzi nati tra il 1985 e 1986.

Ma in tutto questo, il Bonus Prima Casa comporta dei vantaggi, che si estendono all'acquisto di pertinenze dell'abitazione principale. Per chi ha meno di 36 anni è prevista l'esenzione del pagamento di imposta del registro, ipotecaria e catastale. Anche nel caso di acquisto soggetto a IVA viene riconosciuto un credito d'imposta equivalente all'imposta pagata per l'acquisto.

I buchi riscontrati nel Bonus Prima Casa

Altra falla, segnalata dalla testata Fisco e Tasse, è legata al reddito ISEE. Sappiamo che il Bonus Prima Casa viene concesso in caso di ISEE inferiore ai 40 mila euro. Bene, a tal proposito bisogna far attenzione al reddito relativo al 2019 (per chi acquista casa nel 2021) e al 2020 (per chi acquista casa nel 2022), perché il giovane acquirente deve rispettare questo limite.

"Il Bonus Prima Casa per i giovani con meno di 36 anni rientra nella Legge di Bilancio. Questo incentivo interviene non solo a favore dei ragazzi che intendano acquistare la prima casa, ma anche per spingere le banche, da sempre restie a concedere mutui ai più giovani e con lavori precari e partite IVA, ad attivarsi in modo tale da consentire mutui del 100% del valore dell'immobile."

Ciò significa che i redditi patrimoniali che vanno forniti per il rogito sono calcolati in relazione al numero di soggetti che fanno parte dello stesso nucleo familiare. Il reddito da fornire, perciò, viene calcolato in base alla famiglia del ragazzo, se questo vive con i genitori. Se i genitori lavorano o godono di una pensione media, il bonus difficilmente sarà concesso.

In questo caso tanti under 36 saranno esclusi dal bonus, a meno che questi non vivano già da soli, o col proprio partner, e possano presentare un reddito personale al di sotto dei 40 mila euro annui.

Gli immobili che rientrano nel Bonus Prima Casa

"Il reddito da fornire, perciò, viene calcolato in base alla famiglia del ragazzo, se questo vive con i genitori. Se i genitori lavorano o godono di una pensione media, il bonus difficilmente sarà concesso."

Tra gli immobili che rientrano nel bonus (e parliamo anche di immobili acquistati all'asta), classificati nella tabella catastale fornita da Amministrazioni Comunali, figurano:

  • abitazione di tipo civile A/2
  • abitazione di tipo economico A/3
  • abitazione di tipo popolare A/4
  • abitazione di tipo ultrapopolare A/5
  • abitazione di tipo rurale A/6
  • abitazione in villini A/7
  • abitazione tipica del luogo A/11

Sono escluse dal Bonus Prima Casa 2022 tutte le abitazioni inserite nelle categorie catastali che figurano come:

  • di tipo signorile A/1
  • abitazioni di ville A/8
  • castelli e palazzi antichi A/9

I requisiti per richiedere il Bonus Prima Casa li abbiamo già elencati, una volta approvati bisognerà compilare il modello F24 per ottenere l'importo, inserendo la sequenza 6928. Questo è il Codice tributo istituito che viene nominato come "credito d'imposta prima casa under 36". Il codice è stato istituito dall'Agenzia delle Entrate per recuperare in compensazione il credito d'imposta previsto dal bonus, inserito anche all'interno del Decreto Sostegni Bis.